Orta di Atella

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Orta di Atella
comune
Orta di Atella – Stemma Orta di Atella – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
SindacoVincenzo Lubrano (commissario prefettizio) dal 21-5-2017
Territorio
Coordinate40°58′N 14°16′E / 40.966667°N 14.266667°E40.966667; 14.266667 (Orta di Atella)Coordinate: 40°58′N 14°16′E / 40.966667°N 14.266667°E40.966667; 14.266667 (Orta di Atella)
Altitudine36 m s.l.m.
Superficie10,83 km²
Abitanti27 278[1] (31-7-2017)
Densità2 518,74 ab./km²
FrazioniCasapuzzano (o Casapozzano)
Comuni confinantiCaivano (NA), Crispano (NA), Frattaminore (NA), Marcianise, Sant'Arpino, Succivo
Altre informazioni
Cod. postale81030
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061053
Cod. catastaleG130
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona C, 1 193 GG[2]
Nome abitantiortesi
Patronosan Massimo
Giorno festivo15 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Orta di Atella
Orta di Atella
Orta di Atella – Mappa
Posizione del comune di Orta di Atella nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Orta di Atella (Ortë in dialetto locale[3]) è un comune italiano di 27 278 abitanti della provincia di Caserta.

Il comune di Orta è situato nella Pianura Campana (l'antico Ager Campanus), storicamente appartenente alla provincia di Terra di Lavoro, durante il ventennio fascista, nel 1928, insieme ai comuni di Sant'Arpino e Succivo viene fuso nel comune di Atella di Napoli, ritorna comune autonomo nel 1946 nella provincia di Caserta costituita dal governo Bonomi.

Etimologia e Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Orta deriva dal termine latino hortua (col diminutivo Hortula) plurale di Hortus = orto, giardino, terreno coltivato. Quindi, Orto (di Atella) e, dunque, Orta, risulta essere da sempre il vero nome dell'abitato. Il villaggio, infatti, nacque nel territorio di Atella, posto a Nord Ovest dell'antica città e i suoi campi furono, sin dalla più remota antichità, sfruttati per la coltivazione di prodotti agricoli. Dopo l'occupazione di Atella da parte dei Romani 210 a.C., infatti, il suo territorio (già ager di Atella) venne confiscato e destinato ad un intensivo e più razionale uso agricolo. Più tardi, con la Pax Augustea, tale occupazione - operata da parte dei contadini fattivi venire e/o impostivi dai vari domini (padroni) - divenne stanziale. Ebbero così origine le numerose villae rusticae (masserie) sparse per la campagna atellana, con aumento ed organizzazione migliore dell'agricoltura allo scopo di uno sfruttamento sempre maggiore dei campi da coltivare. Dalle masserie, poi, nella vasta piana di pertinenza atellana (come in tutta la pianura campana) nasceranno, più tardi, tanti piccoli villaggi che, a loro volta, saranno gli antesignani dei futuri casali e paesi medioevali (parecchi tuttora esistenti). Delle popolazioni barbariche sopraggiunte nel Sud e nell'area atellana, lasciarono segni ed ebbero influenza, ancora visibile anche nelle terre e abitudini di Orta, i Longobardi e i Normanni. Con i primi, la Diocesi di Atella continuò ad esistere nell'antica città, pur rovinata e semi-abbandonata; sotto i Normanni, invece, la sede vescovile atellana dovette passare (1050) ad Aversa, città-contea da loro fondata nel 1030.

Gli abitanti di Orta si chiamano "ortesi"; ma vengono chiamati da sempre, in modo scherzoso, dagli abitanti di Succivo "ortolani" ("urtulane", in dialetto locale). A proposito, va detto che presso i romani l'hortus - che significa giardino, orto, luogo recintato - era il luogo del terreno "buono per antonomasia": al contrario, il sub se civus ager (da cui Succivo) era il terreno non buono per la coltivazione (in quanto rimanenza di terreni non centuriati e non assegnabili, perciò abbandonati ed incolti).

Si dice che a Casapuzzano (o Casapozzano), frazione di Orta di Atella, fosse conservata la selva ove Virgilio abbia scritto qualche Bucolica, selva detta appunto giardino di Virgilio.

Il toponimo Casapuzzano potrebbe significare, letteralmente, casa dei pozzi. C'è da ipotizzare, con sufficiente probabilità, che il toponimo sia da collegare alla circostanza che, trovandosi la falda acquifera a meno di sette/nove metri (fino a 50 anni fa a Ponterotto l'acqua si trovava a 2 metri) gli abitanti (forse già prima anche gli antichi atellani) si rifornissero dell'acqua necessaria proprio da questi pozzi. Ma la circostanza è sicuro che si verificasse in epoca medioevale. Infatti, il termine "casa" è parola dei bassi tempi, e cioè, successiva alla fine dell'impero romano, quando, col disfacimento anche linguistico, tale termine poté diffondersi con facilità tra le popolazioni italiche sopraffatte e mischiate a popolazioni nuove, sopravvenienti con continuità, riuscendo ad imporsi nelle recente lingua parlata e tutto ciò, dunque, nei pochi secoli prima del Mille.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Piccolo centro, nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, fu oggetto della feroce e cieca rappresaglia delle truppe tedesche che trucidarono venticinque suoi cittadini e distrussero a colpi di cannone e incendiarono numerose abitazioni. La popolazione tutta seppe resistere alle più dure sofferenze, offrendo un ammirevole esempio di coraggio e amor patrio.»
— Orta di Atella (CE), 30 settembre 1943

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La torre aragonese[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene ad Orta non ci sia mai stato un castello, tale termine figurava, sino al 1862, nel nome del paese (Castello di Orta), poi cambiato, a seguito dell'Unità d'Italia, in Orta di Atella. Il termine in realtà ricordava la presenza a metà sec.XV di una torre aragonese, ancora presente pure nello stemma del comune, che risulta composto da tre elementi: una torre merlata color oro in campo (uno scudo) color blu ed una fascia svolazzante sottoposta, color celeste, recante la scritta "Università di Orta". Il gonfalone, poi, oltre allo stemma, con torre e scudo, simboli dell'antico potere feudale, ed alla fascia "celeste", sottostante "a semicerchio" allo stesso scudo e recante la citata scritta, che sta per "insieme o totalità degli abitanti", si compone di una bandiera verticale consistente nei tre colori (bianco-rosso e verde)propri della bandiera nazionale d'Italia. Lo stemma è riportato nella sua interezza, come descritta, nella parte mediana del gonfalone tricolore. Il gonfalone, simbolo e segno civico del paese e del Municipio, reca pure "appuntata" la Medaglia d'Argento al Merito Civile, con cui venne insignito il Comune nel 2005 dal Presidente Ciampi.

Altri monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro Pastorale San Massimo, ubicato in un antico palazzo nobiliare (fine sec.XVI).
  • Santuario di San Salvatore, istituito nel 2000, ubicato nell'antica chiesa di san Donato vescovo e martire.
  • Parrocchia di San Massimo vescovo e confessore(presule a Nola nel sec.III d.C.), ricca di preesistenti opere d'arte e pitture del Novecento.
  • Chiesa di Casapuzzano, intitolata a S.Michele Arc.lo, protettore dell'abitato, edificata all'inizio del sec.XVIII.
  • Convento francescano di San Donato, attiguo all'odierno Santuario di San Salvatore, con chiostro del sec.XVII affrescato con grottesche tardo-rinascimentali e lunette istoriate con episodi della vita del Santo ed alcuni suoi miracoli.
  • Borgo di Casapuzzano, con un tessuto urbano di antica fondazione, avvenuta nei secoli, a partire dalle evidenze del famoso castello o palazzo già dei nobili Capece-Minutolo dei secc.XI/XVIII, dalla evidenza dell'ex Osteria (poi palazzo) del marchese Capece-Minutolo (secc.XVI-XVIII), fino alla villa Alicia Higgins, edificata dal marchese per la moglie di origini irlandesi, secondo lo stile architettonico in uso per le case dei nobili di campagna in Irlanda nel settecento e quella ottocentesca di palazzo Lamberti.
  • Piazza Pertini, istituita recentemente, già Piazza principessa di Belmonte, così nata a fine sec. XIX e disegnata com'è nel 1948. L'operazione di piantumazione delle querce/ghiande avvenne in quell'anno, con eliminazione dei vecchi platani posti a corona esterna dell'intera piazza.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Negli ultimi dieci anni la popolazione di Orta di Atella è quasi raddoppiata passando dai 13.070 abitanti del 2001 (censimento Istat), agli attuali 25.162 (dati riferiti al 30 giugno 2011). Ciò a causa della succitata politica di speculazione immobiliare, che ha visto coinvolti anche locali esponenti istituzionali.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca comunale è situata in via Petrarca[5].

Persone legati ad Orta di Atella[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Casapuzzano (o Casapozzano)[modifica | modifica wikitesto]

È l'unica frazione presente nel comune. Possiede un territorio prevalentemente pianeggiante sfruttato per l'agricoltura. Conta 46 abitanti.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Produzione di cereali e tabacco,presenza di piccole industrie alimentari, cartarie e calzaturiere. Negli ultimi dieci anni, tuttavia, Orta di Atella ha preteso di poggiare la propria economia sull'edilizia residenziale, cosa che, purtroppo, ne ha negativamente compromesso lo sviluppo. Il comune è stato sciolto 2 volte per infiltrazioni mafiose.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 novembre 1996 13 maggio 2001 Angelo Brancaccio L'Ulivo Sindaco
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Angelo Brancaccio L'Ulivo Sindaco
28 maggio 2006 28 marzo 2010 Salvatore Del Prete Lista civica Sindaco
28 marzo 2010 31 maggio 2015 Angelo Brancaccio Lista civica Sindaco
31 maggio 2015 21 maggio 2017 Giuseppe Mozzillo Partito Socialista Italiano Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio è lo sport più amato e seguito dagli ortesi. È nota in tutta la Regione la passione per l'ASD Ortese Calcio 1998, che dopo due stagioni vissute in Promozione, quest'anno dopo aver disputato un campionato sugli scudi, è ritornata nel massimo campionato dilettantistico campano (Eccellenza). Nella squadra atellana vi è il fratello maggiore di Lorenzo Insigne, Antonio. Orta di Atella vanta anche una importante tradizione nella Pallavolo con il Centro Volley Orta che partecipa al campionato di serie D e che nei suoi cinque anni di attività ha conquistato 8 titoli provinciali, 3 titoli regionali e 3 finali nazionali. Altri sport praticati ad Orta di Atella sono la Pallamano, con la storica Handball Orta (oggi U.S.C. Atellana Handball) ancora milita nel campionato nazionale di serie A2. Orta di Atella è famosa per la sua passione per il ciclismo. La società Ciclismo Orta è fucina di giovani talenti e colleziona successi sia in campo regionale che nazionale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 458.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Dettaglio Biblioteca, su anagrafe.iccu.sbn.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Note e documenti per la storia di Orta di Atella, Sant'Arpino, 2006.
  • Alessandro Lampitelli, Casapozzano: la sua storia e la nostra origine, Sant'Arpino, 1986.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN239644859