Il bambino e il poliziotto

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Il bambino e il poliziotto
Il poliziotto.png
Una scena del film
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1989
Durata118 min
Generecommedia
RegiaCarlo Verdone
SoggettoLeonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Carlo Verdone
SceneggiaturaLeonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Carlo Verdone
ProduttoreMario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
Casa di produzioneCG Group Tiger Cinematografica
Distribuzione in italianoPenta Distribuzione
FotografiaDanilo Desideri
MontaggioAntonio Siciliano
MusicheFabio Liberatori
ScenografiaGiovanni Natalucci
CostumiLuca Sabatelli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il bambino e il poliziotto è un film del 1989 diretto da Carlo Verdone.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il commissario di polizia Carlo Vinciguerra indaga su un traffico di droga che lo porta ad effettuare una retata a casa di Rosanna Clerici, ex tossicodipendente: arresta la donna e altre persone, ma da una stanza sbuca il piccolo Giulio, figlio di Rosanna. Carlo decide di portarlo dalla portiera per la notte. La mattina seguente però il commissario si trova il ragazzino sulla porta di casa.

Giulio accusa Carlo di avergli arrestato la mamma e, non volendo finire in un istituto dove potrebbe diventare un incompreso, chiede al commissario di ospitarlo. Carlo, anche per timore che Giulio non possa più vedere sua mamma, decide di portare il bambino dal giudice minorile che dopo aver esaminato il caso fa al poliziotto una proposta azzardata: tenere lui Giulio finché il tribunale non avrà valutato la richiesta di arresti domiciliari fatta dal legale della madre. Carlo accetta ed inizia così la convivenza tra i due che darà origine ad una forte amicizia, sconvolgendo le abitudini da single di Carlo e mettendo in crisi la relazione clandestina con la collega sposata Lucia, il cui marito è sempre lontano da casa per lavoro.

Intanto Rosanna, che da quando è rimasta incinta ha rinnegato la droga e si è impegnata moltissimo per liberarsi anche dalla dipendenza di alcol e tabacco, odia Carlo che l'ha arrestata solo per il suo remoto passato da tossicodipendente ma accetta la convivenza del poliziotto con Giulio perché vede il figlio protetto contro i compari dell'organizzazione di cui Rosanna faceva parte, i quali ricattano quest'ultima affinché non parli. Addirittura, grazie a Giulio, Carlo riesce ad arrestare uno dei pezzi grossi dell'organizzazione, ma dopo poco il bambino viene rapito e Rosanna supplica Carlo di ritrovarlo.

Il commissario darà tutto sé stesso per ritrovare il bambino anche grazie all'aiuto di lui stesso: Giulio, furbescamente, lascerà diversi indizi per farsi ritrovare.

Dopo il ritrovamento di Giulio, Rosanna collabora con la Polizia e, fornendo prova che ha tagliato ogni rapporto con la droga e l'organizzazione che la spaccia, è scarcerata e assolta da tutte le colpe: per Giulio è tempo di tornare a casa, ma ormai il piccolo si è affezionato a Carlo e riesce a convincerlo ad uscire insieme quella sera a cena in un ristorante.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Verdone si trovava in un periodo di stasi quando i due sceneggiatori, Leonardo Benvenuti e Piero De Bernardi, gli presentarono il soggetto, che avevano in porto da tempo e che, originariamente, era stato scritto per Luigi Comencini, per la regia. Inizialmente Verdone non ne era entusiasta, ma si convinse quando cominciarono ad elaborare insieme la sceneggiatura dello stesso.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

In una scena Carlo e Giulio assistono ad un episodio del telefilm L'ispettore Derrick mentre cenano. L'episodio in questione è Il morto sulla panchina del parco della 14ª stagione (14x5).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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