Henrik Ibsen

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Henrik Ibsen

Henrik Ibsen [ˈhɛnɾik ˈipsən] (Skien, 20 marzo 1828Oslo, 23 maggio 1906) è stato uno scrittore, drammaturgo, poeta e regista teatrale norvegese.

Firma di Ibsen

È considerato il padre della drammaturgia moderna, per aver portato nel teatro la dimensione più intima della borghesia ottocentesca, mettendone a nudo le contraddizioni e il profondo maschilismo.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Silhouette della famiglia Altenburg/Paus
Hedvig Altenburg, nonna di Ibsen

Henrik Ibsen nasce a Skien, piccolo villaggio nella Norvegia Meridionale, nel 1828, da una famiglia di discendenza scozzese e tedesca. Il padre, Knud, era un ricco armatore, come anche la madre, Marichen Oltenbrug, appartenente ad una delle più facoltose famiglie norvegesi. Nel 1840 si applica allo studio della pittura, che abbandona poco dopo, molto probabilmente per questioni economico-politiche. Nel 1843 la famiglia fa ritorno a Skien, dopo un periodo trascorso nelle campagne di Venstrop per dissesti commerciali. Ma l'anno successivo, in seguito al dichiarato fallimento dell'attività del padre, commerciante in legname, Ibsen dovette abbandonare gli studi e per sostenere la famiglia iniziò a lavorare in una farmacia a Grimstad, di proprietà della famiglia Reimann, fino al 1850.

Da una lettera spedita ad una sua cugina, sappiamo però che egli non si trova bene presso i Reimann, dove egli vive. Di essa fa parte anche una donna di servizio, dalla quale avrà un figlio. Nel 1847, anno della pubblicazione del poemetto Rassegnazione, un farmacista benestante, Lars Nielsen, rileva l'attività dei Reimann, e Ibsen prova perciò dalla situazione un senso liberatorio, sentendosi sollevato dall'atmosfera difficile venutasi a creare in casa Reimann. Stringe amicizia con Christian Due ed altri giovani, con cui discute di argomenti sociali, filosofici e letterari, manifestando le sue doti di affascinante oratore e la sua natura d'appassionato agitatore. Nel 1848 si applica agli studi dei corsi liceali e sogna di dedicarsi alla carriera politica. Nell'inverno tra lo stesso anno e di quello successivo Ibsen scrisse il suo primo dramma, Catilina.

Trasferitosi a Oslo, studiò medicina e lavorò come assistente teatrale e scrittore. Nel 1851 diventò direttore del Norske Theater di Bergen, dove aveva lavorato come maestro di scena. Dopo aver studiato scenografia a Copenaghen e a Dresda, nel 1857 fu nominato direttore del Kristiania Norske Theater e si fidanza con Suzannah Thoresen, nipote della scrittrice Anna-Magdalena Thoresen, che sposerà dopo pochi mesi. In quegli anni compose i drammi Fru Inger til Østråt (Donna Inger di Østråt, 1855), Gildet på Solhaug (Una festa a Solhaug, 1856), Olaf Liljekrans e Hærmændene paa Helgeland ("I guerrieri di Helgeland", 1857).

Ad una fase posteriore della sua intensa produzione letteraria risalgono opere come Terje Vigen (1862), Kjærlighedens Komedie ("La commedia dell'amore", 1862) e il dramma storico Kongs-emnerne ("I pretendenti al trono", 1863).

Il viaggio in Europa e la fase romantica[modifica | modifica sorgente]

Ibsen a Dresda nel 1870

Nel 1864 Ibsen scrive in sei settimane I pretendenti al trono. Nello stesso anno, intanto, scoppia la guerra dello Schleswig-Holstein, della quale è a favore dell'intervento scandinavo. Indignato della neutralità del suo paese, il 2 aprile parte per l'Italia con la sua famiglia. Dopo la chiusura del teatro di Bergen, partì e visitò Roma dove scrisse un dramma, Brand (1866). L'anno seguente, dopo un viaggio tra Ischia e Sorrento compose il Peer Gynt (1867), opera surreale, resa famosa dalla musica di Edvard Grieg.

La fase romantica ibseniana si conclude con la commedia brillante De unges Forbund (La lega dei giovani, 1869) e con il dramma Kejser og Galilaer (Cesare e il Galileo, 1873). Dal 1868 al 1874 risiede a Dresda, ritornando di nuovo a Roma.

La fase del teatro sociale[modifica | modifica sorgente]

La fase più squisitamente sociale del teatro ibseniano è battezzata da Samfundets støtter ("I pilastri della società", 1877), seguito da Et dukkehjem ("Casa di bambola", 1879), scritto ad Amalfi e imperniato su una figura femminile in rivolta con la famiglia. A questi seguono altri capolavori, come Gengangere ("Gli spettri", 1881), En folkefiende ("Un nemico del popolo", 1882), Vildanden ("L'anitra selvatica", 1884), Rosmersholm ("Villa Rosmer", 1886), Fruen fra havet ("La donna del mare", 1888) e Hedda Gabler (1890).

Nel 1891 lascia definitivamente Roma; A questo periodo risalgono anche i drammi Bygmester Solness ("Il costruttore Solness", 1892) e Lille Eyolf ("Il piccolo Eyolf", 1894). Dopo il ritorno a Cristiania, Ibsen scrisse i suoi ultimi lavori, John Gabriel Borkmann (1896) e Når vi døde vågner (1899).

Nel 1900 Ibsen viene colpito da paralisi; muore a Cristiania il 23 maggio 1906.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Riferimenti nelle scienze e nell'arte[modifica | modifica sorgente]

Norwegian Air Shuttle Henrik Ibsen

Ad Ibsen è stato intitolato il cratere Ibsen, sulla superficie di Mercurio.

Ad Ibsen ha dedicato uno studio lo psicologo e filosofo Ludwig Binswanger, Henrik Ibsen. La realizzazione di sé nell'arte, Quodlibet, Macerata, 2008.

Il quadro di George Grosz Le Colonne della Società è un evidente riferimento all'omonima opera di Henrik Ibsen

Citazioni dalle sue opere[modifica | modifica sorgente]

Mai prendere a prestito. Fondarsi sui debiti, sui prestiti, pregiudica la libertà, e quindi anche la bellezza di una famiglia (tratto da Casa di bambola).[2]

Ho imparato ad agire secondo ragione. Sono state la vita e la dura, amara necessità a insegnarmelo (tratto da Casa di bambola).[2]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Dannebrog - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Dannebrog
Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Stella Polare - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Stella Polare

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Casa di Bambola su La Norvegia.
  2. ^ a b Citazioni su Henrik Ibsen.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Koht, Halvdan. The Life of Ibsen tradotto da Ruth Lima McMahon e Hanna Astrup Larsen. W. W. Norton & Company, Inc., New York, 1931.
  • Lucas, F. L. The Drama of Ibsen and Strindberg, Cassell, London, 1962.
  • Ferguson, Robert. Henrik Ibsen: A New Biography. Richard Cohen Books, Londra, 1996.
  • Meyer, Michael. Ibsen. History Press Ltd., Stroud, 2004.
  • Moi, Toril. 2006. Henrik Ibsen and the Birth of Modernism: Art, Theater, Philosophy. Oxford e New York: Oxford UP. ISBN 978-0-19-920259-1.

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