A mezzanotte va la ronda del piacere

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A mezzanotte va la ronda del piacere
A mezzanotte va la ronda del piacere.jpg
Monica Vitti e Giancarlo Giannini
Paese di produzioneItalia
Anno1975
Durata100 min
Rapporto1,85:1
Generecommedia
RegiaMarcello Fondato
SoggettoMarcello Fondato, Francesco Scardamaglia
SceneggiaturaMarcello Fondato, Francesco Scardamaglia
ProduttoreElio Scardamaglia
FotografiaPasqualino De Santis
MontaggioSergio Montanari
MusicheGuido De Angelis, Maurizio De Angelis
ScenografiaLuciano Ricceri
CostumiLuca Sabatelli
Interpreti e personaggi

A mezzanotte va la ronda del piacere è un film commedia del 1975, diretto da Marcello Fondato, ed interpretato da Monica Vitti, Claudia Cardinale, Giancarlo Giannini, Renato Pozzetto e Vittorio Gassman. Il titolo si rifà al testo della canzone Il tango delle capinere di Gabrè.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Gabriella conduce una vita agiata e piuttosto noiosa a fianco del marito, l'affarista senza scrupoli Andrea Sansoni, quando è nominata giurata popolare al processo di un presunto omicidio a sfondo amoroso: la popolana Tina è accusata di aver ucciso il marito Gino. Durante il processo Gabriella ripercorre mentalmente le tappe della sua tiepida relazione con Andrea, ben distante dalla passione che travolgeva Tina e Gino. Quest'ultimo infatti, pur non risparmiando tradimenti e maltrattamenti di ogni tipo alla moglie, ne era a modo suo innamorato, e anche Tina non appariva capace di rinunciare a lui.

Vittorio Gassman e Claudia Cardinale in una scena del film

Gabriella simpatizza istintivamente per l'accusata, tanto più quando la ricostruzione dei fatti rivela che Tina era stata sedotta proprio da Andrea, che le si era presentato sotto falso nome e sarebbe in grado di testimoniare che la fine di Gino era dovuta a un incidente. Per salvare Tina dall'ergastolo, Gabriella cerca di spingere Andrea a deporre in tribunale, malgrado il danno di immagine che questo ne ricaverebbe: ma durante il processo si ripresenta Gino, che non era affatto morto e anzi dopo tre anni denuncia Tina per abbandono del tetto coniugale, non sapendo che la donna era detenuta in attesa di giudizio; o più probabilmente, pur non ammettendolo, Gino ricompare e rinuncia alla sua libertà proprio per salvare Tina da una condanna ormai certa. L'accusa inevitabilmente cade; Gino torna al suo burrascoso amore con Tina, mentre Gabriella si rassegna a continuare la monotona vita di sempre.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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