Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni
Locandinacloni.jpg
Locandina artistica del film disegnata da Matt Busch
Titolo originale Star Wars: Episode II - Attack of the Clones
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2002
Durata 142 min[1]
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere fantascienza, avventura, azione, fantastico
Regia George Lucas
Soggetto George Lucas
Sceneggiatura George Lucas, Jonathan Hales
Produttore Rick McCallum
Produttore esecutivo George Lucas
Casa di produzione Lucasfilm
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Storyboard Mark Sexton, Rodolfo Damaggio
Art director Peter Russell
Animatori Rob Coleman
Fotografia David Tattersall
Montaggio Ben Burtt, George Lucas
Effetti speciali John Knoll, Pablo Helman, Ben Snow, Dennis Muren
Musiche John Williams
Scenografia Gavin Bocquet
Costumi Trisha Biggar
Trucco Lesley Vanderwalt
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (Star Wars: Episode II - Attack of the Clones) è un film del 2002 diretto da George Lucas. Scritto da Lucas con Jonathan Hales, è il quinto film della saga di Guerre stellari ad essere stato distribuito e il secondo della trilogia prequel. La pellicola ha come protagonisti Ewan McGregor, Hayden Christensen, Natalie Portman, Ian McDiarmid, Samuel L. Jackson, Christopher Lee, Anthony Daniels, Kenny Baker e Frank Oz.

Il film è ambientato 10 anni dopo gli eventi di Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, quando la galassia è sull'orlo della guerra civile. Sotto la guida di un Jedi rinnegato di nome Conte Dooku, migliaia di sistemi planetari minacciano la secessione dalla Repubblica Galattica. Quando la senatrice Padmé Amidala, ex regina di Naboo, subisce un attentato, l'apprendista Jedi Anakin Skywalker è assegnato alla sua protezione, mentre il suo mentore Obi-Wan Kenobi viene incaricato di investigare sull'attentato. Presto, Anakin, Padmé e Obi-Wan si ritrovano nel cuore dei territori separatisti e all'inizio di una nuova minaccia per la galassia, le Guerre dei Cloni.

Lo sviluppo de L'attacco dei cloni iniziò nel marzo 2000, dopo l'uscita de La minaccia fantasma. Nel giugno 2000 Lucas e Hales completarono una bozza della sceneggiatura, e le riprese ebbero luogo da giugno a settembre. Venne girato soprattutto ai Fox Studios Australia di Sydney, con scene aggiuntive girate in Tunisia, Spagna e Italia. Fu uno dei primi film ad essere girati completamente in un sistema digitale a 24-frame ad alta definizione.

Il film uscì il 16 maggio del 2002, raccogliendo dalla critica recensioni contrastanti, ma principalmente positive, e fu un successo finanziario; tuttavia, divenne anche il primo film di Guerre stellari a incassare di più all'estero che in patria nel suo anno di uscita. Il film uscì in DVD e VHS il 12 novembre 2002 ed è stato poi distribuito in Blu-ray il 16 settembre 2011. Un sequel, intitolato Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith, venne distribuito nel 2005.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Yoda in una scena del film

Sono passati dieci anni dall'elezione del senatore Palpatine al titolo di Cancelliere della Repubblica Galattica e dall'Invasione di Naboo. La Repubblica Galattica è in subbuglio, il nuovo apprendista di Darth Sidious, il malvagio conte Dooku, un ex-Jedi, ha organizzato un movimento Separatista contro la Repubblica. Il Senato galattico è chiamato a votare sulla creazione di un esercito in aiuto dell'Ordine Jedi e la Senatrice Padmé Naberrie Amidala decide di tornare su Coruscant per esprimere il suo voto fortemente contrario, in quanto teme una possibile guerra civile.

All'arrivo su Coruscant però, Padmé si salva da un attentato terroristico insieme alla sua guardia del corpo, il capitano Typho. A causa dell'avvenimento, Palpatine assegna al Cavaliere Jedi Obi-Wan Kenobi e al suo Padawan Anakin Skywalker il compito di proteggere Amidala. Di notte, una misteriosa attentatrice, Zam Wesell, prova ad uccidere Padmé nel sonno liberando nella sua camera dei velenosissimi millepiedi Kouhun, ma viene tempestivamente salvata da Anakin, che poi prende parte con Obi-Wan ad uno spericolato inseguimento all'attentatrice per Coruscant, che viene successivamente bloccata e interrogata dai due. L'attentatrice dice di lavorare per un misterioso cacciatore di taglie, ma prima che possa dire altro viene uccisa da un dardo avvelenato. Dopo aver svolto delle indagini e consultato l'amico di vecchia data Dex Jettster, Obi-Wan scopre che il dardo avvelenato è stato fabbricato sul misterioso pianeta Kamino, non segnato nelle mappe di navigazione degli archivi del Tempio Jedi. Il maestro Yoda ritiene che soltanto un Jedi possa aver cancellato il sistema di Kamino dagli archivi.

A Obi-Wan viene assegnato il compito di scoprire l'identità del proprietario del dardo, mentre Anakin viene incaricato di ricondurre Padmé su Naboo. Anakin apprezza l'opportunità di trascorrere del tempo con Padmé, e ben presto se ne innamora. Intanto Obi-Wan raggiunge il tempestoso mondo oceanico di Kamino, atterrando su Tipoca City. Qui il Jedi scopre che un esercito di cloni soldati è stato prodotto in fabbriche di clonazione; come modello genetico è stato usato il cacciatore di taglie Jango Fett. Obi-Wan scopre che Jango Fett era stato assunto dal maestro Jedi Sifo-Dyas, assassinato un decennio prima, per fare da matrice a un esercito di cloni voluto dal Consiglio stesso. Yoda e Mace Windu, in realtà, non ne sanno nulla e ordinano a Obi-Wan di portare Jango davanti a loro. Scoperto che Fett è il mandante e l'assassino della donna che aveva cercato di uccidere Amidala, Obi-Wan insegue, dopo varie peripezie, Jango e suo figlio-clone Boba sul pianeta desertico di Geonosis, dove, prima di atterrare sulla superficie, nota delle navi della Federazione dei Mercanti circondare il pianeta.

Nel frattempo, Anakin è tormentato da incubi dove vede la madre Shmi soffrire terribilmente. Nonostante gli ordini di restare a Naboo, Anakin convince Padmé a condurlo a Tatooine per rivedere la madre. Qui incontrano Watto, un tempo il padrone di Anakin, che spiega loro di avere venduto Shmi e C-3PO (il droide protocollare di Anakin) al contadino vedovo Cliegg Lars, che vive nel deserto con suo figlio di primo letto Owen e con sua nuora Beru Whitesun; Lars si è inoltre sposato con lei. Giunti a casa Lars, Anakin scopre con orrore che Shmi è stata rapita da una tribù di Tusken. Anakin parte subito per il deserto e nell'accampamento dei Tusken ritrova la madre appena in tempo per vederla morire tra le sue braccia a causa delle torture subite. Fuori di sé dalla rabbia e disperazione, Anakin stermina a sangue freddo l'intera tribù Tusken compresi donne e bambini, per poi tornare dai Lars a seppellire il cadavere materno.

Nel frattempo su Geonosis, Obi-Wan ha scoperto che il Conte Dooku ha autorizzato i tentativi di assassinio di Padmé e che il Consiglio Separatista, alleato con la Federazione dei Mercanti, Alleanza Corporativa, Clan Bancario Intergalattico, Tecno Unione e la Gilda del Commercio, sta sviluppando una nuova armata di droidi da guerra. Obi-Wan trasmette queste informazioni via ologramma ad Anakin, che lo trasmette al Consiglio Jedi. Tuttavia, Obi-Wan viene catturato da Dooku durante la trasmissione. Dooku rivela al prigioniero Kenobi che la Repubblica è controllata segretamente da Darth Sidious. Mentre Anakin, Padmé, R2-D2 e C-3PO (che ha deciso di seguire il suo creatore dopo il funerale di Shmi) si recano in fretta a Geonosis per salvare Obi-Wan, il consiglio Jedi fa chiedere a Jar Jar Binks di esprimersi in senato affinché vengano affidati poteri d'emergenza al Cancelliere Palpatine, il quale ne fa uso per fondare l'esercito repubblicano.

Anakin e Padmé, insieme a R2-D2 e C-3PO raggiungono Geonosis, ma vengono anch'essi catturati da Dooku, il quale ordina di gettarli in un'arena insieme a Obi-Wan perché vengano giustiziati sotto gli occhi del Re Geonosiano, Dooku, Jango Fett e Nute Gunray; Padmé credendo di morire confessa ad Anakin di amarlo prima di entrare nell'arena. I tre vengono quindi legati per essere dati in pasto a tre terrificanti creature: un Reek, un Acklay ed un Nexu. Nonostante ciò, il trio riesce a tenere testa alle fiere per poi però venire circondati dai droidi da battaglia. In soccorso dei tre prigionieri giunge Mace Windu insieme ad un numeroso contingente di Jedi, presto però sopraffatti dai troppo numerosi droidi di Dooku. A sorpresa, Yoda interviene con l'esercito di cloni soldati. Su tutto il pianeta infuria una battaglia tra i cloni, affiancati dai Jedi, contro i droidi da battaglia Separatisti e i Geonosiani. Durante la battaglia viene ucciso perfino Jango Fett, decapitato da Windu.

Il conte Dooku si distacca dalla battaglia e prova a fuggire dal pianeta con in mano il progetto della futura Morte Nera, ma viene fermato da Obi-Wan e Anakin. Tra i tre si produce un selvaggio combattimento a spade laser nel quale Dooku mette fuori gioco Obi-Wan, ferendolo ad una spalla e ad una gamba, e sconfigge Anakin, intervenuto per salvare Obi-Wan dal colpo di grazia, mozzandogli parte del braccio destro. Proprio quando Dooku sta per dare il colpo di grazia ai due Jedi, Yoda arriva e duella con Dooku, un tempo suo allievo. Tra i due nasce uno straordinario, seppur breve, duello, dapprima con esibizione del potere della "Forza" e poi con le spade laser, in cui è netta la superiorità del Maestro Jedi. Dooku, con uno stratagemma, riesce però a fuggire da Geonosis con una navetta e raggiunge il suo Signore Oscuro a Coruscant, prendendo con lui i piani della terribile arma segreta. I Jedi sono incerti sul destino della Repubblica, ora che la Guerra dei Cloni è iniziata.

Intanto, su Naboo, Anakin (il cui braccio è stato sostituito da una protesi meccanica) e Padmé si sposano segretamente, con soli testimoni R2-D2 e C-3PO.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

George Lucas, regista del film, ha collaborato con Jonathan Hales alla sceneggiatura.

Dopo le recensioni miste da parte della critica al film La minaccia fantasma, Lucas ha esitato a tornare alla scrivania. Nel marzo 2000, appena tre mesi prima dell'inizio delle riprese, Lucas è riuscito a completare una bozza dell'Episodio II. Il regista ha poi continuato a lavorare sulla sua bozza, producendone una prima ed una seconda bozza preliminare. Per informazioni con la terza bozza, che sarebbe poi diventata la sceneggiatura vera e propria, Lucas ha optato su Jonathan Hales, che aveva scritto per lui diversi episodi della serie televisiva Le avventure del giovane Indiana Jones, ma aveva limitata esperienza di scrittura di film cinematografici. Lo script finale è stato completato solo una settimana prima dell'inizio delle riprese.

Per scherzo, il titolo provvisorio del film era Jar Jar's Big Adventure, un riferimento sarcastico alle numerose critiche negative al personaggio in Episodio I.[2]

Nello scrivere L'Impero colpisce ancora, Lucas inizialmente decise che Lando Calrissian era un clone che è venuto da un pianeta di cloni che hanno poi causato le "Guerre dei Cloni" menzionate da Obi-Wan Kenobi in Una nuova speranza;[3][4] in seguito ha poi rivisto in parte questa sua idea, mantenendo l'esercito di cloni che provenivano da un pianeta remoto e che sono stati utilizzati dalla Repubblica come un esercito nella guerra che ne seguì.[5]

Per Lucas "La storia di Anakin Skywalker è nella tradizione delle avventure mitologiche classiche. Come tutti gli eroi di questa mitologia, i suoi difetti sono quelli che ognuno porta in sé, e questo è ciò che lo rende umano. Nel suo nuovo film, George Lucas fa iniziare una nuova fase del cammino di Anakin. Gli fa scoprire "le emozioni più intense: la rabbia, l'odio, sentimenti di perdita, il possesso, la gelosia."

Cast[modifica | modifica wikitesto]

  • Ewan McGregor interpreta Obi-Wan Kenobi: Maestro Jedi e mentore di Anakin Skywalker.
  • Natalie Portman interpreta Padmé Amidala: ex regina di Naboo, successivamente è stata eletta senatrice del pianeta.
  • Hayden Christensen interpreta Anakin Skywalker: apprendista Padawan di Obi-Wan, che è cresciuto come potente ma arrogante Jedi.
  • Ian McDiarmid interpreta Palpatine: ex senatore di Naboo e segretamente un Signore dei Sith, che in seguito è stato eletto Cancelliere Supremo della Repubblica Galattica.
  • Samuel L. Jackson interpreta Mace Windu: Maestro Jedi che siede nel Consiglio Jedi, e che guarda con diffidenza la politica del Senato Galattico.
  • Christopher Lee interpreta il Conte Dooku: ex Maestro Jedi che ora guida il movimento separatista, è il nuovo apprendista Sith di Darth Sidious.
  • Anthony Daniels doppia C-3PO: è un droide protocollare costruito da Anakin per sua madre.
  • Kenny Baker come R2-D2: è un droide astromeccanico spesso impegnato in varie missioni con Anakin e Obi-Wan.
  • Frank Oz doppia Yoda: il vecchio Gran Maestro Jedi Gran Maestro, proveniente da un pianeta sconosciuto, siede nel Consiglio Jedi e è l'istruttore per la giovane Jedi.

Ahmed Best, Pernilla August, Oliver Ford Davies, Andy Secombe, e Silas Carson riprendono i loro ruoli da La minaccia fantasma rispettivamente come Jar Jar Binks, Shmi Skywalker, Sio Bibble, Watto, e Nute Gunray, con Carson che interpreterà anche Ki-Adi-Mundi, un membro del Consiglio Jedi. Alethea McGrath è Jocasta Nu, il capo bibliotecario degli Archivi Jedi. Temuera Morrison interpreta Jango Fett, un cacciatore di taglie Mandaloriano che fornisce il suo DNA da utilizzare per scopi di clonazione, nella creazione dell'esercito dei cloni. Jimmy Smits interpreta Bail Organa, un senatore della Repubblica, e Jay Laga'aia il capitano Typho, il capo della sicurezza della senatrice Padmé Amidala. Daniel Logan è il giovane Boba Fett, il figlio di Jango, creato da questo. Leeanna Walsman ritrae Zam Wesell, una cacciatrice di taglie che cambia forma e partner di Jango, a cui è stato affidato il compito di assassinare Padmé. Jack Thompson interpreta Cliegg Lars, un coltivatore di umidità che ha liberato e sposato Shmi, diventando così il patrigno di Anakin Skywalker. Joel Edgerton e Bonnie Piesse ricoprono i ruoli rispettivamente di Owen Lars, il figlio di Cliegg Lars e fratellastro di Anakin, e Beru Whitesun, moglie di Owen. Ayesha Dharker appare come Jamillia, la regina di Naboo, Rose Byrne e Verónica Segura interpretano rispettivamente Dormé e Cordé: la prima è un'ancella di Padmé mentre e la seconda viene uccisa durante un tentativo di assassinio alla senatrice Amidala.

Per scegliere chi dovesse interpretare il giovane Anakin Skywalker, è stata eseguita una grande ricerca in tutti gli Stati Uniti. Lucas provinò vari attori, per lo più sconosciuti, prima di scegliere Hayden Christensen. Tra i molti attori affermati che fecero il provino, ci furono Jonathan Brandis, Ryan Phillippe,[6] Colin Hanks[7] e Paul Walker.[8] Leonardo DiCaprio ha inoltre incontrato Lucas per il ruolo, ma è stato "assolutamente non disponibile" secondo il pubblicista di DiCaprio Ken Sunshine.[9] Natalie Portman, uno dei personaggi principali, ha poi dichiarato che la rivista Time ha detto su Christensen che "ha dato una grande interpretazione. Poteva contemporaneamente essere spaventoso e dall'aspetto giovanile."[10]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

La Plaza de España fu la location per il palazzo di Naboo.
La Villa Del Balbianello fu la location per la regione dei laghi di Naboo.

Le riprese di Episodio II sono iniziate ufficialmente il 26 giugno 2000 e terminate il 20 settembre. Riprese aggiuntive sono state eseguite nel marzo 2001. Durante questo periodo è stata girata una nuova sequenza d'azione, riguardante la fabbrica di droidi: Lucas ha deciso tale inserimento dopo aver visto che nel film mancava un ritmo abbastanza veloce nel lasso di tempo corrispondente. La previsualizzazione della sequenza è stata affrettata, e le riprese live-action sono state girate entro quattro ore e mezza.[11] Come per il precedente e successivo film della trilogia prequel, le riprese di Episodio II sono state girate presso i sette studi cinematografici Fox in Australia.

Le scene di Naboo, in particolare quelle nella regione dei laghi, Varekino, sono state girate quasi interamente in Italia all'interno di Villa Balbianello a Lenno, sul Lago di Como. Alcune scene di Naboo sono state girate a Siviglia nella celebre Plaza de España. Le scene girate in Italia sul lago di Como sono state poi ritoccate per eliminare i centri abitati, aggiungere due isole al centro del lago e le cupole sui tetti della villa, mentre come ambientazione per gli interni del palazzo reale dei Naboo è stata usata la Reggia di Caserta, come nel precedente film La minaccia fantasma.

L'attacco dei cloni, a differenza del primo film della trilogia, è stato il primo film della saga di Star Wars a essere stato girato interamente con la tecnologia digitale; è stato anche uno dei primi film del nuovo millennio a essere girato con quella tecnologia avanzata. Il produttore Rick McCallum lo ha definito "cinema virtuale".[11] Il personaggio di Yoda, a differenza dei precedenti film, è stato completamente realizzato in computer grafica, così come l'intero esercito di cloni.[12]

Liam Neeson sarebbe dovuto apparire brevemente come Fantasma di Forza appartenente al defunto Jedi Qui-Gon Jinn, ma un incidente di moto gli impedì di partecipare alle riprese. Nonostante questo, nel film è presente una battuta fuori campo di Neeson, durante la meditazione di Yoda (durante il massacro dei Tusken da parte di Anakin).

Su sua richiesta personale Samuel L. Jackson, interprete di Mace Windu, ha ricevuto una spada laser che emetteva un bagliore ametista, al contrario dei tradizionali blu e verde per i "buoni" e rosso per i "cattivi".[13]

Effetti speciali[modifica | modifica wikitesto]

Il film si basa quasi esclusivamente su animazione digitali, invece di utilizzare gli storyboard per previsualizzare le sequenze per la modifica nella fase iniziale della produzione del film. Mentre Lucas aveva usato altri modi di produrre bozzetti basati sul movimento in passato, dopo La minaccia fantasma è stata presa la decisione di sfruttare la crescente tecnologia digitale.[11] Il processo è iniziato con la creazione del montatore Ben Burtt di ciò che il reparto ha definito come "videomatics", così chiamati perché sono stati girati da una videocamera domestica. In questi videomatics, gli assistenti di produzione e gli altri addetti del reparto hanno agito fuori dalle scene di fronte ai greenscreen. Utilizzando immagini generate al computer (CGI), il dipartimento di previsualizzazione hanno successivamente riempito lo schermo verde con sfondo ruvido filmati. Burtt ha poi tagliato insieme questo filmato e inviato a Lucas per le modifiche e l'approvazione. Il risultato è stato un esempio approssimativo di ciò che il prodotto finale sarebbe dovuto essere. Il reparto di previsualizzazione ha quindi creato una versione più fine del videomatic creando uno story reel, in cui gli attori, oggetti di scena del set sono stati sostituiti da controparti digitali per dare un'idea più precisa, ma ancora ruvida, di ciò che si sarebbe poi visto sullo schermo. L'animatic è stato poi portato sul set e mostrato agli attori in modo che potessero capire il concetto di scene riprese in mezzo alla grande quantità di bluescreen utilizzati. Diversamente dalla maggior parte delle sequenze d'azione, per la Battaglia di Geonosis non sono stati realizzati storyboard ma sono stati creati grazie alla computer grafica. Al reparto animazione è stato dato il via libera per quanto riguarda gli eventi da creare all'interno dell'animazione; Lucas ha chiesto inoltre che si potessero essere grandi momenti d'azione che lui avrebbe scelto e approvato in seguito.[11]

Oltre ad introdurre la macchina fotografica digitale, L'attacco dei cloni ha portato sullo schermo i "doppi digitali", ovvero modelli generati al computer degli attori, al posto delle controfigure tradizionali. È anche migliorata l'autenticità dei personaggi generati al computer con l'introduzione di una nuova versione completamente in CGI del personaggio Yoda. Rob Coleman e John Knoll hanno preparato due test di Yoda realizzato in CGI con la voce presa da L'Impero colpisce ancora. L'aspetto di Yoda in Episodio V è stato il punto di riferimento per la creazione di Yoda digitale; Lucas ha ripetutamente affermato al reparto di animazione che "il trucco" per l'animazione della versione CGI doveva essere come quello del burattino da cui si è basato, al fine di mantenere un flusso di continuità. Frank Oz (voce e burattinaio di Yoda nella trilogia originale e in La minaccia fantasma) è stato consultato; il suo consiglio principale è che Yoda dovrebbe apparire estremamente vecchio, indolenzito, e distaccato.[12] Coleman ha poi spiegato il processo per rendere Yoda digitale come la versione marionetta, dicendo: "Quando Frank [Oz] sposta la testa, le orecchie avrebbero dovuto dondolare, altrimenti non sarebbe simile a Yoda ".[14] Durante la lotta con la spada laser tra il Conte Dooku e Yoda, per le scene con acrobazie e per i movimenti più complessi, l'allora 78enne Christopher Lee ha chiesto di poter usare una controfigura. Il volto di Lee è stato sovrapposto sul corpo della controfigura in tutti i diversi primi piani, da lui stesso eseguiti. Lucas ha spesso definito cruciale il momento del duello per il reparto di animazione, che aveva il potenziale per essere divertente piuttosto che drammatica.[12]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il compositore John Williams

La colonna sonora del film è stata scritta e diretta da John Williams, compositore che ha lavorato a tutti i sette film della saga. Secondo Rob Theakston, "Williams ha ormai sviluppato un proprio linguaggio musicale che scorre parallelo a quello di Lucas, permettendo un ottimo prodotto finale".[15]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (colonna sonora).

La tracklist è composta da 13 tracce più una traccia bonus (dal titolo "On the Conveyor Belt") che si poteva ottenere comprando il Cd in uno dei negozi appartenenti alla catena di supermercati americana "Target". Il Cd (uscito il 23 aprile 2002), per un periodo limitato, aveva quattro diverse copertine (oltre a quella normale, la locandina, erano ritratti Anakin e Padmé, Yoda e Jango Fett) ed era allegato un CD-ROM contenente un salvaschermo per PC.[16]

Il 15 marzo 2016, è stata rilasciata una versione della colonna sonora in edizione limitata in vinile. Solo 1.000 copie sono state stilate inizialmente.[17]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Main Title and Ambush on Coruscant – 3:46
  2. Across the Stars – 5:33
  3. Zam the Assassin and the Chase Through Coruscant – 11:07
  4. Yoda and the Younglings – 3:55
  5. Departing Coruscant – 1:44
  6. Anakin and Padme – 3:57
  7. Jango's Escape – 3:48
  8. The Meadow Picnic – 4:14
  9. Bounty Hunter's Pursuit – 3:23
  10. Return to Tatooine – 6:57
  11. The Tusken Camp and the Homestead – 5:54
  12. Love Pledge and the Arena – 8:29
  13. Confrontation with Count Dooku and Finale – 10:45
Traccia bonus esclusiva di Target
  1. On the Conveyor Belt – 3:02

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Lucas ha dichiarato che l'ascesa di Palpatine al potere è molto simile a quella di Adolf Hitler nella Germania nazista; come Cancelliere del Reich, gli vengono concessi "poteri di emergenza", come avviene al Signore Oscuro dei Sith.[18] I confronti sono stati fatti anche con Ottaviano che divenne Augusto, il primo imperatore di Roma e con Napoleone Bonaparte, che è salito al potere in Francia dal 1796 al 1799. Ottaviano è stato responsabile della morte di centinaia di oppositori politici ben prima che gli venissero concessi pieni poteri; Bonaparte è stato nominato Primo Console a vita (e poi Imperatore) da parte del Consolato Francese dopo un tentativo fallito alla sua vita e al successivo colpo di Stato del 18 brumaio nel 1799.[19] Possono essere individuati anche riferimenti alla guerra civile americana.[19]

La studiosa inglese Anne Lancashire descrive L'attacco dei cloni come "davvero molto politico nella sua narrativa", a tal punto che le relazioni interpersonali sono fatti subordinati al dramma politico che si dispiega, e "una critica del ruolo sempre più importante dell'economia e della politica contemporanea del primo mondo e della politica internazionale in generale ". In questo dramma politico, la Federazione dei Mercanti, l'ex idealista Dooku e Palpatine "[rappresentano] l'avidità economica e politica e l'ambizione (...) delle classi politiche e le imprese", mentre i Jedi sono diventati una forza di aggressione, e il paesaggio urbano di Coruscant si è trasformata in un ambiente distopico che fa riferimento al film del 1982 di Blade Runner.[19]

Il Giornalismo di guerra, i film di combattimento, e le riprese dei combattimenti della Seconda guerra mondiale hanno influenzato il lavoro delle riprese del film per la realizzazione della Battaglia di Geonosis, fino al punto che le mani in movimento sono state aggiunte digitalmente con sequenze generate dal computer.[19]

I film della trilogia prequel fanno spesso riferimento alla trilogia originale, al fine di contribuire a collegare i film insieme. Lucas ha spesso definito il film come una lunga poesia che fa rima.[20] Tali esempi includono la frase "Ho un brutto presentimento", usata in ogni film, e duelli di spada laser che si verificano quasi sempre sopra una fossa. Molti riferimenti che ci sono in L'attacco dei cloni si possono trovare anche ne L'Impero colpisce ancora, che è stato come L'attacco dei cloni il film centrale di una trilogia. In entrambi i film, un campo di asteroidi è lo sfondo di una grande battaglia stellare nella parte centrale del film. Obi-Wan sfugge a Jango Fett affiancando la sua astronave su un asteroide per scomparire dai sensori nemici; Ian Solo usa una tattica simile attaccando il Millennium Falcon su di uno Star Destroyer ne L'Impero colpisce ancora. John Knoll conferma sul commento DVD del film che Boba Fett, che avrebbe poi preso Ian Solo nel film L'Impero colpisce ancora, ha "imparato la lezione" dagli eventi de L'attacco dei cloni.[18] In un'altra scena, Obi-Wan chiede Anakin, "Non so perché, ma sento che tu sarai la mia fine!": questa frase è un'allusione ad una nuova speranza in cui Anakin, come Dart Fener, uccide Obi-Wan a bordo della Morte Nera. Inoltre, quando il Conte Dooku taglia il braccio di Anakin, ricorda molto la scene in cui Fener taglia la mano di Luke Skywalker ne L'Impero colpisce ancora.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un teaser trailer rilasciato in anteprima con il film Monsters & Co., un nuovo trailer per il film è andato in onda sulla rete Fox il 10 marzo 2002 tra le serie televisive Malcolm e X-Files,[21] ed è stato reso disponibile sul sito ufficiale StarWars.com lo stesso giorno. La società di ricollocamento Challenger, Gray & Christmas di Chicago ha previsto, prima del rilascio del film, che le aziende statunitensi potrebbero perdere più di 319 milioni di $ in termini di produttività a causa di dipendenti entrati in malattia, e poi diretti al cinema a vedere il film.[22]

Il film è stato presentato nell'ambito della prima edizione del Tribeca Film Festival al BMCC Performing Arts Center, 199 Chambers St. a New York[23] domenica 12 maggio, la cui proiezione ha beneficiato la Children's Aid Society, un ente di beneficenza sostenuto da George Lucas.[24] L'attacco dei cloni è stato poi proiettato fuori concorso al Festival di Cannes del 2002,[25] prima dell'uscita della versione cinematografica in tutto il mondo il 16 maggio 2002. Il film è stato anche successivamente rilasciato nei cinema in versione IMAX; la pellicola non era stato girato per l'IMAX, ma è stata convertita con il processo di rimasterizzazione digitale. A causa delle limitazioni tecniche del proiettore IMAX, è stata presentata una versione modificata di 120 minuti del film.[26]

Prima dell'uscita del film, c'è stata una serie di controversie riguardanti la pirateria. Nel 2000, un'organizzazione clandestina che si definisce Atlas Group, con sede a Perth, in Australia ha offerto una copia della sceneggiatura, al prezzo 100.000 $, a vari siti di fan e dei mass media, tra cui TheForce.Net. La trama è stato successivamente segnalata alla Lucasfilm Ltd. da parte del sito di fan.

Una copia pirata sarebbe stata realizzata per una proiezione privata, utilizzando un registratore digitale che è stato puntato verso lo schermo. Questa copia è stata diffusa su Internet, e gli analisti hanno previsto che un milione di fan avrebbero visto il film prima del giorno della sua uscita.[27] Inoltre, le autorità sequestrato migliaia di merce di contrabbando in tutta Kuala Lumpur prima del rilascio della pellicola.[28]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le proteste per il doppiaggio italiano de La minaccia fantasma, la Fox decise di cambiare società, dialoghista e direttore del doppiaggio, affidando la supervisione a Claudio Sorrentino, che corresse la pronuncia del cognome di Palpatine e rimosse l'accento russo dei Neimoidiani. Il cast rimase quasi interamente lo stesso, con tre eccezioni:

  • nel film precedente la voce di Palpatine/Darth Sidious era affidata erroneamente a due doppiatori differenti, ovvero Carlo Reali (Palpatine) e Gianni Bonagura (Sidious), mentre in questo film viene mantenuta solo la voce di Reali per entrambe le identità;
  • Francesco Pezzulli sostituisce Alessio Puccio nel ruolo di Anakin Skywalker, in seguito all'invecchiamento del personaggio;
  • Gil Baroni sostituisce Franco Chillemi nel ruolo di Sio Bibble.

Edizione home video[modifica | modifica wikitesto]

VHS, DVD, Blu-Ray[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito in DVD e VHS sul mercato italiano a novembre 2002, disponibile nell'unica edizione a due dischi.[29] Il 13 settembre 2011 il film è uscito in Blu-Ray nel cofanetto completo dell'esalogia o in quello della "Prequel trilogy".

Il 7 aprile 2015, Walt Disney Studios, 20th Century Fox, e Lucasfilm hanno annunciato congiuntamente le versioni digitali dei sei film della saga di Guerre stellari. La Walt Disney Studios Home Entertainment ha rilasciato L'attacco dei cloni su iTunes Store, Amazon Video, Vudu, Google Play e Disney Film il 10 aprile in tutto il mondo.[30]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ottenuto un buon incasso internazionale, di circa 649 398 328 $ in tutto il mondo. Nelle sale statunitensi il film ha incassato 310 676 740 $, mentre nelle sale in Italia circa 8 160 517 . Anche se è stato un enorme successo finanziario, non è riuscito a superare gli incassi ottenuti da La minaccia fantasma tre anni prima.[31]

Originalmente era prevista per il 20 settembre 2013 l'uscita nelle sale cinematografiche la riedizione in 3D,[32] ma in seguito all'acquisizione della LucasFilm da parte della Disney venne cancellata.[33][34][35] Tale riedizione in 3D però, è stata proiettata in esclusiva dal 26 luglio 2013 al 28 luglio 2013, presso la convention Star Wars Celebration Europe II ad Essen in Germania.[36]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni ha ricevuto recensioni miste da parte di critica e fans quando uscì nei cinema.[37] Sul sito Rotten Tomatoes il film ha ricevuto un indice di gradimento del 67% basato su 218 recensioni, dove è stato definito come un passo avanti rispetto al deludente La minaccia fantasma.[38] Su Metacritic, il film ha ottenuto un punteggio di 53 su 100 basato su 39 recensioni.[39]

Alcuni critici hanno definito i dialoghi del film "ingessati" e "piatti".[40] Anche la recitazione (in particolare quella di Christensen e della Portman) è stata oggetto di critiche.[41] Altri critici hanno affermato di come i fan avrebbero gradito il vedere ridotto lo spazio concesso a Jar Jar Binks.[42] Infatti il personaggio svolge solo un ruolo marginale all'interno del film e si vede brevemente. In aggiunta, le gag comiche di Jar Jar viste in La minaccia fantasma sono ridotte al minimo; mentre invece, è il personaggio di C-3PO a riprendere il ruolo di spalla comica della vecchia trilogia.

Roger Ebert, che aveva lodato tutti i precedenti film di Star Wars (Episode I incluso), diede al film solo due stellette su quattro, facendo notare: "Come ammiratore della freschezza e dell'energia dei film precedenti, sono rimasto sorpreso, alla fine di Episode II, rendendomi conto di non aver ascoltato nessuna frase o dialogo memorabile nel corso del film". Circa la relazione tra Anakin e Padme, Ebert così si espresse: "Non c'è nemmeno una parola d'amore che i due si scambiano che non sia un trito cliché."[41] Leonard Maltin, anche lui ammiratore dei precedenti capitoli della saga, assegnò due stelle su quattro alla pellicola dichiarandosi parzialmente deluso dal risultato.[43]

Nel 2003 il film ricevette una nomination agli Oscar nella categoria Migliori Effetti Speciali, ma perse in favore di Il Signore degli Anelli - Le due torri.[44] Natalie Portman venne premiata ai Teen Choice Awards, e il film ricevette un premio per il Miglior Combattimento (Best Fight) durante gli MTV Movie Awards.[45] In contrasto, Il film è stato candidato al Razzie Awards nella categoria peggior film, Peggiore attrice non protagonista a Natalie Portman, Peggior regista a George Lucas, Peggior remake o sequel e Peggior coppia per Natalie Portman e Hayden Christensen, vincendo quelli per il Peggiore attore non protagonista a Hayden Christensen e Peggior sceneggiatura a George Lucas e Jonathan Hales.[46]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati pubblicati due romanzi basati sul film, un tie-in per ragazzi dalla casa editrice Scholastic,[47] e un romanzo scritto da R.A. Salvatore, che include alcune scene uniche.[48] Un adattamento a fumetti de L'attacco dei cloni è stato scritto da Henry Gilroy e pubblicato dalla Dark Horse Comics.[49]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) British Board of Film Classification, Star Wars - Episode II - Attack of the Clones, bbfc.co.uk. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  2. ^ Kaminski, p. 347.
  3. ^ Bouzereau, p. 196.
  4. ^ Kaminski, p. 158.
  5. ^ Kaminski, p. 162.
  6. ^ (EN) Ryan Phillippe Recalls Missing Out On Anakin Role In 'Star Wars' Prequels, MTV, 27 marzo 2008. URL consultato il 1º luglio 2008.
  7. ^ (EN) John Hiscock, Colin Hanks rises in 'Untraceable', su Toronto Star, 26 gennaio 2008. URL consultato il 1º luglio 2008.
  8. ^ (EN) Looking for Anakin, BBC, 7 maggio 2002. URL consultato il 1º luglio 2008.
  9. ^ (EN) Ryan, Joal, ROLE CALL: Leo out of Anakin Sweepstakes, su hollywood.com, 4 aprile 2000. URL consultato il 24 giugno 2006.
  10. ^ Jess Cagle, Meet Mr. and Mrs. Vader, in Time, Canadian Edition, 29 aprile 2002, p. 53.
  11. ^ a b c d State of the Art: The Previsualization of Episode II DVD Special Feature, [2002]
  12. ^ a b c From Puppets to Pixels: Digital Characters in Episode II DVD Special Feature, [2002]
  13. ^ Template:Author, Inside the Actors Studio: episodio 8x15, Samuel L. Jackson, Bravo, June 2, 2002.
  14. ^ Cagle, Jess (April 29, 2002). "Yoda Goes Digital-and Conquers Too", Time Canadian Edition, page 48.
  15. ^ Articolo su Revenge of the Sith Soundtrack, disponibile qui; ultimo accesso il 14 giugno 2007.
  16. ^ Le quattro cover sono visibili qui, ultimo accesso il 31 luglio 2007.
  17. ^ Star Wars: Attack of the Clones is Being Released on Limited Edition Vinyl, su Classicalite, 29 febbraio 2016. URL consultato il 1º marzo 2016.
  18. ^ a b Star Wars Episode II: Attack of the Clones DVD commentary featuring George Lucas, Rick McCallum, Rob Coleman, Ben Burtt, Pablo Helman, John Knoll and Ben Snow, [2002]
  19. ^ a b c d Lancashire, Anne, Attack of the Clones and the Politics of Star Wars, su The Dalhousie Review, 2002. URL consultato il 20 giugno 2006.
  20. ^ "The Beginning" Making Episode I Star Wars Episode I: The Phantom Menace DVD documentary, [2001]
  21. ^ World premiere of new "Star Wars: Episode II" trailer on March 10, Hollywood.com, 1º marzo 2002. URL consultato il 21 giugno 2006.
  22. ^ Will 'Star Wars' clobber business?, CNN, 15 maggio 2002. URL consultato il 1º luglio 2008.
  23. ^ My Tribeca film festival: Robert de Niro & Jane Rosenthal, su New York Post, 15 aprile 2012.
  24. ^ The Children's Aid Society and The Tribeca Film Festival to Co-Host The... - re> NEW YORK, April 10 /PRNewswire/, PR Newswire. URL consultato il 29 giugno 2013.
  25. ^ Festival de Cannes: Star Wars Episode II: Attack of the Clones, festival-cannes.com. URL consultato il 4 novembre 2009.
  26. ^ Star Wars: Episode II | Making it BIG: Episode II — The IMAX Experience, Web.archive.org. URL consultato il 29 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2004).
  27. ^ Singer, Michael, Star Wars 'Clones' Showing Up On Web, InterNetNews, 10 marzo 2002. URL consultato il 21 giugno 2006.
  28. ^ Malaysian Clones Attack Star Wars, su The Financial Express, 15 maggio 2002. URL consultato il 21 giugno 2006.
  29. ^ Episode II: Unlocking the DVD, Starwars.com, 8 ottobre 2002. URL consultato il 1º luglio 2008 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2008).
  30. ^ Etan Vlessing, 'Star Wars' Movie Franchise Headed to Digital HD, in The Hollywood Reporter, 6 aprile 2015. URL consultato il 7 aprile 2015.
  31. ^ Star Wars: Episode II - Attack of the Clones (2002), Box Office Mojo. URL consultato il 9 giugno 2006.
  32. ^ Star Wars Episodes II and III to be Released in 3D Back-to-Back in 2013, comingsoon.net.
  33. ^ Eric Eisenberg, Star Wars Attack Of The Clones And Revenge Of The Sith Won't Be Getting 3D Re-Releases, su Cinema Blend, 28 gennaio 2013. URL consultato il 28 gennaio 2013.
  34. ^ Nikki Finke, EXCLUSIVE: No More 'Star Wars' 3D Prequel Releases; Lucasfilm Passes To Focus On New Trilogy, su Deadline Hollywood, 28 gennaio 2013. URL consultato il 28 gennaio 2013.
  35. ^ Focusing on Episode VII, Lucasfilm Postpones Episodes II and III 3D, StarWars.com, 28 gennaio 2013. URL consultato il 29 gennaio 2013.
  36. ^ Exclusive Attack Of The Clones 3D Screenings At Celebration Europe, StarWars.com. URL consultato il 29 maggio 2013.
  37. ^ Star Wars Episode II: Attack of the Clones Movie Reviews, Metacritic. URL consultato il 4 aprile 2011.
  38. ^ Star Wars Episode II: Attack of the Clones, su Rotten Tomatoes, 2002. URL consultato il 6 marzo 2011.
  39. ^ Star Wars Episode II: Attack of the Clones Movie Reviews, Metacritic. URL consultato il 4 aprile 2011.
  40. ^ Turan, Kenneth, 'Star Wars: Episode II Attack of the Clones', su Los Angeles Times, 13 maggio 2002. URL consultato il 15 giugno 2006 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2008).
  41. ^ a b Ebert, Roger, Star Wars Episode II: Attack Of The Clones, su rogerebert.com, 10 maggio 2002. URL consultato il 15 giugno 2006.
  42. ^ Corliss, Richard and Jess Cagle, (April 29, 2002). "Dark Victory," Time Canadian Edition, p. 49.
  43. ^ Leonard Maltin (Author), p. 1322 of 2004 edition, Amazon.com. URL consultato il 29 giugno 2013.
  44. ^ 75th Academy Award Nominees and Winners, su Academy of Motion Picture Arts and Sciences, 23 marzo 2003. URL consultato il 9 giugno 2006 (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2008).
  45. ^ 2003 MTV Movie Awards, MTV. URL consultato il 1º luglio 2008.
  46. ^ The 23rd Annual RAZZIE Nominations/Press Release, su Golden Raspberry Award Foundation, 10 febbraio 2003. URL consultato il 1º luglio 2008.
  47. ^ Patricia C. Wrede, Star Wars, Episode II – Attack of the Clones (Junior Novelization), Scholastic Paperbacks, 23 aprile 2002, ISBN 0-439-13928-7, OCLC 49622734.
  48. ^ Episode II Novel Paperback Edition, Starwars.com, 5 dicembre 2002. (archiviato dall'url originale il 16 novembre 2007).
  49. ^ Episode II Adaptation & Free Comic, Starwars.com, 5 marzo 2002. (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2005).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN180876653 · LCCN: (ENno2002034817 · GND: (DE4694161-7