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Sparanise

Coordinate: 41°11′N 14°06′E
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Sparanise
comune
Sparanise – Stemma
Sparanise – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Campania
Provincia Caserta
Amministrazione
SindacoFabrizio De Pasquale (Lista CambiAmo Sparanise) dal 19-11-2024
Territorio
Coordinate41°11′N 14°06′E
Altitudine65 m s.l.m.
Superficie18,77 km²
Abitanti7 299[1] (31-12-2025)
Densità388,87 ab./km²
Comuni confinantiCalvi Risorta, Francolise, Pignataro Maggiore
Altre informazioni
Cod. postale81056
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061089
Cod. catastaleI885
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 1 172 GG[3]
Nome abitantisparanisani
Patronosan Vitaliano
Giorno festivo16 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sparanise
Sparanise
Sparanise – Mappa
Sparanise – Mappa
Posizione del comune di Sparanise nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Sparanise è un comune italiano di 7 299 abitanti[1] della provincia di Caserta in Campania, fondato nell'anno 988 d.C. Si trova tra le statali Appia e Casilina.

Geografia fisica

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È un centro di pianura affiancato a colline, che è posto nell'alto casertano vicino alla città di Teano. Fa parte del territorio dell'Agro caleno, una vasta regione naturale delimitata ad Est dai Monti Trebulani, ad Ovest dal vulcano di Roccamonfina, a Nord dall'antico ager Falernus e a Sud dalla pianura campana.[4] Il comune è anche bagnato dai torrenti Savone e Agnena.[5]

Origini del nome

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Esistono diverse ipotesi sull'etimologia del nome Sparanise:

  • Potrebbe provenire dal cognome "Sparano" assai diffuso e il più notevole tra le famiglie dei primi coloni.[6] Si tratta dell'ipotesi più spesso accreditata.
  • Deriverebbe da Sparanus, capuano che fu imprigionato per aver fornito lamentele a re Carlo I d'Angiò nel 1270.
  • Secondo alcuni la presenza del prefisso -nisi farebbe riferimento all'esistenza di un tempio dedicato alla Dea Fortuna, per cui l'etimologia sarebbe la stessa che si riscontra in altri centri abitati come Francolise.
  • Potrebbe derivare dalle parole di suono germanico antico Spara-nisi che significano "cinta di siepi", probabilmente perché i primi abitanti cinsero la villa di folte siepi, a guisa di trincea, per difendersi da eventuali incursioni o assalti delle genti dei territori vicini.[7] Si attesta infatti che il nome della città era Sparanis o Sparanisensis nell'Alto Medioevo, in riferimento alle corti in cui sorse.[7]
  • Una recente ipotesi di un cultore di storia locale individua nella presenza di un tempio pagano dedicato al dio Espero, dove poi è stata edificata la chiesa di San Vitaliano, l'origine del nome. Il suffisso latino -ensis, molto usato nell'Alto Medioevo e che indicava appartenenza soprattutto a un luogo, unito al nome di Espero ha determinato la denominazione di Esperanensis, ovvero coloro che provengono dalla zona del tempio di Espero. Poi la vulgata locale nel corso dei secoli ha eliminato la vocale iniziale, e la denominazione Speranesi è stata sostituita da Sparanesi già a partire dal XVII secolo, come risulta da diversi documenti. Ancora verso la metà del XVII secolo la denominazione usata era Sparanisi. In effetti resti di un tempio pagano nei pressi della chiesetta di San Vitaliano sono documentati in alcuni scritti del XVIII secolo ed è probabile che nella costruzione della chiesetta siano stati usati, come consuetudine all'epoca, proprio i materiali del tempio. Espero, divinità delle stelle, nella mitologia greca classica è fratello di Borea, e l'antica Cales annoverava come proprio fondatore il mitico Calai, figlio di Borea.[8]

I primi ritrovamenti della presenza umana sul territorio di Sparanise risalgono all’Eneolitico finale (circa 2500 a.C.), come dimostra il rinvenimento di una tomba a fossa della facies del Gaudo, scoperta in località Ciommentolara. Il ritrovamento di iscrizioni in lingua osca e le isolate certificazioni di materiale archeologico (composte da necropoli e tombe in tufo), fanno credere che il territorio fosse stabilmente abitato fin dall'antichità, e in effetti il territorio di Sparanise apparteneva all'antica città di Cales. La centuriazione romana raggiunse la zona intorno al IV secolo a.C., come testimoniato dal reticolo dei tracciati stradali e da numerosi nuclei abitati.[9] Durante le guerre puniche, Cales si rifiutò di spedire contingenti su richiesta del Senato romano: la città e i dintorni vennero severamente punite a causa di questo rifiuto. La zona risulta comunque abitata in età imperiale.[7]

Il nuovo abitato nacque nel 988 – all'epoca del principato longobardo di Capua –, grazie ai contributi dell'abate Roffredo,[10] del Monastero benedettino di San Vincenzo in Volturno, il quale eresse una chiesa in quello che era allora territorio di Calvi, e sembra anche un castello. All'ombra di questa chiesa, nacque Sparanise. La sua prima menzione risale al 1276 come locus Sparanisi in pertinenciis Calvi, e fu casale di Calvi fino a quando non si costituì a comune autonomo.[9]

Durante il periodo medievale vicino alla chiesetta di San Vitaliano era attivo un mulino ad acqua che si alimentava per mezzo dei ruscelli. Nel XV secolo iniziarono a prendere forma le cortes (poi corti) ovvero caseggiati disposti, quasi a forma circolare, intorno a uno spiazzo, poi chiamato dal volgo aria. La corte, che non necessariamente apparteneva a un'unica famiglia, aveva il vantaggio di mettere in comune alcuni servizi quali stallatico, latrine, pozzi e cisterne ed era chiusa da importanti mura con funzione di protezione. Ancora oggi nel tessuto urbano e del centro storico sono presenti le evidenze delle corti e alcune zone del paese portano ancora il nome di Corte seguito dal nome del proprietario.

Il 12 gennaio 1799 venne firmato l'armistizio di Sparanise tra il marchese Francesco Pignatelli, in rappresentanza di re Ferdinando IV, e il generale francese Jean Étienne Championnet, in rappresentanza di Napoleone Bonaparte.[9] L'accordo consisteva in una tregua militare ma anche in ingenti cessioni e pagamenti da parte del governo di Napoli. A causa delle disposizioni dell'armistizio e della conseguente fuga del re, i cosiddetti lazzari insorsero in tutto il regno, portando alla nascita della repubblica napoletana.[11][12]

Giuseppe Garibaldi visitò Sparanise, come attestato da una placca commemorativa in città: il 27 ottobre 1860 Garibaldi fu invitato a colazione dal re Vittorio Emanuele II, ma quest'ultimo declinò dicendo di averla già avuta. Dopodiché consumò un pasto a base di pane e cacio nel portico della chiesa di S. Vitaliano assieme alle sue truppe fidate.[13][14]

Liberazione di Sparanise da parte delle truppe britanniche (1943).

Il 22 ottobre 1943 il regime nazifascista attuò una crudele rappresaglia contro la città, nella quale morirono più di trenta cittadini tra cui donne e bambini. Sempre a Sparanise fu attivo un campo di concentramento per tutto il 1943.[15] Durante il dopoguerra la città visse invece un forte sviluppo economico.

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria
«Nel corso della seconda guerra mondiale, importante centro per la raccolta e la deportazione di prigionieri, veniva sottoposto ad indicibili sofferenze che culminavano nell'eccidio di trentacinque cittadini barbaramente fucilati dalle truppe tedesche in ritirata. 1940-1945.»
 8 marzo 1999[16]

Il 10 dicembre 2002 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su proposta del Ministro dell'interno, concesse al comune di Sparanise il titolo di Città.

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Decreto del Presidente della Repubblica»
 10 dicembre 2002

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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  • Chiesa di San Vitaliano. Si tratta del nucleo più antico della città di Sparanise. Sorta sulle rovine di un antico tempio pagano, la chiesa venne edificata dall'abate Roffredo intorno al X secolo. All'interno si possono trovare tre statue lignee raffiguranti San Vitaliano, San Michele e Santa Filomena, mentre le vetrate risalgono a un periodo più recente. Il campanile venne edificato nel 1818.[17]
  • Chiesa di Maria Santissima Annunziata. Venne costruita nel XVII secolo in sostituzione della medievale chiesa di San Sebastiano. Caratterizzata da una cupola che sovrasta l'altare, all'incrocio tra la navata principale e il transetto, sono anche presenti delle piccole cappelle minori nelle quali si possono osservare statue dei santi.[18]
  • Chiesa di San Michele Arcangelo. Situata nel centro cittadino.

Architetture civili

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  • Palazzo Mesolella. È il più imponente esempio di architettura nobiliare a Sparanise. Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo fu proprietà della famiglia Marradino-Mesolella, e in seguito venne tramutata in abitazione privata, tanto che negli anni '70 ospitava il cinema cittadino.[19] Oggi non è più in buone condizioni.[20]
  • Palazzo Ducale. Situato presso il municipio, risale al XVI secolo. Anticamente fungeva da dimora nobiliare mentre oggi è un luogo di ritrovo sociale e di eventi culturali variegati.[21][22]
  • Fontana Beatrice. Considerata simbolo della città, è situata in piazza Giovanni XXIII. Fu costruita nel 1881 e ha avuto diversi interventi di restauro lungo gli anni.[23]
  • Monumento ai Caduti. È un monumento dedicato ai caduti dell'eccidio nazista del 1943, restaurato nel 2019. Consiste in una lapide con alla sommità una statua bronzea della Vittoria alata, con in mano rispettivamente una corona d'alloro e un ramo di palma (è una copia della Vittoria di Pompei, donata a Vittorio Emanuele Orlando nel 1917).[24]

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[25]

Al 2016, la popolazione straniera era di 458 abitanti, principalmente da paesi come Albania e Bulgaria, circa il 6% della popolazione totale.[26]

Lingue, religione e tradizioni

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Insieme all'italiano, a Sparanise si parla il vernacolo sparanisano, un dialetto campano appartenente al gruppo dei dialetti italiani meridionali che presenta somiglianze con il dialetto napoletano, ma la pronuncia è tipicamente casertana, avvicinandosi a quella di Sessa Aurunca e Pietramelara.[27] La religione predominante è il cattolicesimo, infatti la città appartiene alla diocesi di Teano-Calvi.

Tra le festività più popolari vi è la festa del patrono San Vitaliano, che si svolge ogni 27 gennaio nell'omonima chiesa, ma anche il Gran Carnevale Caleno, parata di Carnevale che si svolge annualmente, alla quale partecipano i cosiddetti "bottari", cioè suonatori di tamburi.[28] Legata a questa tradizione è anche il nanassino, liquore a base di fico d'India.

A Sparanise sono presenti scuole materne, elementari, medie e superiori, con particolare riferimento all'istituto d'istruzione superiore Galileo Galilei, che presenta le opzioni scientifico e tecnico commerciale.[29] È presente anche una biblioteca comunale situata in piazza Giovanni XXIII.

  • Nel film L'oro di Napoli del 1954, diretto da Vittorio De Sica, il conte Prospero dopo l'ennesima partita persa a carte con il piccolo Gennarino si gioca la "Tenuta di Sparanise".
  • Sparanise viene citata anche nel film del 1952 Totò a colori, diretto da Steno, nella scena in cui Giulia Sofia chiede la provenienza al maestro Scannagatti.

A Sparanise è da sempre molto diffusa l'agricoltura, con particolare approccio verso la viticoltura e la produzione di vini pregiati. Ad esempio già in età romana con l'uva locale si produceva il vino caleno, simile al falerno e al cecubo, considerato una prelibatezza.[7]

Proprio a Sparanise nacque il primo distretto locale di economia solidale della Campania, una rete nella quale consumatori, produttori e associazioni collaborano fra loro per promuovere un modello economico sostenibile e aiutare lo sviluppo delle economie locali.[30] Nel comune sono anche presenti molte fabbriche e industrie: nel 1848 venne aperta dal re Ferdinando II l'officina d'armi bianche di Sparanise, subordinata alla Real Fabbrica d'Armi di Torre Annunziata, che produceva lame bianche e baionette per fucili da cacciatori, rimanendo per circa un secolo un polo industriale di rilievo fino alla sua chiusura.[31] Altro stabilimento di spicco è stata la fabbrica di ceramiche Pozzi-Ginori, esistita tra il 1960 e il 1964, ma che oggi giace in stato di abbandono.[32]

Infrastrutture e trasporti

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La stazione di Sparanise in passato.

Il comune presenta un accesso all'Autostrada A1, ma è anche attraversata dalla SS 7 Via Appia e dall'antica via Casilina (odierna SS 6 Via Casilina), ma la principale infrastruttura per il movimento è la stazione di Sparanise, che fa parte della linea ferrovia Roma-Cassino-Napoli, stazione aperta nel 1892.

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1991 Libero Graziadei Partito Comunista Italiano Sindaco
1991 1992 Lucia Ranucci Democrazia Cristiana Sindaco
1992 1993 Luigi Piccolo Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1996 Angelo Giancarmine Consoli Democrazia Cristiana Sindaco
1996 2000 Antonio Merola Democrazia Cristiana Sindaco
2000 2005 Antonio Merola Unione di Centro Sindaco
2005 2009 Salvatore Piccolo Unione di Centro Sindaco
2009 2009 Angelo Orabona Commissario prefettizio Sindaco
2009 2014 Mariano Fausto Sorvillo Lista Civica Sindaco
2014 2015 Antonio Merola Lista Civica - Insieme per Sparanise Sindaco
2015 2016 Stella Fracassi Commissario prefettizio Sindaco
2016 2023 Salvatore Martiello Lista Civica - Movimento 5 Stelle Sindaco
2023 2024 Maura Nicolina Perrotta
Florinda Bevilacqua
Salvatore Carli
Commissione prefettizia Sindaco
2024 in carica Fabrizio De Pasquale Lista Civica - CambiAmo Sparanise Sindaco
  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. Rita Compatangelo, L'Ager calenus: saggio di ricognizione topografica, Napoli, 1985.
  5. Sparanise: Clima e Dati Geografici, Riscaldamento, su comuni-italiani.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  6. Sparanise – CE, su radiocorriere.net. URL consultato il 20 marzo 2026.
  7. 1 2 3 4 Storia e Cultura, su comunedisparanise.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  8. La storia ultracentenaria della palma della stazione di Sparanise, su avvocatosalvatorepiccolo.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  9. 1 2 3 La storia della nostra città, su comunicacity.net. URL consultato il 20 marzo 2026.
  10. Abate Roffredo da San Vincenzo al Volturno (PDF), su avvocatosalvatorepiccolo.it.
  11. L'armistizio di Sparanisi della Regia Città di Calvi, su lorenzoizzo.it, 25 marzo 2017. URL consultato il 20 marzo 2026.
  12. La Rivoluzione partenopea (PDF), su digilander.libero.it.
  13. Il passaggio di Giuseppe Garibaldi, su comunedisparanise.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  14. Unità d'Italia – Pagina 2, su comunedisparanise.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  15. Paolo Mesolella, Sparanise. La città ricorda le vittime dell'eccidio del 22 ottobre 1943, su comunicacity.net, 21 ottobre 2015. URL consultato il 20 marzo 2026.
  16. Medaglia d'oro al Merito Civile, Comune di Sparanise, su quirinale.it.
  17. Chiesa di San Vitaliano, su comunedisparanise.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  18. (FR) Chiesa dell'Annunziata, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  19. (EN) Casa Mesolella, Sparanise, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  20. Anche Sparanise aveva il suo centro storico: poi venne "ruspa selvaggia" e..., su comunedisparanise.com. URL consultato il 20 marzo 2026.
  21. NeoNeh.it – Sparanise, Sparanise – Il museo a cielo aperto – Portale turistico culturale, su sparanise.neoneh.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  22. Sparanise, su visitalymaps.app. URL consultato il 20 marzo 2026.
  23. Fontana Beatrice, su comunedisparanise.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  24. (EN) Allegoria della Vittoria come donna vestita all'antica – Monumento ai caduti, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  25. Dati tratti da:
  26. Cittadini Stranieri – Sparanise, su comuni-italiani.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  27. I dialetti campani: un'inchiesta sul campo (Campanian dialects: a field research), su theses.cz.
  28. 44ª Edizione del Gran Carnevale Caleno, su casertamusica.com.
  29. Elenco delle scuole presenti nel Comune di Sparanise, su amministrazionicomunali.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  30. Redazione CasertaNews, Con Rilanciare Sparanise nasce il primo distretto di Economia Solidale, su casertanews.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  31. La più grande Fabbrica d'Armi, su armilippiello.com. URL consultato il 20 marzo 2026.
  32. Redazione Clarus, Fabbrica Ceramiche Pozzi, la grande illusione di Sparanise e di Terra di Lavoro, su clarusonline.it, 22 giugno 2022. URL consultato il 20 marzo 2026.
  • Paolo Mesolella, La guerra addosso: il campo di concentramento tedesco di Sparanise e gli eccidi nell'Agro caleno, Caserta, Spring, 2009, ISBN 978-88-87764-84-0.
  • AA. VV., 1799-1999: bicentenario dell'armistizio di Sparanise. Atti del convegno (23 gennaio 1999), Sparanise, Tip. Mincione, 2000.
  • Arnaldo Cangiano, Sparanise millenaria: il presente per un futuro anteriore, Sparanise, Tip. Mincione, 1998.
  • Bruno Ranucci, Sparanise: una piccola patria antica, Sparanise, 1988.
  • Giuseppe Carcaiso, Sparanise scomparsa: appunti e spunti di folklore caleno, Acerra, La Nuovissima, 1987.
  • Rita Compatangelo, L'ager calenus: saggio di ricognizione topografica, Napoli, Arte tipografica, 1985.
  • Francesco De Felice, Lunga vita e breve storia di Sparanise, Sparanise, Tip. Mincione, 1984.
  • Pietro Palumbo, Cenni storici sulla chiesa madre di Sparanise, Teano, Tip. D'Amico, 1969.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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