Geraldine Page

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Geraldine Sue Page (Kirksville, 22 novembre 1924New York, 13 giugno 1987) è stata un'attrice statunitense.

Considerata tra le migliori attrici cinematografiche e teatrali statunitensi, la Page è attualmente la quarta attrice più candidata nella storia dei Premi Oscar avendo ricevuto ben otto candidature, di cui una trasformatasi in vittoria nel 1986 per il film In viaggio verso Bountiful. Oltre all'Oscar ha vinto due Golden Globes, un Premio Bafta, due Premi Emmy ed ha ricevuto, in campo teatrale, quattro candidature ai Tony Awards.[1][2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata in una cittadina del Missouri, figlia di Leon Elwin Page (1894-1968), medico osteopata, e Pearl Maize Page (1894-1953), casalinga, aveva un fratello maggiore di nome Donald. Nel 1929 la famiglia si trasferì a Chicago, ove Geraldine si interessò allo studio dell'arte, dedicandosi anche alla pittura e alla musica; successivamente si avvicinò al mondo del teatro, unendosi alla compagnia drammatica della chiesa locale ed iniziando ad appassionarsi alla carriera di alcune note attrici, come Lucille La Verne, Maude Adams ed Eva Le Gallienne. Dopo essersi diplomata all'Art Institute of Chicago nel 1942, entrò alla Goodman Theatre School, ove si esibì in vari spettacoli e si occupò anche di un gruppo teatrale dedicato ai bambini. Negli anni successivi prese parte a diversi spettacoli teatrali universitari allestiti tra New York e Chicago. Nel 1948 debuttò a New York con una produzione Off-Broadway di Seven Mirrors e lavorò anche in drammi radiofonici. Nel 1952 fu la protagonista, con il ruolo di Alma Winemiller, di una più ambiziosa produzione, basata sull'opera Summer and Smoke di Tennessee Williams e con la regia di José Quintero, che ottenne un successo di pubblico e di critica tale da farle vincere il New York Drama Critics' Circle, divenendo così la prima attrice di una produzione non di Broadway a ricevere tale premio.

Pur continuando a recitare in programmi radiofonici e riduzioni teatrali destinate alla televisione, nel gennaio del 1953 debuttò nel circuito ufficiale di Broadway con la commedia di Viña Delmar Mid-Summer, interpretando il personaggio di una donna non istruita sposata con un insegnante, che ottenne molte lodi da parte della critica. Dopo una piccola parte al cinema (non accreditata) nel film Taxi (1953) di Gregory Ratoff, ove interpretava una vivace ragazza in cerca d'amore, le venne assegnato il ruolo di una giovane vedova volitiva, al fianco di John Wayne, nel western Hondo (1954) di John Farrow; malgrado la candidatura all'Oscar come migliore attrice protagonista per questo film, la Page non ricevette altre buone offerte da parte di Hollywood e fece ritorno a New York. In compenso, nell'arco degli anni cinquanta la sua carriera teatrale ebbe uno sviluppo sorprendente e con il consenso crescente della critica, grazie anche al perfezionamento con i corsi di recitazione prima all'Herbert Berghof School of Acting e in seguito presso l'Actor's Studio, allora diretto da Lee Strasberg, e alle intense interpretazioni di donne non particolarmente attraenti, secondo gli standard canonici dell'epoca, e tuttavia dotate di fascino e di un carattere tormentato e fragile, ma anche deciso e vitale. Nella sua carriera teatrale e televisiva la Page predilesse testi di autori come William Faulkner, Eugene O'Neill, Jean Giraudoux, Clifford Odets e William Somerset Maugham; nel 1954 affiancò James Dean in L'immoralista, basato sul romanzo omonimo (1902) di André Gide; nel 1960 vinse il premio Sarah Siddons per la sua interpretazione in Chicago.

Nel marzo del 1959, in piena ascesa artistica e sotto la direzione di Elia Kazan, la Page ottenne uno dei suoi più acclamati e memorabili successi teatrali con l'audace ruolo, per l'epoca, di Alexandra Del Lago, capricciosa star del cinema sul viale del tramonto dedita all'alcool, alle droghe e agli gigolò in Sweet Bird of Youth di Tennessee Williams, ove affiancò Paul Newman, Sidney Blackmer, Rip Torn, Diana Hyland, Madeleine Sherwood e Bruce Dern, e che le valse una candidatura al Tony Award e il rinnovato interesse di Hollywood. All'inizio del decennio successivo decise di tornare sul grande schermo con le versioni filmiche di due suoi successi teatrali, entrambe coronate da una candidatura al premio Oscar alla miglior attrice protagonista: Estate e fumo (1961) di Peter Glenville, accanto a Laurence Harvey, e La dolce ala della giovinezza (1962) di Richard Brooks, ove ritrovò Paul Newman ed altri attori della versione teatrale di tre anni prima, imponendo senza modifiche e censure il proprio personaggio. Da allora, selezionando con cura le offerte che le pervenivano numerose e nonostante le critiche di chi da tempo non la vedeva adeguarsi alle rigide regole dello star system hollywoodiano, alterno' con disinvoltura le apparizioni al cinema con quelle in teatro, tanto da guadagnarsi - secondo la maggior parte dei critici - la fama di una delle più grandi attrici statunitensi di tutti i tempi.

Pur continuando a lavorare assiduamente in teatro, prediligendo ancora il circuito Off-Broadway e le compagnie di provincia, negli anni sessanta apparve in varie pellicole e in produzioni anche indipendenti, tra cui La porta dei sogni (1963) di George Roy Hill, Tre donne per uno scapolo (1964) di Delbert Mann, Buttati Bernardo! (1966) di Francis Ford Coppola, A Christmas Memory (1966) di Eleanor Perry, tratto dal racconto di Truman Capote, La chica del lunes (1967) di Leopoldo Torre Nilsson, Il più felice dei miliardari (1967) di Norman Tokar e La terza fossa (1969) di Lee H. Katzin. Nel 1966 Paul Bogart la diresse nella parte di Olga in The Three Sisters di Anton Čechov, trasposizione cinematografica della produzione teatrale di due anni prima, ove la Page era stata diretta dal suo maestro di recitazione Lee Strasberg; in tale occasione recitò accanto ad attori del calibro di Shelley Winters, Kim Stanley, Sandy Dennis, Robert Loggia e Kevin McCarthy.

Negli anni successivi la Page si distinse in altre rimarchevoli interpretazioni, anche se non sempre in ruoli da protagonista, nei film La notte brava del soldato Jonathan (1971) di Don Siegel, ove ebbe come partner Clint Eastwood, Un marito per Tillie (1972) di Martin Ritt, nel quale interpretò la nevrotica amica di Carol Burnett, Il giorno della locusta (1975) di John Schlesinger, Cattive abitudini (1977) di Michael Lindsay-Hogg e soprattutto Interiors (1978) di Woody Allen, ove rese con grande finezza il complesso e sofferto personaggio di una madre suicida. Nel film di produzione disneyana Le avventure di Bianca e Bernie (1977) di Wolfgang Reitherman prestò la propria voce all'eccentrico personaggio di Madame Medusa, ironicamente ispirato alla celebre Alexandra Del Lago interpretata dalla stessa Page in teatro e al cinema vari anni prima. Dai primi anni ottanta si dedicò soprattutto all'insegnamento della recitazione, presso una scuola da lei stessa fondata e la Pelican Theater School di New York, ma continuò a prendere parte ad altri film, tra i quali Harry's War (1981) di Kieth Merrill, I'm Dancing as Fast as I Can (1982) di Jack Hofsiss, Il Papa del Greenwich Village (1984) di Stuart Rosenberg, La sposa promessa (1985) di Franc Roddam e Il sole a mezzanotte (1985) di Taylor Hackford, con Michail Baryšnikov. Tra le produzioni televisive di quel periodo si segnalano le sue partecipazioni alle serie The Snoop Sisters (1973), ove recitò accanto a Helen Hayes e Mildred Natwick, e Il grigio e il blu (1982) di Andrew V. McLaglen, e ai film drammatici The Dollmaker (1984) di Daniel Petrie e Il coraggio di non dimenticare (1986) di Michael Lindsay-Hogg, con protagoniste rispettivamente Jane Fonda e Farrah Fawcett.

Venne fatto anche il suo nome per il ruolo della protagonista, poi assegnato ad altre attrici, nei film Il mago della pioggia (1956) di Joseph Anthony, Tavole separate (1958) di Delbert Mann, Anna dei miracoli (1962) di Arthur Penn, Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) di Mike Nichols, Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) di Miloš Forman e Agnese di Dio (1985) di Norman Jewison, alcuni dei quali erano trasposizioni cinematografiche di personaggi interpretati in teatro dalla stessa Page. Nel 1986, dopo tante candidature, vinse il premio Oscar alla miglior attrice protagonista con il film In viaggio verso Bountiful (1985) di Peter Masterson, tratto dalla omonima pièce teatrale di Horton Foote ambientata nel 1947, nel ruolo di una tenera sessantenne costretta ad un'angusta vita in città e che desidera ardentemente tornare nei dismessi luoghi della propria giovinezza; durante la cerimonia della premiazione l'attore F. Murray Abraham, aprendo la busta e leggendo il nome della vincitrice, annunciò: "Ah! Considero questa donna la più grande attrice in lingua inglese". Il suo ultimo film, di cui era protagonista, fu Riders to the Sea (1987) di Ronan O'Leary.

Dopo un breve matrimonio (1954-1957) con il violinista e direttore d'orchestra di origine lituana Alexander Schneider, terminato con un divorzio, nel 1963 la Page sposò il collega Rip Torn, che ritrovò nel 1961 sul set del film La dolce ala della giovinezza, e con il quale tornerà a recitare in Buttati Bernardo! (1966) e Cattive abitudini (1977); nel 1973 lo stesso Torn diresse la moglie in teatro a Broadway in Look Away di Jerome Kilty. Dalla loro unione nacquero Angelica (1964), divenuta anch'essa attrice, e i gemelli Anthony S. e Jonathan Leon (1965), entrambi apparsi ed accreditati come Tony e Jon Torn in un cameo insieme alla madre in una breve scena del film In viaggio verso Bountiful (1985).

Geraldine Page morì a 62 anni di età, per le conseguenze di un infarto, il 13 giugno 1987, mentre era impegnata nelle recite teatrali di Spirito allegro di Noël Coward. Subito dopo i funerali privati, in un teatro di Broadway si svolse una cerimonia commemorativa alla presenza di numerose celebrità, tra cui Meryl Streep, Jessica Tandy e Paul Newman, e con l'omaggio anche di un mazzo di fiori inviato direttamente dalla Presidenza della Casa Bianca. Per volontà della famiglia le sue spoglie furono cremate.

Nel corso della sua prestigiosa carriera di attrice teatrale e cinematografica, oltre che di insegnante di recitazione, ricevette numerosi premi, raggiungendo traguardi paragonabili a ben poche altre attrici, anche di generazioni successive: vinse il premio Oscar alla miglior attrice protagonista nel 1986 per In viaggio verso Bountiful di Peter Masterson, ricevendo altre sette candidature; ottenne inoltre otto candidature ai Golden Globe, vincendone un paio, due candidature al Premio BAFTA, vincendone uno, due candidature al Kansas City Film Critics Circle, vincendone una, oltre a tre candidature al Tony Award.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premio Oscar
Anno Titolo Categoria Risultato
1954 Hondo Miglior attrice non protagonista Candidato/a
1962 Estate e fumo Miglior attrice protagonista Candidato/a
1963 La dolce ala della giovinezza Miglior attrice protagonista Candidato/a
1967 Buttati Bernardo! Miglior attrice non protagonista Candidato/a
1973 Un marito per Tillie Miglior attrice non protagonista Candidato/a
1979 Interiors Migliore attrice protagonista Candidato/a
1985 Il Papa del Greenwich Village Miglior attrice non protagonista Candidato/a
1986 In viaggio verso Bountiful Migliore attrice protagonista Vincitore/trice
Golden Globe
Anno Titolo Categoria Risultato
1962 Estate e fumo Migliore attrice in un film drammatico Vincitore/trice
1963 La dolce ala della giovinezza Migliore attrice in un film drammatico Vincitore/trice
1964 La porta dei sogni Migliore attrice in un film drammatico Candidato/a
1965 Tre donne per uno scapolo Migliore attrice in un film drammatico Candidato/a
1967 Buttati Bernardo! Migliore attrice non protagonista Candidato/a
1973 Un marito per Tillie Migliore attrice non protagonista Candidato/a
1979 Interiors Migliore attrice in un film drammatico Candidato/a
1986 In viaggio verso Bountiful Migliore attrice in un film drammatico Candidato/a
Premio BAFTA
Anno Titolo Categoria Risultato
1962 La dolce ala della giovinezza Miglior attrice straniera Candidato/a
1978 Interiors Miglior attrice non protagonista Vincitore/trice

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Da doppiatrice è stata sostituita da:

Citazioni e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

La Page, nelle vesti di attrice candidata al premio Oscar nel 1963, è stata interpretata nel 2017 da Sarah Paulson nella serie TV Feud: Bette and Joan. La figlia Angelica Page le ha reso omaggio interpretandola nel monologo Turning Page, da lei scritto e presentato negli anni 2015-2017 in alcuni teatri di Los Angeles e New York.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ TALENTO E SERENITA' LE GRANDI RICCHEZZE DI GERALDINE PAGE - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 9 ottobre 2020.
  2. ^ PAGE, Geraldine in "Enciclopedia del Cinema", su www.treccani.it. URL consultato il 9 ottobre 2020.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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