Villa Carlotta

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Villa Carlotta
Villa Carlotta.jpg
Villa Carlotta vista dal lago.
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località Tremezzina
Indirizzo Via Regina 2
Coordinate 45°59′11.04″N 9°13′51.02″E / 45.9864°N 9.230839°E45.9864; 9.230839Coordinate: 45°59′11.04″N 9°13′51.02″E / 45.9864°N 9.230839°E45.9864; 9.230839
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1690
Uso Museo
Piani 3
Realizzazione
Proprietario Ente Morale Villa Carlotta
Proprietario storico Giorgio II Clerici

Villa Carlotta è una villa sita nel comune di Tremezzina in provincia di Como e posta sulle rive del Lago di Como. La villa è celebre sia per le raccolte d'arte conservate al suo interno, sia per il vasto giardino botanico che la circonda, parte del circuito Grandi Giardini Italiani[1].

La villa, in origine denominata Villa Clerici, fu costruita intorno al 1690 per volere del marchese Giorgio II Clerici, per celebrare le origini comasche e il successo della famiglia.

Nel 1801 la proprietà venne acquistata da Gian Battista Sommariva, all'epoca Presidente del Comitato di Governo della Repubblica Cisalpina. Personaggio illustre a Milano e collezionista d'arte, in contatto con i più illustri artisti del periodo, il Sommariva modificò gli interni della villa al fine di arricchirla con opere provenienti dalla sua collezione, che resero la villa nota in tutta Europa e luogo di interesse per personaggi come Stendhal, Lady Morgan e Flaubert.[2]

Nel 1843 la villa venne acquistata dalla principessa Marianna di Nassau, moglie del principe Alberto di Prussia, che quattro anni dopo, nel 1847, la donò alla figlia Carlotta, da cui il nome odierno Villa Carlotta, quando sposò Giorgio II, gran duca di Sassonia-Meiningen.

In seguito allo scoppio della prima guerra mondiale, la villa, in quanto bene appartenente a cittadini di stati nemici, fu soggetta a sindacato e attraversò oltre un decennio travagliato che si concluse il 12 maggio 1927 quando venne costituito l'Ente Morale Villa Carlotta che tutt'oggi gestisce la villa e i giardini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La villa sorge come un edificio di grande imponenza, all'estremità settentrionale del comune di Tremezzina, e il suo ingresso si affaccia sul lago, principale punto di accesso alla villa all'epoca della sua costruzione e fino alla metà del secolo scorso. La sua posizione permette una vista sulla penisola di Bellagio e sulle montagne che circondano il lago.

Video su Villa Carlotta

La costruzione della villa risale all'ultimo decennio del seicento, ed è rappresentativa dell'architettura di villa sul Lago di Como in età barocca.

Vista del lago dai giardini di Villa Carlotta

I Clerici[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente nota con il nome di Villa Clerici, la villa fu costruita alla fine del 1600 dal marchese Giorgio II Clerici, autorevole personaggio milanese dell'epoca. La famiglia Clerici, presumibilmente originaria della zona del lago, doveva la sua fortuna alle attività commerciali del nonno Giorgio I e dei due figli, Pietro Antonio, investito dal titolo di marchese, e Carlo. Giorgio II, figlio di Carlo, erediterà dal padre diverse proprietà a Milano e in Brianza, una notevole ricchezza e una posizione sociale di rilievo. La villa venne costruita come celebrazione del successo economico e sociale dei Clerici, e come luogo di rappresentanza e di svago.

Alla morte di Giorgio II, le ricchezze della famiglia, compresa la villa, passarono al nipote ventunenne Antonio Giorgio Clerici, che completò la costruzione dell'edificio. Giorgio Clerici, marchese di Cavenago, barone di Sozzago, cavaliere del Toson d'oro e patrizio milanese,[3] e affascinante personaggio dell'epoca, noto anche per aver fatto affrescare il salone della sua dimora milanese dal Tiepolo, morì nel 1768 dopo aver dissipato la ricchezza ricevuta in eredità dal bisnonno.

La proprietà della villa passò quindi all'unica figlia, Claudia, sposa del Conte Vitaliano Bigli.

I Sommariva[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1801 la villa venne acquistata da Gian Battista Sommariva, originario di Sant'Angelo Lodigiano, abile politico del post rivoluzione francese, collezionista d'arte e amico personale di Napoleone Bonaparte.

Nel 1802, a seguito della nomina del rivale Francesco Melzi al ruolo di vicepresidente della nascente Repubblica Italiana, la carriera politica del Sommariva fu improvvisamente interrotta. Sommariva, decise quindi, anche come forma di rivincita nei confronti del rivale, di dedicarsi al collezionismo d'arte. Attività che lo portò ad entrare in contatto con i più celebri artisti dell'epoca tra cui tra i quali Canova, David, Girodet, Prud'hon e Thorvaldsen.

Villa Carlotta, acquistata in origine a dimostrazione della posizione sociale acquisita dal Sommariva, divenne così un vero e proprio museo che attirava visitatori illustri da ogni parte d'Europa.

La villa si arricchí con capolavori, soprattutto di scultura, tra cui opere di Canova e della sua scuola e di Thorvaldsen come Palamede, Amore e Psiche, Tersicore e il monumentale fregio con i Trionfi di Alessandro Magno. Sommariva collezionava anche arte contemporanea, come Una Nevicata dalle atmosfere ovattate, dipinta da Francesco Fidanza, che oggi è alla Galleria d'arte moderna di Milano. Nelle sale della villa giunse anche il manifesto dell'arte romantica italiana, dipinto da Hayez: l'Ultimo bacio di Romeo e Giulietta.

Al fine di ospitare l'imponente numero di opere d'arte, la villa subì alcune modifiche strutturali. Vennero inoltre rimosse le decorazioni e gli arredi settecentischi.

Nel 1826, alla morte di Gian Battista, la villa passò in eredità all'unico figlio in vita, Luigi. Alla morte prematura di questi, la proprietà passò alla moglie Emilia Seillère, originaria di una nobile famiglia francese, e ai parenti secondari.

I Sassonia-Meiningen[modifica | modifica wikitesto]

Intorno al 1840, la villa insieme a quanto rimasto della ricca collezione d'arte ottocentesca, fu acquistata per 780.000 lire dalla principessa Marianna di Orange-Nassau, moglie del principe Alberto di Prussia. La coppia donò l'edificio alla figlia Carlotta di Prussia, personaggio che finì per dare il nome alla villa, in occasione delle nozze con il duca Giorgio II, principe ereditario di Sassonia-Meiningen, celebrate nel 1850

Nel 1855, a seguito della morte prematura di Carlotta, la villa passo in eredità al marito, e quindi alla casata tedesca, che ne fece la propria dimora di villeggiatura.

Durante il periodo di proprietà tedesca l'edificio non subì modifiche di rilievo. Vennero aggiunti motivi decorativi neo rinascimentali e pompeiani, da parte di artisti tedeschi e italiani, tra cui Ludovico Pogliaghi, e vennero venduti gli ultimi pezzi della collezione del Sommariva ad eccezione dei grandi dipinti e di alcune sculture.

Alla casata tedesca spetta invece il merito della cura particolare del giardino. Appassionati di botanica, il duca Giorgio II insieme al figlio Bernardo III, si prodigarono per lo sviluppo e l'arricchimento del giardino, che ancora oggi è di grande pregio storico e architettonico. Nel parco sono presenti oltre 150 varietà di azalee, ma ci sono anche antiche camelie, rododendri, cedri e sequoie secolari, platani ed essenze esotiche.

Alla morte di Giorgio II la proprietà passò al figlio, duca Bernardo III.

Il 7 maggio 1915, prima della dichiarazione di guerra dell'Italia contro l'Austria, Max Wundel, intendente della villa e uomo di fiducia dei Sassonia-Meiningen rientrò in Germania, lasciando la villa alla custodia del capo giardiniere. Quest'ultimo mantenne costanti e dettagliati rapporti con la casata tedesca, per tramite del console svizzero a Milano, fino al 18 settembre 1916, data in cui, la villa fu sottoposta a sindacato e affidata al capitano della Guardia di Finanza della compagnia di Menaggio, Giovanni Baschenis dapprima e Alberto Passeri successivamente.

Durante il periodo di sindacato, venne prodotto un dettagliato inventario - tutt'oggi in uso - dei beni presenti nella villa e della loro distribuzione. Lo scopo del sindacato era quello di garantire e vigilare sull'integrità del patrimonio, la proprietà dei quali rimaneva dei Sassonia-Meiningen.

Il periodo di sindacato si concluse a fine del 1919 con il rientro di Max Wundel, che dopo aver ripreso le redini della gestione della villa si prodigó per riaprire l'edificio e i suoi giardini al pubblico, attività che era stata interrotta durante il periodo di Sindacato.

L'Ente Morale Villa Carlotta[modifica | modifica wikitesto]

La villa fu poi affidata ad un amministratore in quanto proprietà di un cittadino nemico, e passò in seguito ad un apposito ente che ne ha ulteriormente valorizzato il museo e i notevoli giardini.

L'architettura[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione si presenta come un edificio di grande imponenza, ma, rispetto ai canoni dell'epoca, anche molto sobrio. È articolata in tre piani (di cui due sono oggi visitabili).

Le opere di arte esposte si trovano prevalentemente al piano inferiore, mentre quello superiore, dotato di una elegantissima galleria, mostra la villa prevalentemente dal punto di vista abitativo.

Il giardino botanico di villa Carlotta[modifica | modifica wikitesto]

Villa Carlotta (Tremezzo)

Il paese di Tremezzo si affaccia all'acqua con basse case a portici in uno dei punti più belli del Lario, dietro strette gradinate salgono verso le case aggrappate alla montagna, davanti lo sguardo spazia sul vasto bacino centrale del lago, sul promontorio di Bellagio, sulle rocciose Grigne e i paesini disseminati lungo la sponda orientale. Alla fine dell'abitato, sul lago, si trova la sontuosa villa Carlotta, nome dovuto a Carlotta che la ricevette come dono di nozze da sua madre, principessa Marianna di Prussia. La villa costruita in forme barocche ai primi del '700, è alla sommità di un bellissimo giardino terrazzato ricco di oltre 500 specie di piante favorite nella fioritura dalla dolcezza del clima. Nel giardino troviamo pergolati di agrumi, siepi di camelie, 150 varietà di azalee, rododendri, piante tropicali, la valle delle felci australi, palme, cedri, il giardino di bambù e conifere secolari. Al suo interno la villa accoglie opere d'arte di immenso pregio. La serra utilizzata in inverno per gli agrumi è stata trasformata in un interessante museo degli antichi attrezzi agricoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Circuito Grandi Giardini Italiani, grandigiardini.it.
  2. ^ Villa Carlotta, Lombardia Beni Culturali, lombardiabeniculturali.it.
  3. ^ Villa Carlotta - sito ufficiale, villacarlotta.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ville Storiche sul Lago di Como, a cura di Gilda Grigioni della Torre, Ivrea (TO), Priuli & Verlucca, 2001. ISBN 88-8068-175-3
  • 1927-2017 Ente Villa Carlotta - Novant' Anni di Storia, a cura di Maria Cristina Brunati e Giorgio Sassi, Pubblicazione Speciale di Villa Carlotta, 2017

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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