Guido Monzino

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Guido Monzino
Nazionalità Italia Italia
Alpinismo Mountaineering pictogram (2).svg
Specialità roccia
 

Guido Monzino (Milano, 2 marzo 1928Milano, 11 ottobre 1988) è stato un alpinista ed esploratore italiano.

Villa del Balbianello appartenuta a Guido Monzino

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da Franco Monzino, fondatore dei grandi magazzini Standa, e da Matilde Alì d'Andrea-Peirce, nobildonna siciliana. Passò l'infanzia a Moltrasio, sul lago di Como, dove la famiglia possedeva una villa[1].

Dopo aver concluso il liceo classico, iniziò a lavorare nell'azienda del padre divenendo direttore generale, carica che ricoprì sino al 1966 quando il gruppo fu rilevato dalla Montedison. Alla metà degli anni cinquanta, quasi per caso, iniziò la sua passione per la montagna: in seguito a una scommessa salì il Cervino, accompagnato dal celebre alpinista Achille Compagnoni[1][2].

Fu successivamente autore di grandi imprese alpinistiche e sociali: 21 spedizioni in tutto il mondo, fra cui la prima e fino ad oggi unica impresa che ha raggiunto il Polo Nord con slitte trainate da cani e con equipaggiamento originale confezionato dagli eschimesi di Qaanaaq nel 1971; la prima ascensione italiana all'Everest nel 1973; il lascito al FAI della straordinaria Villa Balbianello sul lago di Como; la donazione di una tenuta al Governo cileno per l'ampliamento del Parco del Cerro Paine, la realizzazione del Rifugio Monzino per le guide di Courmayeur.[3][4]

Le sue spedizioni, condotte senza lesinare tempo e denaro, erano caratterizzate dalla meticolosa organizzazione; Monzino «era solito organizzarle di persona, studiandone nei minimi dettagli problemi di logistica ed equipaggiamento».[5]

Le spedizioni[modifica | modifica wikitesto]

Una delle otto slitte utilizzate durante la spedizione al Polo Nord, conservata a Villa del Balbianello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Claudio Smiraglia, Guglielmina Diolaiuti, MONZINO, Guido, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 76, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012. URL consultato il 23 giugno 2020.
  2. ^ Aleardo Ceol, Guido Monzino, 20 anni dopo, in "Montagnes Valdôtaines", a. XXXVI, n. 1, gennaio 2009, p. 6.
  3. ^ rifugiomonzino.com
  4. ^ Lorenzo Revojera, Quando l'alpinista era anche mecenate, "Lo Scarpone", Milano, CAI, n. 1, gennaio 2009, p. 2.
  5. ^ Aleardo Ceol, cit., p. 6.
  6. ^ Sara Bettoni, E il conte conquistò il Polo Nord, Corriere.it, 14 maggio 2016. URL consultato il 14maggio 2016 (archiviato il 14 maggio 2016).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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