Glenn Close

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Glenn Close al Toronto International Film Festival nel 2017

Glenn Close (Greenwich, 19 marzo 1947) è un'attrice, doppiatrice e produttrice cinematografica statunitense.

Durante la sua lunga e variegata carriera, è stata costantemente acclamata per la sua versatilità ed è ampiamente considerata come una delle migliori attrici della sua generazione e una delle più grandi star della New Hollywood.[1]La storica e critica del cinema Cari Beauchamp reputa Glenn Close una delle dieci migliori attrici del secolo[2][3]. La Close detiene il record di attrice con più candidature (sette) ai Premi Oscar senza mai averne vinto uno. Nel corso della sua carriera ha vinto tre Golden Globe (su 15 nominations[4]), tre Emmy Awards (su 14 nominations[5]), due Screen Actors Guild Award e un Critics Choice Award.

I suoi ruoli più famosi figurano ne Il mondo secondo Garp (1982), Il grande freddo (1983), Il migliore (1984), Attrazione fatale (1987), Le relazioni pericolose (1988), Il mistero Von Bulow (1990), La casa degli spiriti (1993), La carica dei 101 - Questa volta la magia è vera (1996), Air Force One (1997), La carica dei 102 - Un nuovo colpo di coda (2000), The Lion in Winter - Nel regno del crimine (2003), Albert Nobbs (2011), Damages (2007-2012), Guardiani della Galassia (2014) e The Wife - Vivere nell'ombra (2017).

Glenn Close è anche una delle più apprezzate attrici del teatro statunitense: vanta infatti la vittoria di tre Tony Awards, un Drama Desk Award e un Obie Award. Ha inoltre ottenuto successo anche sui palcoscenici londinesi dove nel 2017 ha vinto un Evening Standanrd Theatre Award e ricevuto la sua prima candidatura come migliore attrice in un musical ai Laurence Olivier Awards. Infine è stata onorata con un premio alla carriera ai Theatre World Awards.[6][7] Nel 2016 il suo nome è stato inserito nella prestigiosa American Theatre Hall of Fame.[8]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nata da famiglia aristocratica a Greenwich, nel Connecticut, una cittadina fondata dai suoi antenati alla fine del Seicento, si trasferisce nel Congo belga al seguito del padre chirurgo. Frequenta contemporaneamente un collegio svizzero, viaggiando continuamente tra Africa ed Europa. Tra i 7 e i 22 anni entra a far parte di quella che lei stessa definisce una setta di estrema destra, il "Riarmo Morale" (Moral Re-Armament). Il movimento, come sostiene l'attrice, l'avrebbe aiutata a sviluppare il talento per la recitazione.[9][10]. Conseguita la laurea in antropologia e teatro nel 1974[11] in Virginia, si trasferisce a New York dove partecipa a diverse rappresentazioni teatrali nel Broadway theatre. Secondo quanto riportato dalla stessa Close, il desiderio di fare l'attrice si rafforzò dopo aver visto un'intervista di Katharine Hepburn che la convinse a cimentarsi in questo mestiere; nel 1990 poi Glenn Close presentò proprio la Hepburn ai Kennedy Center Honors e ricevette una lettera dove l'anziana attrice le dimostrava gratitudine per l'omaggio reso; infine, per ricordare il legame tra le due attrici, nel 2017 Glenn Close è stata insignita di un premio alla memoria della Hepburn, lo Spirit of Katharine Hepburn Award.[12][13]

Anni ottanta: il successo[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta Glenn Close consolida la propria carriera teatrale. Prende parte a quattro produzioni teatrali di Broadway (tra cui un musical) che le portano una candidatura per Barnum nel 1980 e una vittoria per La cosa reale nel 1984 ai Tony Award. Recita inoltre in due produzioni Off-Broadway tra cui La singolare vita di Albert Nobbs nel 1982, per il quale vinse un Obie Award.[14]

Il suo esordio cinematografico avviene nel 1982 con Il mondo secondo Garp al fianco di Robin Williams, la parte affidatole, una infermiera femminista, colpisce positivamente l'interesse di Hollywood, portandole una candidatura agli Oscar nel 1983. Nel 1984 ottiene la seconda candidatura al Premio Oscar per il film corale Il grande freddo dove recita insieme a molti celebri attori come Jeff Goldblum, William Hurt e Kevin Kline; l'anno successivo riceve la terza candidatura per il film Il migliore dove ha affiancato Robert Redford e Kim Basinger. Nel 1987 arriva la consacrazione definitiva con il film Attrazione fatale di Adrian Lyne, al fianco del premio Oscar Michael Douglas dove la Close interpreta uno dei personaggi più iconici della sua carriera, la stalker Alex Forrest, che è stata inserita al 7º posto nella lista dei personaggi più cattivi della storia del cinema; il film divenne il maggior successo dell'anno incassando 320 milioni di dollari e diventando un cult del cinema thriller anni '80.[15] L'anno seguente Glenn Close interpreta di nuovo un personaggio femminile negativo, regalando un'ulteriore performance memorabile, in Le relazioni pericolose del 1988 diretto da Stephen Friers, al fianco di John Malkovich e Michelle Pfeiffer. Entrambi i film citati sono acclamati dalla critica[16][17] e ricevono diverse candidature a vari premi cinematografici tra cui quelle all'Oscar alla miglior attrice per la Close. Per l'interpretazione della perfida Marchesa de Merteuil ricevette il plauso della critica internazionale e la sua performance è oggi ritenuta una delle migliori dell'epoca, in particolar modo la scena finale, col primo piano dell'attrice allo specchio, è stata definita "da antologia della storia del cinema".[18][19]

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Interpreta Sunny Von Bulow nel pluripremiato Il mistero Von Bulow al fianco di Jeremy Irons, e Karin Anderson nel film Tentazione di Venere che ottiene un raro 100% di consensi della critica sul sito Rotten Tomatoes[20]. Sempre nel '90 interpreta il ruolo di Gertrude nell'Amleto di Franco Zeffirelli al fianco di Mel Gibson ed Helena Bonham Carter, il film vince il David di Donatello per il miglior film straniero e riceve due candidature al premio Oscar. Nel 1993 è Férula Trueba ne La casa degli spiriti, film di Bille August tratto dall'omonimo romanzo di Isabel Allende accolto positivamente dal pubblico; il cast si compone di attori di alto livello: a fianco della Close ci sono Meryl Streep, Jeremy Irons, Winona Ryder, Vanessa Redgrave e Antonio Banderas. Nel 1992 ha preso parte ad un grande concerto alla Carnegie Hall dedicato al celebre compositore statunitense Stephen Sondheim, dove Close ed altri celebri volti del musical hanno cantato brani tratti dalle sue opere.[21]

Nel 1995 recita nel film TV Serving in Silence: The Margarethe Cammermeyer Story per cui vince un Emmy. Nel 1996 è nel film di Tim Burton Mars Attacks! in cui interpreta la First lady Marsha Dale, moglie del Presidente (Jack Nicholson), e madre di Taffy Dale (Natalie Portman).

Glenn Close nei panni di Crudelia De Mon nel 1996

Ottiene inoltre notorietà internazionale interpretando Crudelia De Mon in La carica dei 101 - Questa volta la magia è vera; il film regala all'attrice una candidatura al Premio Golden Globe ed è un successo al box office arrivando ad incassare oltre 320 milioni di dollari[22]. Infine nel 1996 recita in Mary Reilly al fianco di Julia Roberts e John Malkovich, accolto negativamente dai critici e dal pubblico con scarsi incassi[23][24]. Nel 1997 è con Harrison Ford e Gary Oldman nel film Air Force One che ottiene un enorme successo al botteghino incassando oltre 315 milioni di dollari[25];recita poi un cameo nel film In & Out. Nel 1998 partecipa alla celebrazione del 50esimo compleanno del grande compositore inglese Andrew Lloyd Webber tenutosi alla Royal Albert Hall, per questa occasione Glenn Close ha cantato alcuni brani tratti dal musical Sunset Boulevard.[26] Nel 1999 presta la voce a Kala nel film Disney Tarzan e recita in La fortuna di Cookie diretta da Robert Altman al fianco di Julianne Moore e Chris O'Donnell.

Anche negli anni novanta Glenn Close è attiva a teatro: è protagonista di due produzioni di Broadway: nel pluripremiato musical Sunset Boulevard di Andrew Lloyd Webber (ruolo che la Close aveva già provato in una produzione californiana) e nello spettacolo La morte e la fanciulla di Ariel Dorfman. Per questi due ruoli vince in entrambe le occasioni l'ambito Tony Award ed un Drama Desk Award.[27] In particolare il ruolo di Norma Desmond in Sunset Boulevard è considerato unanimemente, da parte di critica e di pubblico, uno dei più iconici impersonati da Glenn Close, tanto da reputarla l'interprete per antonomasia di questo personaggio. Lo spettacolo fu un tale successo che fu replicato per 977 volte e durò sui palcoscenici di New York per due anni e quattro mesi diventando anche il musical con la vendita di biglietti più veloce della storia di Broadway.[28][29]

Dal 2000 al 2009[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 è nel cast tutto al femminile nel film Le cose che so di lei diretta da Rodrigo García e reinterpreta la malvagia Crudelia De Mon in La carica dei 102 - Un nuovo colpo di coda ottenendo nuovamente un buon successo al box office con più di 183 milioni di dollari di incassi[30]. Nel 2003 doppia Nicoletta Braschi nel ruolo della Fata Turchina nella versione americana del film Pinocchio di Roberto Benigni. Nel 2004 è nel film La donna perfetta con Nicole Kidman, Bette Midler, Matthew Broderick e Christopher Walken: il film non riceve critiche entusiastiche ma riesce comunque a ottenere buoni risultati al box office coprendo il budget di produzione e incassando più di 100 milioni di dollari.[31][32][33]

Nel 2005 è nel film drammatico di Rodrigo García 9 vite da donna, accolto positivamente dai critici[34] e nel film TV The Lion in Winter per cui vince un Golden Globe. Nel 2007 è nel film Un amore senza tempo: nonostante il cast stellare ricomprenda la Close, Meryl Streep, Claire Danes, Vanessa Redgrave, Toni Collette e Natasha Richardson il film riceve critiche negative[35][36].

Ha fatto parte di due pluripremiate serie televisive: nella figura del capitano di polizia Monica Rawling nella serie televisiva The Shield[37] e come personaggio principale nel telefilm Damages. Damages ottiene critiche entusiastiche per tutte le stagioni di cui si compone[38] e si classifica come uno dei telefilm di maggior successo ricevendo candidature ai più importanti premi come Golden Globe, Emmy Awards, Screen Actors Guild Awards, Satellite Awards, Producers Guild of America Awards, Writers Guild of America Awards e Television Critics Association Awards. Interpretare l'avvocato Patty Hewes in Damages regala a Glenn Close un Premio Golden Globe, 2 Emmy Awards ed un Satellite Award.

Dal 2010 in poi[modifica | modifica wikitesto]

Glenn Close ai Premi Oscar 2012

Per la sua interpretazione di una donna che si finge uomo nel film Albert Nobbs[39] (in cui ritrova per la terza volta la regia di Rodrigo García), riceve diversi premi e candidature tra cui la sua sesta al Premio Oscar, una ai Golden Globes e una agli Screen Actors Guild Awards.[40] Glenn Close non si è limitata a recitare nel film Albert Nobbs ma ha anche prodotto il film, scritto la sceneggiatura e scritto le parole della canzone tema portante della colonna sonora Lay Your Head Down, con le musiche di Brian Byrne e interpretata dalla cantante irlandese Sinéad O'Connor. La canzone è stata molto apprezzata dai critici: riceve una candidatura al Premio Golden Globe e una agli Houston Film Critics Society Awards e vince ai Satellite Award come miglior canzone originale.[41][42]

Nel 2014 è nel cast del film Guardiani della Galassia, appartenente al Marvel Cinematic Universe[43], che si rivela un incredibile successo arrivando ad incassare oltre 750 milioni di dollari[44]. Nello stesso anno recita nuovamente a Broadway nel dramma Un equilibrio delicato con John Lithgow, Martha Plimpton, Lindsay Duncan e Bob Balaban. Nell'aprile 2016 debutta nel West End nel ruolo di Norma Desmond in Sunset Boulevard al London Coliseum, un ruolo ricoperto a Broadway oltre vent'anni prima e che nuovamente ha portato alla Close numerosi riconoscimenti tra cui la vittoria di un Evening Standard Theatre Awards per la migliore attrice in un musical e la nomination ai Laurence Olivier Awards nella medesima categoria.[45]

Nel 2017 torna a recitare a Broadway nel musical Sunset Boulevard, con lo stesso cast con cui aveva recitato a Londra nella primavera del 2016, lo spettacolo ha visto tra il pubblico numerosi personaggi famosi tra cui l'ex first lady Hillary Clinton e il regista Steven Spielberg i quali hanno omaggiato il cast e Glenn Close con una visita nel backstage[46]; le recensioni furono molto positive, tanto che il New York Times definì l'interpretazione della Close di Norma Desmond la "performance del secolo".[47] Nell'ottobre del 2018 torna sulle scene newyorchesi con Mother of the Maid, in cui interpreta la madre di Giovanna d'Arco al Public Theater, per questo ruolo ha ottenuto una candidatura come migliore attrice in una commedia agli Outer Critics Circle Awards.[48]

Nel 2017 recita in Mistero a Crooked House, prima trasposizione cinematografica del romanzo È un problema di Agatha Christie, nel cast sono presenti anche Max Irons, Gillian Anderson, Terence Stamp e Christina Hendricks. Inoltre nel novembre 2016, in Svezia, cominciò le riprese del nuovo film drammatico The Wife - Vivere nell'ombra che la vede come protagonista per la prima volta dopo il successo di Albert Nobbs. La regia è affidata al regista svedese Björn Runge. Il film, presentato al Festival di Toronto del 2017, è stato acquistato dalla Sony Pictures Entertainment ed è stato distribuito nelle sale alla fine del 2018; di esso è stata particolarmente apprezzata l'interpretazione della Close definita da alcuni critici una delle migliori della sua carriera.[49][50] Per il film Glenn Close vince il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico, un Critics' Choice Award, un SAG Award e riceve una candidatura all'Oscar e al BAFTA come migliore attrice protagonista. Nell'agosto del 2018 durante un'intervista del Los Angeles Times, ancora prima di essere candidata ai Premi Oscar 2019, Glenn Close ha commentato così la sua eventuale nomination dopo sei andate a vuoto: "Ho lavorato tutti questi anni senza averne [vinto] uno, immagino che ormai si debba considerare come un distintivo d'onore non averlo".[51]

Nel 2019 vengono annunciati numerosi impegni per Glenn Close: il 28 febbraio viene confermato che sarà la protagonista dell'adattamento cinematografico del musical Sunset Boulevard e che sarà diretto da Rob Ashford[52]; l'attrice ha inoltre preso parte ad una nuova serie in podcast, Anthem, creata da John Cameron Mitchell, che ha combinato insieme forme di spettacolo diverse, dal teatro di prosa al musical; a fianco alla Close la serie ha visto infatti altre star di Broadway e del West End quali Patti LuPone e Cynthia Erivo.[53] Ad aprile viene anche riportato l'entrata della Close nel cast di Hillbilly Elegy, film diretto dal premio Oscar Ron Howard e prodotto da Netflix, nel quale reciteranno anche Amy Adams e Gabriel Basso.[54] A maggio Close viene infine scelta come coprotagonista del dramma Four Good Days, al fianco di Mila Kunis, dove ritroverà per la quarta volta la regia di Rodrigo García.[55] Viene riportato dalla stampa che l'attrice sarà la produttrice esecutiva del film Disney Cruella e che il ruolo di Crudelia De Mon, che in passato fu uno dei più celebri di Glenn Close, sarà interpretato da Emma Stone.[56]

Nel 2019 la rivista statunitense TIME inserisce l'attrice nella lista delle 100 personalità più influenti dell'anno.[57][58]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Il padre di Glenn Close è stato un rinomato medico che ha lavorato in diverse parti del mondo, anche nel Congo Belga dove ha prestato servizio personale al presidente Mobutu Sese Seko mentre suo nonno paterno diresse l'American Hospital Association e fu sposato con Marjorie Merriweather Post. Glenn Close è discendente dei Taliaferro della Virginia, una delle prime famiglie che si sono stabilite nello Stato nel XVII secolo ed è cugina di secondo grado dell'attrice e modella statunitense Brooke Shields.[59]. È stata sposata dal 1969 al 1971 con il cantautore Cabot Wade e dal 1984 al 1987 con l'uomo d'affari James Constantine Marlas.

Ha inoltre avuto una relazione dal 1979 al 1983 con l'attore Len Cariou e dal 1987 al 1991 con il produttore John H. Starke; da quest'ultimo ha avuto una figlia, Annie, nata nel 1988. Dal 1995 al 1999 ha avuto una relazione con il produttore Steve Beers. Dal febbraio 2006 al settembre 2015 Glenn Close è stata sposata con l'uomo d'affari David E. Shaw, con il quale era da molti anni fidanzata, con una cerimonia tenutasi nel Maine.[60][61][62]

Politica e attivismo[modifica | modifica wikitesto]

Sostenitrice del Partito Democratico Statunitense e delle iniziative del Presidente Bill Clinton, nel 2008 supporta la campagna di Barack Obama.[63]. Si dichiara favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso. In relazione alla dichiarazione del Presidente Barack Obama di piena approvazione delle unioni omosessuali afferma[64]:

«Sono felice e fiera delle sue parole, stiamo parlando di diritti umani e non è giusto che ad una parte di americani sia esclusa la possibilità di godere di questi diritti»

È la fondatrice e portavoce di BringChange2Mind, un'associazione che si occupa di combattere i pregiudizi e la discriminazione verso coloro che soffrono di malattie mentali e di prestare assistenza a queste persone; ha dato vita a questa iniziativa in quanto ha sperimentato in famiglia cosa significa avere a che fare con tali disturbi.[65] Amante degli animali, ha un debole particolare per i cani[66]. Ha anche partecipato ad una pubblica battaglia per salvare i cani randagi di Los Angeles, e ha sfilato con la Lega animalista su Wilshire Boulevard, tenendo in braccio il suo adorato cagnolino per ricordare che i cani non sono giocattoli.[67]

Interessi e hobby[modifica | modifica wikitesto]

Glenn Close ama l'arte, la lettura, viaggiare e praticare sport ed ha un interesse particolare per il baseball, infatti è tifosa dei New York Mets. Inoltre l'attrice conserva e colleziona tutti gli abiti e costumi di scena che ha indossato nei vari film in cui ha recitato.[68][69]

Influenza nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Alex Forrest interpretato da Glenn Close nel film Attrazione fatale ha avuto un forte impatto nella cultura popolare: è considerata una delle donne più cattive del cinema e ha generato il modo di dire bunny boiler che indica una persona vendicativa e violenta nei confronti di un ex partner; il termine fa riferimento alla scena in cui Alex Forrest si vendica cuocendo in acqua bollente il coniglietto della figlia del personaggio di Michael Douglas e fu inventato da Glenn Close in un'intervista.[70][71] La scena in questione viene anche citata nel libro "Il libro dei coniglietti suicidi", scritto da Riley Andy: in una vignetta si vede uno dei coniglietti inserire la VHS del film nel registratore di una ragazza che è appena stata lasciata. Nel primo episodio della quinta stagione di Californication il protagonista Hank definisce una sua ex partner come bunny boiler[72]. Popolare è stata l'intervista dell'attrice nella trasmissione americana Late Night with Jimmy Fallon in cui è riuscita a mettersi in bocca 49 carotine contemporaneamente.[73]

Grazie ai ruoli interpretati, alle capacità recitative e ad un viso dai tratti taglienti e decisi, la Close è stata considerata da molti l'erede di Bette Davis.[74]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Filmografia di Glenn Close.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • The Real Thing (1985), con la partecipazione di Jeremy Irons
  • The Emperor and the Nightingale (1988), musiche di Tim Story e voce narrante di Glenn Close
  • La leggenda della valle addormentata (The Legend of Sleepy Hollow) (1989), musiche di Tim Story e voce narrante di Glenn Close
  • Sunset Boulevard (1994 Los Angeles Cast) [Deluxe Edition]: prima incisione statunitense integrale con Glenn Close, Allan Campbell, George Hearn e Judy Kuhn.
  • Highlights from Sunset Boulevard: brani migliori del musical cantata da Glenn Close, Allan Campbell, George Hearn e Judy Kuhn.
  • Repeat the Sounding (Album natalizio, 1995), collaborazione con Plácido Domingo e London Symphony Orchestra

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Premi e riconoscimenti di Glenn Close.

Glenn Close ha collezionato diverse vittorie e candidature ai più importanti premi cinematografici, televisivi, teatrali e musicali: ha ricevuto sette candidature al Premio Oscar (quattro come miglior attrice e tre come miglior attrice non protagonista), tre candidature ai Grammy Award per tre dei quattro album musicali da lei incisi, due candidature ai British Academy Film Awards e vinto tre Emmy Awards, tre Golden Globe, due Screen Actors Guild Award, due Satellite Awards, un Critics Choice Award, un Obie Award, un Drama Desk Award e tre Tony Awards a cui vanno ad aggiungersi altri riconoscimenti e candidature che rendono omaggio ai suoi lavori e alla sua carriera.[75]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Glenn Close è stata doppiata da:

  • Ludovica Modugno ne La carica dei 101 - Questa volta la magia è vera, Mars Attacks!, Air Force One, La luce del crepuscolo, La fine dell'inverno, South Pacific, La carica dei 102 - Un nuovo colpo di coda, Will e Grace, Albert Nobbs, Low Down, Guardiani della Galassia, Louie, La ragazza che sapeva troppo, Seven Sisters, Due gran figli di..., The Wife - Vivere nell'ombra
  • Sonia Scotti in Le relazioni pericolose, Il mistero Von Bulow, Amleto, Tentazione di Venere, Un passo dal cuore, La casa degli spiriti, Costretta al silenzio, Le cose che so di lei, La sicurezza degli oggetti, Le Divorce - Americane a Parigi, La donna perfetta
  • Melina Martello ne La fortuna di Cookie, Damages, Warcraft - L'inizio, La grande Gilly Hopkins
  • Emanuela Rossi ne Il grande freddo, Il migliore, Legami di famiglia
  • Maria Pia Di Meo in Cronisti d'assalto, Mary Reilly, Paradise Road
  • Angiola Baggi in La finestra di Vermeer, The Shield, Mistero a Crooked House
  • Roberta Greganti in Una eredità in musica, Matrimonio con l'ex
  • Aurora Cancian ne Il mondo secondo Garp, 9 vite da donna
  • Cinzia De Carolis in West Wing - Tutti gli uomini del Presidente
  • Serena Verdirosi in Doppio taglio
  • Fabrizia Castagnoli in Maxie
  • Simona Izzo in Attrazione fatale
  • Anna Rita Pasanisi in Kidnapped - Il rapimento
  • Elettra Bisetti in Un amore senza tempo
  • Silvia Pepitoni in Strip Search
  • Germana Pasquero in Anesthesia
  • Stefania Giacarelli in The Lion in Winter - Nel regno del crimine

Da doppiatrice è sostituita da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Glenn Close: My close-up on a man's world, su Daily Mail, 15 aprile 2012. URL consultato il 25 novembre 2014.
  2. ^ (EN) Wikipedia contributors, Focus On: 100 Most Popular American Musical Theatre Actresses, e-artnow sro. URL consultato il 2 novembre 2019.
  3. ^ Glenn Close: 15 Fakten über die Golden-Globes-Gewinnerin | STERN.de, su mobil.stern.de. URL consultato il 3 novembre 2019.
  4. ^ (EN) Glenn Close, su www.goldenglobes.com. URL consultato il 13 settembre 2019.
  5. ^ (EN) Glenn Close, su Television Academy. URL consultato il 13 settembre 2019.
  6. ^ (EN) Glenn Close: a History of the Greatest Star on Stage, in London Theatre Guide, 20160613. URL consultato il 29 gennaio 2018.
  7. ^ (EN) Glenn Close to Be Honored for Lifetime Achievement at Theatre World Awards | TheaterMania, su www.theatermania.com. URL consultato l'11 marzo 2019.
  8. ^ (EN) Glenn Close, Phylicia Rashad, Brian Stokes Mitchell to Be Inducted Into Theatre Hall of Fame | TheaterMania, su www.theatermania.com. URL consultato il 19 giugno 2019.
  9. ^ Glenn Close, infanzia in setta di destra in ANSA.it
  10. ^ (EN) Glenn Close: ‘Albert Nobbs' Actress Grew Up in a Cult and 4 Other Celebrities in International Business Times
  11. ^ Incredible Alumni | William & Mary, su www.wm.edu. URL consultato il 18 ottobre 2019.
  12. ^ (EN) Condé Nast, Read Katharine Hepburn’s Influential Letter to Glenn Close, su Vanity Fair. URL consultato il 15 ottobre 2019.
  13. ^ (EN) Glenn Close receives Spirit of Katharine Hepburn Award, su The Day, 20170827201934. URL consultato il 15 ottobre 2019.
  14. ^ Albert Nobbs di Rodrigo Garcia. In uscita il 10 febbraio, su dagospia.com.
  15. ^ (EN) Fatal Attraction, su Cult Projections. URL consultato il 4 marzo 2019.
  16. ^ (EN) Fatal Attraction Tomatometer, rottentomatoes.com. URL consultato il 10 agosto 2012.
  17. ^ (EN) Dangerous Liaisons Tomatometer, rottentomatoes.com. URL consultato il 10 agosto 2012.
  18. ^ Dangerous Liaisons. URL consultato il 17 ottobre 2019.
  19. ^ MYmovies.it, Le relazioni pericolose, su MYmovies.it. URL consultato il 17 ottobre 2019.
  20. ^ (EN) Meetin Venus Tomatometer, rottentomatoes.com. URL consultato il 10 agosto 2012.
  21. ^ (EN) Sondheim: A Celebration at Carnegie Hall – June 10, 1992, su The Official Masterworks Broadway Site. URL consultato il 16 ottobre 2019.
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  24. ^ (EN) Mary Reilly (1996), rottentomatoes.com. URL consultato il 22 settembre 2012.
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  26. ^ (EN) Stars Line Up for Lloyd Webber's 50th Birthday Celebration in London, su Playbill, Fri Feb 27 01:00:00 EST 1998. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  27. ^ Modern Divas: Glenn Close, carisma ferale, su loudvision.it. URL consultato il 24 settembre 2012.
  28. ^ (EN) Stephen Michael Shearer, Gloria Swanson: The Ultimate Star, Macmillan, 27 agosto 2013, ISBN 9781250013668. URL consultato il 9 ottobre 2019.
  29. ^ (EN) 22 Years Later, Glenn Close Still Shines in ‘Sunset Boulevard’, su Observer, 14 febbraio 2017. URL consultato il 9 ottobre 2019.
  30. ^ 102 Dalmatians (2000) - Box Office Mojo, su www.boxofficemojo.com. URL consultato il 4 marzo 2019.
  31. ^ (EN) The Stepford Wives (2004), rottentomatoes.com. URL consultato il 22 settembre 2012.
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  33. ^ (EN) The Stepford Wives, su boxofficemojo.com. URL consultato il 22 settembre 2012.
  34. ^ 9 vite da donna, mymovies.it. URL consultato il 12 dicembre 2013.
  35. ^ (EN) Evening Tomatometer, rottentomatoes.com. URL consultato il 10 agosto 2012.
  36. ^ (EN) Evening Summary, metacritic.com. URL consultato il 10 agosto 2012.
  37. ^ The Shield con Glenn Close, su thrillermagazine.it. URL consultato il 24 settembre 2012.
  38. ^ (EN) Damages Summary, metacritic.com. URL consultato il 10 agosto 2012.
  39. ^ Glenn Close: Una donna-uomo nell'Irlanda del '800, su roma.repubblica.it.
  40. ^ ⇒ Albert Nobbs, tre candidature agli Oscar, sarà nelle sale italiane dal 10 febbraio - Notizia - Cinema
  41. ^ (EN) Albert Nobbs (2011), su imdb.com. URL consultato il 24 settembre 2012.
  42. ^ (EN) Brian Byrne, su miff.it. URL consultato il 24 settembre 2012.
  43. ^ Guardians of the Galaxy: prima clip e nuove immagini del cinecomic Marvel, su cineblog.it.
  44. ^ Guardiani della Galassia, è già record al box office: oltre 750 milioni di dollari, su Il Fatto Quotidiano, 29 ottobre 2014. URL consultato il 3 aprile 2019.
  45. ^ Glenn Close attends The 62nd London Evening Standard Theatre Awards..., su Getty Images. URL consultato il 2 ottobre 2019.
  46. ^ (EN) Hannah Vine, EXCLUSIVE: See Hillary Clinton and Steven Spielberg at Sunset Boulevard, su Playbill, Thu Feb 16 16:57:24 EST 2017. URL consultato il 18 giugno 2019.
  47. ^ (EN) Ben Brantley, Review: That ‘Sunset Boulevard’ Close-Up, Finely Focused, in The New York Times, 25 giugno 2017. URL consultato il 19 dicembre 2018.
  48. ^ (EN) Olivia Clement, Hadestown Leads 2019 Outer Critics Circle Nominations, su Playbill, Tue Apr 23 11:18:08 EDT 2019. URL consultato il 19 maggio 2019.
  49. ^ (EN) Tim Robey, The Wife review: a mesmerising Glenn Close finally emerges from the sidelines, in The Telegraph, 27 settembre 2018. URL consultato il 7 dicembre 2018.
  50. ^ The Wife - Vivere nell'ombra, una delle migliori interpretazioni di Glenn Close, su Blog iVid, 12 luglio 2018. URL consultato il 7 dicembre 2018.
  51. ^ (EN) Amy Mackelden, Glenn Close Is the Most-Nominated Actor Alive Who Hasn't Won an Oscar, su Harper's BAZAAR, 23 febbraio 2019. URL consultato l'11 novembre 2019.
  52. ^ (EN) Alexa Criscitiello, Confirmed! Glenn Close To Star In Rob Ashford-Directed SUNSET BOULEVARD Musical Film!, su BroadwayWorld.com. URL consultato il 1º marzo 2019.
  53. ^ (EN) First Look at John Cameron MItchell's 'Anthem' Musical Series, su Entertainment Tonight. URL consultato il 6 aprile 2019.
  54. ^ Martina Volonté, Hillbilly Elegy: Gabriel Basso sarà il protagonista del film di Ron Howard, su Cinematographe.it, 13 aprile 2019. URL consultato il 13 aprile 2019.
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