Liberi (Italia)

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Liberi
comune
Liberi – Stemma Liberi – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
SindacoAntonio Diana (lista civica) dal 12-6-2007
Territorio
Coordinate41°13′N 14°17′E / 41.216667°N 14.283333°E41.216667; 14.283333 (Liberi)Coordinate: 41°13′N 14°17′E / 41.216667°N 14.283333°E41.216667; 14.283333 (Liberi)
Altitudine470 m s.l.m.
Superficie17,59 km²
Abitanti1 135[1] (1-01-2018)
Densità64,53 ab./km²
FrazioniCese, Merangeli, Profeti, San Pietro, Veccia, Villa
Comuni confinantiAlvignano, Caiazzo, Castel di Sasso, Dragoni, Pontelatone, Roccaromana
Altre informazioni
Cod. postale81040
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061045
Cod. catastaleE570
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiliberini
PatronoSant'Alfonso
Giorno festivo1 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Liberi
Liberi
Liberi – Mappa
Posizione del comune di Liberi nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Liberi (originariamente denominato Villa Schiavi) è un comune italiano di 1135 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

È sito ai piedi del Monte Melito, una delle punte della catena dei Monti Trebulani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Liberi è l'antica Villa Sclavia, poi Villa Schiavi, borgo alle dipendenze dell'Abbazia benedettina di San Salvatore Telesino. Tale denominazione deriverebbe dagli sclavi o schiavoni, popolazione immigrata dalla Dalmazia e stanziatasi in loco nella qualità di coloni del monastero benedettino.[2]

Nel 1097 vi dimorò sant'Anselmo d'Aosta, mentre nel 1737 fu la volta di sant'Alfonso Maria de' Liguori che vi scrisse "Le glorie di Maria".[2]

Nel 1487 il feudo di Villa Schiavi fu proclamato di proprietà regia per poi diventare possedimento dei Carafa, signori di Formicola.[2]

Nel 1862 il comune mutò nome in "Liberi".

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://demo.istat.it/pop2018/index.html
  2. ^ a b c Marrocco, p. 80.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., L'Italia: Campania, Milano, Touring Club Italiano, 2005.
  • Dante B. Marrocco, Guida del Medio Volturno, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1986.
  • Mons. Francesco Liverani, Frammenti di storia ecclesiastica, pp. 111-112, Macerata, Tipografia di Alessandro Mancini, 1859.

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