Articolo Uno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Articolo Uno
Articolo Uno Logo.png
SegretarioRoberto Speranza
StatoItalia Italia
SedeVia Zanardelli, 34 - 00186 - Roma
AbbreviazioneArt.1 o Art.Uno
Fondazione25 febbraio 2017
IdeologiaSocialdemocrazia
Socialismo democratico
Progressismo
CollocazioneSinistra
CoalizioneArt.1-CP (2017)
Art.1-Verdi (2017-)
LeU (2017-2018)
Art.1-PD (2019-)
Partito europeoPartito del Socialismo Europeo (osservatore)
Gruppo parl. europeoAlleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Seggi Camera
8 / 630
Seggi Senato
2 / 320
Seggi Europarlamento
3 / 73
Seggi Consiglio regionale
14 / 897
Organizzazione giovanileMovimento Giovanile della Sinistra
Iscritti22.000 (2019)
ColoriTricolore italiano, Rosso
Sito web

Articolo Uno o Articolo 1 è un partito politico italiano fondato il 25 febbraio 2017 con il nome di Articolo Uno - Movimento Democratico e Progressista, in seguito a una scissione dal Partito Democratico promossa da alcuni esponenti della sua componente di sinistra. Al partito aderiscono anche quei parlamentari che, dopo lo scioglimento di SEL, non hanno aderito a Sinistra Italiana.[1][2][3]

Il suo nome si riferisce all'articolo 1 della Costituzione italiana che definisce l'Italia «una repubblica democratica fondata sul lavoro» e afferma il principio della sovranità popolare.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La scissione dal PD[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le elezioni primarie del Partito Democratico del 2013, che hanno visto l'elezione del sindaco di Firenze Matteo Renzi come segretario, il PD fu lacerato da una lotta interna tra la maggioranza vincitrice (composta dai cosiddetti "renziani", corrente composta di centristi e moderati, sostenitori della «Terza via») e le componenti più a sinistra, sempre molto critiche con Renzi, il suo governo (2014-2016) e la sua proposta di riforma costituzionale, che è stata definitivamente bocciata dal referendum costituzionale nel dicembre 2016.

Dopo le scissioni di Possibile (ad opera del deputato Giuseppe Civati) e di Futuro a Sinistra (dell'ex-viceministro dell'economia Stefano Fassina), i maggiori esponenti dell'ala sinistra del PD sono diventati Enrico Rossi e Roberto Speranza, sostenuti, dagli ex segretari del PD Pier Luigi Bersani e Guglielmo Epifani e dall'ex presidente del Consiglio ed ex segretario dei DS Massimo D'Alema.

Nel febbraio del 2017 Renzi decise di dimettersi da segretario, candidandosi alle successive elezioni primarie del PD da tenersi dopo circa due mesi. Ciò non venne considerato sufficiente dalla maggior parte delle componenti di sinistra, che richiedevano, per garantire un maggiore dibattito fra le varie anime del partito, di tenere le primarie dopo l'estate, continuando a sostenere il Governo Gentiloni e respingendo qualsiasi richiesta di voto anticipato.[4]

Nello stesso periodo, un gruppo di ex membri di Sinistra Ecologia Libertà (SEL), tra cui Arturo Scotto e Massimiliano Smeriglio, decise di non aderire al nuovo partito di sinistra chiamato Sinistra Italiana, in cui SEL si stava sciogliendo, in polemica con la linea maggioritaria del partito, tesa a rifiutare il dialogo con il PD.[5] In seguito questo gruppo aderì interamente a MDP.[6]

La nascita ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

Dall'unione di questi gruppi nasce quindi, il 25 febbraio 2017, Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista,[7] i cui leader sono Roberto Speranza, Arturo Scotto, Enrico Rossi e Pier Luigi Bersani. Altri membri rappresentativi sono Massimo D'Alema, Claudio Fava, Guglielmo Epifani, Vasco Errani, Vincenzo Visco e Flavio Zanonato.[8]

Il 3 marzo 2017 Sergej Stanišev, presidente del Partito Socialista Europeo, ha dichiarato di non voler accogliere nel PSE i membri del neonato Movimento Democratico e Progressista, poiché formato da scissionisti rispetto a un partito, il PD, già membro del PSE dal 2014.[9][10] La dichiarazione è stata contestata da Roberto Speranza, che l'ha indicata come sintomo della «crisi del socialismo europeo».[11] Ciononostante, i tre eurodeputati di Articolo 1 - MDP fanno parte del gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) nel Parlamento europeo[12].

Intanto il partito si è sviluppato anche a livello regionale, con la nascita di gruppi consiliari autonomi di MDP in Sardegna,[13] Puglia,[14] Lazio[15] e Piemonte[16], oltre alla Toscana del Presidente Rossi.[17][18] Membri di MDP sono inoltre presenti, pur senza formare un gruppo autonomo, in quasi tutte le altre regioni, portando il totale dei consiglieri regionali del partito a 23 nell'aprile 2017.

Il 1º aprile 2017 alla stazione marittima di Napoli ha luogo la prima assemblea nazionale dei comitati promotori di MDP alla presenza di Bersani, D'Alema, Speranza e del sindaco della città Luigi de Magistris che ha aperto al dialogo con il movimento.[19] Nello stesso mese Roberto Speranza diviene coordinatore nazionale del movimento.[20] Il 19, 20 e 21 maggio 2017 a Milano si è quindi svolta una tre giorni programmatica denominata Fondamenta, nel corso della quale sono stati elaborati i documenti programmatici che costituiscono la base del programma del nuovo soggetto.[21]

Nella maggior parte dei casi Art.1-MDP non ha partecipato alle elezioni comunali del 2017 con proprie liste[22]. A L'Aquila era presente una lista Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista che ha ottenuto 1 782 voti, il 4,66%[23], eleggendo un consigliere[24], nonostante la sconfitta del candidato sindaco sostenuto.

Fine della collaborazione con Campo Progressista e uscita dalla maggioranza[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º luglio 2017 il partito ha promosso una manifestazione in piazza Santi Apostoli a Roma, insieme a Campo Progressista di Giuliano Pisapia e ad altre forze politiche di centro-sinistra, per lanciare Insieme, un nuovo soggetto politico in vista delle elezioni politiche del 2018.

Il 24 settembre 2017 nasce la struttura giovanile del movimento denominata Movimento Giovanile della Sinistra (MGS).

Il 3 ottobre 2017 il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico si dimette e Roberto Speranza comunica che MDP passerà all'appoggio esterno al governo, sperando in una svolta radicale sulle politiche governative.[25] Pochi giorni dopo, in seguito all'annuncio da parte di Speranza dell'indizione di un'assemblea per un nuovo soggetto politico in vista delle elezioni, avviene la rottura con Campo Progressista di Giuliano Pisapia, sancendo di fatto la fine di Insieme, il soggetto lanciato il 1º luglio.[26][27] Nei giorni seguenti MDP non vota le tre questioni di fiducia poste dal governo Gentiloni sull'approvazione del Rosatellum (la nuova legge elettorale proposta da Ettore Rosato, capogruppo PD alla Camera), annunciando poi l'uscita dalla maggioranza e il passaggio all'opposizione.[28]

Regionali siciliane del 2017[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni regionali siciliane del 5 novembre 2017 il partito sostiene la candidatura a presidente della Regione del proprio deputato Claudio Fava[29] nell'ambito di una coalizione di sinistra, assieme a Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Verdi e Possibile.[30] MDP, insieme agli altri partiti schierati a sostegno di Fava, si federa nella lista unitaria Cento Passi per la Sicilia, per ovviare allo sbarramento del 5% previsto dalla legge elettorale siciliana.[31] La coalizione riesce ad eleggere Claudio Fava ottenendo in totale 128 157 voti.

Elezioni politiche del 2018[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 novembre 2017 la direzione nazionale di Art.1-MDP delibera la collaborazione con Sinistra Italiana e Possibile per le elezioni politiche del 2018. Il 3 dicembre a Roma un'assemblea nazionale dei delegati nominati dalle tre forze politiche, attraverso 158 assemblee locali, sancisce la nascita dell'alleanza designando come leader il Presidente del Senato Pietro Grasso. La denominazione proposta per la lista elettorale è "Liberi e Uguali"[32]. Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 la lista ottiene il 3,4% dei voti, eleggendo 14 deputati e 4 senatori, la maggior parte dei quali sono esponenti di MDP.

Elezioni regionali del 2018[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso giorno delle elezioni politiche, ovvero il 4 marzo 2018, sono andati al voto anche i cittadini delle Regioni Lazio e Lombardia per eleggere i consiglieri e i nuovi governatori. La lista "Liberi e Uguali" ha appoggiato il candidato Nicola Zingaretti del PD nel Lazio ma in Lombardia non ha appoggiato Giorgio Gori del PD in favore di un proprio candidato, il sindacalista Onorio Rosati, il quale non supera l'1,28% dei voti.[33] Mentre nel Lazio ottiene il 3% dei voto eleggendo però un solo deputato regionale.

Il 22 aprile si svolgono le regionali in Molise che vedono la lista Liberi e Uguali, come avvenuto in Lombardia e nel Lazio, partecipare appoggiando il candidato del PD Carlo Veneziale ma con il 3,29% non riesce ad eleggere neanche un consigliere. Una settimana dopo, il 29 aprile si svolgono le regionali in Friuli, dove però la lista LeU non si presenta, ma Art.1 - MDP si associa alla lista Open Sinistra FVG a sostegno del candidato del PD Sergio Bolzonello eleggendo con il 2,78% un consigliere (l’ex sindaco di Udine Furio Honsell), contrari invece Sinistra Italiana e Possibile.

Gli sviluppi successivi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il risultato del 4 marzo 2018 alle elezioni politiche viene convocata una assemblea nazionale per il 12 maggio ("Restart"). Vi partecipano anche esponenti della minoranza del PD e il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni.[34]

Il documento approvato (e condiviso da SI) chiede un'assemblea costituente del progetto di LeU da tenersi entro lo stesso mese di maggio.

Il 26 maggio viene convocata a Roma, con Possibile e Sinistra Italiana, l'assemblea nazionale di Liberi e Uguali per discutere il percorso politico unitario. L'assemblea decide di dar vita al percorso costituente di LeU, progetto che sarà tuttavia abbandonato lo stesso giorno da Possibile.

Il 22 luglio viene convocata un'assemblea a Roma di Articolo 1-MDP in cui viene rieletto coordinatore Roberto Speranza all'unanimità dall'assemblea dei 500 delegati da tutta Italia. Nello stesso modo è avvenuto nei giorni prima a livello territoriale dove sono stati eletti i coordinatori e i coordinamenti. Si incoraggia la costituzione di LeU a partito in tempi brevi[35].

Tuttavia nell'autunno del 2018 il progetto entra in crisi, nonostante gli appelli di Pietro Grasso e dello stesso movimento. Dopo Possibile anche SI annuncia di voler chiudere con Liberi Uguali in seguito alle varie divergenze che hanno portato alla fase di stallo del percorso costituente. MDP, criticata anche per l'ambiguità nei confronti del PD, tuttavia invita a superare le incomprensioni in sede di congresso[36].

In seguito, tuttavia, nel coordinamento del 10 novembre tramite un documento anche Articolo 1 decide di lasciare il progetto e svolge il 16 dicembre un'assemblea aperta con l'obiettivo di dar vita ad un nuovo progetto 'rossoverde', di stampo socialista ed ecologista[37], lanciando per il febbraio dell'anno successivo l'inizio della sua fase costituente.[38]

Alle regionali in Abruzzo del 10 febbraio 2019 la lista Progressisti - Liberi e Uguali sostiene Giovanni Legnini, anch'egli sconfitto dal candidato del centro-destra, ma con il 2,77% non riesce ad ottenere alcun seggio. Alle regionali in Sardegna del 24 febbraio Liberi e Uguali Sardigna sostiene il sindaco di Cagliari Massimo Zedda che però viene sconfitto dal candidato del centro-destra, la lista LeU con il 3,9% riesce comunque ad eleggere due consiglieri che sono entrambi di Art.1 MDP.

Il 16 e 17 febbraio il partito svolge a Roma un'assemblea nazionale con forum tematici e successivo dibattito politico[39], dandosi poi un nuovo appuntamento per il 6 e 7 aprile[40], quando si celebra l'Assemblea Congressuale che vede anche l'ingresso della ex-minoranza di Possibile del già candidato Segretario nazionale David Tozzo.

Il I Congresso nazionale e le elezioni europee[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 e 7 aprile 2019 si svolge a Roma il I Congresso nazionale. I delegati congressuali eleggono Roberto Speranza segretario del partito e Carlo Pegorer tesoriere; il partito viene inoltre ribattezzato Articolo Uno. Il Congresso sancisce l'uscita del partito dal progetto di Liberi e Uguali (ormai di fatto non più attivo) e acconsente l'alleanza elettorale con il Partito Democratico e Democrazia Solidale in vista delle Europee. Nella lista PD-PSE-SiamoEuropei vengono inseriti anche Maria Cecilia Guerra e Massimo Paolucci iscritti ad Articolo Uno ma anche personalità legate sempre al partito ma da Indipendenti come Franco Roberti, Furio Honsell ecc.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Il Manifesto dei Valori spiega che si tratta di «un movimento aperto» che serva a «costruire e radicare in tutte le comunità un campo di esperienze democratiche e progressiste legate alle culture socialiste, liberali[41], cristiano-democratiche[42] e ambientaliste, al mondo civico dell'associazionismo e del volontariato, alla grande mobilitazione popolare manifestatasi nel recente referendum costituzionale» e, in definitiva, per «ricostruire un centro-sinistra plurale».[43]

I suoi riferimenti principali sono riconducibili alla storia del movimento operaio, emblema è la centralità del lavoro, con particolare riferimento alla lotta alla precarietà, al ripristino dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori,[44]; non di meno vi sono tematiche alle quali il partito è vicino, ad esempio i nuovi diritti, la piena uguaglianza che si realizza attraverso l'allargamento delle libertà, l'integrazione europea, la laicità, la giustizia sociale, la non-violenza e la salvaguardia dell'ambiente[45].

L'obiettivo è la nascita di un nuovo centro-sinistra aperto e plurale, certamente consapevole dei valori costituzionali dell'antifascismo e della Resistenza, in grado di dare rappresentanza a quelle fasce della società tradizionalmente vicine (dipendenti pubblici, insegnanti, mondo della cultura, operai, giovani), nel solco de L'Ulivo e dai valori che lo hanno significativamente contraddistinto[46][47][48].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Segretario
Tesoriere

Segretari Regionali[modifica | modifica wikitesto]

I Segretari Regionali sono stati tutti eletti nelle giornate prima del Congresso Nazionale del 7/8 aprile 2019 e sono:

Organizzazione Giovanile[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione giovanile di Articolo Uno è costituita dal Movimento Giovanile della Sinistra (MGS), nati nel 2018.

Segretario Giovanile
  • Tommaso Sasso (da novembre 2018)

La Commissione di garanzia[modifica | modifica wikitesto]

La Commissione nazionale di garanzia è composta da 5 componenti che non fanno parte di organi di direzione politica del partito, eletti dal Congresso Nazionale, e dura in carica quattro anni. Si ramifica in Commissioni regionali, provinciali e comunali. I suoi compiti sono:

  • 1. L’iscritto che, in violazione degli obblighi assunti con l’accettazione dello Statuto e dai Regolamenti da questo previsti, venga meno ai principi ispiratori di Articolo Uno, può essere sottoposto a procedimento disciplinare.
  • 2. Le funzioni di garanzia relative alla corretta applicazione dello Statuto e dei Regolamenti sono svolte dalla Commissione nazionale di garanzia, dalle Commissioni di garanzia regionali e federali. Le Commissioni di garanzia regionali hanno anche competenza rispetto ai Coordinamenti territoriali. Ogni Congresso elegge le Commissioni di garanzia competenti. Ciascuna iscritta/o può presentare ricorso alla Commissione di garanzia competente, in ordine al mancato rispetto del presente Statuto e dei Regolamenti. Per le controversie a livello di Circolo è sempre competente, in prima istanza, la Commissione di Federazione o quella regionale per i Sezioni facenti parte dei Coordinamenti territoriali. Il numero massimo dei componenti non può superare il 10% dei componenti dell’Assemblea elette dai Congressi.
  • 3. Avverso le Commissioni è sempre ammesso il ricorso all’Organismo di garanzia superiore sulla base delle rispettive competenze.
  • 4. Ciascuna Commissione di garanzia elegge al suo interno una/un Presidente e nel caso di quella nazionale anche una Presidenza. Alla elezione del Presidente si applica il limite dei due mandati congressuali pieni.
  • 5. Ciascun iscritto/a ha il diritto alla tutela e alla difesa del proprio buon nome e dell’onorabilità. Nessun iscritto/a al movimento può essere sottoposto a procedimento disciplinare per posizioni assunte nell’esercizio dei diritti sanciti dallo Statuto e dai regolamenti, fermo restando l’obbligo dell’osservanza dei doveri statutari e regolamentari, nonché del rispetto dei diritti degli altri iscritti.
  • 6. Ogni iscritto può presentare ricorso alla Commissione di Garanzia competente, in ordine al mancato rispetto del presente Statuto, e dei Regolamenti approvati dalla Direzione nazionale.
  • 7. L’iscritto/a contro il quale viene chiesta l’apertura di un procedimento disciplinare deve essere informato, entro il termine di sette (7) giorni, della presentazione di tale richiesta nonché dei fatti che gli vengono addebitati. L’iscritto/a ha il diritto, in ogni fase del procedimento, di essere ascoltato per chiarire e difendere il proprio comportamento. Qualora, a conclusione del procedimento, sia adottata a suo carico una misura disciplinare, ha il diritto di fare ricorso agli organi di Garanzia di livello superiore, sino alla Commissione nazionale di Garanzia, che si pronuncia in via definitiva.
  • 8. Avverso le decisioni delle Commissioni territoriali costituite a livello federale è ammesso il ricorso alle Commissioni regionali che si pronunciano in via definitiva, salvo i casi in cui il Regolamento nazionale di garanzia preveda il ricorso alla Commissione nazionale.
  • 9. Le Commissioni di Garanzia esaminano e deliberano sui ricorsi dopo una fase istruttoria non superiore a trenta (30) giorni, garantendo comunque l’esito definitivo dei ricorsi entro sessanta (60) giorni dall’inizio della procedura. Qualora le Commissioni di Garanzia non si pronuncino entro detto termine gli atti vengono avocati dalla Commissione di Garanzia di livello superiore, che delibera entro il termine dei trenta (30) giorni successivi al ricevimento degli atti e provvede a segnalare agli organismi dirigenti del Partito l’omissione di quella Commissione che non ha deliberato.
  • 10. Nel caso di impossibilità di funzionamento delle Commissioni per qualunque causa, le relative funzioni sono demandate alla Commissione del livello territoriale immediatamente superiore, che esercita la funzione fino alla elezione di una nuova Commissione. La relativa Assemblea, entro novanta (90) giorni procede all’elezione della nuova Commissione.

I componenti della Commissione di Garanzia sono: Luisa Bossa, Santo Gioffré, Loredana Granieri, Luciano Marengo, Ardemia Oriani

Nelle istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo alla Camera si è costituito ufficialmente il 28 febbraio 2017, con l'iniziale adesione di 37 deputati, e quello al Senato nello stesso giorno, con 14 senatori. Il capogruppo alla Camera è Francesco Laforgia mentre quello del Senato è Maria Cecilia Guerra.[49][50]

Camera dei deputati[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista

XVII Legislatura
44 deputati

Gruppo Liberi e Uguali

XVIII Legislatura
7 deputati

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista

XVII Legislatura
16 senatori

Gruppo Misto – Liberi e Uguali

XVIII Legislatura
2 senatori

Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici

VIII legislatura
3 eurodeputati

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Article 1 – Democratic and Progressive Movement logo (rounded).svg Voti % Seggi
Politiche 2018 Camera In LeU
8 / 630
Senato In LeU
2 / 315

Iscritti[modifica | modifica wikitesto]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Congressi[modifica | modifica wikitesto]

  • Assemblea Costituente: 25 aprile 2017
  • Conferenza politica organizzativa: Roma, 22 luglio 2018
  • I Congresso: Bologna, 6-7 aprile 2019

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nasce Articolo 1- Movimento democratici progressisti. Speranza: «Lavoro e giovani prima di tutto», in la Repubblica, 25 febbraio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato il 3 marzo 2017).
  2. ^ a b Franco Stefanoni, Ecco il nome degli ex Pd: Articolo 1 Movimento dei democratici e progressisti, in Corriere della Sera, 25 febbraio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato il 3 marzo 2017).
  3. ^ Andrea Gagliardi, «Democratici e progressisti» il nuovo nome degli ex Pd. Speranza: lavoro è nostra priorità, in Il Sole 24 ORE, 25 febbraio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato il 3 marzo 2017).
  4. ^ Pd, Renzi: «Hanno paura del congresso». Speranza, Emiliano e Rossi: «Partito personale, lui è il Cesare di una nuova Dc», in Il Fatto Quotidiano, 15 febbraio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  5. ^ Mario Lavia, Sinistra italiana, neanche è nata e già è divisa. La lunga storia delle scissioni, in L'Unità, 16 gennaio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  6. ^ Sinistra Italiana, 17 deputati (su 31) lasciano gruppo e vanno con scissionisti Pd. Fratoianni: «Fatto di cronaca minore», in Il Fatto Quotidiano, 23 febbraio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  7. ^ Sinistra Italiana, 17 deputati (su 31) lasciano gruppo e vanno con scissionisti Pd. Fratoianni: «Fatto di cronaca minore», in Il Fatto Quotidiano, 23 febbraio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  8. ^ Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista, Un nuovo inizio. Con i nostri valori. (PDF), in democraticiprogressisti.it, 3 marzo 2016. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2017).
  9. ^ Sergei Stanishev, leader Pse, chiude la porta a Mdp: «Non c'è spazio per chi mina l'unità dei progressisti», in L'Huffington Post, 3 marzo 2017. URL consultato il 1º marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  10. ^ Marco Mongiello, «Non c’è spazio per chi mina l’unità dei progressisti». Parla Sergei Stanishev, in L'Unità, 3 marzo 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  11. ^ Bersaniani a Strasburgo fuori dal Pse. Speranza: «Spiegheremo la verità», in il manifesto, 4 marzo 2017. URL consultato l'11 marzo 2017 (archiviato l'11 marzo 2017).
  12. ^ articolo1mdp-europa.eu, https://articolo1mdp-europa.eu/.
  13. ^ Mdp: entrano quattro ex Sel Sardegna, su euronews, 9 marzo 2017. URL consultato il 20 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2017).
  14. ^ Postato da: S, ra Signorella, Parte in Puglia “Articolo 1-Mdp” in Consiglio regionale: “Saremo pungolo propositivo”, su ilpaesenuovo.it - quotidiano online del Salento. URL consultato il 20 marzo 2017.
  15. ^ Redazione Centumcellae News, Regione. Nasce il gruppo Democratici e Progressisti. Gino De Paolis capogruppo? | Centumcellae News, su www.centumcellae.it. URL consultato il 15 marzo 2017.
  16. ^ Nuovi gruppi a Palazzo Lascaris - Consiglio regionale del Piemonte, su www.cr.piemonte.it. URL consultato il 7 febbraio 2018.
  17. ^ Rossi si licenzia dal Pd. E in Regione arriva il gruppo Mdp, in FirenzeToday. URL consultato il 20 marzo 2017.
  18. ^ MDP, aderisce anche Mazzocca, su InAbruzzo.com. URL consultato il 21 marzo 2017.
  19. ^ Napoli: prima assemblea di Articolo uno. D'Alema: "Abbiamo ritrovato la nostra gente", in Repubblica.it, 1º aprile 2017. URL consultato il 28 giugno 2017.
  20. ^ Speranza: Il Pd di Renzi è il partito dei moderati, in Articolo Uno. URL consultato il 28 giugno 2017.
  21. ^ Speciale Fondamenta - Articolo Uno, in Articolo Uno. URL consultato il 28 giugno 2017.
  22. ^ [1]
  23. ^ [2]
  24. ^ [3]
  25. ^ Def, Speranza (Mdp): "No a relazione, sì a scostamento". Bubbico si dimette da viceministro, la Repubblica.it, 3 ottobre 2017.
  26. ^ Speranza: «Pisapia? L’attesa è una soap opera. No a Renzi, con lui alleanze farlocche»
  27. ^ Pisapia gela Speranza: «Buon viaggio a lui e al suo partitino del 3%»
  28. ^ Legge elettorale, Mdp a Mattarella: “La maggioranza non c’è più”. Ma per Ala missione compiuta: “È la nostra riforma”
  29. ^ Regionali, MdP propone Claudio Fava come candidato, in Giornale di Sicilia. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  30. ^ Sinistra unita in Sicilia, sostegno a Fava: "Stessa intesa anche per le Politiche", in Giornale di Sicilia. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  31. ^ Regionali, Fava presenta il simbolo: "Cento passi per la Sicilia, siamo già al 25%", in PalermoToday. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  32. ^ Grasso lancia "Liberi e uguali": lista unitaria di Mdp, Si e Possibile, 3 dicembre 2017. URL consultato il 10 dicembre 2017.
  33. ^ Elezioni regionali, Giulio Gallera è 'mister' preferenza: il più votato, in Il Giorno, 6 marzo 2018.
  34. ^ "Non si può più aspettare". #Restart, il testo della relazione di Speranza, su Articolo Uno. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  35. ^ MDP: Speranza sarà coordinatore di 'tregua', ma sono molti i nodi da sciogliere sul futuro, 20 luglio 2018. URL consultato il 15 novembre 2018.
  36. ^ MDP pronto ad andare avanti oltre LeU: 'Ora un nuovo partito della sinistra e del lavoro', 19 ottobre 2018. URL consultato il 15 novembre 2018.
  37. ^ Il 1° e il 16 dicembre nascono due 'nuove sinistre' in vista delle Europee, 12 novembre 2018. URL consultato il 15 novembre 2018.
  38. ^ Save the date: assemblea il 16 e 17 febbraio al Centro Congressi Frentani a Roma, su Articolo Uno. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  39. ^ Ricostruzione: il programma dell'assemblea del 16 e 17/2 a Roma. Iscriviti ai Forum
  40. ^ Il tempo è nostro, prendiamocelo: la relazione di Scotto. #Ricostruzione
  41. ^ Riferito alle esperienze liberalsocialiste e socialiberale, contrapposto ovviamente al liberalismo classico e conservatorismo liberale
  42. ^ E nella fattispecie cristiano-sociali
  43. ^ Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista, Un nuovo inizio. Con i nostri valori. (PDF), in democraticiprogressisti.it, 3 marzo 2016. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2017).
  44. ^ http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/25/voucher-mdp-contro-il-pd-misura-colma-noi-fuori-dalla-maggioranza-hanno-deciso-di-far-cadere-il-governo/3614551//]
  45. ^ http://www.corriere.it/politica/17_marzo_22/articolo-1-mdp-presenta-simbolo-nostri-fari-democrazia-lavoro-3fc855ee-0f34-11e7-b19a-5283fae0a63e.shtml?refresh_ce-cp/]
  46. ^ http://formiche.net/blog/2017/04/09/articolo-1-mdp-linea//]
  47. ^ https://articolo1mdp.it/il-movimento//]
  48. ^ http://www.firenzetoday.it/politica/festa-regionale-provinciale-mdp-articolo-uno.html//]
  49. ^ Diodato Pirone, Mdp, Laforgia e Guerra capigruppo di 37 deputati e 14 senatori, in il Messaggero, 28 febbraio 2017. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato il 3 marzo 2017).
  50. ^ Composizione del gruppo ARTICOLO 1-MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA, in Camera dei deputati, 3 marzo 2017. URL consultato il 3 marzo 2017 (archiviato il 3 marzo 2017).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]