Capodrise

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Capodrise
comune
Capodrise – Stemma Capodrise – Bandiera
Capodrise – Veduta
Foto della chiesa di Sant'Andrea apostolo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.svg Caserta
Amministrazione
SindacoEnzo Negro (Siamo Capodrise) dal 4-10-2021
Territorio
Coordinate41°03′N 14°18′E / 41.05°N 14.3°E41.05; 14.3 (Capodrise)
Altitudine34 m s.l.m.
Superficie3,46 km²
Abitanti10 211[1] (31-8-2020)
Densità2 951,16 ab./km²
Comuni confinantiMarcianise, Portico di Caserta, Recale, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada
Altre informazioni
Cod. postale81020
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061013
Cod. catastaleB667
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 1 109 GG[3]
Nome abitantiCapodrisani
Patronosant'Andrea Apostolo
Giorno festivo30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capodrise
Capodrise
Capodrise – Mappa
Posizione del comune di Capodrise nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Capodrise (Caputrìsë in campano[4]) è un comune italiano di 10 211 abitanti della provincia di Caserta in Campania, unito senza soluzione di continuità alla città di Marcianise e parte integrante della conurbazione casertana.

Già esistente da prima della dominazione romana, Capodrise viene menzionata per la prima volta nel 1113 in una pergamena in cui l'arcivescovo di Capua, in occasione della costituzione della diocesi di Caserta, assegna a quest'ultima anche le parrocchie di Sant'Andrea e San Donato, in località “Capitrisio”.

A partire dal 1307 Capodrise viene indicata non più come “loco”, cioè come semplice agglomerato di abitazioni, ma come “villa”. In tali documenti venivano citati anche cognomi ancora presenti nel comune.

Intorno al 1400 diventa “università”, non intesa nell'attuale significato del termine, ma come parte di un territorio in cui l'amministrazione interna viene affidata alla stessa e non dipende più da ufficiali nominati dai regnanti.

Nel 1494 risulta aggregata alla giurisdizione feudale di Acerra e a quella demaniale di Capua, sotto il dominio degli Aragonesi.

Nel 1499 Federico d'Aragona è costretto a vendere, per ragioni economiche, a Ferdinando di Cardenas il contado di Acerra con le pertinenze ”Terre Laberis”, fra cui il casale “De Capoderisii”. Con il subentrare della dominazione spagnola anche Capodrise viene impoverita ancora di più e la situazione è peggiorata da calamità naturali ed epidemie come il terremoto del 1538 e la peste del 1527 e del 1556. In quest'anno, nel solo mese di luglio, a Capodrise muoiono 50 persone fra cui il parroco don Giacomo De Filippo, sepolto nella piccola chiesa di Sant'Antonio Abate, dove tuttora si trova.

Nel 1738, dopo trent'anni di dominio sul Regno di Napoli, gli austriaci vengono cacciati dagli spagnoli i quali, con le loro scorrerie infestano le contrade locali tanto è vero che, negli anni successivi, a Capodrise trovano alloggio molti soldati con grave disappunto dei proprietari delle abitazioni. Dopo varie proteste, questi vengono risarciti con un piccolo compenso.

Con l'avvio dei lavori di costruzione della reggia di Caserta, Capodrise diventa luogo di passaggio quando i reali, con il loro seguito, raggiungono tale dimora. Ciò comporta però, per la popolazione locale, nuove spese per la manutenzione dei tratti di strada che collegano Capodrise a Caserta, a dimostrazione del fatto che per gli abitanti del paese la nascita del nuovo regno di Carlo III non porta sostanziali cambiamenti nel tenore di vita. Si ha testimonianza, però, anche del fatto che i cittadini iniziano ad organizzarsi contro i soprusi, infatti alla fine del XVIII secolo Capodrise paga un proprio procuratore, a Napoli e a Capua, per le liti che sorgono tra l'università, la corte ed i cittadini.

Il 13 settembre 1789 Vincenzo Lunardi, alla presenza del re Ferdinando IV e della consorte Maria Carolina d'Asburgo-Lorena, parte da Napoli su una mongolfiera per raggiungere il territorio pontificio. Rimane in volo per un'ora raggiungendo circa seimila piedi di altezza, ma poi, per un guasto, è costretto ad atterrare e il suo volo finisce proprio a Capodrise.

Agli inizi del XIX secolo, durante il regno di Giuseppe Napoleone prima e di Gioacchino Murat poi, si procedette all'ammodernamento dello stato con diverse leggi importanti, prima fra tutte il provvedimento del 6 agosto 1806 relativo all'eversione della feudalità, con il quale si sopprimono le giurisdizioni baronali. Con la riforma degli organismi locali, quindi, nel 1809 Capodrise diventa comune e viene eletto sindaco Giovanni Testa.

Nel periodo successivo alla sconfitta di Napoleone e al congresso di Vienna a Capodrise si registra una lieve crescita demografica, ma l'economia rimane prevalentemente legata alla coltura dei cereali e della canapa ed iniziano le attività di filatura e tessitura di tale prodotto. Tuttavia cambia ben poco sul piano economico e sociale; gran parte della popolazione vive in miseria e quindi si assiste anche al fenomeno dell'emigrazione.

Nella prima metà del Novecento alla coltura della canapa si alterna anche quella del grano, dei fagioli e del mais per non impoverire troppo il terreno. La maggioranza delle terre è però in mano a pochi proprietari terrieri, mentre il resto della popolazione è costituito da braccianti, quasi tutti analfabeti, che vivono una vita di stenti e miseria. Di conseguenza anche le botteghe artigiane presenti sopravvivono a malapena.

Durante il regime fascista il comune di Capodrise nel 1928 viene soppresso ed annesso a quello di Marcianise; gli uffici vennero smantellati e molti documenti andarono persi.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili e religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Sant'Andrea Apostolo (XVIII secolo)
  • Chiesa dell'Immacolata Concezione
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate
  • Palazzo Mondo (casa-museo del pittore Domenico Mondo, nato a Capodrise[5])
  • Palazzo delle Arti; Sorge nel centro storico di Capodrise, rientrando tra gli edifici che dalla fine del 1600 furono realizzati lungo via Francesco Giannini dalle famiglie più influenti e facoltose della città. Prima di diventare pubblico, è appartenuto, in origine, alla famiglia Guidetti, per diventare, poi, dimora degli Acconcia. Il palazzo si presenta con una facciata imponente che presenta due entrate, pressoché gemelle, distanti l'una dall'altra circa trenta metri, rappresentati da imponenti porte in legno antico. Il Palazzo presenta uno sviluppo longitudinale, secondo l'asse che costeggia la strada,con un piano terra caratterizzato da spazi dall'architettura accogliente e discreta. Quasi in asse con l'ingresso vi è una piccola costruzione, oggi ormai fatiscente, coperta da una cupoletta, avente la funzione di loggetta con sedili.Sulla parete di fondo; sotto l'imbiancatura è possibile trovare un dipinto allegorico con lo stemma della Famiglia Acconcia, vissuta, appunto, in quell'edificio. È possibile ritrovare lo stesso stemma tra le quattro scene di battaglia, dipinte in una sala che sembrerebbe essere quella principale, da dove si dipartivano i due piani dell'appartamento. La sala in questione è possibile trovarla alla fine di una prima rampa di scale che termina successivamente, in un ballatoio semicircolare che raccorda il pianerottolo della scala con una terrazza, che si affaccia sul cortile dell'edificio. Oltre alla sala principale, munita di quattro porte (ad oggi due murate), troviamo due sale adiacenti e comunicanti, che presentano un partito decorativo ottocentesco molto gradevole, realizzato con riquadri dipinti a tempera, con soggetti floreali, scene campestri o di ispirazione mitologica. Le scene sono inserite in un comparto decorativo delle pareti ancora da recuperare. Nel 1997 il palazzo fu acquistato dal Comune di Capodrise, assumendo la denominazione, prima di "Palazzo della Cultura" e successivamente di "Palazzo delle Arti". Il Palazzo per circa una decina d'anni è risultato essere la sede degli uffici del Comune di Capodrise. Dopo un periodo in cui fu inutilizzato, l'edificio è diventato sede di motre d'arte contemporanea e spettacoli teatrali[6]

Piazze[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza della Repubblica
  • Piazza Gianni Rodari
  • Largo Modigliani
  • Largo San Donato
  • Piazza casa Fusco

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il sindaco è Enzo Negro.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1988 1990 Vincenzo Negro Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1991 Armando Ivazzi Democrazia Cristiana Sindaco
1991 1992 Andrea De Filippo Democrazia Cristiana Sindaco
1992 1993 Irene Tramontano commissario
1993 1997 Antony Acconcia Lista civica Sindaco
1997 2000 Antony Acconcia Partito Democratico della Sinistra Sindaco
2000 2001 Daniela Chemi commissario
2001 2005 Nicola Russo Raucci Democratici di Sinistra Sindaco
2005 2006 Gaetano Cupello commissario
2006 2011 Giuseppe Fattopace Democratici di Sinistra-PD Sindaco
2011 2015 Angelo Crescente Lista civica Sindaco
2015 2016 Maria Luisa Fappiano commissario
2016 2021 Angelo Crescente Capodrise rinasce Sindaco
2021 in carica Enzo Negro Siamo Capodrise Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 135, ISBN 88-11-30500-4.
  5. ^ La Casa-Museo del pittore Domenico Mondo (1723-1806), su Benvenuti su Palazzo Mondo!. URL consultato il 15 marzo 2020.
  6. ^ Guida storico artistica a cura di G. Sarnella, 1997..
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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