Raffaele Perla

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Raffaele Perla

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XXIII
Sito istituzionale

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXI
Sito istituzionale

Dati generali
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Magistrato, docente universitario
Heraldic Crown of Spanish Count.svg
Raffaele Perla
Conte
In carica 27 dicembre 1925 –
8 dicembre 1936
Predecessore Titolo inesistente
Successore Luigi Perla
Trattamento Sua Eccellenza
Dinastia Perla
Padre Luigi Perla
Madre Maria Papa
Consorte Giulia Maria Perla
Figli Luigi
Maria
Religione cattolicesimo

Raffaele Perla (Santa Maria Capua Vetere, 23 novembre 1858Roma, 8 dicembre 1936) è stato un magistrato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

All'incrocio con importanti famiglie dell'élite politico-amministrativa della Terra di Lavoro: il padre Luigi era avvocato a Lusciano; la moglie Maria Giulia, nata nel 1865, era figlia di Nicola Perla (omonimo), noto medico alienista del XIX secolo e di Sofia Bosco, figlia di Giuseppe Maria Bosco, presidente della Corte d'appello di Napoli; suo zio acquisito era Giacinto Bosco, presidente del tribunale di Terra di lavoro.

Iscritto poco più che diciassettenne alla facoltà di diritto dell'Università di Napoli, dove è allievo di De Sanctis, del Settembrini e dello Spaventa, si afferma subito come autore di importanti lavori sia in campo giuridico che letterario. Sono di questo periodo un commento, in latino, sul De Legibus di Cicerone, e due ampie monografie "La legislazione normanna-sveva" e "Il Regno di Guglielmo I di Sicilia".

Laureatosi nel 1879, a soli 21 anni, inizia l'attività forense, e nel contempo pubblica "Le Assise dei Re di Sicilia", "Il diritto Longobardo negli usi e nelle consuetudini delle città del Napoletano" "Del diritto romano giustinianeo nelle provincie meridionali d'Italia prima delle Assise Normanne": sono pubblicazioni che, oltre ad affermarlo come uno dei maggiori studiosi italiani della storia del diritto, gli valgono il conferimento della cattedre di Storia del diritto nell'Università di Napoli.

Lasciata la libera professione, entra in Magistratura, divenendo giudice nel Tribunale di Napoli, pubblicando ancora due importanti volumi "La città di Santa Maria Capua Vetere e la sigla S.P.Q.C." e "Capua Vetere".

Per la sua brillante attività di magistrato viene chiamato da Giuseppe Zanardelli all'Ufficio legislativo del Ministero dove è tra i principali elaboratori, tra l'altro, del Codice Penale, ed è estensore del Codice della Navigazione.

Nel 1891 vince il concorso al Consiglio di Stato dove è prima giudice referendario della IV Sezione presieduta da Silvio Spaventa, e ne diventa poi Presidente.

Eletto deputato al Parlamento nel 1900 e nominato senatore nel 1909, nel 1916 diviene Presidente del Consiglio di Stato rimanendo tale fino al 1928; insignito del titolo di Conte, nel 1923 diviene Vice Presidente del Senato.

In quel consesso, è Presidente della Commissione d'accusa presso l'Alta Corte di Giustizia, Presidente dell'Ufficio Centrale per l'esame del disegno di legge sulla riforma della rappresentanza politica, vice Presidente della Commissione parlamentare sui codici, Vice Presidente del consiglio dell'Ordine Mauriziano.

È altresì Presidente del Comitato Superiore amministrativo per le colonie, Presidente della Commissione per il riordino della finanza locale e Presidente della Commissione per il progetto di legge sull'assicurazione obbligatoria contro le malattie, nonché membro della Commissione per lo studio e le proposte di modificazione alla legislazione amministrativa, della commissione d'inchiesta per la pubblica istruzione, della Commissione di statistica e legislazione presso il Ministero della Giustizia. Ancora, è Giudice del Tribunale supremo di guerra e di marina, del contenzioso diplomatico e Vice Presidente della Giunta araldica.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Alla sua morte gli sono state intitolate una strada in Lusciano, paese di origine della sua famiglia (di fronte alla casa comunale), nonché una strada ed una scuola in Santa Maria Capua Vetere dove gli è stata dedicata una imponente commemorazione durante la quale, all'inaugurazione della nuova sede del tribunale, è stata ivi apposta una lapide in suo onore.

Raffaele Perla è citato nella Enciclopedia Britannica, nella Rizzoli-Larousse e nella Treccani[1] e nell'anno 2011 fu tra le figure ricordate per i 180 anni del Consiglio di Stato in Roma.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ al Volume XXVI, pag.771
Controllo di autorità VIAF: (EN63052856 · LCCN: (ENn87104150 · SBN: IT\ICCU\SBLV\094979 · ISNI: (EN0000 0000 2741 2954 · BAV: ADV11002891
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie