Derby Club

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Derby Club
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Milano
Indirizzo via Monte Rosa 84
Dati tecnici
Tipo cabaret

Coordinate: 45°28′42″N 9°08′43.5″E / 45.478333°N 9.145417°E45.478333; 9.145417

Il Derby Club è stato tra i più celebri locali notturni milanesi attivi tra gli anni 1960 e 1970. È diventato noto soprattutto per i numerosi artisti esordienti che ne hanno calcato la scena, poi divenuti popolari personaggi nel mondo della musica, dello spettacolo e del cinema italiano.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1959 i coniugi Gianni e Angela Bongiovanni (zii materni dell'attore Diego Abatantuono) aprono un ristorante e lo chiamano Gi-Go. Le sale sono ricavate nel seminterrato di una palazzina liberty in via Monte Rosa 84, zona periferica milanese vicino all'ippodromo di San Siro.

All'inizio degli anni 1960 i due decidono di trasformarlo in un locale «per trovarsi e ascoltare musica», cercando così di risollevare il modesto fatturato del precedente esercizio.

Ribattezzato nel 1962 Intra's Derby Club (nome ispirato dalla fusione tra il nome del jazzista Enrico Intra e la vicinanza geografica all'ippodromo) e poi, definitivamente, Derby Club, il locale diviene ben presto il punto di incontro di personaggi, professionisti e sportivi della Milano più all'avanguardia, fra cui molti architetti che contribuiscono ad arredarlo in modo originale e, per i tempi, anticonvenzionale, mentre gli artisti esordienti (tutti caratterizzati dall'ineguagliabile talento, confermato dalle successive carriere soliste) si esibiscono su una pedana su cui sono piazzati un pianoforte e una batteria.

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

Il Gruppo Repellente, composto da alcuni dei più noti artisti che animarono il locale: Ernst Thole, Diego Abatantuono, Enzo Jannacci, Mauro Di Francesco, Giorgio Porcaro, Massimo Boldi e Giorgio Faletti.

Il locale è frequentato quasi subito da numerose personalità internazionali che arrivano al Derby per esibirsi: (Charles Aznavour, John Coltrane, Quincy Jones), o semplicemente come affezionati frequentatori, come molti politici dell'epoca (Bettino Craxi su tutti), campioni sportivi (come Gianni Rivera e Pietro Mennea), personaggi dello spettacolo (Mina, Alberto Lupo, Renato Rascel, Walter Chiari, Dario Fo, Enzo Tortora, Johnny Dorelli, Marcello Mastroianni, Giorgio Strehler, Mike Bongiorno, Ricky Gianco, Diego Peano, Walter Valdi) e miliardari (come Charlie Krupp o Rocky Agusta).

Tra i clienti di quegli anni non mancano celebri malavitosi quali Francis Turatello e il solista del mitra Luciano Lutring, che in più di un'occasione dovette fuggire dal locale da una finestra, a causa dell'improvviso arrivo della polizia, poco dopo essersi bevuto uno champagnino.

Il declino[modifica | modifica wikitesto]

La crisi del Derby arriva verso la metà degli anni 1980, dopo che la morte (nel 1981) di Gianni Bongiovanni e il prepotente successo della comicità televisiva (soprattutto nelle nuove emittenti private) ne avviano il lento declino. Il locale chiude nel 1985, passando idealmente il testimone del cabaret italiano al concittadino Zelig, che esordisce il 12 maggio 1986. Dal 12 maggio 2001, l'immobile è occupato dal centro sociale "Il Cantiere".

Gli artisti del Derby[modifica | modifica wikitesto]

Tra i tanti artisti lanciati dal Derby:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Derby Club, su comedycentral.it. (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2013).