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Portico di Caserta

Coordinate: 41°03′N 14°17′E
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Portico di Caserta
comune
Portico di Caserta – Stemma
Portico di Caserta – Bandiera
Portico di Caserta – Veduta
Portico di Caserta – Veduta
Piazza Rimembranza
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Campania
Provincia Caserta
Amministrazione
SindacoLucia Chiara Buonocore (Commissario Prefettizio) dal 31-12-2025
Data di istituzione1806
Territorio
Coordinate41°03′N 14°17′E
Altitudine31 m s.l.m.
Superficie1,91 km²
Abitanti7 734[1] (30-11-2025)
Densità4 049,21 ab./km²
FrazioniMusicile
Comuni confinantiMacerata Campania, Santa Maria Capua Vetere, Recale, Capodrise, Marcianise
Altre informazioni
Cod. postale81050
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061062
Cod. catastaleG903
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 1 127 GG[3]
Nome abitantiPortichesi
Patronosan Pietro Apostolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Portico di Caserta
Portico di Caserta
Portico di Caserta – Mappa
Portico di Caserta – Mappa
Posizione del comune di Portico di Caserta nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Portico di Caserta è un comune italiano di 7 734 abitanti[1] della provincia di Caserta in Campania.

Geografia fisica

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Geograficamente è situato in zona di Terra di Lavoro. Il clima è mite ed in inverno è rarissimo che la temperatura scenda sotto lo 0 °C oppure che nevichi. La superficie territoriale è pari ad ettari 191 corrispondenti a 1,91 km².

Origini del nome

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È ampiamente accettato che le prime presenze significative nel territorio di Portico di Caserta risalgano all'epoca romana. La conformazione del territorio, con tracce di divisione agraria (centuriazione), suggerisce un'intensa attività agricola e organizzazione territoriale romana. Toponimo: L'ipotesi più accreditata per l'origine del nome "Portico" è che derivi dal latino porticus (portico). Questo potrebbe riferirsi a diverse possibilità: 1) La presenza di un grande portico, forse parte di una villa romana (località Musicile), il centro abitato si sarebbe sviluppato "all'ingresso" o "sotto il portico" di questa struttura. 2) Un portico inteso come luogo di passaggio o confine, dato che il territorio era attraversato da importanti vie di comunicazione fin dall'antichità. 3) Una possibile connessione con la famiglia romana dei Porci o Portii, che potrebbero aver avuto possedimenti nella zona.

Le origini di Portico di Caserta affondano nell'antichità, sebbene le prime attestazioni documentarie certe risalgano al Medioevo.

• Epoca Romana: Si ritiene che il territorio di Portico fosse già abitato in epoca romana, data la sua posizione strategica lungo importanti vie di comunicazione e la fertilità del suolo. Probabilmente vi erano insediamenti rurali o ville rustiche. La toponomastica stessa, secondo alcune interpretazioni, potrebbe derivare da "Porticus", forse in riferimento a un'antica struttura porticata o a un punto di passaggio.

• Medioevo: Il nome "Portico" compare in documenti medievali a partire dal X-XI secolo. In questo periodo, l'area era sotto l'influenza di diverse signorie locali e abbazie. La formazione del nucleo abitato attuale è legata probabilmente allo sviluppo di centri agricoli fortificati per proteggersi dalle incursioni e dalle lotte feudali. Si ha notizia della presenza di piccole chiese e insediamenti rurali che gradualmente si consolidarono.

• Età Moderna: Durante il Regno di Napoli, Portico di Caserta seguì le sorti delle vicine città. Fu spesso feudo di diverse famiglie nobiliari. La sua economia rimase prevalentemente agricola, con la coltivazione di cereali, viti e ulivi. La vicinanza alla Reggia di Caserta, la cui costruzione iniziò nel XVIII secolo, portò indirettamente un certo sviluppo anche nei territori circostanti, sebbene Portico rimase un centro di modeste dimensioni.

• Unità d'Italia e XX Secolo: Con l'Unità d'Italia, Portico di Caserta divenne un comune autonomo. Nel corso del XX secolo, l'agricoltura continuò a essere la principale attività economica, ma si assistette a un graduale sviluppo di piccole imprese e attività commerciali. Nel secondo dopoguerra, il comune ha conosciuto un aumento demografico e un'espansione urbanistica, spesso legata alla vicinanza con Caserta e all'espansione dell'area metropolitana campana. Dal 1º gennaio 1929, per disposizione del Regio Decreto n. 2548 del 18 ottobre 1928, a seguito della soppressione della provincia di Terra di Lavoro, il comune di Portico di Caserta e quello vicino di Macerata Campania furono riuniti in un unico comune denominato Casalba, dal nome dell'antica frazione di Macerata, con sede municipale a Macerata Campania ed inserito nella provincia di Napoli. Successivamente, con Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 192 del 29 marzo 1946, si dispose la ricostituzione dei due comuni, Portico di Caserta e Macerata Campania, e dal 30 giugno 1946 essi riacquistarono la propria autonomia e il territorio pertinente ed inseriti nella neonata provincia di Caserta.

La cittadina è nota anche come "Paese dei Bottari", un riconoscimento ottenuto nel 2022 dal consiglio comunale. Questo appellativo celebra la profonda devozione dei cittadini per la Festa di Sant'Antonio Abate, una delle celebrazioni più sentite e importanti del luogo, caratterizzata proprio dalla tradizione dei Bottari.

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 21 maggio 1958.[4]

«D'azzurro, alla fascia d'argento, accompagnata da tre stelle di sei raggi del secondo, poste due in capo e una in punta. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo troncato di azzurro e di bianco.[4]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Tra le testimonianze storico-architettoniche presenti nel capoluogo comunale figura la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, che presenta l'aspetto conferitole nel Seicento, quando venne completamente rifatta.

La chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, è attestata già nel 1137, quando viene menzionata nella Tassa Decimarum, segno di una comunità parrocchiale già ben strutturata. La sua ricostruzione è ricordata anche da Francesco Granata nella Storia sacra della Chiesa metropolitana di Capua, preziosa fonte storica per la conoscenza delle vicende religiose del territorio. L’attuale nucleo abitativo si sviluppò tra il XVI e il XVII secolo: nel 1595 fu ricostruita la chiesa parrocchiale, che assunse poi l’aspetto generale nel Seicento, quando venne completamente rifatta. A questa fase risalgono opere d’arte, tra cui statue lignee seicentesche, come il Crocifisso e Sant’Antonio Abate, insieme ad altri arredi sacri e manufatti ricordati nelle fonti storiche.

Nel 1700 la chiesa fu oggetto di una nuova e significativa ristrutturazione, con il riordino degli altari laterali e la realizzazione di un soffitto riccamente dipinto. Nel corso del XVIII secolo l’edificio sacro si arricchì ulteriormente di statue, campane e apparati decorativi.

Il terremoto del 1799 causò gravi danni alla struttura, rendendo necessari lunghi interventi di restauro tra il 1808 e il 1815. Nel XIX secolo seguirono numerosi lavori di manutenzione e ampliamento, culminati tra il 1864 e il 1875 con l’allargamento della chiesa e la trasformazione della pianta in croce latina.

Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento furono eseguiti interventi di consolidamento statico, il rifacimento del soffitto e nuove decorazioni interne.

Il soffitto della navata centrale è costituito da una volta a botte lunettata in muratura, realizzata in sostituzione del vecchio soffitto ligneo, che monta sugli archi e pilastri delle cappelle laterali. Mentre la cupola e il transetto risalgono all'ampliamento ottocentesco, comprese le decorazioni in stucco e gli affreschi dei pennacchi raffiguranti i quattro Evangelisti, opera di Raffaele Germano del 1874.

Le prime 4 cappelle laterali sono ricoperte da una piccola volta; nelle ultime due il soffitto è diviso in due parti: una parte ha la volta a vela, l’altra è a cupola poggiante su 4 archi. Decorano il soffitto a botte 4 dipinti actempera su muro che si presume siano dello stesso autore, Vincenzo Torelli, tutti datati 1928. Al centro vi è un grande quadro, con cornice dorata, raffigurante l’immagine di San Pietro in Gloria. I dipinti sono tutti contornati da fregi in stucco.

La facciata esterna fu abbellita nel 1911 con due ordini sovrapposti di lesene, ioniche e corinzie. Il portale presenta una modanatura un stucchi sormontata da timpano ricurvo di stile vamvitelliano. Una monofora ad arco illumina linterno.

Negli anni Cinquanta del Novecento fu eretta l’attuale torre campanaria in stile neoclassico, su tre livelli, un basamento a bugnato e due ordini tuscanico sovrapposti. Questa torre campanaria cela il retrostante campanile a vela di fine Cinquecento, testimonianza della fase più antica dell’edificio.

Nel 1969 si procedette a un adeguamento liturgico e strutturale della chiesa. Un intervento decisivo si ebbe nel 2005, quando l’edificio sacro fu completamente restaurato con fondi della CEI e solennemente benedetto. Negli anni successivi furono collocate una lapide commemorativa e la statua in bronzo di San Giovanni Paolo II, in memoria della sua visita pastorale del 1992. Nel 2013 si è infine provveduto al consolidamento statico e al restauro della copertura della navata centrale

Un altro importante luogo di culto è presente nella località di Musicile, si tratta della Chiesa di San Marcello Centurione una chiesa di fine Cinquecento, successivamente ristrutturata e ampliata nel 1874, quando furono realizzati la casa canonica, l’abside e il campanile, conferendole l’aspetto che in gran parte conserva ancora oggi.

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[5]

Tradizioni Religiose e Folclore

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Famosissima è la festa di Sant'Antonio Abate festeggiata tra il 22 e il 26 gennaio, per la manifestazione "Carri, Ritmi e Pastellessa". Si tratta di veri e propri carri a forma di barche adornati da palme e con volti di spiriti maligni, tipica rappresentazione che sta a raffigurare la liberazione del male attraverso il "suono" prodotto dai bottari sul carro, trainati da trattori e sui quali gli abitanti suonano strumenti risalenti alla cultura contadina del paese (Botti, Tini e Falci). Una festa antica ma paradossalmente così attuale che vede ogni anno affiorare tra le strade del paese migliaia di persone provenienti da tutta la Campania, e non solo, per vedere le battuglie suonare e muoversi a ritmo di "Pastellessa". I Bottari di Portico sono divenuti col tempo sempre più famosi fino a raggiungere l'attuale posizione internazionale con tournée in tutta Europa insieme al musicista e cantautore Enzo Avitabile.

A Portico di Caserta sono presenti istituti di scuola dell'infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado, con tanto di biblioteca comunale, non ci sono invece istituti superiori o università.

L'economia si sviluppa principalmente con la coltivazione del tabacco, essendo uno dei maggiori produttori della zona. Inoltre nel comune di Portico di Caserta è presente una zona industriale con svariate aziende operanti nel settore metallurgico, metalmeccanico, trasporto merci e logistica.

Infrastrutture e trasporti

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Il comune è raggiungibile in auto provenendo dall'A1 uscendo indistintamente ai caselli "Caserta Nord" o "Caserta Sud". Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Recale e Marcianise. I mezzi pubblici della CLP collegano il paese con Caserta, Santa Maria Capua Vetere e Marcianise.

Amministrazione

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Galleria d'immagini

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. 1 2 Bozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Portico di Caserta, su Archivio Centrale dello Stato, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. URL consultato il 4 ottobre 2024.
  5. Dati tratti da:

Altri progetti

Collegamenti esterni

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1984 1989 Luigi Maietta Partito Socialista Italiano Sindaco
1989 1990 Daniela Chemi commissario
1990 1995 Agostino Roggiero Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Carlo Iodice Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1999 2003 Carlo Iodice L'Ulivo Sindaco
2003 2004 Mario Vasco commissario
2004 2008 Carlo Piccirillo Lista Civica (Forza Italia) Sindaco
2008 2009 Vittoria Ciaramella commissario
2009 2014 Carlo Piccirillo Lista Civica (Il Popolo della Libertà) Sindaco
2014 2016 Gerardo Massaro Lista Civica Sindaco
2016 2017 Aldo Aldi commissario
2017 2022 Giuseppe Oliviero Lista Civica Sindaco
2022 2025 Giuseppe Oliviero Lista Civica Sindaco
2025 {{{fine}}} Lucia Chiara Buonocore Commissario Sindaco