Phil Collins

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Phil Collins
1 collins.jpg
Phil Collins, 2007
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Pop rock
Soft rock
Adult contemporary music
(solista)
Rock progressivo
Art rock
Fusion
Jazz
(Brand X)
Periodo di attività 1971-2011
2015-in attività
Strumento Batteria, pianoforte, voce
Etichetta Virgin, Atlantic, WEA
Gruppi Genesis, Brand X, Flaming Youth, The Phil Collins Big Band
Album pubblicati 36
Studio 25
Live 8
Raccolte 3
Sito web
Statuetta dell'Oscar Oscar alla migliore canzone 2000

Philip David Charles "Phil" Collins (Londra, 30 gennaio 1951) è un cantautore, polistrumentista e attore britannico, noto sia come solista sia come componente dello storico gruppo dei Genesis.

Collins ha iniziato la sua carriera musicale come batterista dei Genesis nel 1970, prima di diventarne il cantante in seguito all'abbandono di Peter Gabriel nel 1975. Ha invece intrapreso una carriera solista nei primi anni ottanta, inizialmente ispirata dalla sua rottura coniugale e dall'amore verso la musica soul, che ha prodotto una serie di album di successo come Face Value (1981), No Jacket Required (1985), e ...But Seriously (1989).

Nel corso della sua carriera solista, ha piazzato al primo posto in classifica ben sette singoli negli Stati Uniti e tre nel Regno Unito. Contando la sua militanza nei Genesis, le sue collaborazioni esterne, così come la sua attività solistica, Collins è l'artista che negli anni ottanta ha ottenuto il maggior numero di hits nella top 40.[1] I suoi singoli di maggior successo includono In the Air Tonight, Against All Odds (Take a Look at Me Now), One More Night, Sussudio e Another Day in Paradise.

La discografia di Phil Collins include otto album in studio che hanno venduto oltre 33.5 milioni di copie certificate nei soli Stati Uniti e una stima di 150 milioni di copie mosse in tutto il mondo, facendo di lui uno degli artisti musicali con maggiori vendite di sempre.[2] È uno dei tre artisti, insieme a Paul McCartney e Michael Jackson, ad aver venduto oltre 100 milioni di album in tutto il mondo sia come solista che come membro principale di una band.[2] Durante la sua carriera ha ricevuto 7 Grammy Awards, 5 BRIT Awards, 2 Golden Globe, 1 Premio Oscar e 1 MTV Video Music Award.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Chiswick, quartiere sudoccidentale di Londra, Collins scopre la sua "vocazione" musicale all'età di 5 anni quando gli zii gli regalano una batteria giocattolo in occasione del Natale; più tardi i genitori gli comprano batterie vere, sempre più complete. Non impara ancora la notazione musicale, ma continua a suonare accompagnando la radio o la televisione, sviluppando un metodo proprio.[3] A 12 anni fonda il suo primo complesso ed entra nel mondo della musica.

A 14 anni entra nella Barbara Speake Stage School,[4][5] dando inizio a una carriera come attore e modello. Appare come comparsa per pochi secondi nel film Tutti per uno dei Beatles nel 1964.[6] Fa un provino anche per il ruolo di protagonista nella trasposizione cinematografica di Romeo e Giulietta diretta da Franco Zeffirelli nel 1968, tuttavia la parte viene assegnata a Leonard Whiting.[3][7] Nel 1970, Collins suona le percussioni nella canzone Art of Dying, contenuta nel triplo LP All Things Must Pass di George Harrison.[8] Pur continuando la carriera di attore, si capisce che è molto portato per la musica. Con il suo gruppo The Freehold, scrive la sua prima canzone intitolata Lying Crying Dying.

La sua prima incisione con la batteria giunge con i Flaming Youth nell'album ARK 2 (1969). Il concept album si ispira al grande evento del periodo, quello dello sbarco americano sulla Luna, ma non ha un grande successo. Nonostante ciò, Melody Maker lo descrive come "migliore album pop del mese";[3] dopo un anno, il gruppo si disgrega.

L'ingresso nei Genesis[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Genesis § La formazione classica e l'ascesa.

Nel 1970 risponde a un annuncio su Melody Maker ed ottiene la possibilità di un'audizione per entrare a far parte dei Genesis, che avevano già cambiato tre batteristi nel giro di due album. Recatosi in anticipo sul luogo del provino, a casa dei genitori di Peter Gabriel, in attesa del suo turno si immerge nella piscina in giardino e riesce ad ascoltare i pezzi da suonare (facenti parte dell'album Trespass) prima del suo turno riuscendo a memorizzarli agevolmente.[3] La sua abilità sullo strumento ed i suoi trascorsi teatrali fanno di lui il batterista ideale per la band. Collins canta già come solista nella canzone For Absent Friends presente nell'album Nursery Cryme del 1971 e nella canzone More Fool Me (che Gabriel si era rifiutato di cantare) presente nell'album Selling England by the Pound del 1973. Nel frattempo Collins viene chiamato a registrare parti di batteria per gli album Taking Tiger Mountain (By Strategy) e Another Green World di Brian Eno.

Dopo aver pubblicato il doppio album The Lamb Lies Down on Broadway, Peter Gabriel decide di abbandonare il gruppo per intraprendere una carriera solista nell'agosto 1975. Dopo oltre quattrocento audizioni senza esito, Collins si propone di sostituire l'ormai ex frontman della band.[9] Esordisce come voce nell'album A Trick of the Tail del 1976, conservando anche il ruolo di batterista in studio,[10] mentre per le esibizioni live i Genesis chiameranno prima Bill Bruford e successivamente Chester Thompson. Il primo album con Collins come cantante raggiunge la Top 40 negli Stati Uniti e il 3º posto nel Regno Unito, sorprendendo in positivo sia il pubblico che la critica.

Contemporaneamente, Collins entra a far parte di un progetto jazz-fusion denominato Brand X. La band registra il primo album,Unorthodox Behaviour, con Collins batterista. Tuttavia, a causa dell'enorme successo dei Genesis, molti album e tour dei Brand X vedranno l'assenza di Collins. Nello stesso periodo appare come batterista e cantante anche per il primo album da solista di Steve Hackett, Voyage of the Acolyte.

Dopo l'abbandono di Hackett, conseguente all'uscita dell'album Wind & Wuthering, i Genesis decidono di continuare come trio spostando il loro stile verso una musica più commerciale. Il gruppo ottiene il suo primo grande successo radiofonico con il singolo Follow You, Follow Me, tratto dall'album ...And Then There Were Three... del 1978.

L'esordio come solista[modifica | modifica wikitesto]

Collins in concerto nel 1981

Verso la fine degli anni settanta i Genesis si prendono una pausa, durante la quale Collins comincia ad abbozzare materiale per il suo primo album solista, Face Value, spinto da una profonda crisi seguita alla rottura del suo primo matrimonio.[11] Il progetto viene momentaneamente accantonato in occasione delle registrazioni di Duke dei Genesis nel 1980.

Face Value vede luce nel febbraio 1981, preceduto da un singolo di rara originalità come In the Air Tonight, influenzato dalla collaborazione di Collins l'anno precedente al terzo album di Peter Gabriel.[12] Il brano e l'album ottengono un successo ben al di sopra delle aspettative, raggiungendo le parti alte delle classifiche praticamente di tutto il mondo, risultato fino ad allora mai ottenuto nemmeno dai Genesis. Il successo coglie alla sprovvista anche lo stesso Collins, che nel frattempo si era già riunito al gruppo per la pubblicazione di Abacab avvenuta nel settembre dello stesso anno.

Il secondo lavoro solista, Hello, I Must Be Going!, viene pubblicato l'anno successivo, tuttavia non riesce a ripetere il grande successo del precedente, anche se contiene la cover di You Can't Hurry Love che diventa il primo singolo di Collins capace di raggiungere la vetta della classifica nel Regno Unito. Successivamente il cantante parte per il suo primo vero tour da solista senza i Genesis. Anche in questo periodo sono molteplici le collaborazioni di Collins con altri artisti, appare infatti come produttore di Something's Going On, terzo disco registrato in proprio da Frida degli ABBA, e come batterista principale nei primi due lavori solisti di Robert Plant, Pictures at Eleven e The Principle of Moments.

Nell'ottobre 1983 i Genesis danno alle stampe l'album eponimo, anticipato dal singolo Mama, che si rivela presto uno dei maggiori successi del gruppo.

L'apice della fama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984 compone Against All Odds (Take a Look at Me Now), canzone che dà il titolo alla colonna sonora del film Due vite in gioco (Against All Odds). Diventa il primo singolo di Collins capace di scalare la classifica negli Stati Uniti, arrivando fino in vetta alla Billboard Hot 100. Il brano regala inoltre all'autore il suo primo Grammy Award e viene nominato come miglior canzone per gli Oscar 1985, perdendo contro I Just Called to Say I Love You di Stevie Wonder.

Nello stesso anno Collins produce il terzo disco solista del cantante Philip Bailey degli Earth, Wind & Fire, Chinese Wall, che include al suo interno il brano Easy Lover registrato in duetto dai due artisti, capace di raggiungere il primo posto nel Regno Unito. Inoltre collabora massivamente alla realizzazione dell'album Behind the Sun di Eric Clapton. Nel novembre 1984 si unisce al progetto benefico Band Aid creato da Bob Geldof, suonando la batteria nel singolo Do They Know It's Christmas?, distribuito allo scopo di raccogliere fondi per combattere la carenza di cibo in Etiopia.

Nel febbraio 1985 pubblica il suo lavoro di maggior successo commerciale, No Jacket Required, trascinato dai singoli Sussudio e One More Night, entrambi capaci di raggiungere il primo posto negli Stati Uniti. L'album consacra definitivamente il successo di Collins come solista, ottenendo la certificazione di disco di diamante per le vendite. Verso la fine dell'anno, registra il singolo Separate Lives insieme a Marilyn Martin per il film Il sole a mezzanotte, conquistando nuovamente la vetta della classifica negli Stati Uniti. Grazie a questo risultato Collins diventa l'unico artista capace di piazzare tre singoli al primo posto durante tutto il 1985.[13] No Jacket Required viene premiato con tre Grammy incluso quello come miglior album dell'anno.[14]

Il 13 luglio 1985 è uno dei protagonisti dell'evento mondiale Live Aid (concepito come seguito del progetto benefico Band Aid) nel quale Collins suona anche con i Led Zeppelin al posto del defunto batterista John Bonham, e riesce ad esibirsi prima a Wembley poi a Philadelphia, trasferendosi da una città all'altra in circa tre ore grazie ad un volo in Concorde: iniziando il secondo concerto a Philadelphia nel pomeriggio, Collins salutò i fan dicendo: "Che strano, oggi pomeriggio ero in Inghilterra! Il mondo è strano".[15] In quel periodo sembrava chiaro che la popolarità di Collins come solista stesse offuscando nettamente quella dei Genesis, tuttavia il cantante dichiarò esplicitamente di non voler lasciare il proprio gruppo.[16]

Nel giugno 1986 i Genesis fanno il loro ritorno con l'album Invisible Touch, anticipato dal singolo eponimo che diventa l'unico brano del gruppo capace di raggiungere il primo posto negli Stati Uniti. La band riceve un Grammy e una nomination agli MTV Video Music Awards per il videoclip del brano Land of Confusion. Il tour mondiale legato all'album tocca il suo apice con le quattro serate consecutive tenute al Wembley Stadium di Londra nel luglio 1987.

Nel 1988 Collins recita come attore protagonista nel film Buster, che racconta la grande storia d'amore tra uno dei criminali della famosa rapina al treno postale Londra-Glasgow del 1963 e la sua ragazza. Per l'occasione contribuisce alla colonna sonora interpretando una nuova versione del classico A Groovy Kind of Love, che diventa il suo unico singolo capace di raggiungere il primo posto sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti. Esegue inoltre il brano Two Hearts con cui si aggiudica un Golden Globe e una nuova nomination agli Oscar. Il film viene accolto tiepidamente dalla critica, tuttavia la performance recitativa di Collins e la colonna sonora ottengono ottimi riscontri.

Nel novembre 1989 esce il quarto disco da solista ...But Seriously, che si rivela l'ennesimo grande successo grazie soprattutto al singolo di lancio Another Day in Paradise, in cui viene trattato il delicato tema dei senzatetto. Il brano raggiunge il primo posto in diversi paesi tra cui Stati Uniti, Germania, Olanda, Svizzera e Italia, e viene inoltre premiato con un Grammy. Altro singolo che contribuisce al successo dell'album è la potente ballata I Wish It Would Rain Down, registrata con la collaborazione di Eric Clapton alla chitarra. Il nuovo lavoro viene supportato da un lunghissimo tour di otto mesi durante il quale viene registrato l'album dal vivo Serious Hits... Live!.

Nel 1991, dopo una pausa di cinque anni, i Genesis si riuniscono per la pubblicazione dell'album We Can't Dance, che sarà l'ultimo registrato assieme a Collins. Il disco presenta singoli come I Can't Dance, Hold on My Heart, Jesus He Knows Me e No Son of Mine. Il tour che ne segue vede i Genesis registrare il tutto esaurito a Knebworth davanti al più folto pubblico da loro mai richiamato in Inghilterra.

L'abbandono dei Genesis e nuovi progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collins all'Umbria Jazz Festival di Perugia nel 1996

Nel novembre 1993 viene pubblicato Both Sides, contenente undici canzoni interamente scritte, suonate e prodotte da Phil nello studio-casa del Surrey. L'album, il più personale mai pubblicato dall'autore che tuttora lo ritiene il suo preferito,[3] segna un primo declino nelle vendite, ma non nel successo dei concerti: il tour visita tutti i cinque continenti in tredici mesi. Nonostante non l'abbia resa ancora pubblica, in quel periodo il musicista ha già maturato la decisione di lasciare i Genesis per concentrarsi sulla carriera solista.

Nel 1996 Collins annuncia l'abbandono dei Genesis, che senza di lui incideranno un solo altro album, con scarsa fortuna. Lo stesso anno pubblica Dance into the Light, che registra una fredda accoglienza di pubblico e critica, tuttavia il tour che lo segue si rivela ancora un enorme successo. Nel frattempo il musicista comincia a diminuire le sue apparizioni in pubblico per trasferirsi a vita privata in Svizzera. Degno di nota in quel periodo è il suo progetto jazz denominato The Phil Collins Big Band, con cui registra l'album dal vivo A Hot Night in Paris. Nell'ottobre 1998 viene pubblicata la prima antologia interamente dedicata a Collins, ...Hits.

Il 1999 vede un leggero ritorno di popolarità per il cantante. Collins e Gabriel si riuniscono brevemente agli altri membri dei Genesis per registrare una nuova versione del brano The Carpet Crawlers per la raccolta Turn It On Again: The Hits. Inoltre nello stesso anno Collins compone la colonna sonora del film d'animazione Disney Tarzan. Il brano principale della pellicola, You'll Be in My Heart, diventa un discreto successo e viene inciso dall'autore stesso in lingua inglese, italiana, francese, tedesca e spagnola. La canzone regala a Collins un Golden Globe ed il suo primo e unico premio Oscar. Il 16 giugno 1999 il nome di Collins viene iscritto nella Hollywood Walk of Fame.[17]

A partire dai primi anni duemila, Collins rallenta ancora di più la sua attività musicale, anche a causa di problemi all'udito che rendono problematica la sua partecipazione a lunghi tour.[18] Nel novembre 2002 viene pubblicato il settimo album in studio, Testify, che si rivela tuttavia il meno venduto della sua carriera. Anche a causa dei problemi di salute, il disco è seguito da tre soli concerti promozionali, ma tra il 2004 e il 2005 il First Final Farewell Tour riporta il nome di Phil Collins sui palcoscenici internazionali con tre brevi giri di concerti per quello che, nonostante il nome scherzoso, è in effetti un tour di addio alle esibizioni dal vivo in grande scala.[19]

Collins ritorna inoltre a collaborare con la Disney per la colonna sonora del film Koda, fratello orso nel 2003, oltre che per l'adattamento musical di Tarzan che debutta a Broadway nel 2006.

La reunion dei Genesis e il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Collins in concerto con i Genesis a Philadelphia nel 2007

Ciclicamente si ripropongono voci che vorrebbero Collins nuovamente nei Genesis come batterista, mentre Gabriel riprenderebbe il ruolo di cantante. Nonostante in varie interviste diversi membri del gruppo, e lo stesso Collins, si siano spesso dichiarati possibilisti in proposito, nulla di concreto si realizza fino a novembre 2006, quando i Genesis indicono una conferenza stampa ufficiale per annunciare la tanto attesa riunione, dopo che Gabriel e Hackett non si sono dichiarati disponibili al momento.

L'estate 2007 vede quindi Collins, Banks e Rutherford suonare di nuovo insieme per un tour in Europa e in America che rinverdisce i vecchi fasti del gruppo e il cui picco è il concerto gratuito al Circo Massimo di Roma davanti ad oltre mezzo milione di spettatori, pubblicato successivamente nel DVD When in Rome nel 2008.

Il 19 ottobre 2009 Collins dichiara di non poter più suonare la batteria, a causa della perdita di sensibilità alle mani, dopo un'operazione chirurgica a una vertebra.[20]

A otto anni di distanza dall'ultimo lavoro da solista, il 13 settembre 2010 esce l'album di cover Going Back, un omaggio dell'artista alla musica soul anni sessanta che ha segnato particolarmente la sua giovinezza. Il nuovo lavoro viene accolto dalla critica in maniera migliore rispetto ai precedenti.

La stella dedicata a Phil Collins sulla Hollywood Walk of Fame

Nel marzo 2010 Collins viene indotto nella Rock and Roll Hall of Fame come membro Genesis durante una cerimonia a New York City.[21]

Nel marzo del 2011 Collins annuncia ufficialmente il suo ritiro dalle scene musicali, dovuto a problemi di salute e alla voglia di dedicarsi maggiormente alla propria famiglia.[22]

In un'intervista rilasciata a novembre del 2013, dichiara di aver preso in considerazione la decisione di ritornare sulla scena musicale e inoltre ha affermato anche la possibilità di una reunion dei Genesis per un tour, a questo proposito si è espresso così: "Ho iniziato a pensare di fare cose nuove. Forse alcuni show anche con i Genesis. Tutto è possibile. Potremmo andare in tour in Australia e in Sud America. Non siamo ancora stati lì".[23]

Il ritorno sulle scene[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2015 Collins firma un contratto con la Warner Music Group per la rimasterizzazione dei suoi otto album solisti e la pubblicazione di materiale inedito.[24] Nell'ottobre dello stesso anno il musicista annuncia ufficialmente il suo ritorno sulle scene.[25][26] Durante il 2016 vengono distribuite le nuove versioni dei suoi album, contenenti tracce bonus inedite e nuove copertine in cui il Collins sessantacinquenne si rifà ritrarre nelle stesse pose di quelle dei dischi originali.

Il 29 agosto 2016 Collins compie la sua prima apparizione televisiva pubblica dopo anni, esibendosi durante la cerimonia inaugurale degli US Open 2016 all'Arthur Ashe Stadium, con i brani In the Air Tonight e Easy Lover (quest'ultima cantanta insieme a Leslie Odom Jr.).[27]

Il 25 ottobre 2016 il musicista pubblica la sua prima autobiografia ufficiale, Not Dead Yet (edita in Italia con il titolo No, non sono ancora morto), in cui propone un racconto sincero e toccante soprattutto dei problemi privati che lo hanno segnato negli ultimi anni.

Lo stesso mese Collins annuncia anche il suo ritorno all'attività concertistica per un mini tour europeo che prevede una serie di date alla Royal Albert Hall di Londra, alla Lanxess Arena di Colonia e alla AccorHotels Arena di Parigi per l'estate del 2017.[28] Dopo che i biglietti per le cinque date alla Royal Albert Hall sono andati sold out in 15 secondi, Collins ha annunciato il suo più grande show di sempre come solista all'Hyde Park di Londra per il 30 giugno 2017.[29]

Apparizioni cinematografiche e televisive[modifica | modifica wikitesto]

Phil Collins ha compiuto un cameo nel film di Steven Spielberg Hook - Capitan Uncino (1991) e nel docu-drama sull'AIDS Guerra al virus (1993). Ha interpretato il ruolo del protagonista in Scherzi maligni, che ha concorso per la Palma d'oro al Festival di Cannes 1993.[30] Ha inoltre prestato la sua voce per due film di animazione: Balto (1995) e Il libro della giungla 2 (2003). Un progetto a lungo discusso, ma mai completato è stato un film intitolato The Three Bears, che prevedeva la partecipazione di Collins, Danny DeVito e Bob Hoskins; il musicista stesso ha più volte menzionato tale film, nonostante non sia mai stata scritta una relativa sceneggiatura appropriata.[31]

La musica di Collins è presente nel film American Psycho, in cui lo psicotico protagonista Patrick Bateman (interpretato da Christian Bale) viene ritratto come un fan ossessivo che legge significati profondi nei suoi lavori, in particolare con i Genesis, mentre descrive la sua carriera da solista come "più commerciale, e quindi più soddisfacente in senso più ristretto". Bateman pronuncia un monologo lodando Collins e i Genesis nel corso di una sequenza in cui ingaggia i servizi di due prostitute con in sottofondo i brani In Too Deep e Sussudio.

Nel 1985 ha partecipato come guest star alla serie TV Miami Vice, in un episodio intitolato "Phil the Shill" (ep. 2x12) dove interpretava il ruolo di un'artista della truffa che riesce a imbrogliare il detective Stanley Switek (Michael Talbott). In quel periodo Collins è apparso anche in alcuni sketch dello show britannico The Two Ronnies. Ha anche condotto per due anni consecutivi la cerimonia televisiva dei Billboard Music Award, nel 1992 e nel 1993.

Collins ha interpretato sé stesso nel videogioco della Rockstar Games GTA: Vice City Stories nel 2006, in una missione in cui è richiesto di proteggerlo prima e dopo un suo concerto. Nello stesso gioco sono presenti due suoi successi, In the Air Tonight e Easy Lover, trasmessi rispettivamente da Radio Emotion 98,3 e da Radio Flash FM. In the Air Tonight è stata inoltre utilizzata nel film Una notte da leoni e come base musicale per uno spot di Cadbury dove compare un gorilla che suona la batteria. Tutta questa pubblicità ha anche aiutato il brano a rientrare in classifica dopo anni, fino a raggiungere il primo posto in Nuova Zelanda nel luglio 2008.

Il cantante è stato ritratto in una puntata del cartone satirico South Park, mentre tiene stretto l'Oscar vinto con il brano You'll Be in My Heart nel 2000, che proprio quell'anno sconfisse nella stessa categoria Blame Canada tratto da South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero. Collins viene menzionato anche in un episodio della serie Psych, in riferimento alla sua somiglianza fisica con il padre del protagonista Shawn Spencer, Henry, interpretato da Corbin Bernsen.[32]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Collins è stato sposato con Andrea Bertorelli dal 1975 al 1980.[33][34] I due si sono conosciuti all'età di 11 anni mentre frequentavano la stessa scuola, prima che lei si trasferisse a vivere con la famiglia in Canada all'età di 18 anni.[34] Si reincontrarono dopo un concerto dei Genesis a Vancouver, e si sposarono in Inghilterra quando entrambi avevano 24 anni.[34] I due hanno un figlio, Simon Collins, che è in seguito divenuto noto come cantante e batterista della band progressive rock Sound of Contact. Phil ha inoltre adottato la figlia della Bertorelli, Joely, diventata poi attrice e produttrice cinematografica.[35] Dalla fine del primo matrimonio di Collins è scaturita gran parte del materiale presente nel suo album di debutto solista Face Value.[34]

Collins ha incontrato la sua seconda moglie, l'americana Jill Tavelman, nel 1980. I due sono stati spostati dal 1984 al 1996. Hanno avuto una figlia, Lily Collins, nata nel 1989.

Collins si è sposato una terza volta con la svizzera Orianne Cevey, nel 1999.[36] La coppia ha due figli, Nicholas e Matthew.[37] Per anni i due hanno vissuto a Begnins, in Svizzera, in una casa affacciata sul Lago Lemano precedentemente appartenuta all'ex campione automobilistico Jackie Stewart. Dopo il divorzio avvenuto nel 2008, Collins ha continuato a vivere in Svizzera, a Féchy, mantenendo tuttavia una casa a New York City e un'altra a Dersingham, in Inghilterra.[38] Il divorzio con la sua ultima moglie è costato a Collins circa 25 milioni di sterline, ed è diventata la separazione più cara mai capitata ad una celebrità britannica.[38] Successivamente l'ex moglie si è trasferita per vivere a Miami con i due figli nati dal matrimonio, conducendo Collins ad un lungo periodo di depressione, in cui il cantante ha ammesso di aver abusato pesantemente con l'alcolismo e di aver pensato al suicidio.[39][40] Nel 2015 Collins si è spostato a Miami per restare maggiormente vicino alla propria famiglia, vivendo in una casa separata che in precedenza era appartenuta a Jennifer Lopez.[39] Nel gennaio 2016, Collins ha annunciato il suo ricongiungimento con la Cevey e che i due si sono trasferiti in una nuova casa a Miami per vivere assieme.[41]

Collins ha per anni collezionato una lunga serie di cimeli relativi alla famosa Battaglia di Alamo di San Antonio, Texas (1836).[42] Il cantante è intervenuto anche in diversi eventi e conferenze relative all'evento.[42] Nel 2014 ha deciso di donare l'intera sua collezione allo Stato del Texas, venendo per questo nominato texano onorario dal legislatore statale.[43][44] Un altro hobby che Collins si diverte a coltivare nel tempo libero è quello relativo al modellismo ferroviario, condiviso con i colleghi Rod Stewart e Eric Clapton.[45]

Nel 2011 è stato stimato che Phil Collins possiede un patrimonio di oltre 115 milioni di sterline, facendo di lui uno dei venti uomini più ricchi nel settore della musica britannica.[46] Risulta inoltre il secondo batterista più ricco del mondo, dietro solo a Ringo Starr.[47]

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Collins in concerto nel 1981

Nel corso della sua carriera Collins è stato più volte attaccato dalla stampa specializzata. La maggior parte delle critiche riguardava l'esagerata esposizione mediatica da lui ricevuta nel corso degli anni ottanta e i primi anni novanta, in parallelo ad una proposta musicale ritenuta sempre meno interessante e degna di nota.[48][49][50] Egli venne accusato soprattutto di aver convertito il sound storico dei Genesis ad un mero pop commerciale da classifica.[48][51][52] The Daily Telegraph lo ha addirittura definito come "l'uomo più odiato del rock", mentre FHM come "la pop star che non piace a nessuno".[53] La rivista The Guardian ha invece descritto la musica di Collins come "stomachevole" e "perfettamente vuota", paragonandola negativamente a quella dei contemporanei Pet Shop Boys e The Human League;[54] ha inoltre definito il popolare album No Jacket Required (1985) come "inascoltabile al giorno d'oggi", riservando particolari critiche al brano Sussudio.[54]

Un episodio che ha destato forte contestazione è stato il volo in Concorde preso dal musicista per spostarsi da Londra a Philadelphia durante il Live Aid.[49] Collins è stato anche tacciato di ipocrisia per aver trattato tematiche delicate in brani quali Another Day in Paradise, senza tuttavia aver mai fatto qualcosa di veramente importante per i senzatetto.[55] Pure la sua partecipazione di attore protagonista in Buster è stata al centro di diverse polemiche, soprattutto dopo che il Principe Carlo e la Principessa Diana declinarono un invito alla première del film accusando lo stesso di avere come tema centrale la glorificazione del crimine.[56] Nemmeno la vita privata di Collins è stata risparmiata, soprattutto in seguito alla scelta del cantante di terminare il matrimonio con la seconda moglie Jill Tavelman tramite l'invio di un fax; un messaggio spedito da Collins che riguardava l'accesso alla loro figlia Lily venne riportato sulla copertina del The Sun nel 1994.[33]

Nel 1985 Collins si rese suo malgrado protagonista di uno degli episodi più imbarazzanti nella storia degli Oscar; l'artista fu nominato per la miglior canzone con Against All Odds (Take a Look at Me Now) ma non gliela fecero cantare durante la cerimonia di premiazione, accampando la scusa che non era "uno del cinema", salvo poi lasciar suonare Stevie Wonder che quell'Oscar lo vinse con I Just Called to Say I Love You.[16] Collins rimase seduto in platea contrariato per vedere la ballerina Ann Reinking eseguire il brano al posto suo. In quell'occasione la critica prese nettamente le difese di Collins e descrisse quella della Reinking come una "interpretazione assurdamente inetta".[57] Il Los Angeles Times scrisse che la Reinking aveva "svolto un incredibile lavoro di completa distruzione nei confronti di una bella canzone".[58] Collins avrebbe ironicamente introdotto il brano in alcuni suoi concerti successivi commentando: "Sono spiacente che la signorina Ann Reinking non possa essere qui stanotte; credo che mi tocchi cantare il mio stesso brano".[57]

Il The Guardian ha voluto sottolineare come Collins rientri tra quei numerosi artisti pop che "non sono soliti prendersi sul serio", ma che loro malgrado "vengono innalzati a livello di deii".[59] Il New Musical Express ha invece detto di trovarsi in disaccordo con il ruolo di "cattivo" che la stampa aveva cucito addosso a Collins.[60] Rolling Stone ha aggiunto che il musicista è stato "ingiustamente e inspiegabilmente diffamato".[51] David Sheppard della BBC ha scritto nel 2010: "Certo, Collins si è talvolta reso colpevole di aver dipinto l'occhio di bue sulla propria fronte (tra cui il business auto-espansivo del Concorde Live Aid, i testi imbarazzanti degni di Another Day in Paradise, Buster, ecc.), ma ciò nonostante, il catalogo dell'occasionale cantante dei Genesis è così sostanziale e le sue hit così abbondanti che ci si sente miope a licenziarlo semplicemente come un fornitore altezzoso di strazianti, romantiche ballate per il mondo a reddito medio".[61]

Negli ultimi anni Collins ha cercato di ricucire il rapporto con la critica, ammettendo la sua "onnipresenza" e il conseguente fatto di esser sembrato "fastidioso".[62] Ha inoltre riconosciuto il suo status come figura di disprezzo per molte persone e ha detto di credere che questa sia una conseguenza dell'eccessiva esposizione radiofonica riscontrata all'epoca dalla sua musica.[53][51] In un'intervista del 2011 ha ammesso: "Il fatto che la gente era diventata così stufa di me non fu realmente colpa mia... Non c'è da stupirsi che la gente abbia cominciato ad odiarmi. Mi dispiace di aver ottenuto così tanto successo. Sinceramente non intendevo andasse in quella maniera!".[53][63] Collins ha anche detto di capire le lamentele dei fan relative alla svolta musicale intrapresa dai Genisis nel periodo che lo vedeva coinvolto come cantante del gruppo.[64] Tuttavia ha sempre negato l'idea che il suo ritiro dalle scene sia stato condizionato dalla cattiva opinione pubblica da lui riscontrata.[65]

In qualità di batterista è stato citato come importante punto di riferimento da Taylor Hawkins (Foo Fighters),[66][67] Mike Portnoy (Dream Theater),[68][69] e Neil Peart (Rush).[70] Diverse testate hanno inserito il suo nome tra quelli dei batteristi più influenti al mondo.[71][70][72][73] Collins è inoltre diventato una figura iconica all'interno della musica urban americana,[74] influenzando gente come Kanye West,[75] Alicia Keys e Beyoncé.[76] Le sue canzoni sono state campionate da molteplici artisti hip hop e R&B.[74] Altri colleghi che hanno espresso pubblicamente stima nei confronti di Phil Collins sono stati Ozzy Osbourne,[77] David Crosby,[78] Brian May,[79] e Robert Plant.[80] Anche i critici più duri si sono comunque trovati costretti a riconoscere il suo innegabile talento musicale.[48]

Attivismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 2000, Phil e sua moglie Orianne hanno dato vita alla Little Dreams Foundation, un'organizzazione no-profit che aiuta i bambini dai 4 ai 16 anni fornendo lezioni, tutorati e assistenza nei campi della musica, dell'arte e dello sport.[81] Collins ha preso l'iniziativa dopo aver ricevuto lettere da alcuni bambini che gli domandavano in che modo era possibile entrare nel settore della musica. Tra gli insegnanti degli studenti che hanno collaborato con la fondazione ci sono Tina Turner e Natalie Cole.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il brano In the Air Tonight, prima grande hit di Collins da solista, fu ispirato dalla sua separazione dalla prima moglie, la quale si era legata affettivamente a un decoratore. Durante una puntata di Top of the Pops del 1981, Phil Collins eseguì la canzone con un secchio e un pennello sul pianoforte
  • Il 7 luglio del 1982 è stato batterista dei Jethro Tull per una sola serata, al Prince's Trust Gala, al teatro Dominion di Londra. Phil Collins ha suonato tre canzoni e due di esse sono contenute in un video ufficiale della serata, non commercializzato in tutti i paesi.
  • Come batterista, Collins ha sempre affermato che il suo idolo è Keith Moon e che il suo sogno è quello di suonare per i The Who, desiderio che ha realizzato in occasione di un concerto a Los Angeles nel 1989.
  • L'album Dance into the Light del 1996 contiene il brano Lorenzo, il cui protagonista è Lorenzo Odone (1978-2008), la cui storia fu anche raccontata nel film L'olio di Lorenzo del 1992. Collins ha messo in musica il testo della canzone, composto dalla madre del ragazzo sulla base delle sensazioni a lei trasmesse dal figlio stesso.
  • Phil Collins è mancino, per cui allestisce la propria batteria "al contrario", cioè con charleston e rullante dislocati a destra e timpano a sinistra.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Premi e riconoscimenti di Phil Collins.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Phil Collins e Discografia dei Genesis.

Come solista[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio
Album dal vivo
Raccolte

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johnny Waller, The Phil Collins Story, Zomba, 1985
  • Ray Coleman, Phil Collins - The Definitive Biography, Simon & Schuster, 1997
  • Mario Giammetti, Phil Collins - The Singing Drummer, Edizioni Segno, 2005
  • Phil Collins, No, non sono ancora morto, Mondadori, 2016

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