Pietro Lingeri

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Casa Rustici a Milano, progettata insieme a Giuseppe Terragni

Pietro Lingeri (Bolvedro, 25 gennaio 1894Bolvedro, 15 maggio 1968) è stato un architetto italiano, esponente di spicco del razionalismo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Edificio residenziale INA-Casa, quartiere QT8, Milano (1951). Foto di Paolo Monti, 1970.

Diplomatosi all'Accademia di Belle arti di Brera nel 1926, nel 1930 è tra i fondatori del gruppo comasco MIAR (Movimento Italiano Architettura Razionale) e negli stessi anni è tra gli autori delle riviste Quadrante e Valori primordiali.

Le sue architetture sono caratterizzate dall'impiego di materiali ed elementi innovativi per l'epoca come il cemento armato, le ampie superfici vetrate e i parapetti in profilati di metallo.

Nascono da tale intento, ad esempio, il progetto per la sede del Club motonautico AMILA a Tremezzo (1926), pubblicato sulla rivista di Giuseppe Pagano Casabella, e i lavori di ristrutturazione della Galleria del Milione (1930), cui facevano capo le avanguardie artistiche milanesi.

Tra il 1926 e il 1940 avvia un felice sodalizio con il caposcuola del razionalismo italiano, Giuseppe Terragni, con il quale collabora ai progetti per il Monumento ai Caduti a Como (1926), elabora il piano regolatore per la città di Como (1935) e con cui realizza le cinque case milanesi: la Casa Alta per abitazioni al QT8 di Milano la realizza con l'Arch. Luigi Zuccoli; con Terragni uffici Rustici in corso Sempione 34 a Milano (1935).

Con Terragni e Mario Sironi lavora inoltre a vari progetti rimasti irrealizzati commissionati dal governo fascista per Roma: dal Palazzo del Littorio (1937) alla sistemazione dei Fori Imperiali (1937), dal Danteum (1938) alla sede destinata all'Esposizione Universale del 1942.

Risalgono al 1937 la medaglia d'oro e d'argento all'esposizione internazionale di Parigi e la partecipazione all'esposizione al Royal Institute of British Architects di Londra, con il progetto della Villa Leoni.

Nel dopoguerra progetta una serie di alloggi per il quartiere QT8 di Milano (1951) e, insieme all'architetto Cesare Cattaneo, firma il Palazzo dei Congressi a Roma (1937-39; completato nel 1954).

Note[modifica | modifica wikitesto]


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