Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista

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Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista
Articolo Uno Movimento Democratico e Progressista.svg
CoordinatoreRoberto Speranza
StatoItalia Italia
SedeVia Zanardelli, 34 - 00186 - Roma
AbbreviazioneArt.1-MDP
Fondazione25 febbraio 2017
IdeologiaSocialdemocrazia Cristianesimo sociale [1]
Socialismo democratico
Progressismo
CollocazioneCentro-sinistra[2][3]/Sinistra[4][5][6]
CoalizioneLiberi e Uguali
Partito europeonessuno
Gruppo parl. europeoS&D
Seggi Camera
8 / 630
Seggi Senato
2 / 320
Seggi Europarlamento
3 / 73
Seggi Consiglio regionale
19 / 897
Organizzazione giovanileMovimento Giovanile della Sinistra
Iscritti21.000 (2018)
ColoriTricolore italiano, Rosso
Sito web

Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista (Art.1-MDP) è un partito politico italiano fondato il 25 febbraio 2017, in seguito a una scissione dal Partito Democratico promossa da alcuni esponenti della sua componente di sinistra.

Al partito aderiscono anche quei parlamentari che, dopo lo scioglimento di SEL, non hanno aderito a Sinistra Italiana.[7][8][9] Il suo nome si riferisce all'articolo 1 della Costituzione italiana che definisce l'Italia «una repubblica democratica fondata sul lavoro» e afferma il principio della sovranità popolare.[8]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La scissione dal PD[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le elezioni primarie del Partito Democratico del 2013, che hanno visto l'elezione del sindaco di Firenze Matteo Renzi come segretario, il PD fu lacerato da una lotta interna tra la maggioranza vincitrice (composta dai cosiddetti "renziani", corrente composta di centristi e moderati, sostenitori della «Terza via») e le componenti più a sinistra, sempre molto critiche con Renzi, il suo governo (2014-2016) e la sua proposta di riforma costituzionale, che è stata definitivamente bocciata dal referendum costituzionale nel dicembre 2016.

Dopo le scissioni di Possibile (ad opera del deputato Giuseppe Civati) e di Futuro a Sinistra (dell'ex-viceministro dell'economia Stefano Fassina), i maggiori esponenti dell'ala sinistra del PD sono diventati Enrico Rossi e Roberto Speranza, sostenuti, dagli ex segretari del PD Pier Luigi Bersani e Guglielmo Epifani e dall'ex presidente del Consiglio ed ex segretario dei DS Massimo D'Alema.

Nel febbraio del 2017 Renzi decise di dimettersi da segretario, candidandosi alle successive elezioni primarie del PD da tenersi dopo circa due mesi. Ciò non venne considerato sufficiente dalla maggior parte delle componenti di sinistra, che richiedevano, per garantire un maggiore dibattito fra le varie anime del partito, di tenere le primarie dopo l'estate, continuando a sostenere il Governo Gentiloni e respingendo qualsiasi richiesta di voto anticipato.[10]

Nello stesso periodo, un gruppo di ex membri di Sinistra Ecologia Libertà (SEL), tra cui Arturo Scotto e Massimiliano Smeriglio, decise di non aderire al nuovo partito di sinistra chiamato Sinistra Italiana, in cui SEL si stava sciogliendo, in polemica con la linea maggioritaria del partito, tesa a rifiutare il dialogo con il PD.[11] In seguito questo gruppo aderì interamente a MDP.[12]

La nascita ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

Dall'unione di questi gruppi nasce quindi, il 25 febbraio 2017, Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista,[13] i cui leader sono Roberto Speranza, Arturo Scotto, Enrico Rossi e Pier Luigi Bersani. Altri membri rappresentativi sono Massimo D'Alema, Claudio Fava, Guglielmo Epifani, Vasco Errani, Vincenzo Visco e Flavio Zanonato.[14]

Il 3 marzo 2017 Sergej Stanišev, presidente del Partito Socialista Europeo, ha dichiarato di non voler accogliere nel PSE i membri del neonato Movimento Democratico e Progressista, poiché formato da scissionisti rispetto a un partito, il PD, già membro del PSE dal 2014.[15][16] La dichiarazione è stata contestata da Roberto Speranza, che l'ha indicata come sintomo della «crisi del socialismo europeo».[17] Ciononostante, i tre eurodeputati di Articolo 1 - MDP fanno parte del gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) nel Parlamento europeo[18].

Intanto il partito si è sviluppato anche a livello regionale, con la nascita di gruppi consiliari autonomi di MDP in Sardegna,[19] Puglia,[20] Lazio[21] e Piemonte[22], oltre alla Toscana del governatore Rossi.[23][24] Membri di MDP sono inoltre presenti, pur senza formare un gruppo autonomo, in quasi tutte le altre regioni, portando il totale dei consiglieri regionali del partito a 23 nell'aprile 2017.

Il 1º aprile 2017 alla stazione marittima di Napoli ha luogo la prima assemblea nazionale dei comitati promotori di MDP alla presenza di Bersani, D'Alema, Speranza e del sindaco della città Luigi de Magistris che ha aperto al dialogo con il movimento.[25] Nello stesso mese Roberto Speranza diviene coordinatore nazionale del movimento.[26] Il 19, 20 e 21 maggio 2017 a Milano si è quindi svolta una tre giorni programmatica denominata Fondamenta, nel corso della quale sono stati elaborati i documenti programmatici che costituiscono la base del programma del nuovo soggetto.[27]

Nella maggior parte dei casi Art.1-MDP non ha partecipato alle elezioni comunali del 2017 con proprie liste[28]. A L'Aquila era presente una lista Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista che ha ottenuto 1 782 voti, il 4,66%[29], eleggendo un consigliere[30], nonostante la sconfitta del candidato sindaco sostenuto.

Fine della collaborazione con Campo Progressista e uscita dalla maggioranza[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º luglio 2017 il partito ha promosso una manifestazione in piazza Santi Apostoli a Roma, insieme a Campo Progressista di Giuliano Pisapia e ad altre forze politiche di centro-sinistra, per lanciare Insieme, un nuovo soggetto politico in vista delle elezioni politiche del 2018.

Il 24 settembre 2017 nasce la struttura giovanile del movimento denominata Movimento Giovanile della Sinistra (MGS).

Il 3 ottobre 2017 il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico si dimette e Roberto Speranza comunica che MDP non voterà a favore del Def (Documento di economia e finanza) e che il partito non si ritiene più parte della maggioranza e spera in una svolta radicale sulle politiche governative.[31] Pochi giorni dopo, in seguito all'annuncio da parte di Speranza dell'indizione di un'assemblea per un nuovo soggetto politico in vista delle elezioni, avviene la rottura con Campo Progressista di Giuliano Pisapia, sancendo di fatto la fine di Insieme, il soggetto lanciato il 1º luglio.[32][33] Nei giorni seguenti MDP non vota le tre questioni di fiducia poste dal governo Gentiloni sull'approvazione del Rosatellum (la nuova legge elettorale proposta da Ettore Rosato, capogruppo PD alla Camera), annunciando poi l'uscita dalla maggioranza.[34]

Regionali siciliane del 2017[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni regionali siciliane del 5 novembre 2017 il partito sostiene la candidatura a presidente della Regione del proprio deputato Claudio Fava[35] nell'ambito di una coalizione di sinistra, assieme a Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Verdi e Possibile.[36] MDP, insieme agli altri partiti schierati a sostegno di Fava, si federa nella lista unitaria Cento Passi per la Sicilia, per ovviare allo sbarramento del 5% previsto dalla legge elettorale siciliana.[37] La coalizione riesce ad eleggere Claudio Fava ottenendo in totale 128 157 voti.

Elezioni politiche del 2018[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 novembre 2017 la direzione nazionale di Art.1-MDP delibera la collaborazione con Sinistra Italiana e Possibile per le elezioni politiche del 2018. Il 3 dicembre a Roma un'assemblea nazionale dei delegati nominati dalle tre forze politiche, attraverso 158 assemblee locali, sancisce la nascita dell'alleanza designando come leader il Presidente del Senato Pietro Grasso. La denominazione proposta per la lista elettorale è "Liberi e Uguali"[38]. Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 la lista ottiene il 3,4% dei voti, eleggendo 14 deputati e 4 senatori, la maggior parte dei quali sono esponenti di MDP.

Regionali laziali e lombarde del 2018[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso giorno delle elezioni politiche, ovvero il 4 marzo 2018, sono andati al voto anche i cittadini delle Regioni Lazio e Lombardia per eleggere i consiglieri e i nuovi governatori. La lista "Liberi e Uguali" ha appoggiato il candidato Nicola Zingaretti del PD nel Lazio ma in Lombardia non ha appoggiato Giorgio Gori del PD in favore di un proprio candidato, il sindacalista Onorio Rosati, il quale non supera l'1,28% dei voti.[39] Mentre nel Lazio ottiene il 3% dei voto eleggendo però un solo deputato regionale.

Regionali molisane e friuliane del 2018[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 aprile in Molise si svolgono le elezioni regionali che vedono la lista Liberi e Uguali, come avvenuto in Lombardia e nel Lazio, partecipare appoggiando il candidato del PD Carlo Veneziale. Una settimana dopo, il 29 aprile si svolgono le elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia, dove però la lista LeU non si presenta, ma Art.1 - MDP si associa alla lista Open Sinistra FVG a sostegno del candidato del PD Sergio Bolzonello, contrari invece Sinistra Italiana e Possibile.

Assemblea nazionale del 12 maggio[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il risultato del 4 marzo alle elezioni politiche viene convocata una assemblea nazionale il 12 maggio per discutere sul dopo voto in vista anche delle elezioni europee del 2019. Viene chiamata Restart al quale partecipano anche esponenti della minoranza del PD tra cui Andrea Orlando e Gianni Cuperlo, ma anche il Segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, dalla relazione letta dal coordinatore Roberto Speranza si auspica ad una Assemblea Costituente di LeU da tenere alla fine di maggio. Nicola Fratoianni conferma la relazione di Speranza e comunica di farla al più presto possibile. La relazione viene votata all'unanimità da tutti i componenti di Art.1-MDP presenti nella sala.

Assemblea nazionale di Liberi e Uguali del 26 maggio[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 maggio viene convocata a Roma in accordo con Possibile e Sinistra Italiana, l'assemblea nazionale di Liberi e Uguali per discutere il percorso politico dopo il risultato del 4 marzo. L'assemblea decide di dar vita al percorso che porterà Liberi e Uguali a unirsi in un partito unico, nonostante la contrarietà della maggioranza uscita lo stesso mese dal congresso di Possibile, rispetto alla minoranza invece ancora favorevole.

Assemblea nazionale del 22 luglio[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 luglio viene convocata un'assemblea a Roma dove si svolge il congresso di Art.1-MDP in cui viene rieletto coordinatore Roberto Speranza all'unanimità dall'assemblea dei 500 delegati da tutta Italia. Nello stesso modo è avvenuto nei giorni prima a livello territoriale dove sono stati eletti i coordinatori e i coordinamenti.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Il Manifesto dei Valori spiega che si tratta di «un movimento aperto» che serva a «costruire e radicare in tutte le comunità un campo di esperienze democratiche e progressiste legate alle culture socialiste, cristiano-democratiche e ambientaliste, al mondo civico dell'associazionismo e del volontariato, alla grande mobilitazione popolare manifestatasi nel recente referendum costituzionale» e, in definitiva, per «ricostruire un centro-sinistra plurale».[40]

I suoi riferimenti principali sono riconducibili alla storia del movimento operaio (incarnato da Pci e Psi), emblema è la centralità del lavoro, con particolare riferimento alla lotta alla precarietà, al ripristino dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori,[41]; non di meno vi sono tematiche alle quali il partito è vicino, ad esempio i nuovi diritti, la piena uguaglianza che si realizza attraverso l'allargamento delle libertà, l'integrazione europea, la laicità, la non-violenza e la salvaguardia dell'ambiente[42].

L'obiettivo è la nascita di un nuovo centro-sinistra aperto e plurale, certamente consapevole dei valori costituzionali dell'antifascismo e della Resistenza, in grado di dare rappresentanza a quelle fasce della società tradizionalmente vicine (dipendenti pubblici, insegnanti, mondo della cultura, operai, giovani), nel solco de L'Ulivo e dai valori che lo hanno significativamente contraddistinto[43][44][45].

Nelle istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo alla Camera si è costituito ufficialmente il 28 febbraio 2017, con l'iniziale adesione di 37 deputati, e quello al Senato nello stesso giorno, con 14 senatori. Il capogruppo alla Camera è Francesco Laforgia mentre quello del Senato è Maria Cecilia Guerra.[46][47]

Camera dei deputati[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista

XVII Legislatura
44 deputati

Gruppo Liberi e Uguali

XVIII Legislatura
7 deputati

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista

XVII Legislatura
16 senatori

Gruppo Misto – Liberi e Uguali

XVIII Legislatura
2 senatori

Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici

VIII legislatura
3 eurodeputati

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Seggi
Politiche 2018 Camera In Liberi e Uguali

7 / 630

Senato In Liberi e Uguali

2 / 315

Iscritti[modifica | modifica wikitesto]

  • 2017: dati non disponibili
  • 2018: 21,000

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Feste nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alessandro Pascale, La (confusa) linea internazionale di Articolo 1 – MdP; Siria, Europa e America Latina: cosa pensa la nuova socialdemocrazia?, su lacittafutura.it, 20 maggio 2017. URL consultato il 21 maggio 2017.
  2. ^ Giulio Serafino, Articolo Uno, Abaterusso lancia MDP. 'Ma quali scissionisti: noi guida del nuovo centrosinistra', su leccenews24.it, 8 aprile 2017. URL consultato il 21 maggio 2017.
  3. ^ Domenico Cristiano, Nasce Articolo 1 – Movimento democratici e progressisti, su lineapress.it, 25 febbraio 2017. URL consultato il 21 maggio 2017.
  4. ^ Francesca Schianchi, Nasce “Articolo 1 - Democratici e progressisti”: “Non ci facciamo mettere sulla ridotta”, su lastampa.it, 25 febbraio 2017. URL consultato il 12 giugno 2017.
  5. ^ L’Articolo uno della nuova sinistra, in Il manifesto, 26 febbraio 2017.
  6. ^ Andrea Picardi, Vi racconto cosa farà davvero Massimo D’Alema. Parla Caldarola, in Formiche, 10 ottobre 2017.
  7. ^ Nasce Articolo 1- Movimento democratici progressisti. Speranza: «Lavoro e giovani prima di tutto», in la Repubblica, 25 febbraio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato il 3 marzo 2017).
  8. ^ a b Franco Stefanoni, Ecco il nome degli ex Pd: Articolo 1 Movimento dei democratici e progressisti, in Corriere della Sera, 25 febbraio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato il 3 marzo 2017).
  9. ^ Andrea Gagliardi, «Democratici e progressisti» il nuovo nome degli ex Pd. Speranza: lavoro è nostra priorità, in Il Sole 24 ORE, 25 febbraio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato il 3 marzo 2017).
  10. ^ Pd, Renzi: «Hanno paura del congresso». Speranza, Emiliano e Rossi: «Partito personale, lui è il Cesare di una nuova Dc», in Il Fatto Quotidiano, 15 febbraio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  11. ^ Mario Lavia, Sinistra italiana, neanche è nata e già è divisa. La lunga storia delle scissioni, in L'Unità, 16 gennaio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  12. ^ Sinistra Italiana, 17 deputati (su 31) lasciano gruppo e vanno con scissionisti Pd. Fratoianni: «Fatto di cronaca minore», in Il Fatto Quotidiano, 23 febbraio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  13. ^ Sinistra Italiana, 17 deputati (su 31) lasciano gruppo e vanno con scissionisti Pd. Fratoianni: «Fatto di cronaca minore», in Il Fatto Quotidiano, 23 febbraio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  14. ^ Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista, Un nuovo inizio. Con i nostri valori. (PDF), in democraticiprogressisti.it, 3 marzo 2016. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2017).
  15. ^ Sergei Stanishev, leader Pse, chiude la porta a Mdp: «Non c'è spazio per chi mina l'unità dei progressisti», in L'Huffington Post, 3 marzo 2017. URL consultato il 1º marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  16. ^ Marco Mongiello, «Non c’è spazio per chi mina l’unità dei progressisti». Parla Sergei Stanishev, in L'Unità, 3 marzo 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  17. ^ Bersaniani a Strasburgo fuori dal Pse. Speranza: «Spiegheremo la verità», in il manifesto, 4 marzo 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  18. ^ articolo1mdp-europa.eu, https://articolo1mdp-europa.eu/.
  19. ^ Mdp: entrano quattro ex Sel Sardegna, su euronews, 9 marzo 2017. URL consultato il 20 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2017).
  20. ^ Postato da: S, ra Signorella, Parte in Puglia “Articolo 1-Mdp” in Consiglio regionale: “Saremo pungolo propositivo”, su ilpaesenuovo.it - quotidiano online del Salento. URL consultato il 20 marzo 2017.
  21. ^ Redazione Centumcellae News, Regione. Nasce il gruppo Democratici e Progressisti. Gino De Paolis capogruppo? | Centumcellae News, su www.centumcellae.it. URL consultato il 15 marzo 2017.
  22. ^ (IT) Nuovi gruppi a Palazzo Lascaris - Consiglio regionale del Piemonte, su www.cr.piemonte.it. URL consultato il 7 febbraio 2018.
  23. ^ Rossi si licenzia dal Pd. E in Regione arriva il gruppo Mdp, in FirenzeToday. URL consultato il 20 marzo 2017.
  24. ^ MDP, aderisce anche Mazzocca, su InAbruzzo.com. URL consultato il 21 marzo 2017.
  25. ^ Napoli: prima assemblea di Articolo uno. D'Alema: "Abbiamo ritrovato la nostra gente", in Repubblica.it, 1º aprile 2017. URL consultato il 28 giugno 2017.
  26. ^ Speranza: Il Pd di Renzi è il partito dei moderati, in Articolo Uno. URL consultato il 28 giugno 2017.
  27. ^ Speciale Fondamenta - Articolo Uno, in Articolo Uno. URL consultato il 28 giugno 2017.
  28. ^ [1]
  29. ^ [2]
  30. ^ [3]
  31. ^ Def, Speranza (Mdp): "No a relazione, sì a scostamento". Bubbico si dimette da viceministro, la Repubblica.it, 3 ottobre 2017.
  32. ^ Speranza: «Pisapia? L’attesa è una soap opera. No a Renzi, con lui alleanze farlocche»
  33. ^ Pisapia gela Speranza: «Buon viaggio a lui e al suo partitino del 3%»
  34. ^ Legge elettorale, Mdp a Mattarella: “La maggioranza non c’è più”. Ma per Ala missione compiuta: “È la nostra riforma”
  35. ^ Regionali, MdP propone Claudio Fava come candidato, in Giornale di Sicilia. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  36. ^ Sinistra unita in Sicilia, sostegno a Fava: "Stessa intesa anche per le Politiche", in Giornale di Sicilia. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  37. ^ Regionali, Fava presenta il simbolo: "Cento passi per la Sicilia, siamo già al 25%", in PalermoToday. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  38. ^ Grasso lancia "Liberi e uguali": lista unitaria di Mdp, Si e Possibile, 3 dicembre 2017. URL consultato il 10 dicembre 2017.
  39. ^ Elezioni regionali, Giulio Gallera è 'mister' preferenza: il più votato, in Il Giorno, 6 marzo 2018.
  40. ^ Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista, Un nuovo inizio. Con i nostri valori. (PDF), in democraticiprogressisti.it, 3 marzo 2016. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2017).
  41. ^ http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/25/voucher-mdp-contro-il-pd-misura-colma-noi-fuori-dalla-maggioranza-hanno-deciso-di-far-cadere-il-governo/3614551//]
  42. ^ http://www.corriere.it/politica/17_marzo_22/articolo-1-mdp-presenta-simbolo-nostri-fari-democrazia-lavoro-3fc855ee-0f34-11e7-b19a-5283fae0a63e.shtml?refresh_ce-cp/]
  43. ^ http://formiche.net/blog/2017/04/09/articolo-1-mdp-linea//]
  44. ^ https://articolo1mdp.it/il-movimento//]
  45. ^ http://www.firenzetoday.it/politica/festa-regionale-provinciale-mdp-articolo-uno.html//]
  46. ^ Diodato Pirone, Mdp, Laforgia e Guerra capigruppo di 37 deputati e 14 senatori, in il Messaggero, 28 febbraio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato il 3 marzo 2017).
  47. ^ Composizione del gruppo ARTICOLO 1-MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA, in Camera dei deputati, 3 marzo 2017. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato il 3 marzo 2017).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]