Pupi Avati

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Pupi Avati nel 1993

Pupi Avati, all'anagrafe Giuseppe Avati (Bologna, 3 novembre 1938), è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pupi Avati (ottobre 2008)

Giuseppe Avati, in arte Pupi, figlio di un antiquario bolognese e fratello maggiore di Antonio, sceneggiatore e produttore, nasce a Bologna il 3 novembre 1938 ed è sposato con Nicola, così chiamata in onore del nonno molto amato.[1][2]

Inizialmente tenta una carriera nel jazz: dal 1959 al 1962 fa parte della Doctor Dixie Jazz Band[3] come clarinettista, ma rinuncia dopo l'ingresso nella band di Lucio Dalla.

« Il mio sogno era diventare un grande clarinettista jazz. Ma un giorno nella nostra orchestra arrivò Lucio Dalla. All'inizio non mi preoccupai più di tanto, perché mi pareva un musicista modestissimo. E invece poi ha manifestato una duttilità, una predisposizione, una genialità del tutto impreviste: mi ha tacitato, zittito, messo all'angolo. Io a un certo punto ho anche pensato di ucciderlo, buttandolo giù dalla Sagrada Familia di Barcellona, perché si era messo in mezzo tra me e il mio sogno.[4] »

Successivamente per quattro anni lavora come rappresentante della Findus surgelati[5], quelli che descrive come i quattro anni peggiori della sua vita. Illuminato dalla visione di di Federico Fellini, tenta la strada del cinema. Nel 1970 ottiene da un misterioso imprenditore i finanziamenti per girare due film: Balsamus, l'uomo di Satana e Thomas e gli indemoniati, due film "orgogliosamente provinciali".

Le impronte di Pupi Avati a Cannes nella Walk of Fame della Croisette

Dopo aver collaborato alla sceneggiatura di Salò o le 120 giornate di Sodoma, l'ultima fatica di Pier Paolo Pasolini (anche se, per questioni di diritti, non risulta accreditato pur essendo anche stato pagato)[6], dirige il suo terzo lungometraggio, dal titolo La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone (1975), seguito da La casa dalle finestre che ridono (1976), un giallo-horror che con gli anni è divenuto un film di culto per gli appassionati. Avati si cimenta in questo genere, che sembra proprio adattarsi alla sua personalità, potendo però disporre di budget superiore e di una troupe in cui si può notare la presenza, come sceneggiatore, di Maurizio Costanzo. Durante le riprese del film, girato a Comacchio e nelle valli ferraresi, fu avvertita la scossa di terremoto che sconvolse il Friuli: la scena è stata raccontata dallo stesso Avati[7] e dall'aiuto regista Cesare Bastelli[8]

Nel 1977, esce Bordella, musical demenziale censurato all'uscita, che vede tra gli interpreti anche Christian De Sica, all'epoca giovanissimo. Nello stesso anno, Avati presenta il film grottesco Tutti defunti... tranne i morti che non convince pienamente la critica e il pubblico.[senza fonte]

Nel 1978 il nome di Pupi Avati diviene noto al grande pubblico in seguito alla messa in onda sulla RAI dello sceneggiato Jazz Band, che racconta la storia della Doctor Dixie Jazz Band, seguito da Cinema!!! e altri tre lavori televisivi di Avati (Dancing Paradise del 1982, Accadde a Bologna del 1983, È proibito ballare del 1989).

Nel 1979 collabora con i Pooh dirigendo lo special televisivo Viva, cronaca minuto per minuto della lavorazione dell'omonimo album, che va in onda il Natale di quello stesso anno.

Pupi Avati nel 2008

Nel 1980 scrive Macabro, film che segna l'esordio alla regia di Lamberto Bava, figlio di uno dei precursori dell'horror cinematografico italiano Mario Bava.

Nel 1983, il regista bolognese passa alla commedia, dirigendo il delicato Una gita scolastica, ma ritorna al thriller-horror con Zeder, giudicato una fra le sue migliori opere dai cultori del genere[9], scritto anch'esso in collaborazione con Maurizio Costanzo, nel quale messaggi letti sul nastro di una macchina da scrivere elettrica conducono alla scoperta dei terreni K, dove i morti lì sepolti possono riprendere vita. Il film, uscito un anno prima di Pet Sematary di Stephen King, ne anticipa quindi la tematica[10]. Sulla vicenda narrata aleggia la figura del leggendario alchimista Fulcanelli, autore di Il mistero delle cattedrali,

Dopo l'amaro Impiegati (1984), Avati è nuovamente alla regia di un altro lungometraggio, ovvero Regalo di Natale (1986), film amaro sull'amicizia e sui tradimenti con un cast eccezionale: Diego Abatantuono in versione drammatica, gli attori feticcio di Avati, Carlo Delle Piane[11] e Gianni Cavina[12], oltre a Alessandro Haber, George Eastman. Il film avrà un seguito nel 2004 intitolato La rivincita di Natale. Vengono poi i successivi Storia di ragazzi e di ragazze (1989), Bix (1991), il thriller L'amico d'infanzia (1993) che si segnala per l'ambientazione negli USA e per i valori di produzione hollywoodiani e L'arcano incantatore (1996) con Stefano Dionisi.

Scrive la sceneggiatura per la miniserie TV RAI Voci notturne (1995), diretta da Fabrizio Laurenti. Anche qui, ci sono riferimenti a Fulcanelli, che già veniva rievocato in Zeder.

Nel 1997 gira Il testimone dello sposo e nel 1999 La via degli angeli. Nel 2003 dopo un periodo di pausa, dirige il sentimentale Il cuore altrove che vede protagonisti il timido Neri Marcorè e Vanessa Incontrada che interpreta il ruolo di una giovane ragazza non vedente.

Il 2005 è un anno favorevole al regista, che porta sullo schermo Vittoria Puccini, Paolo Briguglia e Claudio Santamaria nella commedia romantica Ma quando arrivano le ragazze? e dirige Antonio Albanese, Katia Ricciarelli, Marisa Merlini, Angela Luce e nuovamente Neri Marcorè nel divertente La seconda notte di nozze. Nel 2007 è la volta del garbato La cena per farli conoscere, con Diego Abatantuono accompagnato dalle belle Francesca Neri, Ines Sastre, Vanessa Incontrada e Violante Placido, e Il nascondiglio, nuova incursione avatiana nell'horror, con Laura Morante nella parte di una donna italiana che rileva un inquietante edificio a Davenport, nello Iowa; nel 2008 di Il papà di Giovanna, nel 2009 di Gli amici del bar Margherita e nel 2010 di Il figlio più piccolo e Una sconfinata giovinezza.

Nel 2011 ha presentato in concorso alla Festa del cinema di Roma il film Il cuore grande delle ragazze, con la partecipazione di Micaela Ramazzotti e del cantante Cesare Cremonini. Nel 2013 dirige la sua nuova fiction con Christian De Sica da titolo Un matrimonio, in onda su RaiUno.

Sempre nel 2008 ha pubblicato la sua autobiografia Sotto le stelle di un film, edita da Il Margine, e ha vinto, per il film Magnificat del 1993, il XX Premio Internazionale Ascoli Piceno organizzato dall'Istituto Superiore di Studi Medievali "Cecco d'Ascoli". Dal 9 dicembre al 12 dicembre 2009 partecipa al Mitreo Film Festival, a Santa Maria Capua Vetere.

Nel 2010 è stato realizzato un film documentario di interviste e animazioni Pupi Avati, ieri oggi domani diretto dal regista Claudio Costa, ispirato all'autobiografia del regista Sotto le stelle di un film. Al documentario hanno partecipato i tre figli, diversi attori e collaboratori, tra cui Carlo delle Piane, Diego Abatantuono, Katia Ricciarelli, Christian De Sica.

Presiede la Fondazione Federico Fellini, nata nel 1995 in memoria del grande regista riminese, che aveva esercitato grande influenza sullo stesso Avati e che gli era divenuto amico negli ultimi anni di vita, al punto che, come dichiara lo stesso regista, avevano concertato di girare un film in segreto per poi diffonderlo successivamente[1]. L'amore e la passione per la musica e per la propria città lo hanno accompagnato per tutta la vita: il regista spesso gira i suoi film a Bologna ed è solito inserire in essi numerosi riferimenti musicali, ispirandosi direttamente, in alcuni casi, a questa sua esperienza (come ad esempio in Ma quando arrivano le ragazze?). Sempre questo amore per la musica e in particolare per il Jazz, lo porterà a scrivere e dirigere il film TV Jazz Band nel 1978 e, nel 1991, Bix - Un'ipotesi leggendaria, dedicato alla figura di Bix Beiderbecke.

Nel settembre 2014 vince il premio come miglior sceneggiatura dell'anno per il film con Sharon Stone e Riccardo Scamarcio Un ragazzo d'oro al Montreal World Film Festival in Canada.[13]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

1985 - David di Donatello, candidatura a Migliore regista per Impiegati

1985 - David di Donatello, candidatura a Migliore sceneggiatura per Noi tre

1987 - David di Donatello, candidatura a Miglior film per Regalo di Natale

1987 - David di Donatello, candidatura a Migliore regista per Regalo di Natale

1987 - David di Donatello, candidatura a Migliore sceneggiatura per Regalo di Natale

1990 - David di Donatello, premio alla Migliore sceneggiatura per Storia di ragazzi e di ragazze

1990 - David di Donatello, candidatura a Miglior film per Storia di ragazzi e di ragazze

1990 - David di Donatello, candidatura a Migliore regista per Storia di ragazzi e di ragazze

1995 - David di Donatello, premio David Luchino Visconti

2003 - David di Donatello, premio al Migliore regista per Il cuore altrove

2004 - David di Donatello, candidatura a Migliore regista per La rivincita di Natale

2009 - David di Donatello, candidatura a Migliore regista per Il papà di Giovanna

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 2 giugno 1995[14]
Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte
— Roma, 17 maggio 2005

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Pupi Avati in compagnia del pittore Giovanni Bruzzi, 1986

Regie[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b "Pupi Avati su cinquantamila.corriere.it/
  2. ^ "Pupi Avati - Un matrimonio/
  3. ^ jazzitalia.net: "Doctor Dixie Jazz Band" - di Giovanni Masciolini e Ivana Ruzickova
  4. ^ Avati 2008.
  5. ^ (IT) Giusi Fasano, Pupi Avati: «Sono un eterno timido e insoddisfatto. Quando proposi a Fellini di girare un film segreto», in Corriere della Sera. URL consultato il 22 giugno 2017.
  6. ^ http://www.lastampa.it/2015/11/02/spettacoli/pupi-avati-io-che-scrissi-sal-non-lho-mai-visto-fino-in-fondo-xS8d30OxVX7btaZQrJ4JKN/pagina.html
  7. ^ Ruggero Adamovit, Claudio Bartolini e Pupi Avati, Il gotico padano: dialogo con Pupi Avati.
  8. ^ Ruggero Adamovit, ‎Claudio Bartolini e Luca Servini, Nero Avati: visioni dal set.
  9. ^ il Davinotti, su www.davinotti.com. URL consultato il 22 giugno 2017.
  10. ^ Antonio Bruschini e Antonio Tentori, Operazione paura. I registi del gotico Italiano, PuntoZero, 1997.
  11. ^ Umberto Ferrari, Pupi Avati il poeta del quotidiano, in Filmcronache. Rivista trimestrale di cultura cinematografica, 1/2009, p. 129.
  12. ^ Enrico Luceri, Palinsesto giallo, in Sherlock Magazine, nº 30, p. 85.
  13. ^ 'Il ragazzo d'oro' di Pupi Avati premiato a Montreal, su news.cinecitta.com. URL consultato il 14 ottobre 2014.
  14. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=119005

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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