Villa del Balbianello

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Villa del Balbianello
06VillaBalbianello.jpg
Veduta di villa del Balbianello dal porticciolo sul lago
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàLenno
IndirizzoVia Comoedia, 5 - Lenno, Via Comoedia, 5 e Via Guido Monzino 1, 22016 Tremezzina
Coordinate45°57′54″N 9°12′09″E / 45.965°N 9.2025°E45.965; 9.2025
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1785
Realizzazione
ProprietarioFondo Ambiente Italiano

La villa del Balbianello è un edificio storico che sorge a Lenno, sulle sponde del lago di Como. La villa è collocata sulla punta della penisola di Lavedo, un promontorio che si spinge nello specchio d'acqua lariano e che proprio dall'edificio ha preso il nome di "Balbianello". Il toponimo è un vezzeggiativo di "Balbiano", nome di una villa sita in località Campo.[1]

Il complesso è di proprietà del Fondo Ambiente Italiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Uno degli ambienti interni

La villa venne costruita nel 1787 su un preesistente monastero francescano[2] dal cardinale Angelo Maria Durini, che dalla famiglia Giovio aveva ottenuto anche la vicina villa del Balbiano.[3] Al cardinale, che nei periodi estivi e autunnali era solito ospitare presso la villa raduni di intellettuali (tra i quali Giuseppe Parini), si deve la realizzazione del loggiato settecentesco e dei due padiglioni da questo collegati.[3][2]

Alla morte del Durini, nel 1797 la villa passò dapprima a Giuseppe Sepolina, che la ribattezzò secondo il proprio cognome.[2] Successivamente, il complesso finì nelle mani di Luigi Porro Lambertenghi (nipote del Durini), il quale ebbe Silvio Pellico come precettore dei propri figli.[1] La gestione Porro Lambertenghi comportò un restauro della chiesa di San Giovanni e dell'ex-monastero, oltre alla realizzazione di opere finalizzate a collegare internamente tutti i corpi di fabbrica compresi tra il loggiato e la darsena.[4]

Vista della terrazza del parco

In seguito la proprietà venne acquistata da Giuseppe Arconati Visconti che, fra gli altri, ospitò nel suo salotto Giovanni Berchet, Giuseppe Giusti e Alessandro Manzoni.[5][2] Il figlio di Giuseppe, Gianmartino Arconati Visconti, fece apportare miglioramenti al giardino e alla loggia, ma al graduale declino del casato corrispose un progressivo abbandono della villa, che per più di trent'anni fu lasciata a sé stessa. Il degrado fu la causa di una piccola torre-faro, dotata di orologio e campane, installata dagli Arconati Visconti all'ingresso del porto.[5]

L'edificio cadde in stato di abbandono finché un ufficiale statunitense, Butler Ames, la rilevò e ne rinnovò il giardino. Nel 1974 venne acquisita dall'esploratore Guido Monzino,[5] erede della famiglia fondatrice della Standa. Il Monzino, che ambiva a fare della villa un polo d'interesse nazionale per quello che concerne le ricerche geografiche,[6] arredò l'edificio con cimeli provenienti dalle sue spedizioni. Monzino morì senza eredi nel 1988, lasciando la villa al Fondo Ambiente Italiano,[5][6] che divenne definitivamente proprietario dell'edificio. Da allora, la fondazione si occupa di mantenere la villa nelle condizioni in cui la lasciò l'esploratore lombardo.

La villa come set cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni 90 del XX secolo, villa del Balbianello è stata ripetutamente richiesta come location cinematografica. Nelle sue sale e giardini sono state girate varie pellicole internazionali, tra cui Un mese al lago di John Irvin (1995), Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni di George Lucas (2002) e Casino Royale di Martin Campbell (2006).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Belloni et al., p. 190.
  2. ^ a b c d Villa del Balbianello - Complesso, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 16 aprile 2021.
  3. ^ a b Belloni et al., p. 192.
  4. ^ Belloni et al., p. 193.
  5. ^ a b c d Belloni et al., p. 194.
  6. ^ a b Trabella, cap. 21.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Mario Belloni, Renato Besana e Oleg Zastrow, Castelli basiliche e ville - Tesori architettonici lariani nel tempo, a cura di Alberto Longatti, Como - Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1991.
  • Francesca Trabella, 50 Ville del Lago di Como, Lipomo, Dominioni Editore, 2020, ISBN 978-88-87867-38-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN235269761 · WorldCat Identities (ENviaf-235269761