Fantozzi in paradiso

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Fantozzi in paradiso
Fantozzi in paradiso.png
Scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 22 dicembre 1993
Durata 92 min
Rapporto 1,37:1
Genere comico
Regia Neri Parenti
Soggetto Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni, Neri Parenti, Paolo Villaggio
Sceneggiatura Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni, Neri Parenti, Paolo Villaggio
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
Fotografia Sandro D'Eva
Montaggio Sergio Montanari
Effetti speciali Aldo Frollini, Alvaro Passeri
Musiche Bruno Zambrini
Scenografia Maria Stilde Ambruzzi, Enzo De Camillis
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
  • Paolo Villaggio: Narratore

Fantozzi in paradiso è l'ottavo capitolo della saga fantozziana, realizzato nel 1993. Per la prima volta l'ex ragioniere Ugo Fantozzi, ormai anziano, affronta l'angoscioso problema della morte e lo fa con una malinconia esistenziale che però (secondo Morando Morandini) nella seconda parte si trasforma "in una buffoneria degna dei migliori episodi".

Tale film, che vede la partecipazione di attori che ricorreranno negli episodi a venire (oltre a Paolo Villaggio anche Anna Mazzamauro e Gigi Reder), è il primo in cui Fantozzi passa a miglior vita, ma anche l'esistenza nell'aldilà si dimostra mesta e sfortunata, in linea con quella terrena.

Inoltre, il film segna l'abbandono delle scene da parte di Plinio Fernando, nel successivo film Mariangela e Uga saranno interpretate da Maria Cristina Maccà.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Fantozzi è al funerale del ragionier Fonelli, ex collega di lavoro. Il rito però è seguito da un matrimonio, e le persone si scambiano condoglianze e auguri, con un sottofondo funebre-nuziale.

Durante il successivo viaggio funebre in macchina, Filini e Fantozzi decidono di organizzare una rapina alla Megaditta dove lavoravano. Dopo aver visto una scena cinematografica di una rapina e studiato il movimento dei ladri, vanno in un negozio di maschere portando con loro la nipotina Uga come copertura.

Filini e Fantozzi si procurano le armi: Filini una pistola da starter e Fantozzi una pistola lanciarazzi proveniente dal disarmo della Duilio. Mascherati con semplici occhiali con naso e baffetti finti, i due riescono a sottrarre all'azienda un bel malloppo e si danno alla fuga rubando un'auto inglese, ma subito dopo la fuga vengono tratti a bordo della lunghissima limousine del Duca Conte Barambani, che li costringe a consegnare il denaro.

Ormai sconsolato, Fantozzi decide di rintanarsi in casa e di seguire il suo sport preferito, il calcio, in televisione. Proprio durante la partita gli viene annunciato che la figlia Mariangela ed il genero Bongo sono rimasti momentaneamente senza casa, e verranno quindi a vivere nella sua casa.

I due nuovi coinquilini dapprima gli rendono la vita impossibile, e poi lo sfrattano, costringendolo a trovare una nuova abitazione. Dopo aver cercato invano una abitazione, l'unica sistemazione umana che i due coniugi riescono a trovare è un vecchio box abbandonato: ne dipingono le pareti e la saracinesca con finte porte, finestre e decorazioni, usano il sollevatore per auto al suo interno come letto e ne fanno la loro nuova "casa".

Qualche tempo dopo ad una visita medica Fantozzi scopre di avere solo una settimana di vita a causa di una malattia incurabile ai polmoni. Condannato dalla malattia, Fantozzi inizia a fare tutto ciò che si è sempre proibito, come mangiare chili di cozze e multare e rimuovere un carro attrezzi.

Tiene celata la notizia alla moglie Pina che però lo scopre e, all'insaputa del marito, nel tentativo di vederlo felice per l'ultima volta riesce a convincere la signorina Silvani a trascorrere con lui un lungo week end d'amore, pagandola. Pina, sebbene il marito angosciato non sappia che la Silvani lo sta aspettando, cerca di convincerlo ad andare fuori per una passeggiata, ma egli rifiuta; allora Pina improvvisa una messinscena, cacciandolo fuori di casa. Fantozzi e la Silvani partono quindi insieme per Cortina d'Ampezzo.

Fantozzi, dopo aver mandato giù una bevanda afrodisiaca, riesce a consumare l'agognato amplesso con la donna tanto desiderata, e tramite una lettera comunica alla moglie di aver finalmente trovato la compagna ideale. Tuttavia, in maniera casuale, Fantozzi viene a scoprire la tresca organizzata dalla Pina e si precipita immediatamente a casa, dichiarandole tutto il suo amore, sperando che lei non legga la lettera. Scopre poi, controllando il calendario, di essere arrivato all'ultimo giorno di vita.

Successivamente, mentre tenta di espiare i suoi peccati, la Pina gli comunica che il dottore aveva commesso un errore, e che in realtà non è lui a dover morire, ma un'altra persona. Esultante per la notizia, Fantozzi corre all'impazzata, ma viene prima investito da un camion e poi schiacciato da un rullo compressore, morendo all'istante. Al funerale dello sfortunato pensionato colleghi ed amici si stringono nel dolore con la moglie e la figlia del ragioniere.

Giunto nell'aldilà, si unisce immediatamente a tutte le altre numerose anime beate per prendere l'aereo che conduce al Paradiso; il velivolo tuttavia viene dirottato da alcuni terroristi e Fantozzi si ritrova davanti al Buddha, che dice all'ex ragioniere che dovrà reincarnarsi fino alla assoluta purificazione.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato a:

Nella scena del trampolino a Cortina compare, facendo un cameo, il regista del film Neri Parenti nel ruolo dell'addetto all'impianto. Lo stesso impianto fu utilizzato durante le Olimpiadi di Cortina D'Ampezzo del 1956. La scena della rapina è ispirata al film di Woody Allen, Prendi i soldi e scappa ed è stata ripresa nel 1981 nel film Fracchia la belva umana.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

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