Un sacco bello

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Un sacco bello
Un sacco bello.png
La scena iniziale del film con Verdone nei panni di Enzo
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1980
Durata97 min
Rapporto1,77:1
Generecommedia
RegiaCarlo Verdone
SoggettoLeonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Carlo Verdone
SceneggiaturaLeonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Carlo Verdone
ProduttoreRomano Cardarelli
Casa di produzioneMedusa Distribuzione
Distribuzione in italianoMedusa Distribuzione
FotografiaEnnio Guarnieri
MontaggioEugenio Alabiso
MusicheEnnio Morricone
ScenografiaCarlo Simi
CostumiCarlo Simi
TruccoAlfredo Marazzi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Un sacco bello è un film del 1980 diretto e interpretato da Carlo Verdone.

Costituisce il fortunato esordio come regista, sceneggiatore e attore protagonista di Verdone, che interpreta i tre protagonisti insieme ad altri tre personaggi secondari. Per la sua interpretazione Verdone vinse un David Speciale ai David di Donatello 1980, un Globo d'oro al miglior attore rivelazione e un Nastro d'argento al migliore attore esordiente ai Nastri d'argento 1980.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia è ambientata in una Roma ferragostana assolata e deserta.

Enzo è un irriducibile ragazzone quasi trentenne e privo di amici. Recando con sé penne a sfera e calze di nylon, convince il suo demotivato conoscente Sergio a partire insieme per una vacanza avventurosa in Polonia. Appena fuori città, questi avverte un fortissimo malore ed Enzo si trova costretto a far tappa in un ospedale, dove intrattiene infermieri e portantini con racconti mirabolanti. Il ricovero d'urgenza di Sergio per calcolosi biliare fa sfumare il viaggio. Enzo non si dà per vinto e si mette alla disperata ricerca di qualcuno con cui rimpiazzarlo.

Leo

Leo è un ingenuo e goffo ragazzo di Trastevere, ossessionato dalla madre che lo attende a Ladispoli per trascorrere il Ferragosto. Rincasando da far la spesa, si imbatte in Marisol, una giovane turista spagnola in difficoltà che lo convince ad ospitarla a casa, ad accompagnarla per Roma e poi a organizzare una romantica cena in terrazza. Sebbene sorga del tenero, sul più bello piomba in casa il fidanzato di lei.

Ruggero, un hippie convinto di aver avuto una visione mistica, vive in ritiro in una comunità in Toscana, dove si professa l'amore libero e il "distacco dal mondo materialistico". Trovandosi a Roma con la sua ragazza Fiorenza per fare della questua ad un incrocio, incontra per caso al semaforo suo padre, il quale invita i due in casa per una chiacchierata, nel tentativo di convincere suo figlio a rientrare nei ranghi. Lì la coppia s'intrattiene con una bislacca terna di personaggi quali un sacerdote, un dispotico professore e il cugino Anselmo, in quello che si trasforma via via in un surreale e patetico dialogo tra sordi.

Ruggero

Nel pieno della notte echeggia un forte boato[1]. Ruggero si congeda da suo padre roso da mille dubbi, facendogli eco il commento aspro di Fiorenza. Il mattino dopo Enzo sembra riuscito a trovare un compagno di viaggio, presentandosi uno sparuto ”amico di un amico”, ma appena partiti, l'immagine si sofferma impietosamente su una macchia d’olio lasciata dalla vettura. Leo si risveglia solo riprendendo la vita frustrante di tutti i giorni.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Regia e sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

«Un sacco bello riprendeva nel titolo uno dei suoi tormentoni tipici e, nella struttura, somigliava ad una puntata di Non stop: tre storie che si intrecciano e consentono all'attore di vestire sei personaggi, un saggio di bravura che si concedeva spesso il grandissimo Peter Sellers ma che nel cinema italiano non era molto frequente (qualcosa di simile avevano fatto Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman in I mostri di Dino Risi).»

(Antonello Panero[2])

Reduce dal grande successo del varietà televisivo Non stop, resosi famoso per il vasto repertorio di personaggi variegati e caricaturali, Verdone riceve numerose proposte da produttori e registi.[2] L'attore tuttavia rifiuta la scrittura dal regista Pasquale Festa Campanile per Il corpo della ragassa e da Adriano Celentano per Asso, attendendo ciò che egli ritiene l'occasione propizia[2] speranza che presto si avvera venendo raggiunto finalmente da Sergio Leone, del quale egli è un grande ammiratore. Il celebre regista del Western all'Italiana sarà suo mentore e produttore del suo primo film, avente per soggetto il repertorio comico televisivo[2], come anche nel successivo Bianco, rosso e Verdone. Leone acquistò i diritti, per poi rivenderli alla Medusa Distribuzione.

Avvalsi della collaborazione di sceneggiatori come Piero De Bernardi e Leonardo Benvenuti e dopo aver consultato altri registi come Lina Wertmüller e Steno, Leone conferirà all'attore il posto di regia in quanto "i personaggi sono suoi fino al midollo".[2]

Prima di Veronica Miriel, la parte di Marisol venne proposta a Lory Del Santo e Lina Sastri.[3]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Enzo al Piazzale dei Partigiani con l'amico di Martucci
Leo al bioparco con la venditrice di noccioline (Ada Passari)

Il film viene girato nell'estate del 1979 "in cinque settimane e due giorni" contro le sette inizialmente previste, con qualche problema da parte del regista e protagonista, che accusò alla vigilia dell'inizio un forte attacco di emorroidi.[2] Interpretare personaggi propri, i cui dialoghi erano in mente prima ancora di stendere la sceneggiatura, gli diede il giusto impulso e gli consentì di ridurre i tempi, risparmiando una parte considerevole del budget.[2]

Gli esterni sono girati a Roma, rispettivamente presso:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Diversi luoghi della pellicola sono diventati oggetto di interesse turistico, e sono contrassegnati da insegne o targhe commemorative.

  • Sul pavè di Porta Settimiana è piantata una targa commemorativa. [6]
  • Il "Palo della Morte" è meta di pellegrinaggio di appassionati e tradizionale luogo di appuntamento il giorno di Ferragosto. In occasione dei quaranta anni del film, è stata posta una targa alla presenza di Verdone e di Renato Scarpa [7]
  • Per il quarantesimo anniversario, Carlo Verdone ha viaggiato con un mezzo extraurbano degli anni Ottanta fino a Ladispoli, per scoprire una targa commemorativa in piazza Rossellini [8] [9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Probabile allusione all'attentato dinamitardo in Piazza del Campidoglio nell'aprile 1979
  2. ^ a b c d e f g Antonello Panero (a cura di), Tuttoverdone, Roma, Gremese, 1999, pp. 28-29, ISBN 88-7742-368-4.
  3. ^ {{Cita=https://www.youtube.com/watch?v=EsUTRIwHStE/>}}
  4. ^ a b Un sacco bello (1980) - Forum - il Davinotti
  5. ^ Nei contenuti speciali del dvd, in un'intervista a Renato Scarpa, viene indicato erroneamente in viale Erminio Spalla nel quartiere di Roma 70, nei pressi dell'EUR.
  6. ^ Targa d'inciampo in memoria del film Un sacco bello, su rerumromanarum.com. URL consultato il 21 marzo 2021.
  7. ^ "Un sacco bello" compie 40 anni, a Roma una targa per celebrare il film di Carlo Verdone, su Tgcom24. URL consultato il 21 marzo 2021.
  8. ^ Carlo Verdone torna a Ladispoli per i 40 anni di "Un sacco bello", su la Repubblica, 5 settembre 2020. URL consultato il 21 marzo 2021.
  9. ^ Redazione, A 40 anni da ‘Un sacco bello’, Verdone (finalmente) arriva in autobus a Ladispoli, su Frontiera Rieti, 1º settembre 2020. URL consultato il 21 marzo 2021.

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