Jumanji (film)

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Jumanji
Jumanji Parrish.jpg
Il giovane Alan ritrova Jumanji
Titolo originale Jumanji
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Canada
Anno 1995
Durata 104 minuti
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere avventura, fantastico, commedia
Regia Joe Johnston
Soggetto Chris Van Allsburg (dal racconto Jumanji)
Sceneggiatura Jonathan Hensleigh, Greg Taylor, Jim Strain, Chris Van Allsburg
Produttore Robert W. Cort, Ted Field, Larry J. Franco
Fotografia Thomas E. Ackerman
Effetti speciali Industrial Light & Magic
Musiche James Horner
Scenografia Cynthia T. Lewis
Costumi Martha Wynne Snetsinger, Jane E. Still
Trucco Sandy Cooper
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Jumanji è un film del 1995 diretto da Joe Johnston, interpretato da Robin Williams e Kirsten Dunst. La sceneggiatura è stata tratta dall'omonimo albo illustrato per bambini scritto da Chris Van Allsburg nel 1981.

Il film ha avuto lo stesso anno dell'uscita una trasposizione letteraria scritta da George Spelvin.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« La nostra unica speranza è finire la partita! »
(Alan Parrish)

Nel 1869 due ragazzi seppelliscono una cassa misteriosa sotto terra, spaventati persino dalla sua esistenza.

Esattamente 100 anni dopo, nel 1969, Alan Parrish, un ragazzo di 12 anni figlio del ricco industriale Samuel Parrish, vicino all'immensa fabbrica di scarpe del padre sente fra gli scavi di un'impresa edile un rullo di tamburi e ritrova la cassa, la apre e vede che dentro è contenuto solo un misterioso gioco da tavolo chiamato Jumanji. Alan prende il gioco e lo porta a casa sua. La sera stessa a cena gli viene comunicato dal padre che la domenica successiva partirà per un collegio che ha frequentato anche lui quand'era ragazzo. Alan non è affatto contento ma suo padre non vuole sentire ragioni. Decide così amareggiato di fare la valigia e di scappare di casa, approfittando dell'uscita dei genitori che sono invitati a un ricevimento. Mentre più tardi, con la valigia in mano, apre la porta di casa per andarsene, Alan trova sulla soglia la sua amica Sarah che gentilmente gli aveva riportato la sua bicicletta che la mattina alcuni bulletti del quartiere gli avevano rubato.

Alan decide così di rimandare la sua fuga e si mette a giocare con lei a Jumanji, leggendo le strane istruzioni del gioco: "Jumanji: un gioco che sa trasportar, chi questo mondo vuol lasciar. Tira i dadi per muovere la pedina, i numeri doppi giocano due volte e il primo che arriva alla fine vince". Alan e Sarah cominciano la partita e a poco a poco scoprono gli inquietanti poteri magici del gioco, che muove da solo le pedine ed è capace di far comparire, a ogni tiro di dado, gli elementi più pericolosi delle foreste amazzoniche e africane nella realtà di chi sta giocando, ma ancor più violente e selvagge. Il primo lancio di dadi, da parte di Sarah, fa comparire la frase "Volan di notte. Meglio scappare. Con queste creature non c'è da scherzare", quindi dal camino si sentono dei rumori. I due, allarmati, decidono di smettere subito ma con uno secondo lancio di dadi, effettuato per errore, Alan, dopo aver letto la frase comparsa sul gioco "Nella giungla dovrai stare, finché un 5 o un 8 non compare", viene inghiottito dallo stesso. Sarah non riesce ad aiutarlo perché terrorizzata e fugge inseguita dai pipistrelli evocati in precedenza, che escono dal camino e la attaccano. Il gioco rimane così sospeso e Alan resta intrappolato nella giungla.

26 anni dopo, nel 1995, la magnifica villa dei Parrish è ormai andata in malora poiché disabitata da qualche anno. Un giorno però una raffinata signora di nome Nora Shepherd decide di acquistare la casa e va a vivere lì insieme con i suoi due nipoti, Peter e Judy, orfani di entrambi i genitori per un incidente d'auto in Canada. I due ragazzini trovano il gioco in soffitta, guidati dal suono dei tamburi. La casa era abbandonata da quando i signori Parrish morirono e in paese circola voce che il padre avesse ucciso il giovane Alan, facendolo a pezzi e nascondendolo tra le mura della casa stessa. Per questo motivo la casa ha una pessima reputazione e nessun altro prima di Nora era stato intenzionato a comprarla, infatti lei è riuscita a permettersela a causa del prezzo bassissimo.

Peter e Judy cominciano così a giocare a Jumanji, inserendosi quindi nella partita (ancora insoluta) di Alan e Sarah e scoprendo anch'essi le caratteristiche che avevano spaventato i precedenti giocatori. Judy fa comparire la frase "Basterà un pizzico per farti grattare, con mille starnuti ti farà dimenare" e subito i due vengono attaccati da zanzare giganti, che riescono a scacciare fuori dalla finestra. I due notano poi una seconda nota del gioco: "Avventurosi attenzione: non cominciate se non intendete finire. Ogni sconvolgente conseguenza del gioco scomparirà solo quando un giocatore raggiunto Jumanji gridato forte il nome avrà". Peter tira un 2 (doppio 1) e con la frase "Si mette male la missione, scimmie rallentano la spedizione" fa apparire delle scimmie in cucina, che cominciano a devastare la casa. Con il doppio 1, Peter ha diritto a un altro tiro ("Ha zanne aguzze. Vi vuole assaggiare. Non vi conviene temporeggiare") che avrà come risultato 5; i ragazzini sono attaccati da un leone della savana, ma il numero 5 libera dal gioco anche Alan, ormai adulto, che dopo un duello con la bestia, riesce a chiuderla in camera da letto.

Alan, cresciuto, inselvatichito, ma molto esperto in sopravvivenza, esce di casa per vedere com'è la città, che trova molto malandata e in piena crisi rispetto a quando lui era bambino. Successivamente incontra anche Carl Bentley, un ex operaio della fabbrica Parrish, ora divenuto poliziotto, che fu licenziato nel 1969 per l'appunto il giorno che Alan fu trasportato nella giungla da Jumanji per essersi incolpato di un incidente commesso proprio dal ragazzo, il quale aveva messo sbadatamente una nuovissima scarpa da Carl creata in un macchinario, distruggendone l'interno. Carl si insospettisce vedendo lo strano aspetto selvatico di Alan, senza però riconoscerlo. Alan si reca poi alla fabbrica di suo padre che trova abbandonata, in completo stato di decadenza e abitata da un poveraccio che gli regala dei vestiti decenti e dice ad Alan che i suoi genitori sono morti da qualche anno e che suo padre, da quando lui è scomparso nel 1969, si era messo alla disperata ricerca del figlio trascurando la fabbrica e sperperando tutte le sue finanze, fino a che piano piano il lavoro è andato sempre peggiorando e l'attività fu cessata.

I tre tornano in casa e Alan viene convinto dai due ragazzini a portare a termine la partita in modo che le cose tornino alla normalità. Il gruppo si accorge che manca una quarta giocatrice: Sarah Wittle. Vanno quindi a cercarla, poiché per portare avanti il gioco è necessaria anche la sua presenza. Dalla sparizione di Alan nel 1969 Sarah, dopo aver dichiarato che l'amico era stato risucchiato da un gioco da tavolo, è stata scansata da tutto il vicinato e da tutti i suoi amici che l'hanno considerata una pazza visionaria e nonostante siano passati molti anni nessuno le rivolge più la parola. Vive nell'anonimato come una sensitiva con lo pseudonimo Madame Serena. Dopo molto sforzo, e soprattutto grazie alla presenza di Alan, riescono a convincerla a giocare per far tornare le cose alla normalità. Il tiro di Sarah fa comparire degli enormi rampicanti e piante velenose ("Crescono più in fretta del bambù, sta' attento non ti mollan più") e il tiro successivo di Alan porta nella casa il micidiale cacciatore stile coloniale Van Pelt ("Un cacciatore dalla giungla nera venuto, ti fa sentire un bambino sperduto"), il quale prova un profondo risentimento nei confronti di Alan, considerandolo la "preda" più difficile che gli sia mai capitata e cercando quindi di ucciderlo in tutti i modi. Superate queste tremende difficoltà, mentre Alan e Sarah hanno un litigio a causa della situazione, Judy tira i dadi e con la frase "Non caderci, al tuono è uguale, restare fermi è micidiale" il gruppo deve scappare da casa per non essere travolti da una mandria di bestie impazzite; tuttavia nel trambusto un pellicano ruba il gioco e il gruppo è costretto a inseguirlo fino al fiume fuori città. Lì riescono con fatica a riprendersi il gioco e cercano poi di tornare a casa per continuarlo.

Nel frattempo, gli animali evocati invadono la città causando incidenti, allarmi e problemi e Carl, imbattutosi nel gruppo, decide di arrestare Alan, capendo che è coinvolto nella faccenda, per cercare di scoprire qualcosa. Alan, mentre sono in viaggio per la centrale, rivela la sua identità a Carl, che lo libera confidando nelle sue parole, e assieme tornano verso la strada di casa.

Intanto Peter tenta di truffare il gioco facendo uscire apposta un 10 per poterlo finire, e viene punito dallo stesso: "Una legge di Jumanji hai voluto violare, più indietro della pedina dovrai ritornare". Il ragazzino comincia lentamente ad assumere sembianze scimmiesche. I tre vanno in città, completamente in anarchia per l'invasione delle bestie, ma mentre cercano la strada per villa Parrish si fanno sottrarre il gioco da Van Pelt, che cerca un riscatto per attirare Alan in trappola. Inseguendolo, Sarah e i ragazzi riescono a recuperare il gioco e l'arrivo tempestivo di Alan e Carl in auto mette fuori gioco il cacciatore.

Carl, ammanettato alla sua stessa macchina da Alan, che vuole tenerlo fuori da questa storia, riesce finalmente a liberarsi e incontra Nora, che si fa dare un passaggio fino a casa, preoccupata per la sorte dei nipoti. I quattro protagonisti intanto tornano a casa per riuscire a completare il gioco, ma l'abitazione è completamente invasa dai rampicanti. Il tiro di Sarah fa comparire "Ogni mese con il quarto di luna soffierà il monsone nella tua laguna", ossia un violentissimo acquazzone che allaga la casa all'inverosimile e fa comparire un coccodrillo, contro cui il gruppo deve lottare. L'arrivo di Carl e Nora, che aprono la porta venendo investiti dall'ondata che ne fuoriesce, fa svuotare la casa dall'acqua. Il gioco continua e ad Alan tocca la maledizione "Del suolo immobile non ti fidare, nel pavimento ti potrai insabbiare", che rende il pavimento della soffitta come le sabbie mobili. Il tempestivo intervento di Judy con un nuovo tiro di dadi ("C'è una lezione che devi imparare, a volte indietro bisogna tornare") fa tornare il pavimento alla normalità, bloccando tuttavia Alan e Sarah. Peter, con il suo tiro, invoca dei ragni giganti ("Vuoi una mano? Sei malridotto? Sei fortunato, ne abbiamo otto"): i due ragazzi tentano di fermare gli animali, per tenerli lontani dagli amici intrappolati. In quella torna la zia Nora e cominciando a perdere la calma a causa delle assurdità che trova in casa, Peter la chiude nello sgabuzzino per tenerla a bada. Judy perde i sensi per colpa di un dardo avvelenato lanciato da un fiore rampicante, portato alla luce durante il combattimento con i ragni, e Peter cerca di prendersi cura di lei, mentre Sarah tira i dadi e dopo aver letto "Ti manca poco per arrivare, ora la terra si mette a tremare" avviene un potente terremoto che spacca la casa a metà, liberando i due adulti e facendo scappare i ragni. Alan finisce al pianterreno e prima di poter tirare viene fermato da Van Pelt: l'uomo si trova al faccia a faccia finale con la sua nemesi ed è costretto a lanciare i dadi a terra, i quali rotolando finalmente segnano il punteggio necessario a far vincere Alan, che pronuncia l'agognato "Jumanji" proprio mentre un proiettile sparato dal cacciatore sta per ucciderlo.

Il gioco, nonostante i suoi effetti catastrofici, mette le cose a posto: tutto il mondo uscito da esso viene risucchiato in un vortice, e Alan si ritrova abbracciato a Sarah nuovamente nel 1969. Alan si riconcilia con il padre, il quale si scusa con lui per essersi alterato e dicendogli che se non vuole non è obbligato ad andare in collegio. Alan inoltre confessa al padre di essere stato lui alla fabbrica ad aver messo la scarpa nel macchinario, anziché Carl. La sera stessa Alan e Sarah decidono di buttare il gioco nel fiume e quest'ultima confessa all'amico il suo amore per lui, baciandolo.

Nuovamente nel 1995, la vigilia di Natale, la casa è addobbata a festa per la tradizionale cena, Alan e Sarah sono felicemente sposati e stanno per avere un bambino. I genitori di Alan sono vivi e per telefono comunicano al figlio che arriveranno da lui la mattina successiva, il giorno di Natale. Al banchetto sono invitati Carl e anche Nora, Judy, Peter e i loro genitori poiché Alan, presumibilmente divenuto titolare della fabbrica di scarpe, conosce il padre dei ragazzi poiché suo dipendente. Alan e Sarah sono emozionati nel rivedere Judy e Peter dopo 26 anni, che ovviamente però non li riconoscono. I genitore esprimono l'intenzione di fare un viaggio in auto in Canada in quel periodo, ma Sarah e Alan glielo impediscono, sapendo che sarà il viaggio in cui avranno l'incidente mortale, suggerendo loro un altro tipo di vacanza.

Nella scena finale, due ragazze, che parlano in francese, passeggiano su una spiaggia, quando un suono di tamburi proveniente dalla scatola di Jumanji, semisepolta nella sabbia, attira la loro attenzione.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito negli USA e Canada il 15 dicembre 1995, in Italia il 10 marzo 1996. È stato accolto molto positivamente negli USA, incassando circa 100 milioni di dollari. Il film ha incassato globalmente 262 milioni di dollari, a fronte di un budget totale di circa 65 milioni di dollari.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Edizioni di Jumanji in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.
  2. ^ (EN) Jumanji su Box Office Mojo

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