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Voci notturne

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Voci notturne
Titolo originaleVoci notturne
PaeseItalia
Anno1995
Formatominiserie TV
Genereorrore, thriller, poliziesco, giallo
Puntate5
Durata80 min. (episodio)
Lingua originaleitaliano
Rapporto4:3
Crediti
IdeatorePupi Avati
RegiaFabrizio Laurenti
SceneggiaturaPupi Avati
Interpreti e personaggi
Voci e personaggi
FotografiaCesare Bastelli, Fabrizio Manes, Brett West
MontaggioPaolo Cottignola
MusicheUgo Laurenti. Edizioni musicali BMG Ariola Spa
ScenografiaGiuseppe Pirrotta, Domenico La Spada, Walter Belli, Brent Rock
CostumiMichelle Corazzari, Stephane Bertola, Patrizia Martelli
TruccoBill Keck, Ettore Tarquini
ProduttoreAntonio Avati
Casa di produzioneDuea Films
Prima visione
Dal24 settembre 1995
Al15 ottobre 1995
Rete televisivaRai 1

Voci notturne è una miniserie televisiva scritta da Pupi Avati e diretta da Fabrizio Laurenti, trasmessa da Rai 1[1] in 5 puntate a partire dal 24 settembre 1995, oggi considerata un cult[2] dagli appassionati del genere.[3] Su Nocturno ha avuto una recensione di 5/5, il massimo.[4]

«Nella Roma Imperiale sussistevano i resti di uno strano ponte di legno. Era composto da travi sublique ed oblique, senza chiodi e affidato a persone sacre, una sorta di fratellanza o setta, che rispondeva, con la vita dei suoi membri, della sua conservazione. A costoro derivò il titolo celeberrimo di pontefici o facitori del ponte. Su questo ponte si compivano in epoca arcaica misteriosi e segreti sacrifici.»

Un giorno d'estate viene ritrovato il cadavere di un giovane annegato nel Tevere. L'indagine di polizia per accertare l'identità del morto e le modalità del decesso (non si capisce all'inizio se si tratti di suicidio od omicidio) s'intreccia a una storia di corruzione che ha implicato, oltre al padre del giovane annegato, alcuni politici e magistrati. Il procuratore incaricato delle indagini sospetta che la morte di Giacomo Fiorenza (questo il nome del defunto, anche se inizialmente ci sono dubbi che il cadavere ritrovato sia proprio il suo) sia una rappresaglia nei confronti del padre da parte di personaggi potenti implicati nello scandalo.

I medici legali tuttavia nutrono dei dubbi su questa ricostruzione, in quanto sembra plausibile che si sia trattato di un vero e proprio sacrificio umano celebrato da una ignota setta segreta. Questa tesi è accreditata anche dal fatto che si scopre, dagli esami autoptici, che Giacomo prima di morire è stato legato e circonciso a fini purificatori, e che sui legacci gli è stato spalmato il garum, una salsa dell'epoca degli antichi romani; inoltre nello stomaco gli vengono trovati alcuni semi di silfio, pianta estinta da molti secoli che in passato era utilizzata per le esigenze più disparate, mediche e non.

Stefano, il miglior amico di Giacomo, come lui studente di architettura, sospetta invece che la morte sia in realtà legata alle ricerche che stavano effettuando assieme e che ruotano intorno ad una pista esoterica. Questa si dipana attorno a due figure misteriose, la ricca e affascinante Maria Valover, che tra gli anni Trenta e Quaranta era al centro di un gruppo di artisti e intellettuali, e il suo amante Norberto Sinisgalli, studente di architettura negli stessi anni e appassionato di esoterismo. Egli inizia quindi a indagare per conto proprio, frequentando la casa dell'ultima discendente della famiglia, l'anziana e malata nipote di Maria Valover. Inoltre, assieme alla fidanzata Silvia, deve individuare la password che gli consentirebbe di accedere ai dati salvati sul computer su cui tutta la ricerca è stata salvata da Giacomo.

I due amici erano arrivati al Sinisgalli ritrovando casualmente alcune sue carte in un ripostiglio della Facoltà di Architettura: una vasta documentazione legata a riti magico-religiosi della Roma arcaica, celebrati annualmente dal pontifex maximus sul pons Sublicius, il più antico ponte di Roma non più esistente. I riti culminavano nel sacrificio di alcuni prigionieri di guerra, legati e gettati nel Tevere per ingraziarsi gli dèi. Proprio dalle carte del Sinisgalli era nata la ricerca che conducevano insieme i due studenti, e Stefano si rende conto ben presto che sapere di Sinisgalli e delle sue ricerche è estremamente pericoloso.

Sinisgalli infatti, durante la seconda guerra mondiale, aveva carpito la fiducia di ricche famiglie ebraiche, facendosi intestare i loro beni con la promessa di restituirli dopo la vittoria degli alleati; gli ebrei benestanti si fidavano di lui perché era anch'egli di ascendenza ebraica, ma l'uomo li aveva invece denunciati ai nazisti e quindi deportati nei lager. Questo aveva consentito a Sinisgalli di accumulare un'enorme ricchezza; le tracce di tale misterioso personaggio si perdono però poco prima dell'entrata alleata a Roma. Le voci più diverse circolano sul suo destino: ucciso per vendetta, fuggito all'estero, o forse ancora in Italia sotto falso nome, coperto da un'identità comprata con le sue ricchezze. Qualcuno sospetta addirittura che sia entrato in politica e oggi ricopra una carica prestigiosa.

Alla vicenda poliziesca in Italia si intreccia un'indagine portata avanti negli Stati Uniti da un investigatore privato, Mario Fedrigo, incaricato dal Consolato italiano a Saint Louis di rintracciare Emily Cohen, una giovane ebrea americana con cui Giacomo aveva una relazione e che sembra sparita nel nulla. Il mistero si infittisce quando questi scopre che una ragazza con cui ha trascorso dei giorni, che dopo averlo sedotto ed ingannato è poi sparita, sarebbe in realtà morta parecchi anni prima.

Ulteriori complicazioni si verificano quando, sempre dagli Stati Uniti, giungono a casa Fiorenza alcune misteriose telefonate nelle quali lo stesso Giacomo Fiorenza contatta i genitori. Ma, se Giacomo è morto, chi sta facendo queste stranissime chiamate intercontinentali? Gli inquirenti grazie al coinvolgimento di amici e familiari, studiosi di architettura, di musicologia e tecnici informatici, giungono a un passo dalla scoperta di una verità inquietante e indicibile.

«Dove finisce la ragione comincia un territorio che non ci appartiene, nel quale siamo intrusi: una terra che ha regole che non conosciamo, dove si parla una lingua misteriosa e dove le nostre logiche non sono utilizzabili in alcun modo. Noi in questo territorio possiamo solo subire un mistero, che, anziché disvelarsi, si fa sempre più impenetrabile. Io non so dire se questa è una pena o un premio. Io non so dire nulla, ma so che questo luogo dove sono non deve essere in alcun modo cercato né in alcun modo trovato.

Malgrado le più approfondite ricerche, di Norberto Sinisgalli non si è trovata fino ad oggi traccia alcuna. Sappiamo che può celarsi ovunque»

Repliche e censure

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La programmazione della prima messa in onda fu abbastanza travagliata. La prima puntata risale a domenica 24 settembre 1995, alle 20.40. La seconda fu regolarmente trasmessa la domenica dopo, il primo ottobre, ma già dalla puntata seguente iniziarono i problemi. Infatti, l'8 ottobre, la terza puntata venne posticipata alle 22.30 per dare spazio alla partita di calcio Croazia - Italia. Agli ascolti (già non brillantissimi per uno sceneggiato considerato "troppo avanti")[5] fu infine dato il colpo di grazia: il 15 ottobre, in occasione della quarta puntata, a seguire e quindi in seconda serata, fu trasmessa anche la quinta e ultima. Così facendo, molti telespettatori, che a fronte del non agevole orario di messa in onda avevano programmato la videoregistrazione per una sola puntata, non riuscirono a vederne la conclusione. La serie fu replicata solo dieci anni dopo, nel dicembre 2009, quando tornò in onda all'interno del contenitore Rai Notte su Rai 2.[6]

La serie è stata in seguito rivalutata[7] e ritrasmessa più volte, prima su Rai Premium nell'agosto 2013 e nell'agosto 2015, poi nel 2016 e nel 2019 è passata su Rai 1 in orario notturno. È disponibile, nella versione "censurata", sul canale digitale Rai Play.

Le repliche, infatti, differiscono per alcuni particolari rispetto alla trasmissione originaria. Per una scelta editoriale, si è scelto infatti di omettere qualsiasi riferimento alla cosiddetta "Società Teosofica per il ritorno dello Spirito Originario". Tale scelta ha comportato l'omissione di alcuni passaggi in varie scene nella terza e quarta puntata, lasciando però un esplicito riferimento alla Società Teosofica nella quinta (probabilmente il taglio avrebbe reso incomprensibile la scena).

Lo sceneggiato non ha un supporto home video ufficiale.

  1. dalla scheda di Voci notturne sul sito Rai Teche .
  2. "Voci notturne" la serie cult, ilbazardelcalcio.com, ottobre 2019, su ilbazardelcalcio.com.
  3. Voci Notturne, intervista a Pupi Avati. weirdmovies.it, giugno 2016, su weirdmovies.it.
  4. Voci notturne - recensione, nocturno.it, su nocturno.it.
  5. Voci notturne (1995), quinlan.it, 15 luglio 2019 ;
  6. Anche in questo caso dunque suggerendo l'idea che si trattasse di una serie da accantonare o far scomparire, specie alla nicchia di appassionati che ne promossero la diffusione alternativa e che la consideravano invece un capolavoro denso di rimandi persino alla serie "Il segno del comando", malgrado il disinteresse dello stesso regista. Il capolavoro dimenticato, archivioroncacci, novembre 2016
  7. Voci notturne un capolavoro televisivo dimenticato, livepress.it, dicembre 2019, su livepress.it.

Luca Servini, Pupi Avati. Il cinema dalle finestre che ridono, Piombino, Il Foglio Letterario, 2017, ISBN 978-8876066603.

Collegamenti esterni

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