Derby Club

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Derby (locale))
Jump to navigation Jump to search
Derby Club
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
Indirizzovia Monte Rosa 84
Dati tecnici
Tipocabaret

Coordinate: 45°28′42″N 9°08′43.5″E / 45.478333°N 9.145417°E45.478333; 9.145417

Il Derby Club è stato un celebre locale notturno di Milano, attivo tra il 1959 ed il 1985.

È diventato noto soprattutto per i numerosi artisti esordienti che ne hanno calcato la scena, poi divenuti popolari personaggi nel mondo della musica, dello spettacolo e del cinema italiano.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1959 i coniugi Gianni e Angela Bongiovanni, zii materni dell'attore Diego Abatantuono, aprono un ristorante e lo chiamano Gi-Go. Le sale sono ricavate nel seminterrato di una palazzina liberty in via Monte Rosa 84, zona periferica milanese vicino all'ippodromo di San Siro.

All'inizio degli anni 1960 i Bongiovanni decidono di trasformare il ristorante in un locale «per trovarsi e ascoltare musica», cercando così di risollevare il modesto fatturato del precedente esercizio.

Ribattezzato nel 1962 Intra's Derby Club (nome ispirato unendo il nome del jazzista Enrico Intra ed il fatto che il locale si trovava vicino all'ippodromo) e poi, definitivamente, Derby Club, diviene ben presto il punto di incontro di personaggi, professionisti e sportivi della Milano più all'avanguardia, fra cui molti architetti che contribuiscono ad arredarlo in modo originale e, per i tempi, anticonvenzionale, mentre gli artisti esordienti (tutti caratterizzati dall'ineguagliabile talento, confermato dalle successive carriere soliste) si esibiscono su una pedana su cui sono piazzati un pianoforte e una batteria.

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

Il Gruppo Repellente, composto da alcuni dei più noti artisti che animarono il Derby Club; da sinistra: Ernst Thole, Diego Abatantuono, Enzo Jannacci, Mauro Di Francesco, Giorgio Porcaro, Massimo Boldi e Giorgio Faletti.

Il locale è frequentato fin dalle origini da numerose personalità internazionali che arrivano al Derby per esibirsi (come Charles Aznavour, John Coltrane, Quincy Jones) o semplicemente come affezionati frequentatori; tra questi ultimi, molti politici dell'epoca (uno tra tutti Bettino Craxi), campioni sportivi (come Gianni Rivera e Pietro Mennea), personaggi dello spettacolo (Mina, Alberto Lupo, Renato Rascel, Walter Chiari, Dario Fo, Enzo Tortora, Johnny Dorelli, Marcello Mastroianni, Giorgio Strehler, Mike Bongiorno, Ricky Gianco, Diego Peano, Walter Valdi) e dell'industria (come Charlie Krupp o Rocky Agusta).

Tra i clienti di quegli anni vi furono anche dei celebri criminali, tra cui il boss della malavita milanese Francis Turatello ed il solista del mitra Luciano Lutring; quest'ultimo, in più di un'occasione, fuggì dal locale da una finestra a causa dell'improvviso arrivo della polizia, poco dopo essersi bevuto uno champagnino.

Il declino[modifica | modifica wikitesto]

Il Derby entra in crisi verso la metà degli anni 1980; la morte nel 1981 del patron Gianni Bongiovanni ed il prepotente successo della comicità televisiva, soprattutto nelle nuove emittenti private, ne avviano il lento declino. La chiusura definitiva avviene nel 1985; idealmente, il testimone di locale simbolo del cabaret italiano passa allo Zelig, anch'esso situato a Milano, inaugurato il 12 maggio 1986. Dal 12 maggio 2001, l'immobile del Derby è occupato dal centro sociale "Il Cantiere".

Gli artisti del Derby[modifica | modifica wikitesto]

Tra i tanti artisti lanciati dal Derby vi sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Derby Club, su comedycentral.it (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2007).