Francolise

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Francolise
comune
Francolise – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
SindacoGaetano Tessitore
Territorio
Coordinate41°11′N 14°03′E / 41.183333°N 14.05°E41.183333; 14.05 (Francolise)Coordinate: 41°11′N 14°03′E / 41.183333°N 14.05°E41.183333; 14.05 (Francolise)
Altitudine103 m s.l.m.
Superficie40,93 km²
Abitanti4 886[1] (31-3-2017)
Densità119,37 ab./km²
FrazioniCiamprisco, Montanaro, Sant'Andrea del Pizzone
Comuni confinantiCalvi Risorta, Carinola, Grazzanise, Pignataro Maggiore, Sparanise, Teano
Altre informazioni
Cod. postale81050
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061036
Cod. catastaleD769
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantifrancolisani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Francolise
Francolise
Francolise – Mappa
Posizione del comune di Francolise nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Francolise (La Torrë in dialetto locale[2]) è un comune italiano di 4 886 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

È un centro di pianura di origini antiche, che trae sostentamento dalle attività rurali, dal terziario e, in misura minore, dal comparto industriale della lavorazione del tabacco. Gli abitanti, risiedono per la maggior parte nella località di Sant’Andrea del Pizzone; il resto della comunità si divide tra il capoluogo comunale, la località di Montanaro e un buon numero di case sparse sui fondi. L’abitato, in fase di sensibile espansione edilizia, sorge su un rilievo calcareo alla sinistra del torrente Savone ed è dominato da un maestoso castello medievale. Nel territorio comunale, dal profilo geometrico dolce e uniforme, i solchi dei seminativi, i frutteti sparsi, gli ordinati filari di viti, bagnati dalle acque di numerosi rivoli, compongono nella bella stagione un solare scenario mediterraneo; non mancano comunque estensioni di vegetazione spontanea.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Ubicata nella Terra di Lavoro, alla destra del fiume Volturno. Non distante da Teano, è situata su un colle.

Origini e storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine della denominazione Francolise segue diverse ipotesi:

  • Secondo alcuni il nome deriva dal latino Fortuna -nisi, in riferimento all'esistenza di un tempio dedicato alla Dea Fortuna.
  • Secondo altri deriva dal nome latino di persona Franculus, o Francone, a cui si aggiunge il suffisso -ensis che indica appartenenza.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Sullo sfondo azzurro dello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, campeggia una torre d’argento, con porte e finestre azzurre e quattro merli “alla guelfa”; sopra la costruzione compaiono cinque stelle d’argento disposte ad arco mentre al suo fianco è rappresentato un albero che affonda le radici in una verde collina; su quest’ultima sono raffigurati una spiga d’oro e un ramoscello d’olivo incrociati.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello[modifica | modifica wikitesto]

Il castello medioevale, di forma irregolare, fu costruito nella seconda metà del IX secolo dai Normanni, su commissione del Cardinale Benedetto Caetani D’Anagni o di S.Tommaso D’Aquino secondo la testimonianza dell’ex Parroco di Francolise, Don Raimondo.

Ospitò sotto gli Svevi alcuni nobili Baroni fedeli a Manfredi; durante il periodo Angioino divenne feudo del Conte di Avellino Simon di Montfort, e probabilmente fu anche dimora del Papa Bonifacio VIII fino a diventare, nel 1600, rifugio del brigante Domenico Colessi di Papone e dei suoi uomini. Successivamente fu visitato dal Re Carlo di Borbone e dalla sua consorte.

A poca distanza dal Borgo esiste la famosa fonte Calena, in disuso, cantata dai romani, nota per le virtù delle sua acque acidule.

Chiesa di Santa Maria a Castello[modifica | modifica wikitesto]

La facciata della chiesa di S.Maria a Castello, luogo di culto e di guarigione per i militari e gli abitanti di Francolise, è caratterizzata da un portale ed un rosone romanico ed un campanile gotico.

All’interno domina l’altare settecentesco e la Madonna del Cardellino della scuola di Giotto.

In seguito verso gli inizi del XIV secolo fu costruito fuori le mura un luogo di culto più grande per soddisfare le accresciute esigenze spirituali dei fedeli, ricevendo il titolo di S.Maria della Carità e delle Grazie e, più tardi, nel XVI secolo quello di S.Maria a Castello.

Le Ville Romane[modifica | modifica wikitesto]

Gli scavi di due ville romane, una in località “S.Rocco” e l’altra in località “Posto” vennero effettuati negli anni 1962-64 sotto la direzione della Dr. M.A.Cotton, per conto della Scuola Britannica di Roma e finanziati dalla fondazione Batchelor e dall’Università di New York.

Quella in località “S.Rocco” è una tipica villa rustica del tardo periodo repubblicano, abitata dalla fine del II secolo a.C. al II secolo d.C.

Il sito è ubicato in un territorio che in epoca romana si trovava nell’Ager Calenus e ai confini dell’Ager Falernus.

La superficie iniziale era di circa 800 m². che venne successivamente ampliata a circa 4.400 m².

La villa comprendeva numerosissime stanze, divise tra la pars urbana e la pars rustica; l’approvvigionamento idrico era assicurato da tre grosse cisterne.

La pars urbana si articolava intorno ad un ampio peristilio, circondato da quatto portici colonnati, la cui pavimentazione consisteva in un mosaico costituito da tessere bianche inframmezzate da piccoli frammenti di pietra colorata (lithostroton), con un bacino o fontana di marmo nel mezzo del giardino.

Gli ambienti principali, anch’essi pavimentati con mosaici, comprendevano un tablinum ed un triclinium, che rappresentavano rispettivamente soggiorno e sala da pranzo.

Vi erano inoltre una serie di cubicula, piccoli ambienti destinati a vari usi, un terrazzo con portico coperto e, nella fase dell’ampliamento, furono realizzati degli ambienti termali comprendenti un praefurnium, un frigidarium, un tepidarium con piscina e un calidarium; queste ultime due stanze furono pavimentate con grandi lastre di marmo cipollino.

La pars rustica consisteva in una serie di ambienti articolati intorno a due cortili. Il primo cortile confinava con quello che deve essere stato l’ingresso principale alla villa, su di esso si affacciavano i locali occupati dal vilicus e la scuderia.

Nel secondo cortile furono trasformate ad uso industriale tre stanze che fiancheggiavano il probabile ingresso principale, dove vennero realizzate altrettante vasche per la separazione dell’olio d’oliva, fu realizzata una pressa per l’olio e un forno per la cottura di laterizi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Infrastutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Occupa una posizione piuttosto favorevole nell’ambito del sistema provinciale delle comunicazioni: è servita, infatti, dalla strada statale n. 7 Appia, arteria di grande comunicazione che congiunge Roma a Brindisi, in Puglia, e dista 5 chilometri dallo scalo ferroviario di riferimento sulla linea Roma-Cassino-Caserta nonché 11 chilometri dal casello di Capua dell’autostrada A1 del Sole (Milano-Roma-Napoli).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 285.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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