Vai avanti tu che mi vien da ridere
| Vai avanti tu che mi vien da ridere | |
|---|---|
| Lingua originale | italiano |
| Paese di produzione | Italia |
| Anno | 1982 |
| Durata | 92 min |
| Genere | commedia |
| Regia | Giorgio Capitani |
| Soggetto | Franco Marotta, Sergio Nasca e Laura Toscano |
| Sceneggiatura | Franco Marotta, Sergio Nasca e Laura Toscano |
| Produttore | Galliano Juso |
| Casa di produzione | Cinemaster |
| Distribuzione in italiano | Titanus |
| Fotografia | Giorgio Di Battista |
| Montaggio | Antonio Siciliano |
| Musiche | Piero Umiliani |
| Scenografia | Elio Micheli |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Vai avanti tu che mi vien da ridere è un film del 1982 diretto da Giorgio Capitani.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Il commissario Pasquale Bellachioma è un volenteroso commissario di polizia che insieme al fido Cavicchioli cerca di distinguersi per impegno e dedizione al servizio, ma a causa della sua goffaggine non ne azzecca una. Un giorno l'ex moglie, risposatasi con un musicista di nome Gianni, prima di partire per la sua seconda luna di miele gli affida il suo cane San Bernardo e il loro figlio adolescente.

Il commissario riceve la notizia che è stato trasferito a San Vito Alto, un paese in provincia di Trento, descritto dall'appuntato di turno come una sorta di avamposto siberiano. Il trasferimento deve essere effettuato in giornata, ma Bellachioma viene a sapere che l'indomani verrà a Roma lo sceicco Abadjan, che ha già subito numerosi attentati (da cui è sopravvissuto sempre per un colpo di fortuna) ad opera di un misterioso killer che ha ucciso qualunque testimone dei suoi delitti: unico sopravvissuto è la transessuale Andrea.
Il commissario ritarda con una scusa la partenza e decide di indagare privatamente sul caso. È il primo a trovare Andrea, l'arresta e poi la protegge, per sfuggire al killer del magnate del petrolio, che è anche sulle sue tracce. Bellachioma, stando insieme ad Andrea finisce per provare attrazione per lei, ma non vuole ammetterlo. Andrea se ne accorge e gli rivela che non è un uomo, ma è una donna: si è finta un travestito solo per sfuggire al killer. Gli mostra il passaporto dove è indicato il suo vero nome, Andrea Maria Richter, di sesso femminile. Dopo questa rivelazione il commissario le dichiara di essersi innamorato.
Il petroliere giunge a Roma protetto da un enorme servizio di sicurezza, ma l'assassino è comunque riuscito ad entrare a Villa Borghese, dove si tiene il ricevimento in suo onore. Bellachioma, con un intervento fortuito ma tempestivo, riesce a salvargli la vita. Di conseguenza il suo trasferimento viene annullato e il commissario viene premiato con una medaglia. Adesso può finalmente vivere con la sua amata anche se nel finale a Bellachioma ritorna qualche dubbio sull'identità sessuale di Andrea.
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Incassi
[modifica | modifica wikitesto]Il film si è classificato al 50º posto tra i primi 100 film di maggior incasso della stagione cinematografica italiana 1982-1983.[1]
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]Colonna sonora
[modifica | modifica wikitesto]In una scena del film si sente chiaramente una parte del tema principale del film Poliziotto superpiù, composto da Carmelo e Michelangelo La Bionda.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Stagione 1982-83: i 100 film di maggior incasso, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 21 agosto 2025.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Vai avanti tu che mi vien da ridere, su IMDb, IMDb.com.
- (EN, ES) Vai avanti tu che mi vien da ridere, su FilmAffinity.
- (EN) Vai avanti tu che mi vien da ridere, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- Vai avanti tu che mi vien da ridere, in Archivio del cinema italiano, ANICA.
