Pastorano

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Pastorano
comune
Pastorano – Stemma
Pastorano – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.svg Caserta
Amministrazione
SindacoVincenzo Russo (lista civica Pastorano si può dare di più) dal 12-6-2017 (2º mandato dal 13-6-2022)
Territorio
Coordinate41°11′N 14°12′E / 41.183333°N 14.2°E41.183333; 14.2 (Pastorano)
Altitudine67 m s.l.m.
Superficie14,02 km²
Abitanti2 927[1] (31-3-2022)
Densità208,77 ab./km²
FrazioniPantuliano, San Secondino, Torre Lupara
Comuni confinantiCamigliano, Giano Vetusto, Pignataro Maggiore, Vitulazio
Altre informazioni
Cod. postale81050
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061055
Cod. catastaleG364
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 1 176 GG[3]
Nome abitantipastoranesi
PatronoBeata Vergine Maria del Monte Carmelo e san Pietro Apostolo
Giorno festivoterza domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pastorano
Pastorano
Pastorano – Mappa
Pastorano – Mappa
Posizione del comune di Pastorano nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Pastorano è un comune italiano di 2 927 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Pastorano è prevalentemente pianeggiante, ma parte del comune è situata su un colle. Fa parte dei comuni del comprensorio dei Monti Trebulani. Il territorio di Pastorano confina a nord con il comune di Giano Vetusto, ad ovest con il comune di Pignataro Maggiore, ad est con i comuni di Camigliano e Vitulazio ed a sud con il comune di Vitulazio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale pastoranese è collocato in un'area la cui urbanizzazione, cominciata in età preromana, vide ampio sviluppo con i Romani, che strutturarono e organizzarono tutta la fertile pianura dell'agro campano. Nella seconda metà del III secolo una vasta crisi agraria ed economica investì l'intero Impero romano e le regioni meridionali dell'Italia in particolare. La crisi fu aggravata dalla crescente minaccia dei barbari ai confini dell'Impero, i quali ne accelerarono i processi di dissolvimento. Sotto la minaccia delle invasioni barbariche si compì quindi l'atto che consacrò l'involuzione dell'urbanesimo imperiale. Proprio in questo clima si spiega la formazione dell'originario nucleo di Pastorano, piccolo insediamento dedito alla prevalente attività pastorizia, di cui permane forse il segno nello stesso toponimo. Vi confluirono prima dell'anno mille, non solo parte degli abitanti della dissolta Cales, ma anche cittadini della Capua antica, che qui si ritirarono per allontanarsi dai tumulti della loro città.

Stessa origine medioevale hanno le due frazioni di San Secondino, il cui nome deriva da quello del santo, e di Pantuliano, dalla omonima famiglia, anche se studi recenti[senza fonte] hanno accertato che il territorio dove sorge Pastorano apparteneva al vastissimo agro caleno, che comprendeva gli attuali comuni di Sparanise, Francolise, Rocchetta e Croce, Calvi Risorta, Camigliano, Giano Vetusto e Pignataro Maggiore.

Trattato di Casalanza[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Trattato di Casalanza.

Il Trattato di Casalanza fu stipulato a Pastorano il 20 maggio 1815 tra l'esercito austriaco e quello napoletano di Gioacchino Murat, sconfitto nella battaglia di Tolentino. Il trattato, stipulato in casa dei baroni Lanza di Capua, pose fine al decennio napoleonico nel regno, che l'imperatore Francesco I d'Asburgo riconsegnò all'alleato Ferdinando IV di Borbone. La convenzione fu sottoscritta, per i murattiani, da Pietro Colletta, plenipotenziario del generale in capo Michele Carascosa.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Secondino[modifica | modifica wikitesto]

Il primitivo impianto della chiesa di San Secondino, risalente alla seconda metà del XII secolo, consisteva in una piccola cappella, detta del Purgatorio, data la presenza di un altarino che sorgeva accanto al dipinto in cui venivano raffigurate le fiamme del Purgatorio con numerose anime purganti con le braccia protese verso il cielo per implorare il perdono dei peccati e l'abbreviazione delle loro pene. La cappella del Purgatorio fu oggetto di vari interventi di rimaneggiamento e di trasformazione, fino ad ottenere l'attuale impianto-chiesa. La data precisa di questa trasformazione è ancora incerta, anche se una stupenda acquasantiera, datata 1513, è stata trafugata 10 anni fa.

Alla parrocchia di San Secondino appartiene anche la cappella di Sant'Anna, prospiciente la via Nazionale Appia, al km 194.500; essa fu fatta erigere nel 1712 in onore della Santa dalla nobile famiglia Lanza, della vicina Capua, sul proprio possedimento e che ancora oggi la apre al culto pubblico. In questa cappella il 27 maggio del 1729 sostò in preghiera papa Benedetto XIII Orsini, che concesse indulgenze plenarie annue ai viandanti che si fossero fermati a pregare in quel sacro luogo il giorno di Sant'Anna, come ricorda una lapide dell'epoca ora conservata in casa Lanza.

Chiesa di San Pietro Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

L'antica chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo sorge al centro del paese. Le prime notizie storiche relative alla costruzione risalgono al 1583, a seguito della Santa Visita del Mons. Maranta. Non si hanno notizie documentate antecedenti perché i documenti, conservati nella cattedrale di Calvi, andarono distrutti nell'incendio del 1647.

La chiesa si sviluppa in un'unica navata, coperta da una volta a botte lunettata, e termina nell'abside semicircolare. A sinistra dell'ingresso vi è una fonte battesimale del 1548 in granito scolpito, composta da un lavabo quadrato a base circolare poggiante su un pilastro cilindrico, e sulla parete un affresco su intonaco raffigurante san Giovanni Battista che battezza il Cristo (XV o XVI secolo).

Chiesa di San Giovanni Evangelista[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione della chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista risale al periodo tardo-gotico. La parte più antica del complesso è l'attuale battistero a sinistra della navata, con ingresso diretto sull'antistante sagrato, sormontato da un'iscrizione in caratteri gotici del tempo, recante la data dell'8 febbraio 1431. La cappella, fatta costruire dall'arcipresbitero capuano don Antonio Adegocie, è dedicata a sant'Antonio Abate.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[5] al 1º gennaio 2021 la popolazione straniera residente era di 224 persone e rappresentava il 7.6% della popolazione residente nel territorio del comune. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Feste e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Fiera agricola[modifica | modifica wikitesto]

La Fiera, nata nel 2005, rappresenta l'intero comparto agricolo della Terra di Lavoro e in pochi anni è diventata punto di riferimento per rivenditori ed utilizzatori di macchine, attrezzi, servizi e prodotti agroalimentari. Si svolge su di un terreno che unisce due grandi strade, Casilina e Appia, distanti dal casello autostradale A1 di Capua solo 100 m; è allestita con tendostrutture, pagode e aree scoperte. La Fiera si svolge nel periodo primaverile, nell'ultima settimana di aprile.

Fiera Cose e Casa[modifica | modifica wikitesto]

La fiera “Cose e Casa”, dalla sua prima edizione, rappresenta un grande appuntamento dedicato al mondo della casa. Su una superficie espositiva di circa 8000 m², ben 100 espositori, accanto a prodotti di arredo tradizionali, propongono un'ampia panoramica di nuove soluzioni tecnologiche innovative per realizzare una casa “naturale” in grado di produrre energia con notevole risparmio.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Pastorano è molto conosciuta per la presenza di numerosi caseifici che producono la famosa mozzarella di bufala, per la produzione di ottimo olio di oliva, vino e una particolare tipologia di mele di origine meridionale, detta mela annurca o melannurca.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'area sud-est è attraversata dalla Casilina e dall'Appia, strade di comunicazione nazionale, dall'Autostrada A1, nonché dalla linea ferroviaria Roma-Napoli (via Cassino) e dalla linea ferroviaria ad alta velocità.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia dei sindaci[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1956 Giovanni Cuccaro Partito Comunista Italiano Sindaco
1956 1964 Giuseppe Fusco Democrazia Cristiana Sindaco
1964 1969 Giuseppe Fusco Democrazia Cristiana Sindaco
1969 1972 Francesco Capone Democrazia Cristiana Sindaco
1972 1975 Pietro Rossi Partito Comunista Italiano Sindaco
1975 1980 Pietro Rossi Partito Comunista Italiano Sindaco
1975 1980 Francesco Capone Democrazia Cristiana Sindaco
1980 1985 Giovanni Vendemia Partito Socialista Italiano Sindaco
1985 1990 Vincenzo Capezzuto Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Danilo D'Onofrio Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Arcangelo Cuccaro Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1999 2004 Arcangelo Cuccaro Democratici di Sinistra Sindaco
2004 2007 Antonio Bonaccio Lista civica (Forza Italia) Sindaco
2007 2012 Giovanni Diana Lista civica (L'Unione) Sindaco
2012 2017 Giovanni Diana Lista civica (PD) Sindaco
2017 2022 Vincenzo Russo Lista civica (PD) Sindaco
2022 in carica Vincenzo Russo Lista civica (PD) Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bilancio demografico mensile anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Statistiche demografiche ISTAT, su tuttitalia.it.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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