Santa Maria Capua Vetere

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Santa Maria Capua Vetere
comune
Santa Maria Capua Vetere – Stemma Santa Maria Capua Vetere – Bandiera
Santa Maria Capua Vetere – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Antonio Mirra (coalizione di liste civiche) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate 41°05′N 14°15′E / 41.083333°N 14.25°E41.083333; 14.25 (Santa Maria Capua Vetere)Coordinate: 41°05′N 14°15′E / 41.083333°N 14.25°E41.083333; 14.25 (Santa Maria Capua Vetere)
Altitudine 36 m s.l.m.
Superficie 15,92 km²
Abitanti 32 842[1] (30-11-2016)
Densità 2 062,94 ab./km²
Comuni confinanti Capua, Carinaro, Casaluce, Curti, Macerata Campania, Marcianise, San Prisco, San Tammaro, Teverola
Altre informazioni
Cod. postale 81055
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061083
Cod. catastale I234
Targa CE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti sammaritani o mariani
Patrono san Simmaco 22 ottobre, Beata Vergine Maria Assunta 15 agosto
Giorno festivo 22 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Maria Capua Vetere
Santa Maria Capua Vetere
Santa Maria Capua Vetere – Mappa
Posizione del comune di Santa Maria Capua Vetere nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Santa Maria Capua Vetere (Capua in latino, Santa Maria 'e Capua in dialetto, anche abbreviata come Santa Maria C. V. o S. Maria C.V.) è un comune italiano di 32 842 abitanti della provincia di Caserta, in Campania.

Era qui che sorgeva l'antica Capua, come del resto attestato e confermato dai numerosi monumenti dell'epoca romana – su tutti, l'anfiteatro campano, secondo per grandezza solo al Colosseo – nonché dall'etimologia dell'odierno toponimo (l'aggettivo "Vetere" deriva da "Vetus, veteris", aggettivo latino della seconda classe ad una uscita che significa "Antico", dunque "Capua Antica").

Dopo gli antichi fasti, la città mutò in un borgo contadino e divenne frazione dell'odierna Capua con il nome di Villa Santa Maria Maggiore (Villa Sanctae Mariae Maioris): si ritiene che fu adottato detto toponimo in quanto il borgo cittadino si sviluppava essenzialmente attorno alla basilica di Santa Maria Maggiore (l'attuale duomo). Nel 1806, la frazione fu eretta a Comune e denominata Santa Maria Maggiore. Fu solo con l'unità d'Italia che la città assunse il nome attuale.

È riparata dal monte Tifata e si trova a poca distanza da una grande ansa del fiume Volturno. Il territorio è particolarmente fertile tanto che i Romani lo consideravano felix. Nel tempo alle attività agricole si sono affiancate molte industrie (ora in gran parte dismesse). Oltre al tribunale e ad altre istituzioni territoriali, vi sono presenti facoltà universitarie e attività commerciali. Lo stemma della città è di origine molto recente: risale al 1888. È di colore rosso, con una croce, sormontata da una corona, sotto la quale una fascia d'oro riporta le iniziali O.P.Q.C., sigla di Ordo Populus Que Campanus ("ordine e popolo campano" in latino).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Santa Maria Capua Vetere si colloca nella pianura Campana a sud del fiume Volturno e dei Monti Tifatini e ad nord dei Regi Lagni. E' in media a 36 m s.l.m. con picchi di 45 m s.l.m. e minimi di 14 m s.l.m..

Santa Maria è classificata come di sismicità media e non si registrano fenomeni sismici rillevanti negli ultimi decenni.

La temperatura a Santa Maria oscilla dai 3°C registrabili in gennaio ai anche 30°C registrabili in agosto. A gennaio si registrano temperature medie di 8°C mentre a luglio di 23°C. Le precipitazioni oscillano dai 136 mm di novembre ai 19 mm di luglio. Il tasso di umidità è invece in media del 74% mentre il vento oscilla nei massi tra i W 9 km/h e i W 16 km/h.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'arco di Adriano

Sul territorio cittadino sorgeva la antica Capua, chiamata altera Roma (l'altra Roma) da Cicerone nel I secolo a.C.. Le sue origini si devono probabilmente alla fusione di precedenti villaggi della cultura villanoviana. Fu in seguito città osca ed etrusca. Colpita dalle incursioni dei Vandali, venne distrutta nell'841 dai Saraceni. L'abitato moderno rinacque dal XII secolo a partire da tre casali sorti nei pressi delle basiliche cristiane di Santa Maria Maggiore o dei Surechi, di San Pietro in Corpo e di Sant'Erasmo in Capitolio.

La "Capua" antica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Capua (antica) e Anfiteatro campano.

L'estensione della città antica era stata fissata al perimetro delle mura ricostruito nel XX secolo dagli archeologi Heurgon e Beloch, mentre il ritrovamento di un complesso edilizio nell'ottobre del 2004 presso il macello comunale (antica masseria dei Vetta) ha rimesso in discussione il tracciato delle mura nel vecchio "fondo Tirone", confermando invece la descrizione fatta da Giacomo Rucca alla fine dell'Ottocento.

La Capua antica fu anche il luogo in cui ebbe origine la rivolta dei gladiatori capeggiati da Spartaco: vi esisteva infatti un'importante scuola dei gladiatori legata all'Anfiteatro campano.

L'anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere

La tradizione racconta che san Pietro, diretto a Roma e proveniente da Antiochia, dopo una sosta a Napoli sarebbe arrivato a Capua dove avrebbe consacrato come vescovo Prisco (identificato dalla tradizione agiografica come uno dei 72 discepoli di Cristo e, forse, padrone del cenacolo di Gerusalemme). San Prisco sarebbe poi stato martirizzato nel 64 d.C.

A Capua si svolse il concilio mariano del 392[2]. Sant'Ambrogio definì la città portum tranqullitatis ("porto di tranquillità").

In una notte dell'anno 787 Carlo Magno sarebbe rimasto nella chiesa di Santa Maria Maggiore, che aveva deciso di punire Arechi II principe di Benevento, colpevole di ribellione, che sarebbe stato salvato per intercessione del vescovo di Capua e dei vescovi delle vicine diocesi.

Nell'841 in seguito alla quasi totale distruzione della città da parte dei mercenari saraceni assoldati dal principe di Benevento Radelchi, la popolazione superstite si raccolse intorno alla chiesa di Santa Maria Maggiore, mentre la città di Capua venne rifondata nell'856 dai Longobardi sul sito dell'antica Casilinum.

Dal medioevo all'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Con il periodo angioino il casale di Santa Maria Maggiore cominciò ad acquistare una certa preminenza rispetto ad altri casali di Capua: vi nacque nel 1277 il re di Napoli Roberto, detto il Saggio e fu battezzato l'anno dopo nella chiesa di Santa Maria Maggiore.

Nel Settecento la città antica fu meta di viaggiatori e per la costruzione della vicina reggia di Caserta vi si stabilirono diverse famiglie nobili, dando luogo ad uno sviluppo economico e sociale.

Il 1º ottobre del 1860 si svolse alla porte della città la battaglia del Volturno tra Borbonici e garibaldini. Il sammaritano Errico Malatesta fu un esponente del pensiero anarchico.

Dal XX secolo ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Dal XX secolo in poi la cittadina è passata da un'economia agricola gestita da una borghesia agraria ad un'economia post-industriale. La cittadina si è estesa nell'arco degli anni prima verso nord (direzione Sant'Angelo in Formis) e quindi verso sud (direzione Aversa, principalmente nella zona di Sant'Andrea dei Lagni) e relativamente meno nella direzione est-ovest, contribuendo a rendere un'unica conurbazione il percorso Capua - Caserta, attraversato dall'antica via Appia (oggi ex strada statale 7), nonché dalla ferrovia Roma-Cassino-Napoli. Nei pressi corre l'autostrada A1 Milano-Napoli, accessibile tramite il nuovo casello di Santa Maria Capua Vetere, che è direttamente collegato con la statale della Reggia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Basilica di Santa Maria Maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Basilica di Santa Maria Maggiore (Santa Maria Capua Vetere).

E' il duomo della città. Fu edificata nel 432 da San Simmaco, vescovo di Capua e patrono di Santa Maria Capua Vetere. Simmaco dedicò la basilica alla Madonna dopo che il concilio di Efeso aveva proclamato Maria come Madre di Dio.

Altri luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo, nella frazione di Sant'Andrea dei Lagni
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Erasmo[3]
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo - Confraternita S. Maria del Suffragio
  • Chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo[4]
  • Chiesa parrocchiale di San Paolino Vescovo di Capua
  • Chiesa parrocchiale dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo[5]
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Agostino Vescovo

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Garibaldi[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Teatro Garibaldi (Santa Maria Capua Vetere).
Teatro Garibaldi

Il Teatro Garibaldi, opera di Antonio Curri, sito nel centro storico cittadino, è attualmente la sede di vari eventi teatrali. Per anni ha ospitato grandi compositori e artisti tanto da finire spesso agli onori della cronaca nazionale. La facciata, chiaramente ispirata all'Opera Garnier di Parigi, presenta le statue in gesso di Goldoni (a destra) e Alfieri (a sinistra) che simboleggiano la Commedia e la Tragedia e rendono tale struttura una delle più caratteristiche della città.

Palazzi e Torri[modifica | modifica wikitesto]

  • Ospizio di San Carlo (ex Palazzo Municipale)
  • Palazzo Auriemma
  • Palazzo Benucci
  • Palazzo Caporaso
  • Palazzo Cipullo
  • Palazzo Cortese
  • Palazzo Della Valle
  • Palazzo Dinacci
  • Palazzo Fossataro
  • Palazzo Matarazzi
  • Palazzo Mazzocchi
  • Palazzo Mellucci
  • Palazzo Melzi
  • Palazzo Morelli
  • Palazzo Paolella
  • Palazzo Ricciardi
  • Palazzo della Catena (ex Morelli Castiglione)
  • Palazzo Tagliacozzi
  • Palazzo Teti - Maffucci, fu costruito nel 1839, in pieno stile ottocentesco, come residenza per l'avvocato Filippo Teti per poi essere acquistato dalla famiglia Maffucci. Il Palazzo ha acquistato importanza storica da quando, nel 1860, vi alloggiò Giuseppe Garibaldi e in questa sede il 2 novembre fu firmata la resa dei Borboni come commemorato da una lapide affissa all'esterno del palazzo.
  • Torre di S. Erasmo
  • Palazzo Di Rienzo

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Ville, Piazze e Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Comunale, al cui centro si innalza il Monumento ai Garibaldini.
  • Piazza Mazzini, una delle piazze più antiche della città e dedicata a Giuseppe Mazzini. Si ritiene che nella zona da essa occupata si svolgesse, in epoca romana, il mercato dei profumi. E' stata nel 1647 sede della protesta cittadina a seguito dei moti partenopei. Più recentemente è stata sede della fiera settimanale cittadina mentre oggi è spesso sede di eventi. Tratto caratteristico della piazza è la fontana con quattro statue di leoni, da qui il nome anche di "Piazzetta dei Leoni".
  • Piazza Bovio, su cui si affiacciano gli storici edifici del Teatro Garibaldi e del Liceo classico Cneo Nevio.
  • Piazza Adriano, da cui si accede all'Anfiteatro campano.
  • Piazza Matteotti, da cui si accede alla Basilica di Santa Maria Maggiore
  • Piazza San Pietro
  • Corso Garibaldi, che prende il nome dal Teatro Garibaldi che si affaccia su di esso. Spacca il centro storico cittadino a metà e collega, in modo rettilineo, la Villa Comunale a Piazza Mazzini.

Monumenti e Sacrari[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento ai Garibaldini
  • Monumento al Milite Ignoto
  • Monumento ai fratelli De Simone
  • Monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale
  • Monumento ai caduti della Seconda Guerra Mondiale in Villa Comunale
  • Monumento al Gen. Enrico Fardella (anche detto "Colonna Fardella")
  • Sacrario caduti polacchi

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Capua (antica).
Tauroctonia affrescata nel mitreo sammaritano, II secolo d.C.
  • Anfiteatro campano
  • Anfiteatro repubblicano, fu costruito prima dell'anfiteatro campano intorno al 130-120 a.C. Ha una struttura a pianta ellittica e gradinate sostenute da muri a forma di cunei in opera cementizia. È uno dei più antichi anfiteatri d'Italia e a questo luogo è legata la figura di Spartaco
  • Arco di Adriano
  • Casa di Publio Confuleio Sabbione (Domus Confuleius), scoperta nel 1955, è composta da due ambienti sotterranei decorati da pavimenti con ornato geometrico e floreale. Nella seconda stanza vi è l'iscrizione recante il nome del proprietario della domus (Publio Confuleio Sabbione) e del suo architetto.
  • Castellum Aquae, si tratta di resti un'installazione idrica risalente al I secolo d.C. formata da un bacino per la raccolta e la decantazione dell'acqua trasportata dall'acquedotto che discendeva dal monte Tifata.
  • Criptoportico, un edificio con pianta a tre bracci del I secolo a.C. Limitava a Nord la piazza del Foro di Capua e sosteneva una terrazza artificiale sulla quale sorgeva probabilmente un tempio. È situato nell'ex Convento di San Francesco, attuale sede della Facoltà di Lettere e Filosofia.
  • Domus di Via Degli Orti, scavata parzialmente tra il 1970 e il 1973, era una delle dimore della classe dirigente locale. Presenta sui due lati di un giardino rettangolare una sala da banchetto estiva pavimentata con lastre di marmo di fronte alla quale si trova una fontana monumentale. Sui lati corti la terma privata e uno dei lati del porticato. Essa risale al I secolo d.C.
  • Fornace Etrusca, si tratta dei resti di una fornace per la produzione di materiale architettonico relativo alla copertura dei tetti. Essa risale al VI secolo a.C.
  • Mitreo
  • Officina dei Bronzi, scoperta nel 1992, installata sotto ambienti adibiti a deposito di botteghe, fu realizzata nel I secolo d.C. per realizzare piccoli oggetti di bronzo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[7] al 1º gennaio 2015 la popolazione straniera residente era di 1.453 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Tradizione e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Festa della Beata Vergine Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno il Simulacro dell'Assunta, Patrona della Città di Santa Maria, è onorato con solenni festeggiamenti a partire dal 4 agosto, giorno in cui, dopo il tradizionale "bacio del piede" da parte dei fedeli, viene esposto sull'Altare maggiore del Duomo. Segue nei giorni successivi il Novenario, culminante nelle solenni celebrazioni del 14 e 15 agosto. La processione del 14 agosto, che si svolge consuetudinariamente attraverso la Via Mazzocchi e il rettangolo di Piazza Mazzini, ritorna poi in Piazza Matteotti, dove prima del solenne rientro in chiesa, si tiene il famoso spettacolo pirotecnico dell"incendio del campanile". I festeggiamenti si concludono il 22 agosto, ottava dell'Assunzione, con la reposizione del simulacro nella propria cappella.

Istituzioni ed enti[modifica | modifica wikitesto]

Santa Maria Capua Vetere è sede di uffici giudiziari dal 1808, anno in cui Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, fissa in questa città la sede del Tribunale di prima istanza e del tribunale criminale. Attualmente ospita gli uffici del Tribunale Ordinario di Santa Maria Capua Vetere sia come Tribunale Penale sito in Piazza della Resistenza sia come Tribunale Civile situato in Via Carlo Santagata. Il Tribunale civile è situato in un normale appartamento per uso abitativo.

Santa Maria è anche attualmente sede dell'Ospedale San Giuseppe e Melorio.

E' stata per molti anni sede di una caserma militare sita in via Mario Fiore. Oggi ospita il Penitenziario Militare dedicato al Tenente Ezio Andolfato.

Cultura e istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Santa Maria Capua Vetere è sede di tre biblioteche:

  • Biblioteca Comunale, sita sul Corso Garibaldi e che contiene anche l'archivio dei documenti storici comunali.
  • Biblioteca del Tribunale
  • Biblioteca della Seconda Università degli Studi di Napoli

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Santa Maria Capua Vetere è sede di quattro scuole dell'infanzia, di cinque scuole primarie, di una scuola media, di cinque istituti comprensivi, di un liceo artistico, un liceo linguistico, due licei scientifici, un liceo della comunicazione, due istituti tecnici e un istituto professionale. Il liceo più antico della città è il Liceo classico Cneo Nevio istituito nel 1865 ed oggi accorpato al liceo scientifico Amaldi.

Università[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede nella città due dei 19 dipartimenti universitari dell'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli":[8]

  • Lettere e beni culturali DiLBEC – ubicato nel monastero di San Francesco di Paola. Agli inizi del Seicento la struttura venne occupata dai frati ordine dei Minimi, fino a quando, nel 1738 vennero alloggiati i soldati del reggimento Borbonico di Rosciglione. Dopo il regio Decreto del 6 febbraio del 1807 il monastero venne destinato a carcere.
  • Giurisprudenza – Ha sede nel centro storico, a Palazzo Melzi, fatto ristrutturare dall'Arcivescovo Camillo Melzi nel Seicento per servire come sede della Mensa Arcivescovile. Nel 1808 divenne sede dei Tribunali, funzione che impose una ristrutturazione dell'edificio eseguita dall'ingegnere Pietro Tramunto. Da allora seguirono altri numerosi interventi di ristrutturazione fino al 1924.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

L'Anfiteatro d'Oro[modifica | modifica wikitesto]

Nato come Luglio Canoro 63 svolto in Piazza Mercato, è una manifestazione canora svoltasi tra il 1963 e il 1969 che assunse nella sua breve vita anche una fama di certa rillevanza sia locale che nazionale. Nel 1964 assunse la denominazione "L'Anfiteatro d'Oro" e come sede il Teatro Garibaldi. Negli anni si sono succeduti vari artisti di fama internazionale sia cantanti (nel 1963 Carla Boni, Nino Taranto e Gino Latilla, nel 1964 Trio Spaccanapoli, De Giglio e Nazzari, nel 1965 Alighiero Noschese, Nini Rosso e Gaby Squillante, nel 1967 Antonella Steni, Elio Pandolfi, Franco Rosi, Lucia Valeri, Germana Caroli, Giovanni Fenati e Mario Abbate, nel 1968 Luiselle, Cochi Mazzetti, Peppina Gagliardi, Ricchi e Poveri, Mario Merola, The Showman, Carla De Nicola, Mino Reitano, Sergio Leonardi e Dean Read e nel 1969 Betty Curtis, Enrico Simonetti, Mario Tessuto, Dori Ghezzi, Mario Del Monaco, Peppino Gagliardi, Peppino Di Caprio, Lolita, Nino Fiore, France Galles, Fabbian, I Rochers, I Miositis, Rosalba Orefice e Lucia Valeri) sia maestri d'orchestra (Aterano, Avitabile, Iglio, Tronco, Pasta, Quaglieri e Tornatore) sia presentatori (Pino Cuomo, Alfredo Girardi, Pippo Baudo, Corrado Mantoni, Daniele Piombi, Gaby Squillante e Enzo Berri).

La manifestazione, sempre presieduta sin dal suo esordio nel 1963 da Antonietta Volpe, ebbe un risalto anche nazionale al punto che la stessa RAI riprese e trasmise in visione nazionale la quarta e quinta edizione. Dopo la quinta edizione la manifestazione cessò le attività. Si ricorda un tentativo di riedizione nel 1978 ma la manifestazione non ebbe più il risalto originario.

BiCittà[modifica | modifica wikitesto]

BiCittà è una manifestazione ciclistica dilettantistica che si svolge tra i mesi di giugno-settembre ogni giovedì sera a Santa Maria Capua Vetere realizzata dall'Associazione "Ciochevedoincitta SMCV" con l'approvazione dell'amministrazione comunale e il supporto della Polizia Municipale e della Protezione Civile. Il programma della manifestazione prevede la partenza da Piazza Bovio, un percorso che tocca i principali quartieri della città e l'arrivo nella Villa Comunale. La manifestazione ha riscosso notevole successo (circa 1700 persone è il record attuale di partecipanti) diventando, in breve tempo, una delle manifestazioni ciclistiche dilettantistiche più importanti della provincia di Caserta.[9] Notevole è anche il suo impegno nel campo della legalità, infatti il 19 luglio 2012, in occasione della ventesimo anniversario della strage di via D'Amelio a Palermo, la manifestazione ha omaggiato la memoria delle vittime della mafia, ricevendo anche una lettera di ringraziamento dal presidente del consiglio comunale di Palermo, Salvatore Orlando.[10] La manifestazione è stata sospesa a partire dal 2014.

Persone legate a Santa Maria Capua Vetere[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Santa Maria Capua Vetere.

La città è collegata tramite la stazione dei treni alla linea ferroviaria Roma-Napoli via Cassino e alla ferrovia Alifana.

Il 15 dicembre 2008 è stato inoltre inaugurato il nuovo casello autostradale di Santa Maria Capua Vetere sulla A1, i cui lavori iniziarono nel 2005, che consente poi di immettersi sulla strada statale 700 della Reggia di Caserta.[11]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei sindaci da quando è presente l'elezione diretta del sindaco da parte dei cittadini (cioè 1997):

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
16 novembre 1997 26 maggio 2002 Vincenzo Iodice L'Ulivo Sindaco [12]
26 maggio 2002 27 maggio 2007 Vincenzo Iodice L'Ulivo Sindaco [13]
27 maggio 2007 30 dicembre 2010 Giancarlo Giudicianni La Margherita
Partito Democratico
Sindaco [14][15]
30 dicembre 2010 15 maggio 2011 Luigi Pizzi Commissario prefettizio
15 maggio 2011 2 dicembre 2015 Biagio Maria Di Muro Coalizione di liste civiche Sindaco [16][17]
2 dicembre 2015 5 giugno 2016 Michele Campanaro Commissario prefettizio [18]
5 giugno 2016 in carica Antonio Mirra Lista civica di centrosinistra Sindaco [19]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

A.S.D. Gladiator 1924[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio della città si chiama Gladiator in reminiscenza dei passati fasti degli Ozi di Capua, del locale Anfiteatro campano e della Scuola dei Gladiatori. La formazione nerazzurra, dopo diversi anni nell'anonimato, conquista il campionato di Eccellenza nel 2000-01 e nella stagione seguente vince il girone G di serie D, ottenendo così una storica promozione in serie C2, a distanza di 16 anni (L'ultima apparizione in C2 fu nell'84-85). Anche nell'annata 2002-03 i sammaritani disputano un eccellente torneo, classificandosi al settimo posto.

Nell'agosto 2003 il club non si iscrive alla serie C2 e riparte dal campionato di Promozione. Attualmente milita nel girone I di Serie D.

Pallanuoto[modifica | modifica wikitesto]

A.S.D. Volturno Sporting Club[modifica | modifica wikitesto]

A Santa Maria Capua Vetere ha sede l'A.S.D. Volturno Sporting Club, società di grandi tradizioni nella pallanuoto italiana ed europea. La squadra femminile ha nel palmarès ben 7 campionati nazionali e milita tuttora in serie A1 con un ruolo di primo piano, fornendo alla nazionale diverse giocatrici, tra cui spicca il centroboa di origini ungheresi Erzsebet Valkai. La squadra maschile è attualmente in serie B, ma in passato ha militato molti anni nel massima serie conquistando una finale scudetto nel 1993-94, persa contro il Circolo Nautico Posillipo. Ha fornito anch'essa numerosi giocatori alla nazionale, tra cui Fabio Bencivenga, Francesco Attolico, Massimiliano Ferretti, Paolo Trapanese, Alessandro Bovo, Amedeo Pomilio.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Rugby Clan Santa Maria Capua Vetere[modifica | modifica wikitesto]

Società sportiva fondata nel 1993. Dalla fondazione lo scopo sociale è stato di propagandare la disciplina del rugby e i suoi valori, di avviare un proselitismo nelle scuole e sul territorio, creando un vivaio. In questo ventennio numerosi atleti di S.Maria C.V. hanno vestito la maglia azzurra della nazionale italiana, sia la maggiore che le varie categorie giovanili. Tra i rugbisti cresciuti nel vivaio del club che hanno giocato nelle nazionali di categoria giovanili figurano Antonio Maio, Claudio Russo, ed il pilone Salvatore Perugini, internazionale per l'Italia e dal 2010 agli Aironi, dopo aver militato anche nel Tolosa e nel Bayonne.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

La 5ª tappa del Giro d'Italia 1988 si è conclusa a Santa Maria Capua Vetere con la vittoria di Guido Bontempi. Viene ricordata per una cruenta caduta generale presso l'Arco di Adriano che vide coinvolti, tra gli altri, il campione francese Laurent Fignon.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Rucca, Descrizione di tutti i monumenti di Capua antica, 1990.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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