A Chorus Line

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A Chorus Line
Gerald Schoenfeld Theatre NYC.jpg
Coda davanti al Gerald Schoenfeld Theatre NYC (maggio 2005)
Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1975
Genere Musical
Regia Michael Bennett
Soggetto Michael Bennett
Sceneggiatura Michael Bennett
Produzione Joseph Papp
Musiche Marvin Hamlisch
Coreografia Michael Bennett
Scenografia Robin Wagner
Costumi Theoni V. Aldredge
Luci Tharon Musser

A Chorus Line è un musical concepito, diretto e coreografato da Michael Bennett, con musiche di Marvin Hamlisch e testi di Edward Kleban. Il libretto è di James Kirkwood Jr e Nicholas Dante. ll musical è stato concepito basandosi su diversi workshops registrati con ballerini di Broadway, 8 dei quali entrarono a far parte del cast originale.

Andò in scena per la prima volta a Broadway il 25 luglio 1975 allo Shubert Theatre, e rimase in scena fino al 28 aprile 1990, dopo 6.137 esibizioni, consacrandosi come lo show più longevo a Broadway, almeno fin quando non fu superato da Cats nel 1997. Il record è attualmente detenuto da Il fantasma dell'Opera. Precedentemente, il 21 maggio dello stesso anno, era stato prodotto e presentato Off-Broadway al The Public Theater.[1]

A Chorus Line ricevette nel 1975 12 nomination per i Tony Awards, vincendone 9: miglior musical, miglior attrice (Donna McKechnie), miglior attore non protagonista (Sammy Williams), miglior attrice non protagonista (Kelly Bishop), miglior regista (Michael Bennett), miglior libretto di musical (Dante e Kirkwood), migliori musiche (Hamlisch e Kleban), miglior design di luci (Tharon Musser) e miglior coreografo (Michael Bennett e Bob Avian). Vinse anche il premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1976, uno dei soli nove musical.

A Chorus Line fece anche una tournée, compresa un'esibizione al Pantages Theatre a Hollywood. Il 6 ottobre 2006 A Chorus Line è tornato in scena a Broadway in una versione rivisitata.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'ambientazione è quella di un teatro di Broadway a New York. Alcuni giovani pieni di speranze stanno facendo dei provini per un lavoro come ballerini di fila in un musical. Lo show dà un rapido sguardo alle personalità degli attori e dei coreografi. I momenti più salienti includono le canzoni "One", "Nothing", "The Music and the Mirror", e "What I Did For Love".

Numeri musicali[modifica | modifica wikitesto]

  • I Hope I Get It (Cast)
  • I Can Do That (Mike)
  • At the Ballet (Sheila, Bebe, Maggie)
  • Sing! (Al, Kristine e il cast)
  • Montage, Parte 1: Hello Twelve, Hello Thirteen, Hello Love (Cast)
  • Montage, Parte 2: Mother (Cast)
  • Montage, Parte 3: Gimme the Ball (Cast)
  • Nothing (Diana)
  • Dance: Ten; Looks: Three (Val)
  • The Music and the Mirror (Cassie)
  • One (Cast)
  • What I Did for Love (Diana and Cast)
  • One (Reprise)/Finale (Cast)

Produzioni[modifica | modifica wikitesto]

Broadway[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Varie sono state le edizioni italiane, tra cui una del 1998 con la regia di Saverio Marconi della Compagnia della Rancia, tra i protagonisti Antonella Elia nel ruolo di Christine.[2]

L'edizione italiana più recente del musical è quella del 2008 Prodotta dalla Compagnia della Rancia e da Giacaranda per la regia associata di Baayork Lee e Saverio Marconi, riallestimento curato da Luis Villabon.

Proprio a Baayork Lee, coreografa e curatrice delle recenti edizioni statunitensi del musical, è ispirata la storia di Connie, uno dei personaggi di Michael Bennett.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Adattamento cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 fu distribuita dalla Colombia Pictures una versione cinematografica di A Chorus Line (in italiano Chorus Line) con Michael Douglas nella parte del coreografo, Zach. L'adattamento fu creato da Arnold Schulman e il regista fu Richard Attenborough. Il film fu molto controverso in quanto pesanti cambiamenti furono fatti durante la trasposizione in film, come per esempio gli elementi omosessuali della versione originale, che nel film furono molto attenuati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Una recensione del Time del 2 giugno di T.E. Kalem
  2. ^ A Chorus Line - La stampa

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]