Riardo

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Riardo
comune
Riardo – Stemma Riardo – Bandiera
Riardo – Veduta
Panoramica su Riardo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
SindacoArmando Fusco dal 10/06/2018
Territorio
Coordinate41°16′N 14°09′E / 41.266667°N 14.15°E41.266667; 14.15 (Riardo)Coordinate: 41°16′N 14°09′E / 41.266667°N 14.15°E41.266667; 14.15 (Riardo)
Altitudine150 m s.l.m.
Superficie16,48 km²
Abitanti2 312[1] (30-4-2018)
Densità140,29 ab./km²
Comuni confinantiPietramelara, Pietravairano, Rocchetta e Croce, Teano, Vairano Patenora
Altre informazioni
Cod. postale81053
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061068
Cod. catastaleH268
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiriardesi
PatronoSant'Antonio abate
Giorno festivo17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Riardo
Riardo
Riardo – Mappa
Posizione del comune di Riardo nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Riardo è un comune italiano di 2 312 abitanti della provincia di Caserta in Campania. Ivi risiede lo Stabilimento Ferrarelle, la Fiera del mobile ed è inoltre luogo di nascita del calciatore Raffaele Di Fusco.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato nell'alto casertano, sul versante settentrionale dei Monti Trebulani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del paese

È un centro di origine antichissime (IV secolo a.C.), già conosciuto dagli antichi romani per le sue acque minerali. Il suo castello, costruito dai longobardi, risale all'VIII secolo.

Molto probabilmente durante la Seconda Guerra Punica Annibale passò per Riardo, e si narra che abbia buttato del sale sul villaggio che avrebbe poi chiamato Riardum. Tuttavia l'etimologia del nome è incerta e tuttora al centro di dibattiti. Un'altra ipotesi è che l'acqua minerale, allora probabilmente molto frizzante, desse l'impressione di "ardere" a chi la beveva, da qui rivus ardens poi diventato Riardo.

Secondo altre fonti, il comune era chiamato in origine Liardo o Leardo, tramutato poi in Riardo.[2]

Durante il periodo normanno e svevo, il feudo di Riardo è appartenuto alla famiglia Carafa.[3]

Nel 1229 il pontefice Gregorio IX, che aveva appoggiato l'insurrezione dei baroni nel regno di Sicilia, invase la provincia di Terra di Lavoro. Il re Giovanni di Gerusalemme, per impedire il passaggio dell'Imperatore Federico II che aveva liberato il territorio di Calvi dall'esercito pontificio, passò per Riardo, dove soggiornò per tre giorni.[4]

A seguito della conquista del regno di Sicilia da parte di Carlo I d'Angiò, il feudo di Riardo fu ceduto a Simone IV Conte di Monforte.[5]

Nel 1690 il feudo fu acquistato da Gedeone Cafaro che ne acquisì il titolo di Duca.[6]

Durante la Seconda Guerra Mondiale, a seguito dell'avanzata degli Alleati nel sud Italia, Riardo fu abbandonata dai tedeschi nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 1943.[7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Castello longobardo
  • La Chiesa di Santa Maria a Silice
  • Chiesa di San Leonardo
  • Santuario di Maria SS della Stella

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del paese

Riardo è conosciuto per la presenza di acque minerali, come la Ferrarelle e la Santagata, che hanno la fonte e gli stabilimenti proprio nel territorio riardese. È presente anche il mobilificio "Fiera del Mobile" che esporta manufatti di alta qualità in tutto il mondo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaco: Armando Fusco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2018.
  2. ^ Atti della Commissione Conservatrice dei monumenti ed oggetti di antichita e belle arti nella Provincia di Terra di Lavoro, Stab. tip. G. Nobile e C.o, 1873. URL consultato il 23 novembre 2019.
  3. ^ Biagio Aldimari, Historia genealogica della famiglia Carafa, A. Bulison, 1691. URL consultato il 23 novembre 2019.
  4. ^ Pietro Giannone, Istoria civile del regno di Napoli: In cui contiensi la polizia del regno sotto Normanni e Svevi. 5, 1823. URL consultato il 23 novembre 2019.
  5. ^ Biagio Aldimari, Memorie historiche di diverse famiglie nobili: cosi napoletane, come forastiere ... con un trattado dell'arme in generale, G. Raillard, 1691. URL consultato il 23 novembre 2019.
  6. ^ Arduino avvocato Mangoni (avvocato), Per lo illustre duca di Riardi d. Melchiorre Cafaro nella Regia Camera della Summaria [Arduino Mangoni], 1804*. URL consultato il 23 novembre 2019.
  7. ^ Giuseppe Capobianco, Il recupero della memoria: per una storia della Resistenza in Terra di Lavoro : autunno 1943, Edizioni scientifiche italiane, 1995, ISBN 978-88-8114-084-8. URL consultato il 23 novembre 2019.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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