Vairano Patenora

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Vairano Patenora
comune
Vairano Patenora – Stemma Vairano Patenora – Bandiera
Vairano Patenora – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Bartolomeo Cantelmo (lista civica) dal 7 giugno 2012
Territorio
Coordinate 41°20′00″N 14°08′00″E / 41.333333°N 14.133333°E41.333333; 14.133333 (Vairano Patenora)Coordinate: 41°20′00″N 14°08′00″E / 41.333333°N 14.133333°E41.333333; 14.133333 (Vairano Patenora)
Altitudine 168 m s.l.m.
Superficie 43,52 km²
Abitanti 8 480[1] (10/07/2010)
Densità 194,85 ab./km²
Frazioni Marzanello, Vairano Scalo
Comuni confinanti Ailano, Caianello, Marzano Appio, Pietravairano, Pratella, Presenzano, Raviscanina, Riardo, Teano
Altre informazioni
Cod. postale 81058
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061095
Cod. catastale L540
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Vairanesi
Patrono [San Bartolomeo, Madonna del Carmine]
Giorno festivo 24 agosto,

1°Domenica di Settembre

Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vairano Patenora
Vairano Patenora
Posizione del comune di Vairano Patenora nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Vairano Patenora nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Vairano Patenora è un comune italiano di 8.480 abitanti della provincia di Caserta nella regione Campania, in Italia.

Il toponimo "Vairano" deriva dal nome latino di persona Varius[senza fonte] a cui si aggiunge il suffisso -anus, indicante possesso. Quindi Vairano significa: "terra di Vario". "Patenora", invece, si riferisce alla pianura circostante, scavata dal Volturno, che è detta "Patenaria"[senza fonte].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale si estende nella valle del fiume Volturno, tra il massiccio del Matese e il parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Castello medievale di Vairano Patenora
Scorcio del borgo

Sulle montagne circostanti sono state rinvenuti i resti di un accampamento dell'età del bronzo[senza fonte]. In età storica il territorio era occupato dai Sanniti. Dopo la conquista romana (290 a.C., alla fine della terza guerra sannitica) dipese dal municipio di Teanum Sidicinum e in epoca alto-medievale passò ai Longobardi.

Nell'XI secolo i normanni vi eressero un castello, che fece probabilmente parte del demanio regio e che l'imperatore Enrico IV donò a Roffredo dell'Isola, abate di Montecassino, il 20 maggio del 1191[senza fonte]. Il castello fu quindi coinvolto nelle lotte tra l'imperatore, sposo di Costanza d'Altavilla, e il re di Sicilia Tancredi: il conte Ruggero di Chieti, che appoggiava il re Tancredi, respinse l'assedio del castello condotto dalle truppe imperiali e dell'abate Roffredo nel 1193[2]. In seguito furono brevemente ospiti del castello Federico II di Svevia, Carlo II d'Angiò e il papa Gregorio X.

Dal Quattrocento all'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1437 la città fu saccheggiata dal patriarca Vitellesco. Nel 1460 resistette nuovamente ad un secondo assedio da parte degli angioini, durante la guerra tra il re di Napoli, Ferrante I d'Aragona e il suo rivale Giovanni d'Angiò, ma l'anno successivo il castello fu quasi totalmente distrutto da Marino Marzano, oppositore degli aragonesi e la città rimase depopulata et dehabitata. Il castello attuale venne ricostruito tra il 1491 e il 1503 dal barone Innico II d'Avalos, che ricostruì anche le mura cittadine. Nel 1500 viene eretto il borgo di Marzanello come avamposto.

Nel 1590 Vairano fu acquistata dal barone Antonio Mormile di Frignano Cacciapuoti. I Cacciapuoti ottennero il titolo ducale di Vairano nel 1628 e nel 1660 restaurarono nuovamente il castello, che restò in possesso della famiglia fino all'abolizione del feudalesimo nel 1806.

Unità d'Italia e Novecento[modifica | modifica wikitesto]

La localizzazione dello storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II avvenuto il 26 ottobre 1860, che suggellò l'Unità italiana dopo le imprese garibaldine, passato alla storia come "incontro di Teano", secondo alcune fonti si sarebbe invece svolto a Vairano Scalo, presso la località di Taverna della Catena.[3].

Durante il periodo fascista, nella Taverna della Catena venne rinchiuso il pensatore e filosofo socialista Antonio Gramsci.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di Vairano Patenora è così blasonato:

« d'azzurro, al lupo al naturale passante sulla campagna erbosa di verde sormontato da croce rossa ad otto punte patente. Sotto lo stemma una fascia recante scritto: "Vairanum impugnans in nullo profecit" »

La traduzione del motto è: "assediando Vairano non ottenne nulla". Si tratta delle parole con cui è descritto l'assedio del castello del 1193 nella Chronica di Riccardo da San Germano[2].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Bartolomeo apostolo
Abbazia della Ferrara

Castello aragonese[modifica | modifica wikitesto]

Il castello aragonese di Vairano, fu fatto costruire sui resti di quello normanno e svevo, tra il 1491 e il 1503 da Innico II d'Avalos. Presenta quattro torri di cui la più grande, posta a sud-est, è detta "Torre mastra" ed è dotata di un ingresso ad atrio scoperto . L'interno è distrutto, ma sono ancora visibili la suddivisione dei piani, le cucine, le carceri e la vecchia cisterna.

Mura cittadine[modifica | modifica wikitesto]

La cinta fortificata del borgo medioevale era intervallata da 14 torri cilindriche su base a scarpata e si apriva con tre porte (porta Oliva, porta di Mezzo, o di Mezzogiorno, e porta Castello, o di Sant'Andrea)[4].

Altri luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Bartolomeo: edificata in origine nel 1310 e successivamente sostituita dall'attuale edificio tra il 1779 e il 1823. Nella nuova chiesa vennero portati tutti i beni custoditi nella precedente, tra cui lo stemma dei baroni d'Avalos[5]
  • Chiesa della Madonna di Loreto: eretta nel Cinquecento da un chierico, rimasto colpito da un pellegrinaggio al santuario di Loreto, nella piazza di Santa Lucia, appena fuori dalle mura del borgo. In passato la chiesa aveva tre altari i cui affreschi sono andati perduti. Si conserva un'immagine della Vergine al di sopra dell'entrata principale.
  • Chiesa di San Tommaso: di incerta data di costruzione, è situata nel borgo medievale. Precedentemente intitolata al Santissimo Sacramento, venne intitolata a san Tommaso nel 1777.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Tradizioni e folklore[modifica | modifica wikitesto]

  • San Bartolomeo apostolo, santo protettore di Vairano Patenora, sarebbe apparso, secondo una leggenda locale, a una banda di saraceni che si sarebbero apprestati a saccheggiare la città nel 1195, invitandoli a desistere dal loro proposito e sarebbe successivamente svanito. Giunti in città i saraceni avrebbero trovato tutti gli abitanti raccolti in preghiera nella chiesa e avrebbero riconosciuto nella statua del santo il vecchio che era loro apparso. Il capo saraceno avrebbe quindi donato al santo una preziosa collana d'oro e si sarebbe allontanato con i suoi senza fare alcun danno[senza fonte].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Vairano Scalo[modifica | modifica wikitesto]

Vairano Scalo è stazione ferroviaria sulla Roma-Napoli, via Cassino. Nel centro del paese si trova l'edificio della Taverna della Catena, vincolato e recentemente restaurato e un monumento dedicato allo storico incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II che alcuni ritengono che qui sia avvenuto.

Vi si trova la chiesa dei santi Cosma e Damiano, luogo di culto cattolico consacrato nell'anno 2000 da Francesco Tommasiello, allora vescovo della diocesi di Teano-Calvi. La chiesa è in stile moderno e fa parte del complesso parrocchiale, comprendente anche un alto campanile che ospita sette campane. All'interno, la chiesa è costituita da un'unica aula illuminata dal grande finestrone in facciata e terminante con l'area presbiterale, rialzata di alcuni gradini, ove trova luogo l'altare.

Sulla cantoria in controfacciata si trova l'organo a canne Mascioni opus 1189[7], costruito nel 2011 ed inaugurato il 17 dicembre dello stesso anno. A trasmissione mista, ha tre tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera di 32 note.

Altri monumenti di interesse della frazione sono la chiesa della Madonna del Carmine e la Taverna della Catena.

Marzanello[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Marzanello fu creato nel Cinquecento come avamposto. È formato da poche case e dalla diroccata chiesa di San Nicola. Nei pressi si trova la chiesa di Santa Maria del Monte, a due navate, con affreschi e un quadro raffigurante la Vergine e il "Palazzone", villa romana del I secolo a.C., successivamente fortificata nel Medioevo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Eventi religiosi[modifica | modifica wikitesto]

  • 13 e 14 giugno: festeggiamenti in onore di sant'Antonio da Padova nella frazione di Vairano Scalo.
  • 16 luglio: festa del Carmine nella frazione di Vairano Scalo.
  • 23, 24 e 25 agosto: festeggiamenti in onore di San Bartolomeo apostolo, patrono di Vairano Patenora.
  • Prima domenica di settembre: festeggiamenti in onore della beata Vergine del Carmelo, patrona della frazione di Vairano Scalo.
  • Seconda domenica di settembre: festeggiamenti in onore della Madonna del Monte, patrona della frazione di Marzanello.
  • 26 settembre: festeggiamenti in onore dei santi medici Cosma e Damiano, protettori della frazione di Vairano Scalo.
  • 6 dicembre: sagra di San Nicola nella frazione di Marzanello, con la processione nelle vie cittadine, musica popolare e vendita di prodotti tipici come la "vrola" (o caldarrosta).

Altri eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa medievale: a partire dal 2001 si svolge il secondo fine settimana di agosto nel borgo, con diversi spettacoli tra i quali la "giostra del Saracino" (tra le contrade di Terra, Fratta, Croce e Greci) e l'incendio del castello aragonese.
  • Sagra della Nocciola mortarella: a metà settembre nella frazione di Marzanello.
  • Anniversario dello storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II avvenuto il 26 ottobre del 1860: ogni anno il comune organizza una manifestazione e in particolare un festeggiamento speciale si è svolto per il 150º anniversario dell'incontro nel 2010
  • Mercatino di Natale:nei giorni che precedono la festa dell'Immacolata Concezione con esposizione di prodotti tipici e oggetti di artigianato lungo la via principale della frazione di Vairano Scalo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il tessuto economico di Vairano Patenora è basato essenzialmente sul commercio, sull'agricoltura e sull'artigianato.

La frazione di Vairano Scalo è ricca di esercizi commerciali e di servizi di ristorazione, grazie alla sua favorevole collocazione all'uscita dell'autostrada del Sole di Caianello, come tappa per i turisti che viaggiano verso le mete invernali (Roccaraso) o estive (Vasto, Termoli). L'altra frazione, Marzanello, rimane ancora, prevalentemente, legata al settore primario.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato dalla strada statale 6 Casilina (verso Roma o verso Capua), dalla quale si può inoltre raggiungere il casello di Caianello sull'autostrada A1 Milano-Napoli. Alla frazione di Vairano Scalo arriva la strada statale 85 Venafrana, da Venafro e Isernia e vi passa, con un'uscita dedicata, la superstrada telesina, tra Benevento e Caianello.

La stazione ferroviaria di Vairano-Caianello è servita dalla linea Roma-Napoli via Cassino e da una linea per Isernia-Carpinone, con successive diramazioni per Campobasso e per Sulmona-Pescara.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 7 giugno 2012 Bartolomeo Cantelmo (lista civica) è sindaco del comune di Vairano Patenora.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'"ASD Comprensorio Vairano", che milita nel girone unico di Eccellenza Molise. L'altra squadra di calcio della città è l'"ASD Vairano Scalo" che milita nel campionoto Amatoriale CSI.

  • Vairano Summer Cup: torneo di calcio al quale i calciatori si iscrivono e vengono sorteggiati nelle squadre secondo un sistema basato su teste di serie. Nel corso degli anni a questo torneo si sono uniti altri tornei come quello misto (uomini e donne partecipano insieme nella stessa squadra), e vari tornei di tipo giovanile. Il primo torneo, dedicato a Roberto Fernandes, fu organizzato nell'estate del 2000.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Squadra di pallavolo, la "Folgore Vairano", che negli anni passati ha militato nel campionato nazionale di serie B2. Attualmente le squadre della Folgore Vairano Volley Ball militano nella serie C maschile e serie D femminile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b Riccardo di San Germano, Chronica, 1193 (testo latino on line).
  3. ^ La località dell'incontro è riportata in documenti storici dell'epoca. Il "Diario storico dell'archivio del ministero della difesa", nel rapporto giornaliero del 26 ottobre 1860, riferisce: "... A Taverna della Catena, S.M. il Re, che col suo quartier generale marcia colle truppe del quarto Corpo, è incontrato dal gen. Garibaldi..." (citato da Nino D'Ambra, Giuseppe Garibaldi cento vite in una, Ed. A.G.Grassi, Napoli 1983 n.p.160). Anche Alfonso Scirocco (Garibaldi. Battaglie, amori, ideali di un cittadino del mondo, Ed. Laterza, Roma 2001) descrive l'incontro come avvenuto "presso Teano, al bivio di Taverna Catena, presso una casa rustica e una dozzina di pioppi": Garibaldi si fermò al bivio, dove arrivarono la colonna delle truppe regie e il re stesso, che salutato Garibaldi, procedette a cavallo con lui verso Teano, dove si separarono. Riportano l'incontro come avvenuto a Taverna della Catena anche Giuseppe Cesare Abba, Da Quarto al Volturno, in Gaetano Trombatore (a cura di), Memorialisti dell'Ottocento, I, Riccardi Ricciadri Edit., Napoli, p. 889 e ss.; Indro Montanelli, Storia d'Italia, Ed. Fabbri, Roma 1994, vol.31 p.124. Secondo la Treccani, la versione che vuole l'incontro avvenuto alla Taverna della Catena è la più accreditata e quella corredata da maggiori testimonianze attendibili. Incontro di Teano
  4. ^ Vittorio Gleijeses, Castelli in Campania, Società editrice Napoletana, 1977 2ª edizione. (da “Castelli in Campania di Vittorio Gleijeses - Società editrice Napoletana 1977 2ª edizione pp. 144/5)
  5. ^ Sito della parrocchia di San Bartolomeo.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ L'organo a canne

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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