Captain EO

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Captain EO
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1986
Durata17 min
Rapporto2,20:1
Generemusicale, fantascienza
RegiaFrancis Ford Coppola
SoggettoGeorge Lucas
SceneggiaturaFrancis Ford Coppola, Rusty Lemorande
ProduttoreRusty Lemorande
Produttore esecutivoGeorge Lucas
Casa di produzioneWalt Disney Pictures, Lucasfilm
FotografiaVittorio Storaro
MontaggioLisa Fruchtman, Walter Murch
Effetti specialiEric Brevig, John Palmer
MusicheJames Horner
ScenografiaGeoffrey Kirkland
CostumiSteven Curtis Husch, Luigi Mugavero
TruccoRick Stratton
Interpreti e personaggi

Captain EO è un cortometraggio musicale di fantascienza del 1986 realizzato dalla Walt Disney Productions con protagonista Michael Jackson, diretto da Francis Ford Coppola e prodotto da George Lucas ed è considerato uno dei primi film 4D della storia del cinema[1][2][3][4].

Fu prodotto dalla Lucasfilm e dalla Walt Disney Imagineering (WDI) per essere proiettato in esclusiva nei parchi Disney di tutto il mondo.[5][6]

Anche se con durata di soli 17 minuti, Captain EO fu allora il film più costoso mai prodotto.[7][8]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Captain EO (Michael Jackson) e il suo equipaggio, vengono mandati in missione dal loro comandante, Commander Bog (Dick Shawn), per portare un dono alla regina Supreme Leader (Anjelica Huston) che regna su un intero pianeta in una dittatura. Una volta giunti nell'orbita del pianeta, la nave spaziale di EO viene attaccata da una nave di pattuglia non identificata che lo costringe ad un atterraggio di emergenza. Il comandante, comunicando con la nave di EO tramite un ologramma, si premura che questi abbia ancora la mappa che gli è stata fornita per trovare il palazzo della regina, ma EO aveva scoperto poco prima che Hooter (Tony Cox), un membro dell'equipaggio simile a un piccolo uomo elefante, l'aveva ingoiata per sbaglio.

Arrivati sul pianeta, il capitano e il suo equipaggio vengono catturati e portati al cospetto della regina che si rivela essere per metà umana e per metà aliena sospesa a mezz'aria da cavi. La regina li vuole punire perché secondo lei "infettano" il suo pianeta con la loro presenza e minaccia di rinchiuderli nelle sue prigioni e fargli subire cento anni di torture. EO le risponde che vede la bellezza nascosta dentro di lei e che lui le porta la chiave per sbloccarla e che sono giunti fino a lì per portarle un dono. La regina chiede a EO di mostrarle allora il dono ma lui risponde che non solo glie lo mostrerà ma glie lo farà anche ascoltare.

Captain EO fa allora un cenno al suo equipaggio i quali si trasformano in una band musicale, ma Hooter inciampa facendo cadere la tastiera e interrompendo la musica. Quando la musica si interrompe, la regina ordina alle sue guardie di catturarli ma EO si difende con dei trucchi magici emettendo dei raggi dalle sue mani che trasformano le guardie della regina in suoi ballerini.

Captain EO allora, inizia a cantare una canzone intitolata We Are Here to Change the World (Siamo qui per cambiare il mondo) che, a colpi di passi di danza, lo porta a salvare il pianeta trasformando tutte le strane creature e la regina stessa in esseri fiabeschi e il pianeta stesso in un paradiso verdeggiante. EO si inchina quindi alla regina trasformatasi in un avvenente donna e, sulle note della canzone Another Part of Me inizia a ballare insieme agli abitanti per poi salutarli e lasciare il pianeta con la sua nave spaziale insieme al suo equipaggio.[9]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

L'idea per il cortometraggio venne alla Disney nel 1984 all'inizio dell'epoca della rinascita della compagnia con l'arrivo di Michael Eisner al comando. Dopo che la compagnia aveva attraversato momenti critici tra il finire degli anni '70 e i primi anni '80, la Disney voleva riavvicinarsi al pubblico giovane dell'epoca e per questo contattò Michael Jackson, allora al massimo della sua fama dopo il successo dell'album Thriller, pubblicato nel 1982, e dei rispettivi video, realizzati invece nel 1983, che in pochi anni lo resero l'album più venduto della storia della musica[10], ed essendo inoltre a conoscenza che l'artista era un grande fan di Walt Disney.[11]

Quando la Disney propose a Michael Jackson il progetto nel 1985, Jackson voleva che George Lucas o Steven Spielberg dirigessero e producessero il film. Spielberg però rifiutò perché stava lavorando a Il colore viola (The Color Purple) ma Lucas, che stava già lavorando con la Disney all'attrazione Star Tours, accettò invece di produrre il corto.[8]

Lucas raccomandò allora come regista il suo amico e collega Francis Ford Coppola, perché Coppola aveva bisogno di lavoro dopo che la sua carriera ebbe una battuta d'arresto con due flop al botteghino, Rusty il selvaggio (Rumble Fish) e The Cotton Club.[8][12]

Le idee originali per il corto furono inizialmente due: la prima bozza della sceneggiatura del corto era incentrata su Michael Jackson che visitava un parco Disney dopo l'orario di chiusura, quando tutti gli animatronics prendevano magicamente vita. La seconda bozza vedeva Jackson interpretare un folletto simile a Peter Pan che doveva difendere la foresta da una strega del ghiaccio. Avendo però la Disney già deciso che il corto sarebbe stato proiettato a Tomorrowland, l'area dedicata al futuro dei parchi Disney, si preferì in seguito ambientare la storia nello spazio dandogli un'ambientazione fantascientifica.[11]

Il film venne pertanto rinominato provvisoriamente Space Nights ma, dato che Coppola aveva proposto per il protagonista il nome "EO", una parola greca che deriva dalla divinità "Eos" che significa "alba", dato che lui avrebbe portato la luce in un pianeta oscuro, il nome venne cambiato in Captain EO.[11][8][13]

Shelly Duvall fu la prima scelta per interpretare la regina, ma era troppo claustrofobica per poter resistere ore sotto al trucco prostetico.[14]

Per interpretare il Supreme Leader, Anjelica Huston dovette sopportare infatti tre ore di trucco ogni giorno, e doveva inoltre essere sospesa al soffitto da dei cavi. Jackson la fece rimanere truccata ogni giorno, anche quando non stavano girando le sue scene, perché vederla truccata lo aiutava a non uscire dal suo personaggio.[8][13]

Anche se con una durata di soli 17 minuti, Captain EO fu allora il film più costoso mai prodotto, con un costo che si aggirava intorno ai 30 milioni di dollari pari a circa 1,76 milioni di dollari spesi per ogni minuto di film.[8][15]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La canzone principale della colonna sonora è We Are Here to Change the World mentre nel finale e sui titoli di coda è possibile sentire Another Part of Me in una versione primordiale della traccia omonima. Le musiche che accompagnano le altre scene vennero scritte dal compositore James Horner. La colonna sonora non è mai stata pubblicata e rimane inedita mentre Another Part of Me venne in seguito riadattata da Jackson per l'album Bad del 1987 e We Are Here to Change the World è stata pubblicata soltanto nel 2004 nell'album raccolta Michael Jackson: The Ultimate Collection.

Effetti speciali[modifica | modifica wikitesto]

Per poter proiettare Captain EO i teatri dei parchi Disney vennero modificati o addirittura ricostruiti per poter proiettare tramite la tecnologia 3D e vennero inoltre attrezzati per poter supportare gli effetti speciali della tecnologia 4D. Il film presentava infatti avanzate tecniche di animazione 3D e 4D e di particolare impatto sulla folla. Gli effetti speciali includevano: laser sparati sul pubblico, luci sui muri con un campo di stelle sulle pareti realizzato con cavi in fibra ottica, poltrone che vibravano, fumogeni e spruzzi di aria e di acqua sul pubblico.[12][8]

Promozione e merchandise[modifica | modifica wikitesto]

In concomitanza con l'apertura dell'attrazione in tutti i parchi Disney, un documentario dietro le quinte intitolato The Making of Captain EO venne realizzato nel 1986 per essere trasmesso durante un pre-show prima delle proiezioni e trasmesso in seguito nel 1988 col nome Captain EO: Backstage da Disney Channel negli Stati Uniti, diretto da Muffett Kaufman fu presentato dall'attrice Whoopi Goldberg.[16][17][18]

La storia del film venne adattata in un fumetto stampato in 3D della Eclipse venduto assieme a degli occhialini 3D ed intitolato Eclipse Comics 3-D Special #18. Diversi peluche rappresentanti i membri dell'equipaggio di EO vennero realizzati per essere venduti nei parchi Disney in cui il cortometraggio veniva proiettato.

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

Alcune scene del corto richiamano Blade Runner, Alien o Star Wars, con influenze di Hans Ruedi Giger come per esempio nel costume del Supreme Leader.[19][20][21]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Anche se Captain EO fu annunciato per il 1985, il film venne mostrato a Walt Disney World in Florida la prima volta nel 1986 al "Magic Eye Theater" di Epcot; fu poi proiettato nei parchi Disney di tutto il mondo in esclusiva[22].

Date di proiezione[modifica | modifica wikitesto]

Ritorno nei parchi dopo la morte di Michael Jackson[modifica | modifica wikitesto]

Captain EO nel momento del suo ritorno a Epcot a Walt Disney World nel 2010.

In seguito alla morte di Michael Jackson si è riacceso l'interesse verso il cortometraggio, che ha goduto di popolarità crescente tra i fan del cantante, scatenando un dibattito nelle comunità di internet riguardo alla opportunità di assistere a nuove proiezioni[23]. Dando seguito a queste aspettative la proiezione di Captain EO è stata riproposta nelle sale di alcuni parchi[24], tra cui:

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il logo del film ispirò, negli anni ottanta, il logo della compagnia di videogiochi Electric Dreams Software.[29]

Il personaggio della regina, interpretato da Anjelica Huston, ha ispirato il look della "Regina Borg" del film Primo Contatto (1996) appartenente alla serie cinematografica di Star Trek.[8]

In un episodio del cartone animato I Griffin (Family Guy) del 2005 intitolato L'amore di papà (The Courtship of Stewie's Father), durante una visita a Walt Disney World, Stewie e Peter assistono ad una proiezione di Captain EO.[30]

Secondo alcuni osservatori la nuova serie di fumetti con protagonisti i Guardiani della galassia del 2008, e di conseguenza gli omonimi film, avrebbero preso ispirazione da Captain EO.[31][32]

Il chitarrista Buckethead ha composto un album ispirato al film intitolato Captain EO's Voyage (2010).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.bambini.eu/2010/02/23/michael-jackson-torna-a-disneyland-con-il-musical-4d-captain-eo
  2. ^ http://www.focus.it/tecnologia/digital-life/vibrazioni-vento-e-odori-arriva-il-cinema-4d
  3. ^ http://knowdw.com/theme-parks/epcot/attractions/captain-eo/
  4. ^ http://www.smh.com.au/entertainment/movies/are-4d-movies-the-next-big-thing-20120712-21xjs.html
  5. ^ wdi.disneycareers.com
  6. ^ http://www.imdb.com/title/tt0090793/combined
  7. ^ http://www.ciaocinema.it/captain-eo-di-francis-ford-coppola-di-paolo-di-marcelli/
  8. ^ a b c d e f g h Nigel G. Mitchell, 10 Things You Probably Didn't Know About CAPTAIN EO, in The Geek Twins, 7 gennaio 2014. URL consultato il 23 maggio 2018.
  9. ^ thesmoothone, Captain EO. 3D in HD, 31 gennaio 2016.
  10. ^ (EN) Best-selling album, in Guinness World Records. URL consultato il 23 maggio 2018.
  11. ^ a b c Defunctland, Defunctland: The History of Captain EO, 25 settembre 2017.
  12. ^ a b (EN) Francis Ford Coppola’s “Captain Eo” (1986), in THE DIRECTORS SERIES, 22 maggio 2017.
  13. ^ a b Michael Jackson, Moonwalk, Doubleday, 1º febbraio 1988, ISBN 978-0099547952.
  14. ^ (EN) Why Disney Was Worried About Michael Jackson's Captain EO and Other Production Secrets Revealed - LaughingPlace.com, in LaughingPlace.com, 6 dicembre 2015. URL consultato il 23 maggio 2018.
  15. ^ (EN) Why "Captain EO" Is The Greatest Movie You've Never Seen, in BuzzFeed Community, 22 gennaio 2014.
  16. ^ Captain EO Backstage, 15 maggio 1988. URL consultato il 23 maggio 2018.
  17. ^ Gema Rico, MICHAEL JACKSON - CAPTAIN Eo BACKSTAGE 1988, 19 maggio 2012.
  18. ^ douglas moore, THE MAKING OF CAPTAIN EO, 6 marzo 2011.
  19. ^ The Untold Story of Captain EO, su mouseplanet.com, 30 dicembre 2009.
  20. ^ (EN) Christopher R. Smit, Michael Jackson: Grasping the Spectacle, Ashgate Publishing, Ltd., ISBN 9781409446965. URL consultato il 24 settembre 2016.
  21. ^ valdelsa.net, Michael Jackson e il cinema: la fantascienza in 3D di 'Capitan Eo', diretto da Coppola, e l'horror 'Ghosts' scritto da Stephen King | Valdelsa.net, su www.valdelsa.net. URL consultato il 24 settembre 2016.
  22. ^ (EN) RANDY LEWIS, 'EO' Preview Wows Audience at Disneyland, in Los Angeles Times, 14 settembre 1986.
  23. ^ (EN) Disney Denies The Return of Captain EO – /Film, in /Film, 10 settembre 2009.
  24. ^ (EN) Confirmed: Michael Jackson's Captain EO Returns to Disneyland – /Film, in /Film, 18 dicembre 2009.
  25. ^ http://www.billboard.com/articles/news/6128672/michael-jacksons-captain-eo-closing-for-good-at-disneyland
  26. ^ http://disneylandparis-news.com/en/last-dance-for-captain-eo-on-12-april-2015/
  27. ^ http://www.stitchkingdom.com/disney-stitch-encounter-tokyo-67757/
  28. ^ http://www.orlandosentinel.com/travel/attractions/theme-park-rangers-blog/os-disney-captain-eo-closing-20151113-post.html
  29. ^ (EN) Electric Dreams Software, su Sega Retro.
  30. ^ Kurt Dumas, Pete Michels e Seth Green, The Courtship of Stewie's Father, 20 novembre 2005.
  31. ^ (EN) r/marvelstudios - What If . . . Guardians of the Galaxy was made in the 80's?, su reddit.
  32. ^ (EN) Staff, Michael Jackson in Guardians of the Galaxy and 8 More Marvel Movies Reimagined in Different Eras - TechEBlog, su www.techeblog.com.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]