Uccio De Santis

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Uccio De Santis, pseudonimo di Gennaro De Santis (Ruvo di Puglia, 12 settembre 1965), è un attore, comico e personaggio televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appassionato di spettacolo sin da bambino, comincia la sua carriera di comico realizzando spettacoli comici in giro per la Puglia. Viene conosciuto a livello nazionale a partire dal 1998 grazie alla partecipazione alla sesta edizione del programma La sai l'ultima? su Canale 5 con Gerry Scotti e Natalia Estrada. Viene richiamato con lo stesso cast anche per le edizioni successive: nel 2000, per l'ottava edizione presentata dalla stessa Estrada e da Gigi Sabani e nel 2019 per la nona edizione condotta da Ezio Greggio.

Nel 2001 dà vita a Mudù, la serie televisiva in onda su Telenorba in cui racconta barzellette in piccoli cortometraggi. Nel cast di entrano anche Bianca Guaccero, Umberto Sardella, Antonella Genga, Mariolina De Fano, Emanuele Tartanone e altri comici pugliesi.

Nel 2004 fa la sua comparsa nel film Le barzellette di Carlo Vanzina, nel ruolo di Pinardi, al fianco di Carlo Buccirosso e Giuseppe De Rosa e nel 2005 appare nella fiction Il giudice Mastrangelo con Diego Abatantuono e Amanda Sandrelli.

Nell'ottobre 2008 partecipa ad alcune puntate di Volami nel cuore, programma di varietà su Rai 1 con Pupo e Biagio Izzo.

Con Antonio Andrisani gira il film Natale con chi vuoi e nel 2012 è protagonista del film Non me lo dire, titolo che riprende il tema di una sigla di Mudù.

Nel 2014 recita in un episodio della fiction Rex, trasmesso su Rai 2, mentre nel 2016 compare nel primo episodio della decima stagione di Un medico in famiglia.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le sigle del mudù, su amazon.it. URL consultato il 6 dicembre 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]