Il testimone dello sposo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il testimone dello sposo
Titolo originale Il testimone dello sposo
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1997
Durata 99 min
Genere commedia
Regia Pupi Avati
Soggetto Pupi Avati
Sceneggiatura Pupi Avati
Produttore Antonio Avati, Aurelio De Laurentiis
Casa di produzione Filmauro
Fotografia Pasquale Rachini
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Riz Ortolani
Scenografia Alberto Cottignoli, Steno Tonelli
Costumi Vittoria Guaita
Interpreti e personaggi

Il testimone dello sposo è un film commedia italiano del 1997 diretto da Pupi Avati.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine dell' '800, Angelo Beliossi ritorna, dopo quindici anni, nella sua terra natia, nel Bolognese, dopo essere stato emigrante in America e viene scelto da Edgardo Osti, figlio del suo ex datore di lavoro, come testimone delle sue nozze con la bella Francesca Babini che avranno luogo il 31 dicembre 1899, contemporaneamente ai festeggiamenti per il presunto inizio del nuovo secolo (che in realtà sarebbe iniziato un anno più tardi).

Angelo ha fatto fortuna ed è accompagnato dalla fama dell'uomo ricco che ha girato il mondo, e per questo corteggiato da tutte le giovani che lo circondano. Egli è però un uomo timido e introverso che poco sa dell'amore, e non ha dimenticato la promessa fatta alla fidanzata di allora, Lulina, di cui nessuno vuol rivelargli la sorte.

Le nozze tra Francesca ed Edgardo, invece, sono un tipico esempio di matrimonio combinato: Edgardo, persona gretta e volgare, è stato scelto come sposo dalla famiglia di Francesca, che si trova in difficili condizioni economiche, perché conta molto sull'appoggio finanziario del padre di lui. Francesca non ha né affetto né simpatia, né tantomeno attrazione, nei confronti del futuro sposo ed è riluttante a un'unione basata solo sulla convenienza, benché sua madre l'abbia educata, secondo il sistema di valori dominante nella borghesia di provincia dell'epoca, a intendere il matrimonio come un contratto basato su considerazioni pratiche e a disprezzare la futilità dell'amore e del sentimento. In famiglia, l'unica persona che sembra non aver rinunciato alla spontaneità delle emozioni è la zia Peppina, derisa da tutti e considerata "la matta".

Le ultime proteste della ragazza, la mattina stessa delle nozze, sembrano vinte, e Francesca si avvia in chiesa; però appena la sposa vede Angelo se ne innamora perdutamente e, pur pronunciando la formula correttamente con sollievo dei suoi parenti, si convince di essersi legata in matrimonio con lui.

In seguito, quindi, Francesca si rifiuta categoricamente di concedersi a Edgardo e quella che dovrebbe essere una occasione di sincera gioia si trasforma in un teatrino di pettegolezzi e piccole meschinità, dalle quali restano indenni sostanzialmente solo Francesca, che confessa il suo amore ad Angelo, la zia Peppina e i bambini.

Francesca rivela i suoi sentimenti ad Angelo, che le apre il cuore, rivelandole tra l'altro di essersi arricchito senza alcun merito (ereditando i frutti del lavoro altrui) e, alla domanda di lei se questo significhi respingerla, risponde che ciò significa solo che egli desidera che lei e solo lei sappia come è lui veramente.

Edgardo, che nel frattempo ha capito quanto è successo, fa giungere Lulina, la fidanzata che Angelo aveva lasciato partendo per l'America e per la quale egli era tornato, che nel frattempo era diventata prostituta a Firenze, cercando di strumentalizzare il loro incontro, per separare Angelo dalla moglie, o capire fino a che punto lei ne sia innamorata.

Angelo, che si rende conto di essere involontariamente responsabile del possibile dissesto della famiglia di Francesca ed è consapevole delle costrizioni sociali, amaramente osserva che, forse, se non fosse tornato, tutti sarebbero stati più felici e, pubblicamente, per salvare le apparenze, lascia la festa di matrimonio insieme a Lulina, dicendo a Francesca di curarsi, ostentando di credere che ella soffra di nervi.

Ma il matrimonio, pur celebrato, non viene consumato, Edgardo, furente, si allontana e farà valere la nullità del vincolo, e romperà i rapporti con la famiglia Babini. La festa di nozze si conclude mestamente con i numerosi invitati che si avviano al ritorno alle loro case, non senza essersi riappropriati dei regali di nozze.

Dopo qualche tempo, Francesca, divenuta maestra elementare, riceve durante una lezione la visita di Angelo che si presenta ai bambini come il marito di lei. L'ultima scena apre il finale a un vero matrimonio tra i due, fondato sull'amore e il film si chiude con la voce fuori campo che, speranzosa verso il futuro dischiuso dal nuovo secolo, si domanda "Andremo tutti, sulla Luna?".

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cinema