Scuola di ladri - Parte seconda

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Scuola di ladri - Parte seconda
Scuola di ladri parte seconda.jpg
Paolo Villaggio, Enrico Maria Salerno, Massimo Boldi e Florence Guérin in una scena del film
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1987
Durata 91 minuti
Genere comico, commedia
Regia Neri Parenti
Soggetto Castellano e Pipolo, Franco Marotta, Laura Toscano, Neri Parenti
Sceneggiatura Franco Marotta, Neri Parenti, Laura Toscano
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
Fotografia Alessandro D'Eva
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Bruno Zambrini
Scenografia Franco Velchi
Costumi Cristiana Lafayette
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Scuola di ladri - Parte seconda è un film del 1987 diretto da Neri Parenti, seguito di Scuola di ladri. Nel film non è presente Lino Banfi (l'attore pugliese era impegnato sul set di Bellifreschi con Christian De Sica e non vi poté partecipare) mentre entra nel cast Susanna Siraghi, interpretata da Florence Guérin, falsa figlia di Amalio.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Usciti rispettivamente dal manicomio criminale e dal carcere, per aver rubato la coppa del mondo l'anno prima dalle mani di Maradona, i due cugini Egisto e Dalmazio riprendono a cimentarsi in vari furtarelli, senza troppo successo, fino a quando non si ritrovano per puro caso in una villa nel tentativo di svaligiarla, ma senza riuscirci. Il giorno dopo entrambi ricevono un telegramma da Amalio, emigrato in Argentina, che li informa di stare per arrivare a Roma per compiere un furto insieme.

All'aeroporto i due prima incontrano il losco "Zio" Aliprando, divenuto cieco e malridotto che chiede perdono per aver rubato la loro parte dei profitti, nonostante la loro estrema diffidenza e poi Susanna, la figlia di Amalio, che comunica ai due l'arresto del padre al momento dell'imbarco sull'aereo e di volere la parte di bottino del loro ultimo colpo spettante al padre.

Enrico Maria Salerno in una scena del film

Egisto e Dalmazio, completamente senza soldi, si fanno convincere ad entrare in società con Susanna progettando un furto ad un furgone portavalori: l'impresa però si rivelerà l'ennesimo fallimento e i tre decidono di riaffidarsi alla guida di Aliprando Siraghi.

Di nuovo sotto la guida del losco zio e alle sue regole (il 50% a lui e il 25% ad ognuno dei due fratelli) i tre porteranno a termine una rapina da 300 milioni di lire su un treno portavalori come finanziamento per il furto di alcuni gioielli su una nave per il valore di 30 miliardi di lire. Con un falso telegramma, che annuncia la morte di Amalio, Aliprando intende far partire Susanna per l'Argentina convincendo Egisto e Dalmazio che è meglio dividersi 15 miliardi in due anziché in tre.

Imbarcatisi clandestinamente sulla nave e sfuggiti ad un corpulento marinaio i due cugini riescono ad impossessarsi, non senza qualche imprevisto, dei gioielli, ma sulla nave c'è pure Susanna, mai partita per le Pampas (smentendo la sua parentela con Amalio), che spacciandosi per un'agente di una compagnia assicurativa obbliga Egisto e Dalmazio ad aiutarla ad incastrare lo Zio Aliprando, salvo poi abbandonarli in mezzo al mare.

Susanna si rivela in combutta con Aliprando, falsamente cieco, che anche questa volta inganna i "nipotini", ma alla fine subirà inconsapevolmente la loro vendetta; infatti Egisto e Dalmazio riescono a rubare i gioielli dalla piscina dove lo "Zio" li aveva gettati, nascondendosi dentro una sagoma di un finto squalo che avrebbe dovuto sorvegliare i preziosi.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato principalmente a Roma; altre città per la realizzazione della pellicola furono: Frascati (a Villa Parisi, la villa dello zio), Capranica (lungo il tratto ferroviario Civitavecchia-Orte oggi in disuso), Genova (per le scene portuali).

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Le scene ambientate sulla nave sono state girate a bordo della Eugenio Costa, allora di proprietà della Costa Crociere. La nave, costruita nel 1966, era inizialmente un transatlantico, poi riconvertito per l'uso crocieristico nella seconda metà degli anni Ottanta: rimase per anni l'ammiraglia della flotta della compagnia italiana e fu demolita nel 2005. Il film fu girato proprio durante il periodo di ristrutturazione del 1987.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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