Bebe Neuwirth

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Bebe Neuwirth nel 2006

Bebe Neuwirth (IPA: [ˈbiːbi ˈnjuːwɜːrθ]), all'anagrafe Beatrice J. Neuwirth (Newark, 31 dicembre 1958) è un'attrice, ballerina e cantante statunitense, vincitrice di 2 Emmy Award e di 2 Tony Award.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Neuwirth nasce a Newark, nel New Jersey, da una famiglia ebraica[1], figlia di un matematico, docente impiegato presso l'Università di Princeton e, in passato, ricercatore per l'Institute for Defense Analyses, e di una pittrice, in passato anche ballerina nelle file della American Repertory Ballet[2]. Incoraggiata anche dalla madre, studia danza fin dall'età di 5 anni, e si perfeziona alla Juilliard School di New York dal 1976 al 1977. Durante questo periodo, danza per la Princeton Ballet Company in Pierino e il lupo, Lo schiaccianoci, e Coppélia e recita in alcuni teatri.

Il suo debutto a Broadway è nel ruolo di Sheila in A Chorus Line, nel 1980. Dopodiché ottiene ruoli per Little Me (1982) Sweet Charity (1986), per cui riceve il Tony Award come migliore attrice, e Damn Yankees (1994). Nel 1996 è nel cast del revival di Chicago, dove interpreta la showgirl-killer Velma Kelly. Per la sua performance riceve un Tony and Drama Desk Awards come migliore attrice in un ruolo drammatico in un Musical. Nel 2004 promuove lo show Here Lies Jenny, dove interpreta le canzoni di Kurt Weill, e nel 2006, ritorna a Broadway per interpretare nuovamente Chicago, ma nel ruolo di Roxie Hart.

Come filmografia ha all'attivo Green Card - Matrimonio di convenienza, Bugsy, Jumanji e Come farsi lasciare in 10 giorni.

Per la televisione è nota soprattutto per il ruolo della dottoressa Lilith Sternin, la psichiatra emozionalmente repressa sposata a Frasier Crane nelle serie Cin Cin (dal 1986 al 1993), per cui vinse 2 Emmy Awards, e Frasier. Ha partecipato anche a Law & Order: Il verdetto, e ha interpretato se stessa in Will & Grace.

È stata sposata dal 1984 al 1991 con l'attore Paul Dorman; dal 2009 è sposata con il regista e produttore Chris Calkins.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Bebe Neuwirth con il Premio Emmy che ha vinto nel 1991

Teatrografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dancin', Broadhurst Theatre di Broadway (1978)
  • A Chorus Line, tour internazionale (1979)
  • A Chorus Line, Shubert Theatre di Broadway (1980)
  • Little Me, Eugene O'Neill Theatre do Broadway (1981)
  • Upstairs at O'Neals', O'Neals' Theatre di New York (1982)
  • Sweet Charity, Minskoff Theatre di Broadway (1986)
  • Chicago, Terrace Theatre di Long Beach (1992)
  • Kiss of the Spider Woman, Shaftesbury Theatre di Londra (1993)
  • Damn Yankees, Marquis Theatre di Broadway (1994)
  • Pal Joey, City Center Encores! di New York (1995)
  • Chicago, City Center Encores! di New York (1996)
  • Chicago, Shubert Theatre di Broadway (1996-1998)
  • Over and Over, Signature Theatre di Arlington (1999)
  • Fosse, Broadhurst Theatre di Broadway (1999)
  • L'opera da tre soldi, Geary Theatre di San Francisco (1999)
  • Everett Bekekin, Lincoln Center di New York (2001)
  • Funny Girl, Actor's Fund di New York (2002)
  • The Exonerated, Bleecker Street Theatre (2002)
  • Writer's Block, Linda Gross Theatre di New York (2003)
  • Here Lies Jenny, Zipper Theatre di New York (2004)
  • Chicago, Ambassador Theatre di Broadway (2007)
  • The Addams Family, Oriental Theatre di Chicago (2009)
  • The Addams Family, Lunt-Fontanne Theatre di Broadway (2010)
  • Sogno di una notte di mezza estate, Classic Stage di New York (2012)
  • Golden Age, Manhattan Theatre Club di New York (2012)
  • Chicago, Ambassador Theatre di Broadway (2014)
  • Hey, Look Me Over!, City Center Encores! di New York (2018)

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bloom, Nate, Celebrity Jews: Bebe and Lilith, in J., San Francisco Jewish Community Publications, 25 giugno 2004. URL consultato il 4 luglio 2008 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2012).
  2. ^ Dennis Bjorklund, Cheers TV Show: A Comprehensive Reference, Praetorian Publishing, 2014, p. 99. URL consultato il 6 febbraio 2019.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN42051693 · ISNI (EN0000 0001 1944 5921 · LCCN (ENn85194032 · GND (DE1011885387 · BNF (FRcb14210860b (data) · WorldCat Identities (ENn85-194032