Standa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Standa
Logo
Stato Italia Italia
Tipo società a responsabilità limitata
Fondazione 1931 a Milano
Chiusura
  • 2002 (abbigliamento)
  • 2010 (alimentare)
Sede principale Carmignano di Brenta (PD) legale, Milano (MI) amministrativa
Gruppo Rewe
Persone chiave Silvio Berlusconi (ex proprietario)
Settore grande distribuzione organizzata
Prodotti alimentari e beni di largo consumo
Slogan «
  • Il magazzino della famiglia Italiana
  • C'è tutto!
  • Fantastica sei!
  • La casa degli italiani.
  • Il valore dei soldi.
  • Il mondo sotto casa.
  • Un mondo che vale.
  • Il meglio per me.[senza fonte]»

Standa è stata una catena italiana di supermercati, attiva dal 1931 nel settore italiano dei grandi magazzini di fascia media, il cui marchio è stato oggetto di numerose e profonde trasformazioni societarie[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 maggio 1931 il cavalier ragioniere Franco Monzino, lasciando la direzione dell'UPIM e possedendo un capitale di 50.000 lire, fondava col fratello Italo, la sorella Ginia Monzino in Borletti e il rag. Tullio Astesani la Società Anonima Magazzini Standard.
La società venne insediata a Milano nel magazzino di via Torino ang. via Valpetrosa rilevando il bazar "33".
Il 21 settembre dello stesso anno nei locali di via Torino, 38 a Milano nasceva la prima filiale Standa con successo strepitoso di pubblico e di critica nel campo commerciale e industriale.[2]

Nei primi anni si susseguono le aperture di nuovi negozi in tutta la penisola principalmente grazie al rilevamento di vecchi negozi preesistenti.

Il nome societario venne messo in pericolo nel 1938 quando durante una parata in corso Umberto (oggi via del Corso) a Roma il duce vide l'insegna "Standard" e diede ordine che tale barbarismo fosse soppresso. La direzione della società cerca di ovviare al problema risolvendo brillantemente con la modifica del nome in Standa (acronimo di Società Anonima Tutti Articoli Nazionali Dell'Arredamento e Abbigliamento).[3]

Nel 1940, nonostante l'inizio del secondo conflitto mondiale, la società inoltra ben 44 domande di licenze di esercizio in vari comuni italiani per l'apertura di nuovi magazzini.[4]
Il secondo conflitto mondiale porta alla chiusura di 19 negozi, che furono distrutti o danneggiati e 20 negozi che rimangono in parte attivi. Dai 38 negozi del 1943 si passa ai 33 negozi del 1951.[5]

Con la fine della guerra si avvia il piano di recupero o trasferimento dei negozi esistenti e nel 1952 avviene la prima inaugurazione di un nuovo negozio a Napoli nel quartiere Vomero.[6]

Angelo Roncalli patriarca di Venezia (futuro Papa Giovanni XXIII) in visita ai magazzini Standa di Venezia Campo San Luca.

Nel 1956 viene aperto il primo reparto alimentare nella filiale di Via Diaz a Napoli, così da ampliare l'offerta dei grandi magazzini di abbigliamento con gli alimentari.
Due anni più tardi, nel 1958, si attiva la formula del self-service per il supermercato di Milano via Torino angolo via della Palla, formula che poi verrà applicata a tutti i supermercati della catena.[7]

Nel 1962 viene aperto il primo magazzino, a Torino in corso Giulio Cesare, dotato di parcheggio privato per i clienti.

Nel 1963 con l'apertura del magazzino di Sesto San Giovanni viene estesa la formula self-service anche per i reparti tradizionali.

Acquisto da parte di Montedison[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 1966[8] il gruppo conta 124 filiali e viene acquisito dalla Montedison; nel corso di alcuni anni la catena si sviluppa nel Paese e acquista vecchi locali e teatri nei centri delle principali città italiane per convertirli in propri magazzini. Nei primi anni dopo l'acquisto non viene apportata alcuna modifica né alla dirigenza né all'immagine commerciale di Standa.

Maxi Standa di Castellanza (Va), all'inaugurazione del settembre 1971.

Nel 1968 viene acquisita la Multinegozi Spa attiva da 10 anni nel milanese con 10 fra supermercati e magazzini che nel corso del 1970 vengono trasformati in filiali Standa.

Nel 1970 vengono rilevate le catene DIADI di Torino e Rialto di Venezia, che portano ad un cospicuo incremento delle filiali Standa in Piemonte e nel Veneto.

Nel 1971 il gruppo, con 219 filiali, inaugura il primo ipermercato sito a Castellanza (VA) con insegna "Maxi Standa". Sempre dallo stesso anno il gruppo, primo in assoluto, inaugura nuovi magazzini e supermercati in affiliazione.[9]

Nel 1973 viene acquisita la Magazzini Gamma attiva in tutto il paese con 36 magazzini, nel corso dell'anno vengono tutte trasformate in filiali Standa.

Nel 1975 il gruppo dà vita alla joint venture EuroStanda con l'inaugurazione dell'ipermercato di Paderno Dugnano (MI), poi ridenominata Euromercato dal 1980, destinata ai grandi ipermercati, insieme al gruppo francese Carrefour; successivamente, nel 1984, ne rileverà l'intera proprietà.

Acquisto da parte di Fininvest[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 luglio 1988[10] è stato acquisito dalla Fininvest di Silvio Berlusconi (per quasi 1.000 miliardi di lire) il 70% della Standa da Iniziativa Meta del gruppo Ferruzzi-Montedison, diventando la Casa degli italiani, godendo di un enorme battage pubblicitario sulle televisioni del "Cavaliere", con volti noti della televisione come testimonial (Marco Columbro, Lino Banfi, Enzo Iacchetti, Sandra Mondaini, Raimondo Vianello, Mike Bongiorno, Vincenzo Salemme, Marta Marzotto, ecc.)

Nei primi anni novanta la catena è stata colpita da vari attentati dinamitardi prima di stampo mafioso nelle filiali di Catania, poi di vario tipo negli anni successivi in varie filiali di Roma, Milano, Modena, Firenze, Trento e Brescia.[11]

Nel 1990 con l'inaugurazione dell'ipermercato di Anzio (RM) inizia una serie di nuove aperture di ipermercati di media dimensione; l'anno successivo, invece con l'inaugurazione di Sesto San Giovanni (MI), era prevista una serie di aperture di nuovi grandi magazzini ad alto livello di immagine, cosa che poi non ebbe seguito.[12]

Nello stesso anno, presso 13 filiali Standa ed Euromercato (Bari, Biella, Bologna, Brescia, Castellanza, Catania, Foggia, Messina, Milano (2), Palermo, Roma, Torino e Carugate), vengono allestiti corners promozionali permanenti[13] della Five Viaggi, società del Gruppo Fininvest specializzata nella vendita di pacchetti turistici[14][15]. Il tentativo di promuovere e vendere questi ultimi all'interno della grande distribuzione non portò comunque i risultati sperati, tanto da costringere l'interruzione della partnership poco tempo dopo[16].

Nel 1991 il gruppo acquisisce il controllo dei Supermercati Brianzoli e nel 1993 vengono aperti nuovi ipermercati, tra cui quello di Grugliasco (TO) nell'allora gigantesco Centro Commerciale Le Gru, che finisce immediatamente al centro di una clamorosa storia di tangenti.[17]

Nel maggio 1994 il gruppo realizzò una joint-venture con Viacom, per l'apertura di un primo punto vendita in Italia della catena internazionale Blockbuster, specializzata nell'home video.

All'inizio del 1995, con l'azienda in seria crisi finanziaria, il ramo che gestiva gli ipermercati col marchio Euromercato venne ceduto al gruppo GS.[18]

Intanto, sempre nello stesso anno, il gruppo Standa costituì una holding ("Holding dei Giochi") assieme a Giochi Preziosi per rilevare le catene Grazzini e Toys Center, grandi superfici specializzate nei giocattoli.[19]

Nel 1996 iniziò un processo di restyling delle filiali, partendo dal modello della filiale di Milano Corso Vercelli. Inoltre iniziò un progetto di apertura di nuove filiali all'estero con un primo magazzino inaugurato a Budapest.

Inoltre nello stesso anno venne inaugurato il primo Superstore Standa a Luino (VA).

Nel luglio 1997 la Standa abbandonò la Borsa.[20]

Nel 1998 Berlusconi scorporò e vendette il gruppo Standa; il settore non alimentare al gruppo Coin e il settore alimentare (Standa Commerciale SpA) a Gianfelice Franchini, ex proprietario dei Supermercati Brianzoli.
A tal proposito Berlusconi dichiarerà in seguito di esser stato costretto a vendere la Standa successivamente alla sua entrata in politica, affermando che in Comuni gestiti da giunte di centrosinistra non gli concedevano le necessarie autorizzazioni per aprire nuovi punti vendita.
Secondo i critici di Berlusconi l'acquisizione e la successiva vendita della Standa sarebbe stata determinata dalla volontà di creare una liquidità per il gruppo Fininvest, che attraversava un difficile periodo tra il 1990 e il 1994 (egli stesso aveva asserito di essere esposto con le banche per una cifra in lire di diverse migliaia di miliardi).[21]

Acquisto del settore abbigliamento da parte del Gruppo Coin[modifica | modifica wikitesto]

Il settore non-alimentare passò nel 1998 per 2,7 miliardi di lire al gruppo Coin, che procedette alla ridenominazione di gran parte dei magazzini Standa in Oviesse e di alcuni in Coin, investendo per la ristrutturazione secondo le immagini aziendali del gruppo. Per altri magazzini, il Gruppo Coin ha effettuato degli accordi con Fnac e Benetton.[22]

Acquisto del settore alimentare[modifica | modifica wikitesto]

Il settore alimentare venne suddiviso nel 1998:

  • i negozi del Nord furono acquisiti in società con il Mediocredito Lombardo da Gianfelice Franchini (ex proprietario dei Supermercati Brianzoli ed ex amministratore delegato di Standa).
  • i negozi presenti nel Centro e nel Sud furono acquisiti dal Gruppo Cedi (Conad)

In questi tre anni si avvia un piano di rinnovo dei negozi esistenti consolidando l'immagine di Standa soprattutto nelle regioni del centro-nord.

Acquisto da parte di Billa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Billa.
Logo Billa

Nel 2001 i supermercati Standa, assieme al marchio, sono stati ceduti all'austriaca Billa controllata dal gruppo tedesco Rewe.[23]

Loghi storici[modifica | modifica wikitesto]

Sedi sociali[modifica | modifica wikitesto]

Le sedi della Standa[24]

Sedi sociali della Standa Spa
  • 1931 - 1935   Via Torino 38, Milano
  • 1935 - 1973   Via Celestino IV 6, Milano
  • 1973 - 1982   Foro Bonaparte 31 (c/o Montedison), Milano
  • 1982 - 1997   Milanofiori Strada 4 - Palazzo Q/1, Rozzano MI
  • 1997 - 2001   Via Francesco Sforza 9 - Pal. Galeno - Milano 3 City, Basiglio MI
  • 2001 - 2010   Via dei Missaglia 97, Milano

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La capogruppo Rewe ha aperto un supermercato a insegna Standa in Germania, nella città di Colonia, con una forte presenza di prodotti italiani.

La Standa sul grande schermo[modifica | modifica wikitesto]

La Standa è stata protagonista in passato di vari film e concorsi televisivi:

Testimonial pubblicitari della Standa[modifica | modifica wikitesto]

Marco Columbro testimonial per la Standa nel 1988.

Sponsorizzazioni televisive[modifica | modifica wikitesto]

Sponsorizzazioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

La Viola Reggio Calabria nel 1988/89 con lo sponsor Standa

Due squadre di basket maschile hanno usato in passato il nome Standa per le proprie squadre cittadine:

e una di basket femminile:

  • Standa Milano

La Standa ha avuto anche una squadra di calcio a Roma che ha partecipato ai campionati dilettantistici fino alla categoria Promozione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marika Gervasio, Standa va in soffitta, arriva Billa, in Il Sole 24 Ore, 04 febbraio 2010. URL consultato il 21 marzo 2012.
  2. ^ 25º anniversario Magazzini Standa 1931-1956, p. 47, Magazzini Standa, 1956.
  3. ^ 25º anniversario Magazzini Standa 1931-1956, p. 48, Magazzini Standa, 1956.
  4. ^ 25º anniversario Magazzini Standa 1931-1956, p. 50, Magazzini Standa, 1956.
  5. ^ 25º anniversario Magazzini Standa 1931-1956, p. 52, Magazzini Standa, 1956.
  6. ^ 25º anniversario Magazzini Standa 1931-1956, p. 57, Magazzini Standa, 1956.
  7. ^ La Standa ieri oggi domani, p. 39, Standa Milano, 1971.
  8. ^ Marco Marchetti, L'Edison assorbe la Standa ed entra nei supermercati, in L'Unità, 10 giugno 1966. URL consultato il 19 giugno 2012.
  9. ^ Magazzini Standa, La Standa ieri oggi domani, p. 107, Standa Milano, 1971.
  10. ^ Marco Panara, Berlusconi compra la Standa, in la Repubblica, 15 luglio 1988. URL consultato il 19 maggio 2011.
  11. ^ Carlo Chianura, Standa nel mirino, raffica di attentati, in la Repubblica, 2 luglio 1994. URL consultato il 22 agosto 2009.
  12. ^ Gli ipermercati Standa ricominciano da Anzio, in Largo Consumo, ottobre 1990, p. 30.
  13. ^ Franco Rosso, 50 anni di tour operating in Italia, p. 101, Hoepli, 2002.
  14. ^ Talvolta identificata col nominativo Five Travel
  15. ^ Filmato audio Spot Standa 1990-91: breve riferimento alla Five Travel, su YouTube, a 1 min 16 s. URL consultato il 24 ottobre 2014.
  16. ^ Franco Rosso, 50 anni di tour operating in Italia, p. 102, Hoepli, 2002.
  17. ^ Claudio Mercandino, Massimo Novelli, Affare 'Le Gru' a Torino il giudice ordina sei arresti, in la Repubblica, 15 dicembre 1993. URL consultato il 24 luglio 2009.
  18. ^ Nino Sunseri, Berlusconi vende Euromercato, in la Repubblica, 24 dicembre 1994. URL consultato il 24 luglio 2009.
  19. ^ Standa, una holding per giocare, in la Repubblica, 24 maggio 1995. URL consultato l'11 settembre 2009.
  20. ^ Addio alla Borsa per Standa, in Corriere della Sera, 26 luglio 1997. URL consultato il 29 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il ).
  21. ^ Ettore Livini, Berlusconi incassa 141 milioni Nel 2005 dividendi raddoppiati, in la Repubblica, 23 febbraio 2006. URL consultato il 19 dicembre 2006.
  22. ^ Vittorio Malagutti, Standa riparte da Coin e Franchini, in Corriere della Sera, 30 dicembre 1998. URL consultato il 03-04-2015 (archiviato dall'url originale il ).
  23. ^ Giorgio Lonardi, La Standa diventa tedesca alla Rewe 119 supermercati, in la Repubblica, 28 dicembre 2000. URL consultato il 03-04-2015.
  24. ^ Pubblicazioni varie della Standa Spa in vari anni
  25. ^ Davide Frattini, Dal 10 ottobre ogni giorno mezz'ora di televendite non stop, in Corriere della Sera, 23 settembre 1994, p. 37. URL consultato il 9 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il ).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 25º anniversario Magazzini Standa 1931-1956, Milano, Standa Milano, 1956.
  • La Standa ieri oggi domani, Milano, Standa Milano, 1971.
  • L'Eco della Standa, Milano, Standa Milano, 1949-1955.
  • Standa: notiziario bimestrale di vita aziendale della Standa, Milano, Standa Milano, 1955-1975.
  • Professione Standa: trimestrale riservato al personale della Standa s.p.a., Rozzano, Standa Milano, 1987-1992.
  • Notizie Standa: trimestrale riservato al personale della Standa s.p.a, Rozzano, Standa Milano, 1993-1997.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]