Il signor Diavolo (film)

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Il signor Diavolo
Il Signor Diavolo.jpg
Emilio davanti alla culla della sorellina
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2019
Durata86 minuti
Genereorrore
RegiaPupi Avati
SceneggiaturaPupi Avati, Antonio Avati, Tommaso Avati
ProduttoreAntonio Avati
Casa di produzioneDueA Film, Rai Cinema
Distribuzione in italiano01 Distribution
FotografiaCesare Bastelli
MontaggioIvan Zuccon
Effetti specialiSergio Stivaletti
ScenografiaGiuliano Pannuti
Interpreti e personaggi

Il signor Diavolo è un film del 2019 diretto da Pupi Avati.

È tratto dall'omonimo romanzo scritto sempre dal regista bolognese. Avati ha dichiarato che questo film, scritto insieme a suo figlio Tommaso e al fratello Antonio Avati, segnerà il suo ritorno all'horror[1] e di voler raccontare, ancora una volta, le storie di paura che un tempo erano protagoniste dei racconti narrati la sera accanto al fuoco nelle case di campagna.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Roma, 1952. Furio Momenté, giovane funzionario del Ministero di Grazia e Giustizia, viene inviato a Venezia per seguire un caso molto delicato: il quattordicenne Carlo Mongiorgi ha ucciso un suo coetaneo, Emilio Vestri Musy, affermando che egli sia in realtà il diavolo. Questo processo potrebbe rivelarsi dannoso per il governo della Democrazia Cristiana, poiché il delitto è stato fomentato da superstizione religiosa e sono coinvolti un sacrestano e una suora; la madre di Emilio, Clara, era inoltre una fervida sostenitrice della DC, ma dopo l'accaduto è divenuta acerrima nemica della chiesa e del governo. Il compito di Furio sarà condurre un'indagine parallela e trovare elementi che smentiscano il coinvolgimento dei prelati e possibilmente insabbino il caso. Sul treno per Venezia Furio legge gli atti delle indagini, nel quale viene raccontata la storia del delitto.

Un anno prima. Carlo, residente a Lio Piccolo, è inseparabile dal suo miglior amico Paolino, con il quale frequenta il catechismo del sacrestano Gino, che insegna loro a temere il diavolo ma al tempo stesso rispettarlo, arrivando addirittura a chiamarlo Signor Diavolo. Un giorno, a catechismo viene inserito Emilio: il ragazzo, erede di una famiglia nobile veneziana, ha una tetra fama nel paese, in quanto ha un aspetto deforme il cui particolare più spaventoso è una dentatura da maiale; si dice che sua madre lo abbia avuto accoppiandosi con un verro selvatico e che, da piccolo, abbia sbranato a morsi la sua sorellina neonata per gelosia. Un giorno Paolino spacca con una fiondata il fanalino della bicicletta che Emilio sta imparando a guidare. Questi si infuria e aggredisce Paolino; inoltre, giorni dopo, durante la Prima Comunione dei ragazzi, si vendica facendo lo sgambetto a Paolino e portandolo a calpestare l'ostia consacrata. Tale fatto porta all'interruzione della messa e all'invalidazione del sacramento. La vergogna per quanto accaduto porta Paolino ad ammalarsi gravemente e a morire dopo qualche giorno.

Carlo si sente perso senza Paolino, così, sotto indicazioni del sacrestano, avvicina Emilio, il quale gli rivela il metodo per riavvertire la presenza del suo amico defunto: dovrà dare un'ostia consacrata in pasto a un maiale. Carlo esegue e in effetti riceve dei segnali indicatori della presenza accanto a sé di Paolino, ma poco dopo questo lo terrorizza e lui racconta tutto ai genitori. Questi a loro volta si rivolgono a loro cugina Dolores, madre superiora del convento del paese, la quale suggerisce loro di acquistare il maiale, ammazzarlo e poi bruciarlo per espiare il sacrilegio. Così viene fatto, ma tornando a casa il padre di Carlo muore, apparentemente per un colpo dello stesso fucile con cui ha ucciso il maiale. Trovatosi da solo, Carlo scopre che Emilio ha osservato tutta la scena nascosto nell'oscurità, e costui lo accusa di aver ucciso il maiale. Carlo, con la fionda di Paolino, lo colpisce con un sasso e lo uccide.

Nella deposizione di Clara Vestri Musy, Furio legge una versione diversa dei fatti: la donna rivela che suo figlio era affetto da epilessia a causa della quale era stato sottoposto a elettroshock e operazioni varie che gli avevano causato la deformità e i problemi psichici; nel tentativo di aiutarlo, lei e il marito avevano adottato una bambina nata prematuramente e orfana, che tuttavia era morta per cause naturali e non per i morsi di Emilio. La donna attribuisce la colpa di quanto accaduto alla superstizione popolare e al fanatismo religioso. La donna accusa apertamente Padre Amedeo, un sacerdote che avrebbe sottoposto Emilio a esorcismo, nonché Don Zanini, arciprete di Lio Piccolo, il sacrestano Gino e suor Dolores, che con le loro dicerie avrebbero indotto Carlo a credere Emilio il figlio del diavolo.

Giunto a Venezia, Furio riceve un misterioso pacchetto contenente i canini recisi di un maiale, e percepisce il pianto incessante di un neonato. In città, ha modo di parlare con il medico che ha eseguito l'autopsia su Emilio, il quale gli rivela che ci sono state delle irregolarità e che il corpo è stato seppellito prima che potesse essere svolto un esame approfondito. Scopre inoltre che don Zanini e suor Dolores sono morti. Rintraccia Padre Amedeo, ma questi rimane nell'ambiguità e non gli rivela se abbia effettivamente eseguito un esorcismo o se lui per primo creda che il delitto sia dovuto alla superstizione. Infine Furio viene avvicinato da Clara: l'uomo le propone di ritirare le accuse sulle persone coinvolte nel caso; diversamente, procederà alla riesumazione del corpo di Emilio perché sia condotta un'adeguata autopsia. La donna pare conciliante in merito, ma poiché con le sue indagini Furio ha attirato attenzione su di sé e sul Ministero, viene sollevato dall'incarico e richiamato a Roma.

Furio è ormai coinvolto personalmente nel caso, quindi contravvenendo agli ordini si reca di sua volontà a Lio Piccolo e continua le indagini per scagionare definitivamente Carlo. Nel paesino viene avvicinato dal sacrestano Gino, il quale dapprima gli racconta che, alla morte di Emilio, Clara aveva chiesto che ne venissero rimossi i canini, i quali sono verosimilmente quelli recapitati a Furio; successivamente gli mostra un documento tenuto nascosto, nel quale viene narrato senza ombra di dubbio l'abbandono presso la chiesa del corpo squartato della sorellina di Emilio, sbranata dal ragazzo. Se venisse trovato il corpo, si dimostrerebbe una volta per tutte che la storia di Clara era falsa; Gino rivela di aver seppellito il corpo nella cripta della chiesa. Furio vi si cala ed effettivamente lo trova. Prima che Furio possa uscirne, Gino chiude la botola d'accesso rinchiudendolo per sempre al suo interno. L'ultima cosa che Furio vede è Carlo, alle spalle di Gino, sorridere mettendo in mostra la dentatura simile a quella di un maiale.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il trailer del film è uscito il 18 giugno 2019. È stato distribuito nelle sale cinematografiche il 22 agosto seguente.[3]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Nel week-end d'esordio il film si è posizionato al terzo posto del box office italiano, preceduto da Fast & Furious - Hobbs & Shaw e Il re leone.[4]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato accolto positivamente dalla critica. Per il Fatto Quotidiano «è un horror purissimo, serissimo e quello che più conta riuscito»,[5] mentre per il Giornale «un'opera raffinata d'ambientazione campestre e d'atmosfera gotica, in cui il terrore emerge da un'indagine sulla seduzione del male».[6] Secondo il settimanale Famiglia Cristiana «per Pupi Avati è un ritorno riuscito alla parte più originale della sua cinematografia, quella degli esordi e del sottogenere di cui è geniale capostipite, il gotico padano».[7]

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Pochi giorni prima l'uscita del film, il regista ha svelato l'intenzione di realizzare un'intera saga sul male ambientata negli stessi luoghi.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Gallo, Il signor Diavolo di Avati fa paura, su Agenzia ANSA, 23 luglio 2019. URL consultato il 26 luglio 2019.
  2. ^ Simone Sottocorno, Il Signor Diavolo: il primo trailer del nuovo film di Pupi Avati, su cineavatar.it, 22 marzo 2019. URL consultato il 26 luglio 2019.
  3. ^ Paolo Travisi, Pupi Avati e “Il Signor Diavolo: «Noi lo abbiamo subito in modo violento, ci volevano rovinare», su ilmessaggero.it, 22 luglio 2019. URL consultato il 26 luglio 2019.
  4. ^ Andrea Francesco Berni, Il Re Leone vince il weekend e sale a 14 milioni in incassi in cinque giorni - Box-Office Italia, su badtaste.it, 26 agosto 2019. URL consultato il 27 agosto 2019.
  5. ^ Davide Turrini, Il Signor Diavolo, l’horror purissimo di Pupi Avati spiazza con tanti brividi e poesia, su ilfattoquotidiano.it, 22 luglio 2019. URL consultato il 27 agosto 2019.
  6. ^ Serena Nannelli, "Il signor Diavolo", il ritorno all'horror di Pupi Avati, su ilgiornale.it, 22 agosto 2019. URL consultato il 27 agosto 2019.
  7. ^ Davide Milani, Il “Signor Diavolo” di Pupi Avati ci interroga sul grande mistero del male, su famigliacristiana.it, 23 agosto 2019. URL consultato il 27 agosto 2019.
  8. ^ Pupi Avati: «Il signor Diavolo? Sto pensando a un'intera saga sul male», su mymovies.it, 17 agosto 2019. URL consultato il 27 agosto 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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