Il burbero

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Il burbero
Il burbero.jpg
Debra Feuer e Adriano Celentano
Paese di produzione Italia
Anno 1986
Durata 90 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, avventura
Regia Castellano e Pipolo
Soggetto Castellano e Pipolo
Sceneggiatura Castellano e Pipolo
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
Fotografia Alfio Contini
Montaggio Antonio Siciliano
Musiche Mariano Detto
Scenografia Massimo Corevi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Sono le 8 passate, e il mio lavoro è finito! Lei mi vede ma io non ci sono! »
(Il tormentone di Adriano Celentano nei panni dell'Avvocato Tito Torrisi)

Il burbero è un film del 1986, diretto dai registi Franco Castellano e Giuseppe Moccia (Castellano e Pipolo).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mary Cimino, un'avvenente cameriera italoamericana che lavora a New York, riceve una telefonata da Firenze dal neomarito Giulio Machiavelli, che la invita a raggiungerlo poiché è diventato molto ricco in seguito a un grosso affare. La giovane vuole partire subito, ma ha problemi con l'aereo: non ci sono più posti. Ma tanto insiste che riesce a farsi cedere un posto da un burbero e misogino avvocato fiorentino, Tito Torrisi, il quale per questioni di comodità e per non avere accanto vicini petulanti, acquista sempre due biglietti vicini. Mary raggiunge così Firenze, ma l'attende una sgradita sorpresa: suo marito non è lì ad attenderla, anzi quando lei lo vede, lui fa finta di non riconoscerla. Sola in una città sconosciuta, non le resta che rivolgersi all'avvocato Torrisi al quale per sbaglio ha preso la valigia.

Tito non è affatto contento di rivederla, ma Mary è in guai grossi: dei loschi figuri seguono lei e suo marito. Quest'ultimo infatti, alla fine, raggiunto dai minacciosi individui preferisce uccidersi. Mary viene avvertita del fatto proprio da Torrisi che si vede quindi, suo malgrado, costretto ad aiutarla. Tito scopre che Giulio aveva compiuto una rapina con tre complici che poi aveva tradito scappando col bottino di 15 miliardi. Gli ex compari quindi vogliono ritrovarlo per fargliela pagare, e cercare di sapere qualcosa sulla refurtiva dalla moglie: la donna però non sa nulla. Lei e Tito vengono catturati dai tre banditi, ma riescono a sfuggire ai malviventi e a metterli su una falsa pista. Nel frattempo Mary riceve una raccomandata con una mappa con strani disegni: Tito riesce a decifrare l'enigma e scopre che la mappa era stata elaborata da Giulio per liberarsi dei complici. Il punto di arrivo è una sala di Palazzo Tolomei a Siena, nella quale si cela una antica prigione, all'interno della quale Tito riesce a rinchiudere i tre malviventi.

Tito scopre che dietro la mappa del tesoro si nasconde il vero e proprio tesoro, un quadro antico di inestimabile valore. Il redivivo Giulio, sicuro di aver seminato gli ex complici, torna a prendere il dipinto e propone alla moglie di andarsene con lui con i soldi ricavati dalla vendita del quadro. Mary però ormai ama Tito; i due uomini si affrontano in uno scontro su un treno dove Giulio ha la peggio e muore. Tito e Mary possono ora finalmente amarsi senza problemi: l'uomo sapeva tutto fin dall'inizio ed era stato incaricato di ritrovare ladri e bottino. Con la ricompensa dell'assicurazione, i due partono insieme per New York.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Direttrice del doppiaggio Vittoria De Masi per la S.A.S.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Lo studio legale dell'Avvocato Tito Torrisi si trova in Piazza Santa Croce a Firenze.

Nel momento in cui Tito scopre che dietro la mappa del tesoro si cela il vero tesoro dichiara a Mary che si tratta di un quadro del 1300 di inestimabile valore. In realtà quello trafugato è "La Madonna del Cardellino" di Raffaello Sanzio dipinto nel 1500.

La ragazza aggredita in casa nel programma televisivo "SOS POLIZIA", sul quale Tito Torrisi si sintonizza per attirare l'attenzione del metronotte dopo essere stato chiuso (con Mary) in un armadio blindato dal fuggitivo Giulio Machiavelli, è una giovane Iaia Forte.

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