L'âge d'or

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L'âge d'or
L'age d'or.JPG
Lya Lys
Titolo originaleL'âge d'or
Paese di produzioneFrancia
Anno1930
Durata62 min
Dati tecniciB/N
Generegrottesco, satirico
RegiaLuis Buñuel
SoggettoDonatien Alphonse François de Sade (romanzo)
SceneggiaturaLuis Buñuel, Salvador Dalí
ProduttoreVicomte Charles de Noailles
Marie-Laure de Noailles
FotografiaAlbert Duverger
MontaggioLuis Buñuel
MusicheLuis Buñuel, Georges van Parys, Wagner, Mendelssohn, Mozart, Debussy, Schubert, Beethoven
ScenografiaAlexandre Trauner
Interpreti e personaggi

L'âge d'or è un film del 1930 diretto da Luis Buñuel.

Si tratta del secondo film del regista spagnolo, anche questo spiccatamente surrealista e sceneggiato insieme a Salvador Dalí, come il precedente Un chien andalou - Un cane andaluso (1929).

È stato proiettato anche in occasione dell'Esposizione internazionale surrealista di Tenerife del 1935.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film narra i tentativi di una coppia di amanti di "consumare" la propria relazione romantica. Essi però sono continuamente frustrati dai valori borghesi e dai tabù sessuali imposti da istituzioni autoritarie quali famiglia, chiesa, e società.

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto all'opera precedente, qui è possibile seguire il filo rosso di una storia (l'amore di due giovani ostacolato da varie Istituzioni) che arricchisce i piani di lettura: sotto un profilo estetico si presenta come un fiorire continuo di invenzioni stilistiche, assurde, a volte disturbanti; una lettura più testuale suggerisce invece i temi futuri che saranno cari a Buñuel, come l'attacco sornione e acido alle istituzioni borghesi (Chiesa, Esercito, Stato), quali negazioni violente dell'individuo e della sua natura (qui il debito alla Psicoanalisi è notevole).

La chiave comunicativa surrealista è qui utilizzata per rendere più incisivi i vari sottotesti, sganciandosi quindi in parte dalla tradizione surrealista pittorica del periodo (il Secondo Manifesto del Surrealismo è dello stesso anno del film, e fu firmato da Dalí e Buñuel).

A parte invenzioni surrealiste di natura più "pittorica", che sembrano giovarsi dell'allora giovane forma d'arte cinematografica e altre di natura morbosa e voyeuristica tipiche di Dalí (come nella scena in cui gli amanti si infilano le dita in bocca l'uno all'altra, per poi ritrovarsele mutilate), sono presenti riletture grottesche e dissacranti della realtà, come i Papi ridotti a scheletri vestiti ancora degli abiti sacri. Questi ed altri elementi disturbarono non poco le autorità, che reagirono con decisione: il produttore rischiò la scomunica, mentre in Francia il film fu oggetto di un apposito provvedimento che ne proibì la proiezione fin quando, nel 1981, la Gaumont non ottenne il permesso di riportarlo nelle sale francesi, a più di cinquant'anni dalla sua uscita[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'arte moderna, direttore Franco Russoli ; assistente Renata Negri, vol. 21, Milano, Fabbri, 1967, p. 271, ISBN non esistente, OCLC 4287201, SBN IT\ICCU\UM1\0137839.
  2. ^ (FR) L'âge d'or, su cineclubdecaen.com. URL consultato l'11-7-2017.

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