Dosso Pisani

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Dosso Pisani
o Il Dosso
Vila pisani dossi.JPG
Vista frontale della villa verso il lago
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
LocalitàCardina
Coordinate45°49′31.7″N 9°03′48.18″E / 45.825471°N 9.063384°E45.825471; 9.063384Coordinate: 45°49′31.7″N 9°03′48.18″E / 45.825471°N 9.063384°E45.825471; 9.063384
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1897 - 1907
Stileliberty ed eclettismo
Usoabitazione privata
Realizzazione
ArchitettoLuigi Conconi
AppaltatoreCarlo Alberto Pisani Dossi
ProprietarioFamiglia Pisani Dossi
Proprietario storicoCarlo Alberto Pisani Dossi

Il Dosso Pisani (detto anche semplicemente Il Dosso o Villa Pisani Dossi) è una villa storica che si trova a Cardina (Como).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Dossi fece realizzare la villa tra il 1897 ed il 1907

La villa venne fatta costruire dallo scrittore e diplomatico milanese Carlo Alberto Pisani Dossi come sua residenza di campagna dopo il suo ritiro dalla scena politica nel 1896. I lavori vennero affidati a Luigi Conconi, amico del Dossi, ed all'architetto Luigi Perrone di San Martino, marito di una nipote dello stesso committente che realizzarono insieme il progetto per la costruzione dell'eremo ispirandosi alle opere del pittore simbolista tedesco Arnold Böcklin, particolarmente amato dal Dossi.[1]

Oltre alla residenza di Corbetta nel milanese dove il Dossi viveva per la maggior parte dell'anno, amava ritirarsi in quest'oasi di pace e tranquillità in particolare durante il periodo estivo per beneficiare anche dello splendido clima della zona, ospitandovi spesso amici e parenti ed intrattenendosi con personalità del mondo della politica, dell'arte e della cultura dell'epoca. Si dice che Gabriele D'Annunzio si sia ispirato proprio alla residenza del Dossi a Cardina per realizzare qualche decennio dopo il suo celebre Vittoriale.[2]

Lo stesso Carlo Dossi morì in questa sua residenza il 17 novembre 1910.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La struttura, posta in posizione dominante sul Lago di Como, su uno sperone di roccia naturale del Monte Olimpino, è circondata da uno splendido parco composto da alberi ad alto fusto che, nell'ottica del Dossi, dovevano servire ad isolarlo dal resto del mondo. La villa si sviluppa su una pianta libera: essa è incentrata sull'asse nord-sud ma è composta da diverse terrazze e porticati che si stagliano su più livelli. Dall'ingresso, posto verso il giardino, si ha accesso ad un ampio vestibolo che conduce verso lo scalone d'onore e da qui poi alle stanze private per la famiglia e per gli ospiti.[1]

Il piano inferiore che si sviluppa per la conformazione stessa dell'area rocciosa dove è stato eretto il complesso, accoglie il celebre "Portico degli Amici" contraddistinto da un grande colonnato con incisi i nomi delle personalità con cui Carlo Dossi intrattenne rapporti di amicizia tra cui Tranquillo Cremona, Giuseppe Grandi, Giuseppe Rovani e Giosuè Carducci. Al centro del quadriportico si trova la "Coppa dell'Amicizia", una fontana fatta realizzare appositamente dal Dossi in marmo di Candoglia per celebrare il concetto di amicizia. Dall'area porticata si gode inoltre una splendida vista sulla città di Como e sul lago sottostante, oltre a portare l'accesso alla sala del cinematografo di cui il Dossi fu appassionato cultore.[1]

L'arredamento interno venne curato da Eugenio Quarti con dipinti ad affresco realizzati da Carlo Paolo Agazzi, allievo di Giuseppe Bertini. Alle opere interne di design in ferro battuto collaborò attivamente l'artista Alessandro Mazzucotelli.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d vedi qui
  2. ^ L. Prada, Carlo Dossi - Medici e Medicine, ed. "L'Incisione", Corbetta, 1989

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • De Carli C., Brunate tra Eclettismo e Liberty: la villeggiatura progettata dal 1890 al 1940, Brunate, 1985
  • Grigioni della Torre G., Ville storiche sul Lago di Como, Ivrea, 2001
  • Longatti A., Peverelli R., Pozzoni C., Lario romantico: personaggi, parchi, dimore di delizia e aria di lago, Como, 2006
  • Solivani T., Réseau Art Nouveau Network, uno sguardo liberty sul lago di Como, Cernobbio, 2007