Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista
Articolo Uno Movimento Democratico e Progressista.svg
Leader
Presidente Francesco Laforgia (Camera)
Maria Cecilia Guerra (Senato)
Stato Italia Italia
Fondazione 28 febbraio 2017
Ideologia Socialdemocrazia
Socialismo democratico
Collocazione Centro-sinistra/Sinistra
Partito europeo nessuno
Gruppo parlamentare europeo S&D
Seggi Camera
40 / 630
Seggi Senato
14 / 315
Seggi Europarlamento
3 / 73
Seggi Consiglio regionale
15 / 917
Colori Amaranto[senza fonte]
Sito web articolo1mdp.it

Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista[1] (abbreviato in MDP), precedentemente indicato come Democratici e Progressisti (abbreviato in DP), è un movimento politico di orientamento socialdemocratico. È nato dalla scissione dell'ala sinistra del Partito Democratico il 25 febbraio 2017.[2][3][4]

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome si riferisce all'articolo 1 della Costituzione italiana, che definisce l'Italia «una repubblica democratica fondata sul lavoro» e afferma il principio della sovranità popolare.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cause della scissione[modifica | modifica wikitesto]

Sin dalle elezioni primarie del Partito Democratico, tenutesi nel 2013, che hanno visto elezione del ex-sindaco di Firenze Matteo Renzi come segretario, il partito è stato lacerato da una lotta interna tra la maggioranza vincitrice (composta dai cd. "Renziani", corrente composta di centristi e socialdemocratici moderati, sostenitori della «Terza via») e le componenti più a sinistra, sempre molto critiche con Renzi, il suo governo (2014-2016) e la sua proposta di riforma costituzionale, che è stata definitivamente bocciata nel referendum costituzionale nel dicembre 2016.

Dopo le scissioni di Possibile (ad opera del deputato milanese Civati) e di Futuro a Sinistra (dell'ex-viceministro dell'economia Fassina), i maggiori esponenti dell'ala sinistra del PD sono diventati Enrico Rossi e Roberto Speranza, sostenuti, nella loro azione politica, dagli ex-segretari del PD Pier Luigi Bersani e Guglielmo Epifani e dall'ex-presidente del Consiglio dei Ministri dei DS Massimo d'Alema.

In seguito, si è avvicinato alle loro posizioni anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

Nel febbraio del 2017 Renzi ha deciso di dimettersi da segretario, candidandosi alle successive elezioni primarie del PD da tenersi dopo circa due mesi. Ciò non venne considerato sufficiente dalla maggior parte delle componenti di sinistra, che richiedevano, per garantire un maggiore dibattito fra le varie anime del partito, di tenere le primarie dopo l'estate, continuando a sostenere il Governo Gentiloni e respingendo qualsiasi richiesta di voto anticipato.[5]

Il rapporto con Sinistra Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Nello stesso periodo Sinistra Ecologia Libertà (SEL), un partito socialista democratico ed ecosocialista all'opposizione dei governi Renzi e Gentiloni, aveva dato origine ad un processo congressuale per costituire un nuovo soggetto politico di sinistra, alternativo al PD, chiamato Sinistra Italiana.[6][7]

Un gruppo di ex-membri di SEL, tra cui Arturo Scotto e Massimiliano Smeriglio, decidono di non aderire a tale soggetto, in polemica con la linea maggioritaria in SI di non voler dialogare con il PD.[8] In futuro questo gruppo aderirà interamente a MDP.[9]

Il movimento[modifica | modifica wikitesto]

Parallelamente alla formazione dei gruppi parlamentari nasce il 25 febbraio 2017 a Roma l'omonimo movimento, i cui leader sono: Roberto Speranza, Arturo Scotto, Enrico Rossi e Pier Luigi Bersani. Il Manifesto dei Valori spiega che si tratta di un «un movimento aperto» che serva a «costruire e radicare in tutte le comunità un campo di esperienze democratiche e progressiste legate alle culture socialiste, liberali, cristiano-democratiche e ambientaliste, al mondo civico dell'associazionismo e del volontariato, alla grande mobilitazione popolare manifestatasi nel recente referendum costituzionale» e, in definitiva, per «ricostruire un centrosinistra plurale».[10]

Al movimento aderiscono tre deputati europei (Antonio Panzeri, Massimo Paolucci e Flavio Zanonato).[11]

La prima adesione a livello regionale avviene nell'Assemblea Regionale Siciliana, dove la deputata Mariella di Maggio lascia il PD e aderisce a MDP, passando al Gruppo Misto.[12]

Il 9 marzo 2017 nel consiglio regionale della Sardegna tre consiglieri eletti con SEL aderiscono a MDP e costituiscono il gruppo Sinistra per la democrazia e il progresso.[13]

Lo stesso giorno nel consiglio regionale dell'Abruzzo l'unico consigliere eletto con SEL aderisce a MDP.[14]

Nel consiglio regionale del Lazio si forma il 10 marzo 2017 gruppo consiliare del Movimento Democratico e Progressista che conta 5 membri (3 ex SEL e 2 ex PD).[15]

Lo stesso giorno si costituisce nel consiglio regionale della Puglia il gruppo del Movimento Democratico e Progressista, composto da 3 consiglieri eletti con il PD.[16]

Il 15 marzo 2017 è la volta del consiglio regionale della Toscana, dove il presidente della Regione Enrico Rossi e un altro consigliere costituiscono il gruppo del Movimento Democratico e Progressista.[17]

La polemica con presidente del PSE[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 marzo 2017 Sergei Stanishev, presidente del Partito Socialista Europeo ed ex-Primo Ministro della Bulgaria, ha dichiarato in un'intervista a L'Unità di non voler accogliere nel PSE i membri del Movimento Democratico e Progressista, affermando che «Non ci può essere spazio [nella nostra famiglia] per forze politiche che minano l'unità del nostro movimento». Il riferimento è alla scissione dal Partito Democratico, membro del PSE dal 2014.[18][19]

Speranza, in merito alla vicenda, ha spiegato che la decisione è sintomo della «crisi del socialismo europeo», definendo Stanishev «malconsigliato» e spiegando che è intenzione del MDP raccontare «a tutti i partiti europei i motivi delle [nostre] scelte».[20]

Ciononostante, Articolo 1 - MDP è comunque membro del gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) nel Parlamento Europeo con i suoi tre deputati.

Membri rappresentativi[modifica | modifica wikitesto]

I membri più rappresentativi del movimento sono Pier Luigi Bersani (precedentemente segretario del Partito Democratico dal 2009 al 2013, ministro, deputato in diverse legislature e presidente dell'Emilia Romagna), Massimo D'Alema (ex presidente del Consiglio), Enrico Rossi (presidente della Toscana), Roberto Speranza (deputato ed ex-capogruppo PD dalla Camera), Claudio Fava (deputato ed ex segretario di Sinistra Italiana), Arturo Scotto (ex-capogruppo di Sinistra Italiana alla Camera), Guglielmo Epifani (ex segretario CGIL),Vasco Errani (ex-presidente dell'Emilia Romagna e attuale commissario straordinario per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del centro italia del 2016), Vincenzo Visco (Ministro delle finanze dal 1996 al 2000, Ministro del tesoro dal 2000 al 2001 e vice ministro dell'economia con delega alle Finanze dal 2006 al 2008) e Flavio Zanonato (deputato al Parlamento Europeo, già sindaco di Padova dal 1993 al 1999 e dal 2004 al 2013, e Ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Letta).

Nelle istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo alla Camera si è ufficialmente costituito il 28 febbraio 2017, cui hanno aderito inizialmente 37 deputati e, nello stesso giorno al Senato, con 14 senatori. Ai gruppi aderiscono anche alcuni parlamentari eletti nel 2013 in Sinistra Ecologia Libertà.[21][22]

Il capogruppo alla Camera è Francesco Laforgia mentre quello del Senato è Maria Cecilia Guerra.[23]

Camera dei Deputati[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista

XVII Legislatura
40 deputati

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista

XVII Legislatura
14 senatori

Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici

VIII legislatura
3 eurodeputati

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Composizione del gruppo ARTICOLO 1-MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA, in Camera dei Deputati, 03 marzo 2017. URL consultato il 03 marzo 2017 (archiviato il 03 marzo 2017).
  2. ^ Nasce Articolo 1- Movimento democratici progressisti. Speranza: «Lavoro e giovani prima di tutto», in la Repubblica, 25 febbraio 2017. URL consultato il 03 marzo 2017 (archiviato il 03 marzo 2017).
  3. ^ a b Franco Stefanoni, Ecco il nome degli ex Pd: Articolo 1 Movimento dei democratici e progressisti, in Corriere della Sera, 25 febbraio 2017. URL consultato il 03 marzo 2017 (archiviato il 03 marzo 2017).
  4. ^ Andrea Gagliardi, «Democratici e progressisti» il nuovo nome degli ex Pd. Speranza: lavoro è nostra priorità, in Il Sole 24 ORE, 25 febbraio 2017. URL consultato il 03 marzo 2017 (archiviato il 03 marzo 2017).
  5. ^ Pd, Renzi: «Hanno paura del congresso». Speranza, Emiliano e Rossi: «Partito personale, lui è il Cesare di una nuova Dc», in Il Fatto Quotidiano, 15 febbraio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2016).
  6. ^ Andrea Carugati, Sinistra italiana non è ancora nata, ma è già divisa, in La Stampa, 05 febbraio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  7. ^ Sinistra Italiana chiude le porte a Renzi. «Alleanza con Pd possibile solo con svolta a sinistra», in la Repubblica, 17 febbraio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  8. ^ Mario Lavia, Sinistra italiana, neanche è nata e già è divisa. La lunga storia delle scissioni, in L'Unità, 16 gennaio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  9. ^ Sinistra Italiana, 17 deputati (su 31) lasciano gruppo e vanno con scissionisti Pd. Fratoianni: «Fatto di cronaca minore», in Il Fatto Quotidiano, 23 febbraio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  10. ^ Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista, Un nuovo inizio. Con i nostri valori. (PDF), in democraticiprogressisti.it, 03 marzo 2016. URL consultato il 03 marzo 2017 (archiviato il 03 marzo 2017).
  11. ^ Zanonato-Panzeri-Paolucci, addio al Pd al Parlamento Ue, in ANSA, 02 marzo 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  12. ^ Mariella Maggio lascia il Pd Giovedì Zoggia a Palermo, su Quotidiano Sicilia - Cronaca Sicilia - Notizie, sport, attualità e politica siciliana: Live Sicilia. URL consultato il 20 marzo 2017.
  13. ^ Mdp: entrano quattro ex Sel Sardegna, su euronews, 09 marzo 2017. URL consultato il 20 marzo 2017.
  14. ^ MDP, aderisce anche Mazzocca, su InAbruzzo.com. URL consultato il 21 marzo 2017.
  15. ^ Redazione Centumcellae News, Regione. Nasce il gruppo Democratici e Progressisti. Gino De Paolis capogruppo? | Centumcellae News, su www.centumcellae.it. URL consultato il 15 marzo 2017.
  16. ^ Postato da: S, ra Signorella, Parte in Puglia “Articolo 1-Mdp” in Consiglio regionale: “Saremo pungolo propositivo”, su ilpaesenuovo.it - quotidiano online del Salento. URL consultato il 20 marzo 2017.
  17. ^ Rossi si licenzia dal Pd. E in Regione arriva il gruppo Mdp, in FirenzeToday. URL consultato il 20 marzo 2017.
  18. ^ Sergei Stanishev, leader Pse, chiude la porta a Mdp: «Non c'è spazio per chi mina l'unità dei progressisti», in L'Huffington Post, 03 marzo 2017. URL consultato il 1 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  19. ^ Marco Mongiello, «Non c’è spazio per chi mina l’unità dei progressisti». Parla Sergei Stanishev, in L'Unità, 03 marzo 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  20. ^ Bersaniani a Strasburgo fuori dal Pse. Speranza: «Spiegheremo la verità», in il manifesto, 04 marzo 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  21. ^ Camera dei Deputati
  22. ^ Senato della Repubblica
  23. ^ DIodato Pirone, Mdp, Laforgia e Guerra capigruppo di 37 deputati e 14 senatori, in il Messaggero, 28 febbraio 2017. URL consultato il 03 marzo 2017 (archiviato il 03 marzo 2017).