EUR

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Coordinate: 41°50′09.6″N 12°27′57.6″E / 41.836°N 12.466°E41.836; 12.466

Vista panoramica dell'EUR.

L'EUR (già E42) è un complesso urbanistico e architettonico di Roma.

La zona viene progettata negli anni trenta del XX secolo per la costruzione della sede dell'Esposizione Universale di Roma, dal cui acronimo ha assunto il nome. L'esposizione universale non ebbe mai luogo a causa dell'inizio della seconda guerra mondiale e il complesso fu completato nei decenni successivi, modificando e ampliando il progetto originario: ospita alcuni esempi di architettura monumentale, che convivono con edifici moderni edificati nei decenni successivi. La maggior parte degli edifici è di proprietà della società omonima di proprietà statale. Il nome è utilizzato anche per indicare la zona urbanistica 12A del Municipio IX.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto originario[modifica | modifica wikitesto]

Bozzetto di Ernesto Lapadula per il concorso del 1937 per la progettazione del Palazzo della Civiltà Italiana.

Nel 1935 il governatore di Roma, Giuseppe Bottai, propone a Benito Mussolini di candidare la capitale per la futura esposizione universale del 1942, che avrebbe permesso di celebrare i vent'anni della marcia su Roma e proporre il successo del fascismo di fronte a un pubblico internazionale. Il Governo sostiene l'iniziativa con la creazione di un apposito ente autonomo - l'Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma - presieduto dal senatore Vittorio Cini[1]. Fu scelta la zona delle Tre Fontane, preferita per collegare idealmente la Roma imperiale, rappresentata dalle Terme di Caracalla, con il Mar Tirreno lungo la Via Imperiale (oggi Via Cristoforo Colombo): il nuovo quartiere fu progettato per essere il terzo polo di espansione a sud-ovest della città. Questa area meridionale di Roma era estranea al Piano Regolatore del 1931, che richiese di adottare alcune norme per consentire la realizzazione del progetto: un'apposita commissione approvò le norme attraverso alcuni piani particolareggiati esecutivi.

Gli edifici originali dell'E42

Il senatore Cini propose la collaborazione di numerosi architetti italiani - Giuseppe Pagano Pogatschnig, Luigi Piccinato, Luigi Vietti, Adalberto Libera, Gaetano Minnucci, Ernesto Lapadula, Mario Romano, Luigi Moretti - sotto il coordinamento tecnico di Marcello Piacentini, già apprezzato dal regime fascista per il suo classicismo essenzializzato[2]. Il governatorato ebbe ingenti risorse finanziarie[3] per gli espropri dei circa 400 ettari di estensione del progetto e la costruzione degli edifici; il progetto principale fu completato solo nel 1938. I lavori ebbero inizio il 26 aprile 1937, quando Mussolini piantò un pino romano sul luogo dove sarebbe nato il nuovo quartiere romano. Il quartiere fu ispirato, secondo l'ideologia del fascismo, all'urbanistica classica romana, apportandovi gli elementi del razionalismo italiano: la struttura prevede un impianto vario ad assi ortogonali ed edifici architettonici maestosi e imponenti, massicci e squadrati, per lo più costruiti con marmo bianco e travertino a ricordare i templi e gli edifici della Roma imperiale. L'elemento simbolo di questo modello architettonico è il cosiddetto Colosseo Quadrato, soprannome del Palazzo della Civiltà Italiana.

Tuttavia l'esposizione universale non ebbe mai luogo a causa del ritardo dei lavori di costruzione, dell'improvvisa morte del governatore Piero Colonna e dei preparativi per la partecipazione italiana alla seconda guerra mondiale: il progetto originario non fu mai portato a termine e i lavori vennero interrotti nel 1942. Il progetto fu ridefinito e completato nei decenni successivi con edifici moderni, palazzi congressuali e architetture sportive.

L'evoluzione contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Europa (Roma).
Vista aerea dell'EUR all'interno del tessuto urbanistico di Roma.

La costruzione del quartiere fu ultimata solo alla fine degli anni cinquanta, in preparazione dei Giochi della XVII Olimpiade, che si sarebbero tenuti a Roma nel 1960: furono completate alcune infrastrutture, come il Palazzo dello Sport, il Velodromo Olimpico (poi demolito nel 2008), il Palazzo ENI, le Torri Ligini, insieme alla sistemazione urbanistica del Parco Centrale del Lago. Nel complesso è presente anche un polo museale che comprende il Museo della Civiltà Romana, il Museo Nazionale dell'Alto Medioevo, il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari e il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini.

Negli ultimi decenni il quartiere ha assunto una funzione residenziale e commerciale, grazie alla sua posizione decentrata e alla vicinanza alle principali infrastrutture per il trasporto, ospitando alcune sedi centrali di enti pubblici - Ministero della Salute, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell'Ambiente, ICE, INPS - e privati - Confindustria, SIAE, UniCredit, Poste italiane, General Motors, Unilever, Accenture. Nell'ottobre 2004 il quartiere ha ospitato la conferenza intergovernativa dell'Unione europea. Gli ultimi progetti di riqualificazione hanno contribuito alla progettazione di nuovi edifici architettonici, come il Nuovo Centro Congressi, noto come Nuvola, su progetto di Massimiliano Fuksas.

Proprietà degli immobili[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: EUR (azienda).

Nel 1936 fu creato un ente autonomo, presieduto dal senatore Vittorio Cini, per sovrintendere ai lavori di progettazione e costruzione della sede della futura esposizione universale. Dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1951 il governo di Alcide De Gasperi nomina a capo dell'ente l'urbanista Virgilio Testa, in precedenza consigliere di Stato e segretario generale del Governatorato di Roma, perché liquidi il patrimonio immobiliare e chiuda l'ente. Nonostante le indicazioni dell'esecutivo, l'ente riesce a conservare il proprio ruolo e realizza un polo direzionale e residenziale perfettamente servito da infrastrutture pubbliche e mezzi di trasporto. Nel 1999 l'ente è trasformato in una società per azioni[4], di proprietà al 90% del Ministero dell'economia e delle finanze e al 10% da Roma Capitale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge 26 dicembre 1936, n. 2174, in materia di "Esposizione Universale ed Internazionale indetta in Roma per l'anno 1941-XX"
  2. ^ Robert A. Stern, Classicismo moderno, Di Baio Editore, 1990, 45-47.
  3. ^ Decreto-legge 21 agosto 1937, n. 1615, in materia di "Provvedimenti per l'esecuzione dei lavori connessi con l'Esposizione universale di Roma e l'acceleramento dell'attuazione del piano regolatore di Roma"
  4. ^ Decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 304, in materia di "Trasformazione dell'Ente autonomo esposizione universale di Roma in società per azioni, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leonardo Benevolo. Storia dell’architettura moderna. Laterza, 2003.
  • Carlo Bertilaccio. EUR SpA e il Patrimonio di E42 manuale d'uso per edifici e opere. Palombi, 2004.
  • Maurizio Calvesi. E42. Utopia e scenario del Regime. Marsilio, 1987.
  • Monica Colombo. I maestri dell'architettura. Razionalismo. Hachette, 2009, 58-64.
  • Kenneth Frampton. Storia dell'architettura moderna. Zanichelli, 2006.
  • Riccardo Mariani. E42 un progetto per l'Ordine Nuovo. Edizioni Comunità, 1987.
  • Alessandra Muntoni. Lineamenti di storia dell’architettura contemporanea. Laterza, 2005.
  • Paolo Scattoni. L'urbanistica dell'Italia contemporanea. Dall'unità ai giorni nostri. Newton & Compton, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]