È arrivato mio fratello

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È arrivato mio fratello
E' arrivato mio fratello.jpg
Carin McDonald e Renato Pozzetto in una scena
Paese di produzioneItalia
Anno1985
Durata98 min
Generecommedia
RegiaCastellano e Pipolo
SoggettoCastellano e Pipolo
SceneggiaturaCastellano e Pipolo
ProduttoreAchille Manzotti
FotografiaSergio D'Offizi
MontaggioAntonio Siciliano
MusicheMariano Detto
ScenografiaBruno Amalfitano
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

È arrivato mio fratello è un film comico con Renato Pozzetto, diretto nel 1985 dalla coppia di registi italiani Castellano e Pipolo, che ne hanno curato anche la sceneggiatura ed il soggetto.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ovidio Ceciotti è un corpulento insegnante quarantenne di una scuola media milanese, che vive una vita noiosa. I suoi alunni gli mancano di rispetto e gli fanno continui dispetti: ad esempio, gli fanno perdere il treno al ritorno da una gita scolastica e, addirittura, urinano in aula durante la lezione su D'Annunzio. Anche lo stesso preside della scuola, per Ovidio non nutre molta simpatia, talvolta insultandolo e prendendolo a schiaffi di fronte ai suoi studenti. La collaboratrice domestica Valeria si dimostra essere molto insofferente nei suoi confronti e, su ordine dell'arcigna fidanzata Lidia, una severa impiegata delle poste, gli cucina solo carote bollite al posto dei rigatoni al ragù, piatto preferito di Ovidio.

Infine, pure i suoi vicini lo stressano in continuazione per ogni minimo rumore. L'unico motivo di soddisfazione per lui, potrebbe essere la presenza della signora Piranesi, moglie di un ingegnere assente da mesi per un lavoro in Iran, che ogni notte tenta di provocarlo con uno spogliarello: tuttavia Ovidio è troppo timido e troppo innamorato della sua Lidia per accettare le avances della donna. La vita di Ovidio viene però sconvolta dall'arrivo del fratello gemello Raffaele, in arte Raf Benson, musicista di piano bar che ha trovato impiego in un noto ma segretamente malfamato locale notturno milanese, il "Pavone blu" e per un po' di tempo chiede ospitalità al fratello.

Ovidio e Raffaele, seppur fisicamente simili, presentano molte differenze caratteriali: il primo è onesto, impacciato, insicuro, con la testa sulle spalle, mentre il secondo è scatenato, burlone, criminale da quattro soldi ed un po' spaccone. Per festeggiare il loro incontro, Raf invita a cena Ovidio in un ristorante di lusso, dove ordina numerosi piatti costosi e offre una bottiglia di champagne a due turiste, una giapponese e un'australiana. Alla fine della cena Raf mette di nascosto una tartaruga nella macedonia e incolpa il cameriere, che in questo modo non gli fa pagare il conto.

Raf passa la nottata con le due donne straniere utilizzando l'automobile di Ovidio, mentre quest'ultimo trasorrerà la notte in ospedale perché Raf, per giustificare l'incauta guida in automobile a due vigili, fa credere che il fratello abbia ingerito per sbaglio della candeggina. Una delle due ragazze però lascia gli indumenti intimi nell'auto e la mattina dopo, li ritrova casualmente Lidia che credendo nel tradimento di Ovidio, lo lascia senza voler sentire ragioni. Raf consiglia al fratello di regalare delle orchidee a Lidia per fare pace e mentendo alla fioraia, Raf sostiene che lui e Ovidio siano i fratelli Taviani, proponendole di essere la protagonista di un loro film. La fioraia, sorpresa accetta e in questo modo Raf riesce ad avere gratuitamente le orchidee.

Quella sera Raf ha il suo spettacolo con la bellissima modella Esmeralda, come prova generale in vista della sera successiva, quando assisterà allo show Tony Lo Bianco, un noto impresario italo-americano che possiede molti locali a Las Vegas. La sera stessa arriva nel locale una soffiata: la polizia sta per fare una perquisizione, poiché il locale è coinvolto in un giro di cocaina. Il padrone conosce Raf e lo costringe a portarsi a casa una grossa bustina di polvere bianca. Credendo di metterla al sicuro, Raf nasconde la cocaina nella scatola delle bustine di eucaliptolo che Ovidio assume per le proprie inalazioni. La mattina successiva, Ovidio, per curarsi come di consueto, inala erroneamente proprio la partita di droga.

Assolutamente fuori di testa, salta in macchina e compie delle azioni che avrebbe sempre voluto fare ma non ne ha mai avuto il coraggio: vendicarsi sui suoi studenti bagnandoli con l'idrante antincendio, dare un calcio nel sedere al preside e poi ricattarlo per ottenere l'aumento dello stipendio e ottenere da Lidia la promessa di sposarlo riuscendo a fare pace con lei. Intanto il padrone del locale viene sfregiato nel volto perché la partita di droga che ha consegnato si è rivelata falsa. Subito si mette sulle tracce di Raf e il suo gorilla gli ustiona la mano, proprio nella serata più importante della sua vita. Raf ritorna a casa dolorante ed amareggiato e Ovidio riesce a consolarlo, dicendogli che porta fortuna e che prima che lui arrivasse, non succedeva mai niente. Successivamente, per riconoscenza, Ovidio si mette la sua giacca e, in incognito, va al "Pavone blu" al suo posto. Nel presentarsi per la prima volta sul palcoscenico, fa delle gag involontarie (a causa della sua miopia) che scatenano le risate del pubblico, impresario compreso.

Per fortuna lo spartito è sul leggio e così, pur con gli occhiali, può accompagnare Esmeralda. Lo show riesce benissimo e Raf in realtà Ovidio, ottiene un contratto di due anni a Las Vegas. Esmeralda, felice, gli concede quello che Raf le ha sempre chiesto ma lei non gli aveva mai concesso. Ovidio sposa Lidia; tuttavia è stufo della vita monotona e noiosa di prima e quando stanno per partire per il viaggio di nozze, all'ultimo momento decide di raggiungere suo fratello negli USA per formare con lui e con Esmeralda un nuovo trio musicale chiamato "Benson Brothers".

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Le prime scene della pellicola vennero riprese presso la Certosa di Pavia. Il resto della pellicola (incentrata quasi tutta su Milano), vede protagoniste non solo la città di Milano, ma anche Livorno (Spedali Riuniti, via Cairoli, granai di Villa Mimbelli, compresi alcuni tratti di costa e più precisamente quella fra Antignano e Quercianella, vicino al Castel Sonnino); le scene in cui Ovidio e Raf giocano a poker vennero girate presso il Villino Crespi, a Roma.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora Oh my Chicago è cantata da Renato Pozzetto e Patrizia Tapparelli e per motivi contrattuali non è mai stata commercializzata. La canzone di sottofondo che accompagna gli spogliarelli della signora Piranesi s'intitola Now and Forever. Cantata da Angella Dean e scritta da Detto Mariano nel 1979, arrivò al primo posto della hit-parade in Francia.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 20 dicembre del 1985.[1]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • I personaggi principali sono interpretati da Pozzetto che però è ricorso molto spesso all'utilizzo della sua controfigura, Pietro Ghislandi.
  • Pipolo ha ricordato in un'intervista che nel ruolo del fratello di Pozzetto doveva esserci Massimo Boldi e che solo per una mancanza di coincidenza di date entrambi i ruoli principali furono affidati a Pozzetto.[2]
  • Nel film i due fratelli cercano di circuire una fioraia dal seno prosperoso fingendosi i fratelli Taviani e le offrono una parte in un fantomatico film solo per ottenere gratuitamente delle costose orchidee. La sequenza in cui la donna si gira verso Pozzetto strappandosi camicetta e reggiseno, evidenziando un seno abbondante, ripreso in primo piano dalla cinepresa, ha avuto molto successo; per la scena fu adoperato un banale strap bianco in velcro per l'apertura a strappo del grembiule, tra l'altro molto in voga nella metà degli anni Ottanta. L'attrice che interpreta la fioraia ha partecipato anche nel film di Alvaro Vitali Pierino torna a scuola nella parte della maestra Fazzi[3].
  • Quando Ovidio e Raffaele sono a cena nel ristorante di lusso, il cameriere elenca in francese le varie specialità da ordinare e Ovidio ordina i rigatoni, suscitandone lo stupore. La scena è una chiara parodia di uno spot televisivo per una nota marca di pasta (Barilla), girato da Federico Fellini proprio in quell'anno.
  • Nel film recita un cameo l'annunciatrice della RAI Maria Giovanna Elmi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cinema e taccuino - Prime Visioni, in La Stampa, nº 283, 1985, pp. 19.
  2. ^ Intervista con Pipolo
  3. ^ Pozzetto: Eh la madonna!!![collegamento interrotto]

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