Il fascino discreto della borghesia

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Il fascino discreto della borghesia
Il fascino discreto della borghesia (1972) Luis Bunuel.png
Una scena del film
Titolo originaleLe charme discret de la bourgeoisie
Lingua originalefrancese, spagnolo
Paese di produzioneFrancia, Italia, Spagna
Anno1972
Durata105 min
Rapporto1,85:1
Generecommedia, grottesco
RegiaLuis Buñuel
SoggettoLuis Buñuel, Jean-Claude Carrière
SceneggiaturaLuis Buñuel, Jean-Claude Carrière
ProduttoreSerge Silberman
FotografiaEdmond Richard
MontaggioHélène Plemiannikov
MusicheGuy Villette, Luis Buñuel
ScenografiaFrançois Sune
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il fascino discreto della borghesia (Le charme discret de la bourgeoisie) è un film del 1972 diretto da Luis Buñuel.

Alla sua trentesima pellicola, Buñuel realizza una commedia che da molti è considerato il film più "tipico" della sua produzione, in quanto raccoglie molti dei tratti caratterizzanti il suo cinema. Il regista spagnolo propone una arguta e sardonica critica al mondo borghese.

Schema del film[modifica | modifica wikitesto]

Il film è composto da diverse scene tematicamente collegate: cinque incontri di un gruppo di amici borghesi e i quattro sogni di personaggi diversi. L'inizio del film si concentra sugli incontri, mentre l'ultima parte si concentra sui sogni, ma entrambi i tipi di scene si intrecciano. Ci sono anche scene che coinvolgono altri personaggi, come due che coinvolgono una donna terrorista latinoamericana della Repubblica di Miranda. Il mondo del film non è logico: gli eventi bizzarri sono accettati dai personaggi, anche se sono impossibili o contraddittori. In questo film, il sogno e la realtà formano un mélange indissolubile come vuole la tradizione surrealista, di cui Luis Buñuel è capostipite e maestro.

Buñuel organizza strane situazioni intorno ai suoi personaggi, attirandoli verso cene raffinate che sono pianificate ma poi ripetutamente bloccate da eventi inattesi. Bevono aperitivi nell'attesa e dialogano su argomenti effimeri come i sogni. I personaggi esprimono educatamente il loro sdegno, ma non smettono mai di provarci; si aspettano e perseguono incessantemente tutto ciò che desiderano, come se fosse loro naturale diritto servire e coccolare gli altri.

La pellicola rivela i vizi di una borghesia meschina, non vuole essere una vera e propria denuncia quanto un'ironica e surreale presa in giro di questa classe sociale. L'ambasciatore di Miranda e i suoi amici sono dei gentlemen che nascondono, dietro al loro culto per le buone maniere segreti al limite del grottesco: relazioni d'amore clandestine, traffici di stupefacenti, ecc. Particolarmente riusciti, e comici, sono i dialoghi: i personaggi si esprimono tutti in modo perfetto; il loro linguaggio è curato, elegante, contenuto, intriso di gentile ipocrisia.

Nelle sequenze dei sogni, Buñuel esplora le loro intense paure e a volte la struttura di questi sogni si rivela come nidificata o incorporata nella sequenza dei sogni di un altro personaggio. Mentre si svolgono i sogni all'interno dei sogni, sembra che Buñuel stia anche giocando brutti scherzi al suo pubblico, mentre cerchiamo di dare un senso alla storia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film inizia con una coppia della borghesia parigina, François e Simone Thenevot, che accompagnano un collega del signor Thenevoit, Rafaël Acosta, e la sorella della signora Thenevot, Florence, che si dà facilmente al bere, alla casa dei Sénéchals, come ospiti di una cena. Una volta arrivati, Alice Sénéchal è sorpresa di vederli e spiega che li aspettava la sera successiva e che non ha preparato la cena. Gli aspiranti ospiti, quindi, invitano la signora Sénéchal a unirsi a loro per la cena in una locanda vicina. Arrivando alla locanda, la trovano chiusa a chiave per cui bussano e vengono invitati a entrare, nonostante l'apparente riluttanza della cameriera e una menzione di "nuova gestione". Trovano il ristorante stranamente vuoto di commensali, nonostante i prezzi modici e sentono pianti da una stanza adiacente, ed apprendono che il direttore è morto poche ore prima e che i suoi ex impiegati stanno vegliando sul suo cadavere. La festa, quindi, termina in fretta.

La scena si sposta in un altro giorno all'ambasciata di Miranda, un'immaginaria repubblica delle banane, dove l'ambasciatore Acosta incontra Thévenot e Henri Sénéchal per discutere i proventi di un grosso accordo sulla cocaina. Durante l'incontro, Acosta vede una giovane donna che vende giocattoli a molla sul marciapiede fuori dall'ambasciata. Spara a uno dei giocattoli e la donna scappa. Spiega che fa parte di un gruppo terroristico che lo seguono da tempo.

Due giorni dopo, gli amici borghesi tentano di pranzare da Sénéchals, ma Henri Sénéchal e sua moglie scappano in giardino per fare sesso invece di unirsi a loro. Uno degli amici lo prende come un segno che i Sénéchals sono consapevoli che la polizia stia arrivando e che se ne sono andati per evitare l'arresto, temendo la scoperta del coinvolgimento degli uomini nel traffico di cocaina. La festa si interrompe nel panico.

Quando i Sénéchals tornano, i loro amici sono andati, ma incontrano un vescovo che è arrivato poco dopo. Il vescovo, indossando gli abiti del loro giardiniere, li saluta ma questi lo scambiano per un vagabondo e lo fanno uscire. Quando il vescovo ritorna indossando le vesti ecclesiastiche, lo abbracciano con deferenza, mettendo in mostra il loro pregiudizio, snobismo e ipocrisia. Il vescovo chiede di lavorare per loro come giardiniere seguendo il modello dei preti operai. Racconta loro della sua infanzia, di come i suoi genitori furono uccisi da avvelenamento da arsenico e il colpevole non fu mai arrestato. Più tardi nel film, andrà a trovare un moribondo che risulta essere l'assassino dei suoi genitori; dopo averlo benedetto, il vescovo gli sparerà con un fucile, uccidendolo e chiudendo il cerchio dell'ipocrisia.

Le donne si incontrano in un bistrot che si rivelerà aver finito tutte le bevande anche se alla fine si scoprirà che hanno solo acqua. Mentre aspettano, un soldato si presenta e racconta loro della sua infanzia e di come, dopo la morte di sua madre, il severo padre abbia preso cura della sua istruzione. La madre del soldato (come fantasma) lo informa che l'uomo non è il suo vero padre, ma l'assassino di suo padre. Avevano duellato su sua madre. A seguito della richiesta della madre fantasma, il soldato avvelena il patrigno colpevole.

Ne conseguono vari altri pasti interrotti; le interruzioni includono l'arrivo di un gruppo di ufficiali dell'esercito francese che si uniscono alla cena o la rivelazione che la sala da pranzo di un colonnello francese è in realtà un palcoscenico ambientato in uno spettacolo teatrale, durante una sequenza da sogno. I fantasmi compaiono frequentemente in quelle che sembravano sconcertanti sequenze di sogni.

La scena ricorrente nel film, dei sei persone che camminano silenziosamente e intenzionalmente su una lunga strada di campagna isolata verso una destinazione misteriosa, è anche nella sequenza finale.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Ugo Casiraghi su l'Unità (18 aprile 1973) descrive la borghesia come appare nel film "[...] incapace di pensiero, nemmeno sfiorata dal dubbio, improduttiva e parassitaria, assisa sulle proprie voglie animalesche e banali come su un trono di cartapesta, con tutti i suoi pilastri protettivi (il clero, l'esercito, la polizia), conserva ormai se stessa più sulla base dell'inazione che dell'azione. Il suo potere è indissolubilmente legato alla sua impotenza"

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Durante la scena della tortura, dal pianoforte escono degli scarafaggi. Un clin d'œil che Luis Buñuel fa a se stesso dai tempi di Un chien andalou.[non chiaro]
  • Buñuel commentò così la vittoria del suo Oscar: "Si trattava di un voto perfettamente democratico. Certo, il risultato è imprevedibile perché a votare sono 2.500 idioti, tra i quali c'è pure, per esempio, l'assistente figurinista dello studio, che ha diritto al voto come gli altri."
  • Le tematiche della pellicola vengono riprese ne "L'attento massacro della borghesia", film fittizio più volte citato nella serie televisiva Mr. Robot; attorno al film ruotano, in particolare, le vicende del quarto episodio della seconda stagione.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I film di Luis Buñuel, Alberto Abruzzese e Stefano Masi, Gremese, Roma, 1981.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN316751816 · GND (DE4626682-3 · BNF (FRcb13751582m (data) · WorldCat Identities (EN316751816
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