Valle di Maddaloni
| Valle di Maddaloni comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Buzzo Francesco (lista civica Cambiamo Valle) dall'11-6-2017 (2º mandato dal 12-6-2022) |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°04′44″N 14°24′53″E |
| Altitudine | 156 m s.l.m. |
| Superficie | 10,9 km² |
| Abitanti | 2 572[1] (28-2-2026) |
| Densità | 235,96 ab./km² |
| Frazioni | Ponti della Valle, Suppa |
| Comuni confinanti | Caserta, Cervino, Durazzano (BN), Maddaloni, Sant'Agata de' Goti (BN) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 81020 |
| Prefisso | 0823 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 061097 |
| Cod. catastale | L591 |
| Targa | CE |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media)[2] |
| Cl. climatica | zona C, 1 399 GG[3] |
| Nome abitanti | vallesi |
| Patrono | san Pancrazio martire |
| Giorno festivo | 12 maggio |
| PIL procapite | (nominale) 15 296 €[4] |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Valle di Maddaloni è un comune italiano di 2 572 abitanti[1] della provincia di Caserta in Campania.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Il comune di Valle di Maddaloni sorge in una valle naturale posta tra le pendici occidentali del massiccio del Taburno Camposauro e le propaggini orientali dei Monti Tifatini. Il centro abitato è situato a un'altitudine media di 156 m s.l.m. e il territorio comunale è caratterizzato da un'alternanza di zone pianeggianti, dedicate all'agricoltura, e aree collinari ricoperte da uliveti e macchia mediterranea.[5]
La posizione geografica del comune è di particolare rilievo strategico, in quanto segna il confine orientale della provincia di Caserta con la provincia di Benevento, confinando direttamente con il territorio comunale di Sant'Agata de' Goti.
La conformazione del suolo è prevalentemente calcarea nelle zone alte, con depositi alluvionali e vulcanici nelle aree di valle, che rendono il terreno particolarmente fertile per la frutticoltura.[6]
Idrografia
[modifica | modifica wikitesto]L'idrografia superficiale è composta principalmente da canali di scolo e piccoli corsi d'acqua a regime torrentizio che raccolgono le acque piovane dai rilievi circostanti, defluendo verso la pianura sottostante.
Clima
[modifica | modifica wikitesto]Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati calde. La posizione a conca può favorire fenomeni di inversione termica invernale nella parte bassa della valle.[7]
- Classificazione sismica: zona 2 (sismicità media).[8]
- Classificazione climatica: zona C, 1084 GG.
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]Il nome ha una chiara origine: deriva dal latino vallis valle. La specifica Maddaloni identifica la zona.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Non è nota l’epoca di fondazione di Valle di Maddaloni, ma la sua nascita sembra legata strettamente alla presenza di un castello edificato su un'altura poco distante dal nucleo abitativo originario in epoca alto medievale. Il castello dovette sopportare le scorrerie dei Goti, dei Vandali e dei Saraceni. Il tessuto abitativo del paese presenta perciò la tipica conformazione degli insediamenti medievali, con un percorso principale, l'odierno corso Umberto I, e delle piccole diramazioni collaterali.[9]
La storia di Valle ruota per tutto il medioevo attorno alle sorti del castello che a partire dal 1300 e fino al 1500, fu oggetto di passaggi ereditari o "forzati" tra varie dinastie, tra le quali la famiglia catalana dei "de La Rath" e la stirpe francese degli Artois.
Alle soglie del XIV sec, il castello ebbe diversi dominatori: passò dalle mani di Onorato I Caetani di nuovo a quelle dei Della Ratta e precisamente da Giovanni, a Francesco a Caterina.
Sotto il governo spagnolo, Ferdinando il Cattolico confermò a Caterina il possesso dei territori di Valle, Caserta, Limatola, Dugenta e Sant'Agata de' Goti.
Nel 1509 Caterina sposò Andrea Matteo Acquaviva, duca d’Atri. In queste complesse vicende di successione, si inserisce la notizia della vendita, nel 1470, del Feudo di Valle da parte di Francesco III della Ratta ad un suo omonimo per la somma irrisoria di 1500 ducati, al punto da far pensare più ad una donazione che ad una compravendita. Francesco godette per 23 anni del feudo, fino a quando tra lasciti, confische, riscatti e vendite, passò da un Andrada agli Acquaviva (1544), da costoro ai Gaetani Sermoneta (1635) ed infine a Carlo III di Borbone nel 1753.
Tra queste vicende la popolazione vallese tra il XVI ed il XVII sec. passò da 3090 anime (1620) a meno di 500 a causa di una grave pestilenza. L’acquisto da parte di Carlo di Borbone della Terra di Vallata di Maddaloni è strettamente correlato alla costruzione del Palazzo Reale nella città di Caserta. Motivo principale fu la necessità di rifornire il sito reale e la stessa Caserta di abbondanti quantità d’acqua che sarebbe dovuta passare in gran parte per il Feudo di Valle; ciò portò alla costruzione del maestoso Acquedotto Carolino. I lavori dei “Ponti” iniziarono nel 1752 e vennero portati a termine nel 1759. L'inaugurazione ebbe luogo nel 1760, cui seguì quella dell’acquedotto nel 1764. In età borbonica, la popolazione lievitò a circa 700 abitanti.
Nei secoli XIX e XX, grazie al governo borbonico ed alle abbondanti derrate alimentari prodotte da una popolazione quasi del tutto dedita all’agricoltura, la densità degli abitanti salì da 800 anime a quasi 1200 nel 1840. Il 1º ottobre 1860 fu combattuta la famosa battaglia del Volturno presso i Ponti della Valle, tra le truppe garibaldine, guidate da Nino Bixio, e l'esercito borbonico[10]. Fu proprio grazie ad essa che l'esercito garibaldino evitò l'accerchiamento delle truppe borboniche e la disfatta finale.[11]
Oggi, a ricordo di questa battaglia, sorge, nelle immediate vicinanze dei Ponti di Valle, un monumento ossario in memoria di quanti diedero la vita per la conquista dell'Unità d’Italia.[12]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma attuale è composto da uno scudo sannitico, obbligatoriamente adottato per gli Enti, cioè composto da uno scudo rettangolare con angoli inferiori arrotondati. Tale elemento deve mantenere una proporzione di sette moduli di larghezza e nove moduli di altezza, nella cui area, detta campo, avvengono le varie suddivisioni.

Lo stemma di Valle di Maddaloni è troncato, ossia suddiviso in due registri orizzontali, tale tipologia di suddivisione appare per la prima volta, tra gli stemmi e gonfaloni, nel XIV sec. Nel registro superiore è raffigurata l'Annunciazione, con a sinistra (destra araldica) l'arcangelo Gabriele con in mano un giglio bianco e a destra (sinistra araldica), in genuflessione, la Beata Vergine Maria. Fa da sfondo, a tale campo, una campitura verde, indice di vittoria, onore e abbondanza. Nel registro inferiore, invece, è presente un castello in muratura a tre torri, cinque finestre ed una porta centrale, simbolo di nobiltà e potestà feudale, il tutto su di una campitura blu, simbolo di gloria virtù e fermezza. Ai lati di detto castello è presente la scritta "Valle", che per ragioni di equilibrio è stata suddivisa per entrambi i lati.
Il gonfalone, rispetta in pieno le caratteristiche dettate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, è cioè costituito da una drappo rettangolare di cm 90 × 180, il campo interno deve essere riempito da uno o più colori degli smalti, nel nostro caso specifico risulta di colore rosso porpora, indice di vittoria e pace. Il drappo è sospeso, tramite un bilico mobile, ad un'asta con bullette poste a spirale e terminante con una punta di freccia. Di forma rettangolare terminante in basso a punta, presenta l'iscrizione centrata, ossia convessa verso l'alto, COMUNE mentre nella riga sottostante DI. L'iscrizione sovrasta una corona turrita composta da un cerchio d'oro aperto, nella quale cortina sono presenti due cordonate, con otto posterle ciascuna, di cui solo cinque visibili per piano, il tutto terminante con otto torri, di cui solo cinque visibili, riunite tra loro da una cortina muraria, il tutto in color oro e nero. Segue in basso lo stemma del Comune, che sovrasta due racemi, uno di alloro e uno di quercia, legati tra loro in basso a centro da un nastro a coccarda. In basso si chiude il tutto con l'iscrizione convessa verso il basso, VALLE DI MADDALONI. La scritta, come vuole il decreto, si presenta con lettere maiuscole romane posta al di sotto dello scudo. Il gonfalone termina con una frangia dorata.[13]
Monumenti e luoghi di interesse
[modifica | modifica wikitesto]Acquedotto Carolino
[modifica | modifica wikitesto]| Palazzo Reale di Caserta con il Parco, Acquedotto di Vanvitelli e complesso di San Leucio | |
|---|---|
| Tipo | Culturali |
| Criterio | (i) (ii) (iii) (iv) |
| Pericolo | Non in pericolo |
| Riconosciuto dal | 1997 |
| Scheda UNESCO | (EN) 18th-Century Royal Palace at Caserta with the Park, the Aqueduct of Vanvitelli and the San Leucio Complex (FR) Scheda |
Nel comune di Valle di Maddaloni si trovano i Ponti della Valle, l'acquedotto Carolino costruito da Luigi Vanvitelli per portare l'acqua dalle fonti del Monte Taburno fino alla Reggia di Caserta e inserito nella lista dei patrimoni dell'umanità dall'UNESCO. L'opera ha richiesto 16 anni di lavori e il supporto dei più stimati studiosi e matematici del regno di Napoli, destando, per l'intero tempo di realizzazione, l'attenzione da parte dell'Europa intera, tanto da essere riconosciuta come una delle opere di maggiore interesse architettonico e ingegneristico del XVIII secolo. L'acquedotto compare nel film Viva l'Italia (1961) diretto da Roberto Rossellini, tra gli sfondi delle vicende della storica spedizione dei Mille.
Monumento Ossario ai Caduti garibaldini
[modifica | modifica wikitesto]Autore del progetto, per la parte architettonica fu l'ingegner Carmelo Destino, mentre lo scultore Enrico Mossuti realizzò la statua bronzea raffigurante la vittoria alata e gli altorilievi in pietra con il ritratto dei protagonisti dell'epopea garibaldina. La costruzione fu realizzata da Giuseppe Cozzolino. Il monumento si eleva per circa 19 metri con un obelisco di forma triangolare in cima al quale è posta la stella d'Italia.
Acquedotto medievale
[modifica | modifica wikitesto]Non è ancora nota l'epoca di costruzione della struttura, risale molto probabilmente all'epoca medievale, grazie anche alla presenza del castello sul borgo.[14] Attualmente l'acquedotto non è accessibile, ma è possibile visitarlo su richiesta. È situato in linea d'aria con il Carolino, patrimonio dell'UNESCO.

Castello Carlo I
[modifica | modifica wikitesto]Edificato presumibilmente intorno all'XI secolo su resti più antichi, posseduto da Carlo I d'Angiò che nel 1269 lo donò agli Artois. All'interno del Castello, come si legge in un inventario redatto nel 1544 dal Notaio Ferdinando Rossi, regio commissario inviato a Valle dal viceré don Pietro di Toledo, vi era una chiesa sotto il titolo di "S. Maria del Castello" di diritto patronato del feudatario, formata di un pingue beneficio de jure.
Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa di San Pietro Apostolo, le prime notizie risalgono al 1308, riportate in Rationes Decimarum Italiae ed è indicata come Monasterium S. Petri de Valle e, successivamente, nel 1325, In Castro Vallis.
- Chiesa della Santissima Annunziata, la chiesa "senza carta di fondazione", può essere datata agli inizi del XVI secolo. Nel 1514 fra Giovanni d'Aloysiis, in una visita pastorale, annota che la chiesa è curata da due cappellani e menziona anche l’esistenza di un hospitalis e ben sette cappelle (altari) una delle quali consacrata alla Beata Vergine dell’Annunziata.
- Chiesa di Santa Maria delle Grazie, della Chiesa di S. Maria delle Grazie (Madonna delle Grazie), indicata come "Rurale Laicale", anno 1807, non si hanno notizie sull’anno di fondazione. Di stile rustico semplice nel corso degli anni fu abbellita con affreschi, stucchi e bassorilievi di grandi effetti.
- Chiesa di San Rocco, indicata nel 1753 e 1807 come "Cappella Rurale Laicale", amministrata dalla Congrega di Carità di A.G.P. di Valle, priva di sepoltura e di carta di fondazione.
- Chiesa di San Pancrazio, non essendo possibile effettuare una datazione precisa sull'anno di fondazione della chiesa di San Pancrazio per mancanza di fonti, viene assunta come mera data formale quella dell’XI secolo. Nel 1753 la chiesa risulta custodita da un eremita, in pessime condizioni edilizie e quasi crollante. Per tale motivo fu interdetta al culto. Dopo la morte dell’eremita la chiesa, abbandonata, fu oggetto di saccheggi di viandanti.

Altri monumenti e luoghi di interesse
[modifica | modifica wikitesto]- Via Francigena del Sud, antico tracciato della Via Francigena che attraversa tutta la Valle di Maddaloni.
- Tracciato dell'Acquedotto Carolino, strada panoramica e di trekking, che attraversa tutto il Monte Longano. Continua attraversando il territorio di Sant'Agata de' Goti, per poi terminare tra i comuni di Moiano e Bucciano sul "Ponte Nuovo" (detto di "Carlo III").[15]
- Strada Panoramica a monte dell'abitato che si snoda tra via Cossa e via Castello.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[16]

L'età media è di 41,6 anni. Il tasso di natalità è del 8,4%.[17]
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Istruzione
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale ospita i plessi dell'infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado facenti capo all'Istituto Comprensivo "Maddaloni 2 - Valle di Maddaloni - Cervino".[18] La biblioteca comunale rappresenta il principale presidio per la promozione culturale e la consultazione bibliografica a livello locale.
Eventi
[modifica | modifica wikitesto]- Festa della Mela Annurca: Organizzata annualmente dalla Pro Loco "Valle", è l'evento identitario più rilevante del comune. Giunta alla sua trentunesima edizione nel 2025, la manifestazione celebra la "Regina delle mele" (Mela Annurca Campana IGP) con percorsi gastronomici, mostre pomologiche e laboratori didattici volti a preservare le tecniche di coltivazione tradizionale.[19]
- Riti della Settimana Santa: La comunità partecipa attivamente alle celebrazioni religiose storiche, coordinate dalla parrocchia di San Pietro Apostolo, appartenente alla diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti.[20]
Cucina
[modifica | modifica wikitesto]La gastronomia vallese è incentrata sulla mela annurca, utilizzata sia al naturale sia come base per la pasticceria locale e la produzione del "nurchetto", un liquore artigianale tipico. La cucina mantiene una forte impronta contadina, valorizzando l'olio extravergine d'oliva delle colline locali e le ricette a base di legumi e carni del territorio.[21]
Media
[modifica | modifica wikitesto]Il suggestivo scenario dei Ponti della Valle (Patrimonio UNESCO) ha reso il territorio una location d'elezione per documentari storici e produzioni cinematografiche. Tra queste si ricorda il film Viva l'Italia (1961) di Roberto Rossellini, in cui l'Acquedotto Carolino fa da sfondo alle rievocazioni della spedizione dei Mille.[22]
Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]Urbanistica
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso dei decenni è stato effettuato un adeguamento antisismico del sistema viario e urbanistico, a partire dalla Casa comunale fino ad arrivare ai giorni nostri con il resto delle costruzioni comunali.
Frazioni e località
[modifica | modifica wikitesto]Sul territorio sono presenti 4 località e 2 frazioni:
Località di Oschito
[modifica | modifica wikitesto]La località di Oschito è prevalentemente composta da fabbriche, è situata nella parte sud del paese e conta circa 20 abitanti.[23]
Località di Campanariello
[modifica | modifica wikitesto]La frazione o località di Campanariello sorge a 145 metri sul livello del mare, alle falde del Monte Longano. Nella frazione o località di Campanariello risiedono 15 abitanti.[24]
Località (Via) Bagnoli e Variante Sannitica
[modifica | modifica wikitesto]Via Bagnoli e Variante Sannitica sono due punti di passaggio cruciali. Situati lungo la Sannitica e la Strada Provinciale verso Sant'Agata de' Goti[25], servono principalmente come snodi per il traffico locale e regionale. Non ci sono dati sulla popolazione residente, ma la loro posizione strategica le rende utili per esplorare le attrazioni vicine.
Frazioni Ponti della Valle e Suppa
[modifica | modifica wikitesto]Ponti della Valle e Suppa sono due frazioni agricole situate ai piedi del Monte Calvi, lungo l'arteria principale dei Ponti della Valle. Immersi in un paesaggio rurale, offrono punti di interesse come l'Acquedotto Carolino e sentieri panoramici sul monte[26].
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Agricoltura
[modifica | modifica wikitesto]
Il comune è un importante centro agricolo e industriale (lavorazione della mela annurca e materiali da costruzione).
Fa parte della: Regione Agraria n. 5 – Colline di Caserta.
Industria
[modifica | modifica wikitesto]Molto sviluppata dal punto di vista commerciale e imprenditoriale vantando un gran numero di negozi e imprese private.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Strade
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale è interessato da alcune direttrici stradali di rilievo regionale:
- Strada statale 265 dei Ponti della Valle: attraversa l'abitato collegando Maddaloni Est con l'area telesina. Nel territorio comunale si innesta anche la SS 265 var di Fondo Valle Isclero, che permette il collegamento rapido verso Sant'Agata de' Goti e la provincia di Benevento.
- Strada provinciale 116 Sannitica: (già parte della ex SS 265), funge da collegamento storico e locale per il centro abitato.
- Strada provinciale 314: arteria che collega il tessuto centrale del paese con l'area dei Ponti della Valle e l'Acquedotto Carolino, facilitando l'accesso al sito monumentale.
Ferrovie
[modifica | modifica wikitesto]La rete ferroviaria locale ha subito una profonda trasformazione tra il 2025 e il 2026, legata ai lavori del raddoppio e della velocizzazione della linea Caserta-Foggia:
- Nuova stazione di Valle di Maddaloni: Situata sulla variante di percorso della linea AV/AC, la nuova infrastruttura è stata inaugurata nel febbraio 2026.[28] Sebbene l'opera sia stata completata, il servizio ferroviario è in fase di attivazione; i collegamenti sono temporaneamente garantiti da un servizio di bus sostitutivi operati da Trenitalia.[29]
- Dismissioni: La storica stazione di Valle di Maddaloni, situata sul tracciato originario a binario unico (tratta Caserta-Frasso Telesino), è stata ufficialmente soppressa il 15 settembre 2025 con la contestuale dismissione del vecchio sedime ferroviario[30].
Mobilità urbana
[modifica | modifica wikitesto]I trasporti interurbani di superficie sono gestiti dalle società AIR Campania e Damiano Autolinee e Trasporti (TPL), che assicurano i collegamenti quotidiani con Caserta, Maddaloni e i comuni della Valle Telesina.
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Attività sportive
[modifica | modifica wikitesto]Lo sport a Valle di Maddaloni è legato principalmente al calcio dilettantistico e alle attività di base. Il comune è stato rappresentato negli anni da diverse realtà associative che hanno preso parte ai campionati regionali della FIGC.
Il territorio, caratterizzato dalla presenza dell'imponente Acquedotto Carolino, è una meta rinomata per il ciclismo sia amatoriale che professionistico. La strada che attraversa i "Ponti della Valle" è un passaggio storico per diverse edizioni del Giro d'Italia, venendo spesso inserita come Gran Premio della Montagna o traguardo volante per il suo particolare profilo altimetrico e scenografico.[31]
L'area collinare circostante si presta inoltre alla pratica di attività outdoor come il trekking e il cicloturismo, grazie ai sentieri che collegano la valle con i rilievi del massiccio del Taburno-Camposauro.[32]
Impianti sportivi
[modifica | modifica wikitesto]- Campo sportivo comunale: È la principale struttura sportiva del centro, dotata di un campo da calcio regolamentare utilizzato per le attività agonistiche locali e per la scuola calcio.
- Aree attrezzate: Nel tessuto urbano e nelle zone adiacenti ai monumenti sono presenti spazi per lo sport all'aperto e attività ricreative.[33]
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]L'attuale sindaco della Valle di Maddaloni è Francesco Buzzo, eletto dalla lista civica "Cambiamo Valle" del 2017. Rieletto per il secondo mandato dalla lista civica “Siamo Valle” nel 2022.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1988 | 1992 | Giuseppe Pascarella | Lista civica | Sindaco | |
| 1992 | 1993 | Stefano Italiano | commissario | ||
| 1993 | 1997 | Aniello Sacco | Partito Popolare Italiano | Sindaco | |
| 1997 | 2002 | Aniello Sacco | Centro Cristiano Democratico | Sindaco | |
| 2002 | 2005 | Alberto Della Peruta | Lista civica | Sindaco | |
| 2005 | 2006 | Stefano Italiano | commissario | ||
| 2006 | 2009 | Gioacchino Mennone | Lista civica | Sindaco | |
| 2010 | 2010 | Immacolata Delle Curti | commissario | ||
| 2010 | 2012 | Luigi Coscia | Lista civica | Sindaco | |
| 2012 | 2012 | Daniela Chemi | commissario | ||
| 2012 | 2017 | Giovanni Pascarella | Lista civica | Sindaco | |
| 2017 | in carica | Francesco Buzzo | Lista civica | Sindaco | [34] |
Gemellaggi
[modifica | modifica wikitesto]
Calatafimi Segesta, dal 1984
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ Lajatico è il Comune più ricco d'Italia. La mappa dei redditi degli italiani pre-pandemia, in Il Sole 24 Ore, 27 maggio 2021.
- ↑ Valle di Maddaloni: altitudine e dati geografici, su Tuttitalia.it. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ Note illustrative della Carta Geologica d'Italia - Foglio 430 Caserta, su ISPRA. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ Classificazione climatica di Valle di Maddaloni, su Confine.it. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ Classificazione sismica dei comuni italiani, su Dipartimento della Protezione Civile. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ Percorso storico, su goo.gl.
- ↑ Battaglia del Volturno, su xoomer.virgilio.it.
- ↑ Cenni storici, su Comune di Valle di Maddaloni. URL consultato il 23 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2021).
- ↑ Monumento ossario ai Garibaldini, su comune.valledimaddaloni.ce.it.
- ↑ Stemma e Gonfalone, su Comune di Valle di Maddaloni. URL consultato il 27 marzo 2026.
- ↑ ULTIMI REPERITI STORICI TROVATI NEL NOSTRO COMUNE DELLA VALLE DI MADDALONI🏺, su instagram.com. URL consultato il 9 aprile 2026.
- ↑ Ponte Nuovo di Moiano, su comune.moiano.bn.it. URL consultato il 13 marzo 2022.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Statistiche Valle di Maddaloni, su Comuni-Italiani.it. URL consultato il 10 dicembre 2022.
- ↑ L'Istituto e i suoi plessi, su I.C. Maddaloni 2-Valle-Cervino. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ Festa della Mela - Edizione 2025, su Pro Loco Valle di Maddaloni. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ Diocesi di Cerreto Sannita - Telese - S. Agata de' Goti, su Sito Ufficiale della Diocesi. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ Prodotti Tradizionali: Mela Annurca Campana, su Regione Campania - Assessorato Agricoltura. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ (EN) 18th-Century Royal Palace at Caserta with the Park, the Aqueduct of Vanvitelli, and the San Leucio Complex, su UNESCO World Heritage Centre. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ Vedere mappa, su openstreetmap.org.
- ↑ Informazione della località, su italia.indettaglio.it.
- ↑ Vedere la mappa di sopra per la fonte ufficiale.
- ↑ Territorio, su comune.valledimaddaloni.ce.it.
- ↑ Mela annurca, su agricoltura.regione.campania.it.
- ↑ Valle di Maddaloni, nuova stazione ferroviaria e mercato settimanale spostato: il paese si ridisegna attorno all'alta velocità, in Caserta Web, 4 febbraio 2026.
- ↑ Lavori di potenziamento sulla linea Napoli-Cancello-Caserta-Foggia: Modifiche alla circolazione dei treni, RFI, 15 gennaio 2026.
- ↑ Caserta-Frasso Dugenta, cala il sipario sulla storica tratta ferroviaria: addio a 157 anni di servizio, in Caserta Web, 15 settembre 2025.
- ↑ Archivio Storico Giro d'Italia, su La Gazzetta dello Sport. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ Turismo e territorio in Provincia di Caserta, su Provincia di Caserta. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ Sport e Tempo Libero, su Comune di Valle di Maddaloni. URL consultato il 23 marzo 2026.
- ↑ 2º mandato dal 12 Giugno 2022
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Aristide Peli, Valle di Maddaloni medievale: nella storia del Regno di Napoli, 1998.
- Diego Bagnoli, Valle alla ricerca delle nostre radici alle soglie del Terzo Millennio, 1999.
- Antonello Nave, Enrico Mossuti. Uno scultore per i garibaldini del Volturno, in «Camicia Rossa», XL, 2, maggio-ottobre 2020, pp. 12–13.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla Valle di Maddaloni
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.valledimaddaloni.ce.it.
- Valle di Maddalóni, su sapere.it, De Agostini.


