Santa Maria la Fossa

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Santa Maria la Fossa
comune
Santa Maria la Fossa – Stemma Santa Maria la Fossa – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
SindacoNicolino Federico (Insieme) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate41°06′N 14°08′E / 41.1°N 14.133333°E41.1; 14.133333 (Santa Maria la Fossa)Coordinate: 41°06′N 14°08′E / 41.1°N 14.133333°E41.1; 14.133333 (Santa Maria la Fossa)
Altitudine16 m s.l.m.
Superficie29,73 km²
Abitanti2 647[1] (31-10-2018)
Densità89,03 ab./km²
FrazioniLa Torre
Comuni confinantiCapua, Casal di Principe, Grazzanise, San Tammaro
Altre informazioni
Cod. postale81050
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061084
Cod. catastaleI247
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiFossatari
PatronoSan Restituto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Maria la Fossa
Santa Maria la Fossa
Santa Maria la Fossa – Mappa
Posizione del comune di Santa Maria la Fossa nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Santa Maria la Fossa è un comune italiano di 2 703 abitanti della provincia di Caserta in Campania. Il paese è uno dei luoghi d'origine della Mozzarella di bufala Campana DOP.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Citato da Tito Livio con il nome di “Fossa Graeca” (Ab Urbe condita libri, XXVIII, 46), e oggi conosciuto con il nome di “Mazzoni”, il territorio ove sorge Santa Maria la Fossa era famoso nell'antichità per le coltivazioni di rose.

Chiamato originariamente “Fossa”, il centro abitato sorse attorno all'anno mille come casale della città di Capua e raggiunse il suo massimo sviluppo nel periodo longobardo. Venne denominato Santa Maria Minore detta “fossa“ presumibilmente in seguito alla costruzione, nel 1084, di una chiesa romanico-longobarda dedicata alla Madonna.

Feudo di Riccardo Filangiero, passò per ordine di Carlo I d'Angiò a Guglielmo Stendardo essendo questo feudo, insieme a quelli di Pietrastornina, Quadrapane, Ponticchio, Arienzo, Arpaia, Pomigliano d'Arco, Sant'Antimo, Pipone e Frignano ritornati nelle disposizioni della corona a seguito della ribellione del Filangieri, che aveva seguito le sorti di Corradino di Svevia.

Nel 1525 l'Imperatore Carlo V concesse ai fossatari il privilegio di far pascolare liberamente il bestiame nella zona senza timore di violenza. Per questo motivo, probabilmente, non sono mai state rinvenute tracce di mura intorno all'abitato. Dal Settecento Santa Maria la Fossa fu unificata con i centri di Grazzanise e Brezza e nel 1805 contava appena 500 abitanti.

Frazione del Comune di Grazzanise fino al 1906 diventò da allora comune autonomo. Il primo sindaco fu Antimo Abbate, il quale, ritenendo alcuni cittadini disonorevole il suffisso "la Fossa", fece votare al Consiglio comunale il cambio del nome in Santa Maria a Volturno. Il nome però non fu mai effettivamente cambiato.

Durante la seconda guerra mondiale la cittadina fu protagonista di sanguinosi scontri tra le forze tedesche e quelle americane. Nel 1943 il centro abitato fu minato e numerose case vennero incendiate. I bombardamenti aerei distrussero gran parte dell'abitato, l'aeroporto militare di Grazzanise e la polveriera di Carditello che dista solo quattro chilometri dal paese. Un violento combattimento aereo provocò poi l'abbattimento di due velivoli dell'aviazione tedesca (uno dei quali cadde nell'area prospiciente la masseria Palummara). Anche la chiesa dedicata alla Madonna Assunta fu parzialmente distrutta insieme al campanile, riedificato più tardi a distanza dalla struttura principale.

Il 1º giugno del 1944 Arturo Giusti fu nominato primo sindaco del dopoguerra dal Comitato di liberazione. Lo stesso Giusti fu poi rieletto nel 1946 dal Consiglio comunale.

In quello stesso anno ebbe inizio la ricostruzione dell'abitato e si stabili in località Balzana l'azienda agro-zootecnica Cirio che, con 209 ettari di terreni coltivati principalmente a pomodori e barbabietole, contribuì alla ripresa economica e occupazionale della cittadina.

Nei primi anni novanta si verificò il fallimento della Cirio e il passaggio di mano all'industriale Dante Passarelli, ritenuto dalla magistratura organico al clan camorristico dei casalesi. Per questo motivo nel 2004 l'impresa fu messa sotto sequestro. Poi dissequestrata per la morte dell'imprenditore[2], passò nelle mani dei suoi eredi ed oggi è nuovamente sotto sequestro in quanto i magistrati ipotizzano sia stata a suo tempo acquisita con denaro di provenienza illecita.

Nel 2008 in località Ferrandelle è stata realizzata dal Commissariato di Governo, non senza l'opposizione della popolazione e dell'amministrazione, la discarica omonima, un sito provvisorio da 500 000 tonnellate di rifiuti attrezzato per consentire la rimozione dei rifiuti giacenti nelle strade della Campania a seguito dell'ennesima emergenza. L'area, estesa circa 60 ettari, era stata in gran parte confiscata qualche anno prima al boss della camorra Francesco Schiavone ed era destinata ad ospitare una fattoria della legalità. Non lontano dal sito dovrebbe sorgere un altro inceneritore della Campania dopo quello di Acerra, la cui realizzazione è al momento bloccata in seguito ad un'indagine della magistratura su una presunta ingerenza della camorra.

Il comune di Santa Maria la fossa è uno dei pochi comuni della regione Campania, che non è stato sciolto negli ultimi 20 anni per infiltrazione camorristica e, già da parecchi anni il bilancio comunale chiude sempre in positivo.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Basilica Maria Ss. Assunta in cielo[modifica | modifica wikitesto]

Basilica e piazza Europa

La basilica di Santa Maria la Fossa, intitolata all'Assunta fu edificata nell'anno 1084 da alcuni nobili capuani, sui resti di una chiesa longobarda, essa rappresenta nel meridione uno dei monumenti più belli ed importanti del medioevo.

Detta basilica, non compare nell'elenco delle chiese che il papa Alessandro 3°(1159-1181) riconobbe sotto la giurisdizione dell'Arcivescovo di Capua Alfano(1163-1183) riportata nella bolla pontificia CUM EX INIUNCTO dell'1 Marzo 1173. Invece nell'inventario delle chiese dell'Arcidiocesi di capua tassate dalla santa sede fatto redigere dall'Arcivescovo Stefano (1363-1380) il 17 dicembre 1375, la chiesa di Santa Maria la Fossa compare insieme a quella di S.Erasmo e di S.Nicola; e di essa dice che è tenuta a versare alla reverenda Camera Apostolica l'importo di otto tarì RECTORIA ECCLESIAE SANCTAE MARIAE DE FOSSAE IN TERENIS OCTO.

La facciata romanica della chiesa, prima degli eventi bellici del 1943, era preceduta da un nartece con archi a tutto sesto retti da mezze colonne di spolio, con annesso campanile lato sinistro. In quel tempo chiunque fosse ricercato dalla legge e trovasse rifugio dentro il perimetro delle colonne, godeva del diritto di asilo e pertanto non poteva essere arrestato.

La Basilica di S.Maria la Fossa con tre navate terminanti in tre absidi, dopo anni di accorti e sapienti restauri, è ritornata a vivere mostrando immagini architettoniche e pittoriche ricche di storia e di fede: colonne, capitelli, affreschi che risalgono tra l'undicesimo e il sedicesimo secolo di ottima fattura e un antichissimo fonte Battesimale risalente all'undicesimo secolo. Tra gli affreschi più antichi nella navata centrale troviamo S.Stefano del dodicesimo secolo, le opere della misericordi del tredicesimo, la madonna del cardellino, l'annunciazione, la Madonna del Coniglio su un pilastro di destra, sullo stesso pilastro anteriore una Madonna dello stesso periodo, mancante della parte inferiore (spicconta per l'inserimento di un pulpito)

Madonna smlf.jpg

Interessante un dipinto su tavola raffigurante l'assunzione della Vergine Maria, commissionato dal sacerdote Vincenzo Maffia. Di Straordinario valore artistico sono le statue del Crocifisso, della Madonna Assunta, di San Michele del 1755 e il busto di San Restituto opera dello scultore napoletano Giacomo Colombo tra il diciassettesimo e diciottesimo secolo. Vanno ricordati anche gli studi su più antichi documenti pergamenacei di S.Maria la Fossa risalenti all'dodicesimo secolo conservati nell'Archivio Diocesano di Capua.

Fino a prima dell’anno 1797 la Chiesa arrivò a possedere ben 144 moggi di terreno.

Nel passato la Chiesa godette di fama per la colonna del suo cereo pasquale, un vero e proprio capolavoro d’arte. Il cereo poi, riferiscono gli storici, pesava ben 133 libbre, e pare che fosse più grande e più bello di quello della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, che ne pesava 80.

Per l’uso e la manutenzione del cereo di Santa Maria la Fossa si spendevano le rendite di quattro moggi di terreno.

Cappella Madonna delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Statua della Madonna delle Grazie

Essa era in origine una cappella privata di proprietà della famiglia Giusti; infatti fu fatta edificare nel 1940 da don Francesco Giusti. In seguito è stata donata dalla stessa famiglia alla Parrocchia. L’edificio sacro presenta la classica facciata a capanna: la struttura liscia e compatta è rinserrata da lesene che sostengono un frontone triangolare in aggetto al cui centro si inserisce un rosone entro una cornice modanata. Al centro della facciata si apre un unico portale rettangolare sovrastato dall’immagine della Madonna delle Grazie in marmo scolpito. Al colmo si erge un pilastrino con campana in evidenza.

Luoghi pubblici[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Comunale
  • Piazza Europa
  • Area mercato “Federico del prete”
  • Piazza Dante
  • Piazza dei caduti
  • Piazza “Eroi di Nassyria per la Pace”
  • Parco della Vittoria

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Tradizione e folklore[modifica | modifica wikitesto]

Il fuoco di Sant’Antonio[modifica | modifica wikitesto]

È proprio il fuoco l’elemento che più di tutti, oggi, viene utilizzato per ricordare San’Antonio. In molte zone d’Italia si accendono falò che simboleggiano la volontà di abbandonare tutto ciò che appartiene ai mesi passati e di rinnovarsi a partire dal primo mese del nuovo anno. Lo stesso giorno vengono Benedetti gli animali dal sagrato della chiesa.

Arriffa della Madonna Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno prima della solenne processione della Madonna Maria SS. Assunta in Cielo, la prima domenica di agosto, un carro addobbato percorre le strade del paese per raccogliere prodotti offerti dagli abitanti che vengono poi venduti all'asta la sera.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuola elementare G.Falcone

Scuola elementare G. Falcone[modifica | modifica wikitesto]

Scuola elementare intitolata a Giovanni Falcone, in stile Liberty. Il plesso è stato recentemente[non chiaro] ristrutturato ed è stata edifica una palestra in progetto da molto tempo.

Scuola media Mons. E. Mirra[modifica | modifica wikitesto]

Scuola materna M. Montessori[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fiera settimanale[modifica | modifica wikitesto]

La fiera settimanale si svolge il sabato mattina all'area Mercato, sorta da un bene confiscato alla camorra, intitolata a Federico del Prete.

Mozzarella di bufala Campana DOP[modifica | modifica wikitesto]

Santa Maria La Fossa è uno dei luoghi d'origine della mozzarella di bufala campana DOP considerato l'oro bianco della Campania, infatti è possibile trovare molte aziende bufaline che producono latte di bufala. Ogni anno viene svolta una sagra dedicata a questo prodotto tipico del luogo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 novembre 1994 29 novembre 1998 Alfonso Perillo Lista Area Gov. Sindaco
29 novembre 1998 13 giugno 1999 Fulvio Papa Centro-sinistra Liste civiche Sindaco
13 giugno 1999 12 giugno 2004 Bartolomeo Abbate Destra Sindaco
12 giugno 2004 8 giugno 2009 Bartolomeo Abbate Lista civica Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Antonio Papa Lista civica "Le Rose" Sindaco
25 maggio 2014 26 maggio 2019 Antonio Papa Lista civica "Le Rose" Sindaco
26 maggio 2019 'In carica' Nicolino Federico Lista civica "Insieme" Sindaco

[4]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

L'ASD Santa Maria La Fossa è stata una squadra calcistica che militava nei campionati regionali. Fondata nel 2010 partendo dalla terza categoria è arrivata in promozione nella stagione 2015-2016, nella stagione 2014-2015 ha vinto la Coppa Campania di prima categoria battendo il Salernus in finale ai rigori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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