Elizabeth (film 1998)

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Elizabeth
Elizabeth2.jpg
Cate Blanchett in una scena del film
Titolo originaleElizabeth
Paese di produzioneRegno Unito
Anno1998
Durata126 min
Generestorico, drammatico
RegiaShekhar Kapur
SoggettoMichael Hirst
SceneggiaturaMichael Hirst
ProduttoreTim Bevan, Eric Fellner, Alison Owen, Mary Richards
FotografiaRemi Adefarasin
MontaggioJill Bilcock
MusicheDavid Hirschfelder
ScenografiaJohn Myhre, Lucy Richardson e Peter Howit
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Elizabeth è un film storico del 1998 diretto da Shekhar Kapur. Ha avuto un seguito, nel 2007, con Elizabeth: The Golden Age.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1558 la regina cattolica Mary d'Inghilterra, già in età avanzata, non ha ancora dato un erede al Regno; nella linea di successione la pretendente al trono sarebbe la sorellastra Elizabeth, figlia di suo padre Enrico VIII e della sua seconda moglie Anna Bolena. Elizabeth, di fede protestante, era stata inizialmente rinchiusa nella Torre di Londra per presunta cospirazione contro sua sorella, anche se in seguito era stata liberata dalla regina stessa e confinata nella sua casa di campagna. Mary mostra i sintomi di una gravidanza, che tuttavia si rivela essere un cancro uterino; prima di morire i suoi consiglieri tentano di convincerla a condannare a morte Elizabeth, per evitare di far salire al trono una protestante; Mary tuttavia rifiuta e, alla sua morte, Elizabeth viene incoronata Regina d'Inghilterra.

La donna si trova dunque a regnare su un paese oppresso dai debiti, dagli intrighi politici e dalle mire degli avversari: il Regno di Spagna, il Regno di Francia e lo Stato Pontificio; anche all'interno del suo stesso governo c'è una fazione trama contro la nuova regina, capeggiata dal cattolico duca di Norfolk. Il consigliere di Elizabeth, William Cecil, le suggerisce di scegliere un marito tra i pretendenti spagnoli e francesi, per rinsaldare le alleanze e dare un erede al trono; inoltre le consiglia di perseguire la politica religiosa di Maria, favorendo il Cattolicesimo. Elizabeth è però segretamente innamorata dell'amico Robert Dudley, col quale ha una relazione sessuale, dunque ritarda la scelta del suo futuro marito.

Il Duca di Norfolk si allea dunque con Marie de Guise, per innalzare al trono la figlia di quest'ultima nonché cugina di Elizabeth, la regina cattolica Mary di Scozia. Le truppe di Marie de Guise si stanziano in Scozia minacciando l'invasione dell'Inghilterra; inesperta sulle tattiche militari, Elizabeth ordina una controffensiva ma il suo esercito viene facilmente sconfitto da quello francese. Elizabeth è dunque costretta ad accettare le condizioni di Marie, che le impone di sposare suo nipote Enrico d'Anjou. Intanto la regina proclama l'Atto di uniformità per mezzo del quale riunisce tutti i cristiani del Regno sotto l'Anglicanesimo, che torna a essere la religione ufficiale. Il Papa Pio V invia allora un suo infiltrato perché aiuti il Duca di Norfolk a rovesciarla.

Elizabeth ignora il corteggiamento di Enrico d'Anjou: a quel punto Cecil le rivela che il suo amato Dudley è già sposato con un'altra donna, e che si è alleato contro di lei con le spie spagnole. Dopo aver scoperto che d'Anjou ama travestirsi da donna rompe subito le trattative per il matrimonio, e in seguito allontana Dudley dalla sua corte per punirlo della menzogna che le ha raccontato. La regina subisce inoltre molti tentativi di uccisione, che sembrano ricondurre alla stategia di Maria de Guise: dichiarando di voler ripensare al matrimonio con d'Anjou, Elizabeth invia la sua guardia del corpo Walsingham a parlamentare con la donna, ma in realtà l'uomo la uccide, inasprendo il conflitto con la Francia. A quel punto Cecil suggerisce a Elizabeth di sposare un pretendente spagnolo, ma lei rifiuta nuovamente.

Walsingham riesce a catturare la spia del Papa e sottopone l'uomo a tortura, costringendolo a rivelare i nomi dei cospiratori: si viene così a sapere che il piano del Duca di Norfolk era di sposare Mary di Scozia per diventare re a sua volta. Norfolk viene così giustiziato insieme a tutti gli altri cospiratori, tranne Dudley che viene graziato: egli ricorderà sempre a Elizabeth di non lasciarsi accecare dai sentimenti nella gestione del suo Regno. Alla fine, per il bene del suo popolo, la regina decide di non sposarsi con nessuno: si tinge la pelle di bianco e si taglia i capelli, dichiarandosi sposata con l'Inghilterra e dando vita al mito della Regina Vergine.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 71º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[1]

Inesattezze storiche[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei costumi di scena esposto all'Australian Centre for the Moving Image di Melbourne.
  • Il vero Robert Dudley, I conte di Leicester, non congiurò mai contro Elisabetta, ma rimase un suddito fedele sino alla sua morte (sebbene nel 1569 avesse timidamente appoggiato le previste nozze tra il Duca di Norfolk e Maria di Scozia).
  • Nel film Elisabetta rimane sconvolta quando scopre che Robert è già sposato, mentre nella realtà ciò non sarebbe potuto succedere, visto che era presente alle nozze di questi con Amy Robsart. Fu nel 1578 che Leicester contrasse un matrimonio segreto con Lettice Knollys, cugina materna di Elisabetta, la quale si adirò ed esiliò la dama dalla sua corte.
  • Dudley viene presentato nel film come convertito al Cattolicesimo quando era invece un fervente anglicano (del tipo che più tardi sarà chiamato Puritano), ciò rende quindi impensabile una sua conversione.
  • Non è certo che tra Dudley ed Elisabetta vi fosse stata una relazione sessuale, come invece è mostrato nel film.
  • Kat Ashley è rappresentata nel film come una coetanea di Elisabetta, ma era invece di circa trent'anni più vecchia essendo stata sua governante.
  • La mano di Elisabetta venne realmente chiesta da Henri d'Anjou, ma soltanto in via epistolare e le trattative ufficiali non ebbero neppure inizio. Questi non era assolutamente bisessuale e dedito al travestitismo come mostrato nel film. Enrico III era inoltre più giovane di 18 anni rispetto ad Elisabetta, mentre nel film i due sembrano essere coetanei.
  • William Cecil aveva quarant'anni quando Elisabetta salì al trono, mentre nel film è un anziano e in seguito non si ritirerà dal suo compito; anzi, rimase uno dei più fidati consiglieri della regina fino alla sua morte, avvenuta poco prima di quella di Elisabetta.
  • Allo stesso modo, Francis Walsingham aveva circa vent'anni quando Elisabetta fu incoronata.
  • Maria di Guisa non fu assassinata da Francis Walsingham, ma morì di idropisia. Nel film accadono molti eventi prima della morte di Maria di Guisa che in realtà successero dopo, infatti ella morì solo un anno dopo l'incoronazione di Elisabetta.
  • La cospirazione del Duca di Norfolk unisce molti eventi separati in uno: nel film viene arrestato e sommariamente giustiziato per aver tentato di spodestare Elisabetta e sposare Maria di Scozia per cementare il proprio potere sul trono. In realtà Norfolk fu imprigionato nel 1569 per aver tentato di sposare Maria senza il permesso della regina Elisabetta, ma fu rilasciato dopo poco (all'epoca era infatti vietato per i nobili importanti contrarre matrimonio senza il consenso reale); un atto poco rispettoso nei riguardi della sovrana ma di certo non punibile con la morte. Fu poi di fatto coinvolto in una vera congiura - il complotto Ridolfi - nel 1572 che voleva porre Maria di Scozia sul trono, ed è per questo che fu imprigionato e giustiziato.
  • Nel film Elisabetta ha gli occhi azzurri, il colore naturale di quelli di Cate Blanchett, messi molto in risalto nel manifesto originale. In realtà Elisabetta, come sua madre Anna Bolena, aveva gli occhi castani.
  • Il Papa non ordinò mai a un monaco di attentare alla vita della regina, è però vero che Robert Persons, padre gesuita operante in Inghilterra per conto del pontefice, cospirò con il duca di Guisa e il nunzio papale a Parigi per assassinare Elisabetta e mettere sul trono Maria Stuarda. In questo progetto (che si concluse con un nulla di fatto) deve probabilmente essere identificata la matrice storica dell'evento mostrato nella pellicola.
  • L'aspetto ieratico di Elisabetta, con il volto dipinto di bianco e le vistose parrucche a nascondere i capelli rasati fu adottato quanto la sovrana era già nella maturità, in parte per nascondere le cicatrici del vaiolo che l'avevano lasciata deturpata.
  • Il vescovo Stephen Gardiner morì prima dell'incoronazione di Elisabetta e quindi non fece parte di congiure contro di lei.
  • Il Conte di Arundel non fu giustiziato come nel film. Fu imprigionato con la sua famiglia nella Torre di Londra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Best 100 British films, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 9 febbraio 2014.

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