Luigi Vietti

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Luigi Vietti (foto anni '80)

Luigi Vietti (Cannobio, 13 febbraio 1903Milano, 28 marzo 1998) è stato un architetto e urbanista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Cannobio (VB) sul Lago Maggiore, nel 1903. Si iscrive alla facoltà di Architettura a Milano, ma si laurea a Roma nel 1928.

Gli anni del Fascismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1929 vince il concorso per realizzare una casa modello alla Garbatella, in un concorso indetto da Plinio Marconi. Negli anni trenta è uno dei giovani architetti che partecipa all'architettura fascista di Mussolini. Nel 1932 progetta la Nuova Stazione Marittima Andrea Doria di Genova, la Casa del Fascio di Rapallo e altre due Case del Fascio sempre in Liguria.

Nel 1934 partecipa con Antonio Carminati, Pietro Lingeri, Ernesto Saliva, Giuseppe Terragni al concorso di I grado per il Palazzo del Littorio di Roma. Sempre del 1934 è la partecipazione insieme all'ing. Ignazio Gardella, al concorso per la realizzazione della Casa del Fascio di Oleggio (Novara) nel quale si distingue, pur non vincendo, per la modernità di scuola Lecorbuseriana del progetto.

Sempre nel 1934 partecipa al concorso per il nuovo Auditorium di Roma, sul sito occupato adesso dalla FAO (già nuova sede del Ministero delle Colonie), con un progetto molto audace, non premiato dalla giuria.

Il villaggio di Porto Cervo in Gallura

Per la realizzazione dell'Esposizione Universale del 1942: E42, nel 1936, il Commissario, Vittorio Cini, presenta a Mussolini una rosa dei maggiori nomi dell'Architettura del tempo comprendente Libera, Del Debbio, Terragni, Michelucci, Montuori e Muzio. Il Duce lo sceglie insieme a Piacentini, Pagano, Piccinato e Rossi. In questo progetto si avvicina, contribuendo a definire, con gli altri architetti dell'E42, la corrente razionalista. Suoi sono i prospetti modernissimi dei palazzi di vetro presenti nel progetto presentato al Duce. Mussolini, tuttavia, non approva questa architettura perché la giudica troppo moderna e "priva di richiami figurativi alla storia dell'architettura nazionale" (Nicoloso). Con il Razionalismo Vietti si rivela un innovatore modernista che il regime fascista, per finalità politiche di identificazione nazionale, non può approvare.

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni del dopoguerra si dedica alla realizzazione di ville e abitazioni di prestigio nei luoghi turistici, e in particolare a Cortina d'Ampezzo, caratterizzate dalla ricerca della rappresentatività sociale e dal rapporto armonico con la natura circostante. A Cortina si occupa anche del Piano Regolatore. Negli stessi anni lavora inoltre ai piani regolatori di Genova e di Sanremo. Nel 1957 è impegnato anche alla sistemazione urbanistica del comune di Portofino. Nel 1964 realizza a Massaua, in Eritrea, una magnifica villa sul Mar Rosso chiamata la Cyprea e distrutta nel 2006 dal governo dittatoriale eritreo.

La Costa Smeralda[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi degli anni sessanta il principe Karim Aga Khan IV lo incarica insieme a Jacques Couelle e a Michele Busiri Vici della progettazione dei suoi interventi nella Costa Smeralda. In tale ambito realizza il centro del villaggio di Porto Cervo, alberghi, come il Cervo e il Pitrizza, il complesso della Dolce Sposa e molte ville di pregio quali le Cerbiatte, scelte dal Principe Karim per farne la propria dimora, e le Romazzine sul promontorio omonimo. Suoi anche i complessi di Cala Granu e Cala del Faro.

Sempre all'interno del progetto Costa Smeralda ha partecipato con il suo estro alla creazione delle ceramiche della Cerasarda con decorazioni che hanno caratterizzato molti degli arredamenti più tipici delle abitazioni e degli alberghi della Costa.

È stato, altresì, con il suo veliero d'epoca Tamory, uno dei fondatori dello Yacht Club Costa Smeralda.

La grande stima e amicizia con gli editori Gjlla Giani e Giuseppe Maria Jonghi Lavarini, fondatori della casa editrice Di Baio Editore ha fatto sì che pubblicasse con loro la più corposa antologia dei suoi progetti. La casa editrice ha molti manoscritti e immagini dell'architetto.

Muore a Milano il 28 marzo 1998, all'età di 95 anni.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 100 anni di Luigi Vietti. Di Baio Editore.
  • I Camini di Vietti. Di Baio Editore.
  • Le Ville di Vietti. Di Baio Editore.
  • Ville in montagna, al mare, in campagna di Luigi Vietti. Di Baio Editore.
  • Paolo Nicoloso, Mussolini Architetto. Torino, Einaudi, 2008.
  • Paolo Portoghesi, Flavio Mangione, Andrea Soffitta, a cura di. L'Architettura delle Case del fascio. Firenze, ALINEA, 2006.
  • Marco Gramigni,L'arte del costruire in Luigi Vietti. Novara, Zen, 1999.
  • Silvia Barisione, Valter Scelsi, "Luigi Vietti, architetture liguri", Erga, Genova, 1999

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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