Borotalco (film)

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Borotalco
Borotalco (film).JPG
Carlo Verdone con Eleonora Giorgi in una scena
Titolo originaleBorotalco
Paese di produzioneItalia
Anno1982
Durata97 min
Generecommedia
RegiaCarlo Verdone
SoggettoCarlo Verdone, Enrico Oldoini
SceneggiaturaCarlo Verdone, Enrico Oldoini
ProduttoreMario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
FotografiaEnnio Guarnieri
MontaggioAntonio Siciliano
MusicheLucio Dalla, Fabio Liberatori, Stadio
ScenografiaGian Maria Avetta
Interpreti e personaggi

Borotalco è un film del 1982 diretto da Carlo Verdone, il primo da lui interpretato nei panni di un solo personaggio.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sergio e Nadia sono due giovani romani, venditori di enciclopedie porta a porta. Sergio, mite ed impacciato, vive in un convitto dividendo la stanza con Marcello, un ballerino dall'accento vistosamente napoletano. Egli conduce una vita grama, lavorando senza successo, pressato dalla sua fidanzata Rossella e dal truce suocero Augusto. Nadia, bella e spigliata, fidanzata con un meccanico, condivide un appartamento con la sua amica Valeria ed è una fan accanita di Lucio Dalla.

Visto il successo professionale di Nadia, Sergio la contatta telefonicamente chiedendole di affiancarla, dandosi appuntamento presso la casa di un tale Manuel Fantoni, sedicente architetto e personaggio carismatico.

Nadia tarda per acquistare dei biglietti per un concerto del cantante bolognese e Sergio si intrattiene in casa del cliente, il quale nell'attesa gli racconta della sua vita movimentata ed errabonda, ricca di episodi incredibili e di frequentazioni illustri. Non è oro tutto quel che luccica. Mosso dalla simpatia, l'uomo gli confessa ridendo che si tratta di vicende di fantasia, confidandogli della sua abitudine di contaballe. Mentre Sergio ammette la propria credulità, sopraggiungono dei Carabinieri per arrestare l'uomo con l'accusa di truffa e chiamandolo col suo vero nome, Cesare Cuticchia. Cuticchia/Fantoni, ostentando sicurezza, gli lascia le chiavi di casa, chiedendogli di rimetterla in ordine prima di andarsene.

Rimasto solo giunge finalmente Nadia e Sergio nel vederla per la prima volta ne resta affascinato al punto da volersi spacciare egli stesso per Fantoni, riciclandone le fandonie con inaspettato successo, tra cui l'essere amico di Lucio Dalla. Conquistato senza difficoltà il cuore di lei, Sergio si trova presto in un gioco più grande di lui.

Rossella e suo padre iniziano ad insospettirsi per le sue lunghe assenze mentre Sergio e Nadia organizzano un incontro intimo nell'appartamento per coronare la loro relazione. Irrompono improvvisamente fidanzata e suocero, informati con la forza da Marcello. Nadia, appreso l'inganno e sfumata ogni illusione, abbandona in lacrime e subisce un grave incidente stradale. I due protagonisti, ormai estranei tra loro, tornano alle rispettive vicende personali per sposarsi con i corrispettivi, come da copione.

Qualche tempo dopo Sergio viene convocato in casa da una cliente ma con grande sorpresa scopre che si tratta di un pretesto di Nadia per rivedersi. I due dialogano serenamente ma non sembrano condurre una vita felice. Quando Sergio sta per congedarsi, viene raggiunto da lei per le scale, sentendosi chiedere notizie su dei personaggi famosi. I racconti di Sergio, nella parte di Manuel, la fanno ancora sognare e alla fine i due si scambiano un lungo bacio.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Tra i brani del film ricordiamo Grande figlio di puttana e Chi te l'ha detto? (che proprio grazie al film godranno di grossa popolarità) eseguiti dai neo-costituiti Stadio (i musicisti della band, attivi assieme da anni con Lucio Dalla, stavano debuttando contestualmente come gruppo a sé, con la nuova denominazione), mentre Fabio Liberatori, storico tastierista del gruppo, ha composto la colonna sonora originale del film, eseguita dal gruppo stesso, sempre con interventi del cantautore bolognese. Come "stacchetto" musicale viene utilizzato più volte l'introduzione del brano di Dalla Meri Luis eseguita sempre dagli Stadio ma anteriore al loro esordio sotto tale nome, come pure L'ultima luna che accompagna i titoli di testa.

Il brano che la protagonista Eleonora Giorgi cerca di far recapitare a Dalla è "Un fiore per Hal" (cantata da Ricky Portera, chitarrista degli Stadio nel 1982), la cui versione completa si può ascoltare nella scena finale del film, quando Nadia, mascherando la sua vera identità, invita Sergio a casa sua. La canzone è anche contenuta nell'omonimo disco del gruppo uscito in quell'anno. Per le musiche di Borotalco gli Stadio e Lucio Dalla hanno ricevuto un David di Donatello e un Nastro d'Argento.

Location[modifica | modifica wikitesto]

L'attico con terrazza e piscina dove vive Manuel Fantoni si trova a Roma in via Domenico Lupatelli nella zona di Villa Bonelli, nel quartiere Portuense. La stessa abitazione è scena di altri film come Rimini Rimini, Vai avanti tu che mi vien da ridere, Pizza connection, Delitti e profumi e A tu per tu. [1]

  • Via di San Paolo alla Regola, Roma, scena dell'alimentari di Augusto.
  • Via del Conservatorio, Roma, scena della sede dell'enciclopedia.
  • Chiesa di San Gregorio al Celio, Roma, dove Sergio tenta di vendere l'enciclopedia.
  • Quartiere La Farnesina Roma, esterni dell'appartamento di Manuel.
  • Quartiere Villa Bonelli presso via Portuense, interno dell'appartamento di Manuel, a lungo erroneamente riportata come casa di Moana Pozzi, la quale comunque fu per caso incontrata da Carlo Verdone proprio in quell'appartamento, in occasione di una visita per scegliere la location, come emerge dal racconto sulla pagina Facebook "Carlo Verdone Official". La ragazza era ospite in quella casa ed in seguito a quel fortuito incontro il regista ebbe l'idea di darle la parte di una appariscente presenza femminile di contorno al sedicente Manuel Fantoni.
  • Galleria Colonna (oggi Galleria Alberto Sordi), in via del Corso, scena dell'incontro serale con Nadia.
  • Biglietteria della Stazione Termini.
  • Ostia, Roma, scena sul litorale.
  • Teatro Tenda di piazza Mancini a Roma
  • Ponte Mazzini, luogo di incontro tra Sergio ed un sacerdote, per ottenere un colloquio con Fantoni detenuto. È visibile sullo sfondo il carcere di Regina Coeli.
  • Quartiere Fonte Meravigliosa, via Elio Lampridio Cerva, alle porte dell'EUR, Roma, scena del cortile dell'abitazione di Nadia, che nella finzione è sito in via Flavio Stilicone nel quartiere Cinecittà.
  • Chiesa di Santa Maria in Dominica alla Navicella, Roma, scena di entrambe le cerimonie nuziali.
  • Viale Palmiro Togliatti zona Colli Aniene, abitazione di Sergio da sposato.
  • Quartiere Ferratella (vicino all'EUR), via Umberto Saba, qui rinominata via Elio Lampridio Cerva, scena della residenza coniugale di Nadia.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberta Manfredi, fidanzata di Verdone nel film, è figlia dell'attore Nino Manfredi.
  • Il nome del personaggio Sergio Benvenuti è un doppio omaggio al regista Sergio Leone e allo sceneggiatore Leonardo Benvenuti.
  • Il discorso del suocero nel suo negozio di alimentari è stato ispirato da un racconto dell'interprete (Mario Brega) relativo ad uno scontro avuto con l'attore americano Gordon Scott durante le riprese del film western Buffalo Bill l'eroe del Far West.
  • Breve apparizione di Moana Pozzi agli esordi, nel ruolo di un'amica straniera di Manuel Fantoni che accoglie Sergio; Moana è anche la pin-up ritratta nel calendario affisso nella stanza di Sergio e Marcello.
  • Angelo Infanti ha dichiarato in un'intervista alla trasmissione televisiva Stracult che il suo personaggio era stato scritto originariamente per Vittorio Gassman.
  • Battuta finale di Nadia sembra citare un'omologa nel film Baciami stupido di Billy Wilder.
  • Il finale – secondo la dichiarazione di Gaetano Curreri degli Stadio – venne modificato dal regista in fase di ripresa per allacciarsi con il brano conclusivo Grande figlio di puttana.

Restauro[modifica | modifica wikitesto]

Addendo, creative company di Urban Vision, si è occupata in collaborazione con Infinity per il restauro con Cinecittà digital factory. (2017)[2]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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